sabato 6 febbraio 2010

Linee - Capitolo 8 - Vedimi (e qualche riflesione orgasmica...)

- Vedimi, Bella, vedi quanto ti voglio… [...]
- Vedimi, Bella, vedi quanto ho bisogno di te… [...]
- Vedimi ora...[...]

Come ho scritto, questa parte è presa dal film Dracula di Coppola, ma volevo spenderci qualche parola in più. Amo e odio questo film, perché ormai lo conosco a menadito, e ne rilevo la bellezza ma anche la grande differenza rispetto al libro (e sono i motivi per cui lo faccio sempre vedere quando ho una prima in cui tratto il genere horror e a cui faccio leggere Stoker).
Nel film Dracula usa il verbo 'vedere' in due occasioni: quando una notte aggredisce Lucy in forma di bestia, e intima alla sua amata Mina: 'Non vedermi', perché appunto lei non possa mai scorgere la sua natura animalesca; e quando poi decide di corteggiare la stessa Mina e, passeggiando per le strade, sceglie il momento esatto per iniziare la sua conoscenza mormorando: 'Vedimi ora'.
La primissima volta che vidi questo film mi incuriosì la strana scelta del verbo, in luogo del più comune: 'guardami - non guardarmi', ma col tempo ho compreso il significato sottile che stava alla base dell'opzione: il vampiro decide davvero chi lo vede e chi no, intendendo con questo che fornisce solo alla sua bella e solo in determinate occasioni la possibilità di sondare il tuo intimo. Qui, vedere significa conoscere (un po' come in certi filoni della filosofia greca), ed è molto più incisivo del guardare; il messaggio mi sembra sia che si può guardare senza vedere, e se vi ricordate ho usato questa riflessione per la scena allo specchio nei primi capitoli di Succo di zucca, in cui Draco sprona appunto Hermione a vedere.
Quando ho scritto l'ottavo capitolo di Linee avevo optato per il più consueto 'Guardami', ma poi ho ricordato quel passaggio del film suddetto ed ho cambiato, rendendo certamente le battute un po' strane, ma cercando di suggerire che in quel momento Edward vuole che, appunto, Bella veda dentro di lui, per discernere l'immensità del suo amore e del suo desiderio; e chi meglio di un vampiro poteva cogliere l'eredità di Dracula?
Ma scrivendo questa scena mi è sorto anche un altro dubbio, molto più generale e femminile. In moltissime scene lemon delle fanfictions l'uomo chiede appunto alla donna di guardarlo, soprattutto se lei è illibata; anche io non mi sono sottratta a questo passaggio in Succo di zucca, e scriverlo mi è venuto naturale. Tuttavia, sinceramente (in un blog per maggiorenni si possono trattare anche questi argomenti, no?), in quei momenti io mi sono accorta di tenere normalmente gli occhi chiusi, e molte persone mi hanno confermato di fare lo stesso, altre di non farci caso ma di non ricordarsi alcuna visuale. Ora mi chiedo: è un atteggiamento raro o diffuso, soprattutto tra le donne, chiudere gli occhi durante il rapporto, e soprattutto verso la fine? E se è diffuso, come le mie indagini mi inducono a pensare, perché poi nelle fanfictions continuiamo a sognare uomini che ci costringono a tenere gli occhi aperti? Per caso quando li teniamo chiusi ci stiamo difendendo o distaccando, e vogliamo qualcuno che ci costringa a stare lì? O li teniamo chiusi per paura di turbare od essere turbate e attendiamo che sia lui a darci un vero turbamento? O ancora chiudiamo gli occhi per rifugiarci nella fantasia e vogliamo che il nostro lui la incarni, questa fantasia? Oppure è pudore, o troppa emozione, o senso di inadeguatezza nei confronti del proprio corpo, o infine io mi sto facendo delle pare per niente ed è solo una reazione fisiologica istintiva all'orgasmo, come si chiudono per forza gli occhi quando si starnutisce (anche se certo, lo starnuto non è così auspicabile nè sconvolgente)?
Ecco, non è una domanda profonda e francamente non ho una risposta sensata; solo che spesso mi capita, leggendo fanfictions con spirito antropologico, di sfruttarle per capire meglio la società umana nelle sue diverse età e preferenze sessuali, e spesso mi capita anche di ritrovarmi a pormi quesiti probabilmente inutili.
Questo è di certo uno di quelli, e sono così maligna che sentivo proprio il bisogno di condividerlo con altri.
Che volte farci, si vede che c'è troppo spazio vuoto, nel mio cervello, e io sento sempre il bisogno di riempirlo.
Domani ci metto una mensola.

