venerdì 1 gennaio 2010

Almanacchi nuovi

Vi ricordate il Dialogo tra un venditore d'almanacchi e un passeggere di Leopardi? A scuola l'abbiamo fatto tutti.
Il venditore d'almanacchi assicura che il nuovo anno sarà eccezionale, il passeggero gli chiede se, sapendo già com'è andata, rivivrebbe la sua vita e il venditore d'almanacchi risponde che no, non la vorrebbe rivivere affatto. Insieme concludono che allora la vita di ogni uomo è maggiormente costellata di dolori che di gioie, e che l'anno nuovo si attende sempre con speranza perché quello passato è stato deludente, ma sarà anch'esso una delusione.
Faccio quest'operetta a scuola ogni anno, quando ho il triennio, ogni anno chiedo agli alunni cosa farebbero loro, e ogni anno mi rispondono che nemmeno loro vorrebbero rivivere da capo la loro giovane vita.
Io non ho avuto quella che si dice una giovinezza spensierata - ma chi ce l'ha? Rowling docet -, ma oggi mi ritrovo a fare il conto delle giornate vissute e rispondo che sì, le rivivrei tutte, ben sapendo che quelle brutte sono state assolutamente molto più numerose di quelle belle. Ma chi se ne frega. Vale la pena passarle, per arrivare qui. In fondo è un po' come il parto (che ho ancora ben fresco nella memoria): il travaglio è allucinante e avrei voluto che mi aprissero la pancia con un coltellaccio alla Rambo, ma poi ho avuto il patato. Sì, lo rifarei.
In una delle sue patetiche pubblicità buoniste, Richard Gere - che avrebbe dovuto continuare a fare il sex symbol, invece che il buddista - sostiene che l'importante non è la meta, ma il viaggio. Per forza, pubblicizza un'auto costosissima (alla faccia del disinteresse alle cose mondane postulato dal buddismo...).
Con un finissimo francesismo, io dico: stronzate.
L'importante è la meta.
E la mia meta è questa.
Ho un marito eccezionale con cui stavo facendo appassionatamente l'amore allo scoccare della mezzanotte (beh, questo è un blog per maggiorenni, no?).
Ho un bimbo - lo gnomo da foresta, cara Anna - che mi sfibra in un'ora ma che sorride ogni volta che mi vede anche solo da lontano, e ha una risata incredibile.
Ho una famiglia, finalmente, la mia famiglia, io che non sapevo cosa fosse e nemmeno sapevo di poterla avere, e nemmeno sapevo di desiderarla.
Per cui: almanacchi, almanacchi nuovi per tutti voi.
Credo che quest'anno nuovo sarà felicissimo.

2 commenti:

  1. Anch'io rivivrei subito ogni istante della mia vita, perchè è proprio attraverso tutte le esperienze - non importa se più brutte che belle - che ho vissuto, che ora sono qui... grazie Francesca per avercelo fatto ricordare! Ah, anch'io ho passato un bel Veglione + Capodanno! :)
    Auguri di cuore!!!
    Saluti a tutti voi! Bacione!

    RispondiElimina
  2. Cara Mirya (si, ho capito che ti chiami Francesca, ma io adoro i nick, ci sarà pur un motivo per cui una se lo sceglie no? Il mio è il grande amore che è stata per me l'indimenticabile Miriam Makeba),

    anche per me un almanacco, grazie. Anch'io rifarei tutto, perchè mi ha portato qua dove sono ora, all'amore, alle teste profumate dei miei gnomi, agli occhi dolcissimi del mio biondo.

    Sul viaggio e la meta mi confermi di essere la donna determinata e grintosa che avevo già intravisto, nei post qua sul blog e nei tuoi personaggi, Ginny e Bella per dirne due a caso...
    Concordo che il Gere brizzolato che predica per un commercial è irritante, ma, almeno per me la meta non è sempre stata, diciamo, unica.

    O meglio: alcune mete della mia vita le avevo chiare, ma lungo la strada per raggiungerle ho 'visto cose, ho conosciuto mondi che voi umani non potete neanche immaginare...' che hanno dato sapore e colore diverso a quella stessa strada, e anche se alla fine arrivavo alla meta che mi ero preposta quando arrivavo non ero più la stessa.
    Voglio chiarire che NON sto dicendo che la meta è il viaggio, anzi trovo questa affermazione irritante e tipica di certi fannulloni sfaccendati con tanta voglia di giustificare sè stessi.
    Il processo di cui parlo nella ricerca scientifica (che è la mia realtà) si chiama 'Serendipity' e consiste nel preporsi una meta, progettare un viaggio per raggiungerla, ma partire consapevoli che lungo la strada si incontreranno cose impreviste, succederanno fatti nuovi non pianificati, che magari potrebbero dare nuovi significati alla meta originale oppure generare nuove domande.

    Ho vissuto questo processo anche nella vita, se una sensazione bella ho provato prima di conoscere il mio meraviglioso biondo è stato il senso della scoperta, che nasce dalla sorpresa di cose sconosciute e dalla meraviglia della loro conoscenza.
    Così ho vissuto lo studio, la, rara, conoscenza delle persone, le mie giornate passate in libreria, nei musei (nel mio primo solitario anno in Inghilterra ho praticamente vissuto dentro al British per una settimana, ma perchè in Italia non ci sono le tavole calde nei musei?).

    Così ti auguro dal cuore di continuare ad essere te stessa, grintosa e determinata (sennò come fai a scrivere così bene le bellissime tue storie che adoro? A proposito mi è piaciuto molto il penultimo capitolo del Canto di Draco, per me il più bello fin qui. Avevo una riservuccia sulla storia com'era finora e me l'hai sciolta quasi del tutto. Aspetto l'ultimo con meno trepidazione. Mi raccomando solo una cosa, non me la fare strillare troppo mamma Molly, ha partorito 7 volte, ha tirato su i gemelli, cosa vuoi che sia un Malfoy che esce dal camino all'alba? Pfui, bazzecole) (la senti l'immedesimazione vero? Io mi sento sempre un misto tra Molly, Minerva e la Sprite)....

    ....mamma che inciso lungo aspetta che ricomincio, dicevo, vi auguro anche un anno meraviglioso pieno di sorprese e meraviglie, certa che il vostro bellissimo patato ve ne fornirà in abbondanza, e scusa la melassa che cola, l'augurio di tutta la felicità che viene dall'amore vero.

    baci
    Tua Patapata

    PS: a proposito di felicità, il mio voto è per la scena sfacciatamente porca. Insomma figlioli, amare è godere! :) ri-baci

    RispondiElimina