3 commenti:

  1. Stupenda Mirya, questo tuo post lo adoro. Altro che pare. C'è sotto un oceano di emozioni, sensazioni, elucubrazioni femminili (quelle prodotte dai 700.000 neuroni di Giacobazzi).

    Ho mille commenti da fare, ora però devo dare sciroppi, ripulire il salotto dallo yogouth alla fragola e lavare un sederino che chiama dal bagno. A stasera.

    Patapata, tuissima, ad occhi aperti. :O)

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  2. Carissima Mirya, sono contenta che esca con le tue pare,(che non credo proprio che siano pare e non solo tue!!).
    Partendo dal film di cui hai parlato, che penso sia bellissimo, hai ragione del fatto di "guardare" e "vedere". E' vero, "vedere" è conoscere, e nel film è anche "riconoscere", riconoscere lui per il suo amore, e non solo per il suo lui, per il suo consorte nell'altra vita, ma anche per il sentimento che non è mutato mai nei secoli, anzi è tutto ciò che lo ha portato fino a lì.
    E' un film meraviglioso, a mio parere, anche se non posso fare confronti con il libro, che non ho letto, e ti posso dire che è stata la prima volta che ho parteggiato completamente per Dracula, sebbene segno del male, l'incarnazione del demone, ma se pensiamo che è arrivato a ciò per amore, il sentimento più puro, è davvero incredibile!!!
    Lui è cambiato per amore e vuole farsi riconoscere da Mina per chi è, ma non vuole farsi vedere per quanto sia un mostro, sì decisamente è molto fine la linea di intesa.
    Parlando poi dei nostri modi di "vedere" o "guardare" nei nostri momenti intimi con la nostra parte ideale, beh, credo che siano gran parte le motivazioni che hai dato. Forse ci sono volte che teniamo gli occhi chiusi per pudore, per rincorrere la fantasia o in attesa di quel turbamento che ci dia il nostro lui e certe volte anche per quel senso di inadeguatezza nei confronti del nostro corpo, ma soprattutto penso che sia un modo di sentire le sensazioni che nascono e salgono in noi, decisamente un modo per "vedere" l'amore .....
    Sai, cara Mirya, mi è piaciuta molto la tua riflessione su tutto ciò, anche perchè, non è poi tanto una sciocchezza, ma è sempre una cosa da condividere fra noi donne. Penso che ad ognuna di noi siano venuti in mente pensieri e domande su tutto ciò, anche solo per un attimo, ma c'è stato, del resto è nella natura umana "vedere" per "conoscere" anche le sensazioni, che non siano solo quelle più intime del corpo, ma anche quelle più intime delle sensazioni che possono essere comuni con altre.
    Mi auguro di non averti annoiato, ma di essere stata in grado di condividere con te queste riflessioni, da donne.
    Un abbraccio e un bacio.
    Nadia

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  3. @ Anna: tranquilla, lo so che la famiglia viene prima di tutto!

    @ Nadia: è sempre un piacere enorme rileggerti e condividere con te opinioni ed esperienze, questo nostro rapporto informatico ormai si arricchisce di tanta confidenza, riempiendomi il cuore di gioia! Un bacione.

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