martedì 4 maggio 2010

Storie della nebbia

Questo progetto mi frullava in testa da un po'; oggi ho avuto uno di quei momenti in cui decidi tutto e subito, ed ho iniziato a postarlo.
Non è l'originale di cui vi parlavo: quello sarà un fantasy romantico dal titolo La spiaggia, mentre Storie della nebbia è una miscellanea di racconti, introdotta da una poesia, che raccoglie tutte le idee e gli scritti che hanno segnato gli ultimi quindici anni della mia esistenza, quelli di quasi totale silenzio letterario.
In mezzo ci cadranno persone e parole, incontri e visioni, che talvolta ho abbozzato, talaltra concluso, talaltra ancora solo pensato; in mezzo, soprattutto, ci cado io, e questo buco enorme di cui a volte ho accennato nella mia vita di carta.
Benché io non pratichi molto la poesia - una volta ne scrivevo numerose, ma ora comprendo che non è il genere che mi si addica maggiormente, inadatta come sono alla sintesi ed innamorata come sono del periodo ipotattico -, Storie della nebbia ha come prologo proprio una lirica sulla nebbia di Ferrara.
Incanto è stata scritta per un concorso letterario, ed è stata pubblicata nel 1996; è scaturita in un momento di immersione, appunto, nella nebbia, in cui riflettevo su come mai Ferrara avesse ospitato e partorito così tanti autori della storia della letteratura, soprattutto rinascimentale. Deve il nome ad uno dei molti soprannomi di Ferrara, 'città incantesimo', in virtù di quella magia che si percepisce nel suo centro storico e che l'ha fatta designare Patrimonio Mondiale dell'Umanità da parte dell'UNESCO. Il fulcro di questa serie è tutto qui: nella nebbia di Ferrara come entità viva e potente, che permea la vita dei suoi cittadini raccontando loro le storie in cui finisce per riuscchiarli. Se vi ricordate, nel vecchissimo film Excalibur, quando Merlino praticava magie evocava l'alito del drago, che si manifestava sotto forma di nebbia: chiunque visiti Ferrara avrà la certezza che quel drago si sia stabilito definitivamente da noi, soffiando la sua nebbia ed il suo potere 365 giorni all'anno, soprattuto sapendo - casualità per nulla casuale - che il santo patrono di Ferrara è san Giorgio, l'uccisore del drago. Tra l'altro, questa è un'idea per un altro romanzo fantasy, anche questo in fase di progettazione.
Anche Sonno è nata per un concorso, dove si è classificata seconda, intorno ai miei vent'anni, quindi sempre nel 1996-'97; è una metafora per niente velata e ancor meno ottimista della vita, perfettamente comprensibile soprattuto se si ascolta in sottofondo Samarcanda di Vecchioni; la soddisfazione maggiore, per questa brevissima storia, non è stato tanto il podio guadagnato, quando avere il privilegio di sentirla recitare davanti ad un pubblico da una vera attrice teatrale. Ho scelto di metterla per prima perché apre, in un certo senso, il mio periodo di silenzio; da Sonno in poi ho scritto molto poco, e quasi tutto da cestinare, perché ormai la mia persistenza sul treno si era fatta sempre più difficile. Nonostante, rileggendola ora, la trovi molto grossolana, ho preferito non modificarla, tranne giusto per qualche pronome, per filmare davvero, attraverso Storie della nebbia, il percorso che in quindici anni mi ha portato qui, segnando le tappe dell'evoluzione del mio stile e della mia personalità.
So che non sono racconti divertenti o romantici, so che non sono nulla di ciò che piace leggere per rilassarsi e sognare; ma sono queste, le storie che racconta la nebbia di Ferrara, e che costringe a narrare, con la promessa che, se lo faremo, un giorno ci rivelerà cosa cela dentro di sè.
Il vero volto del drago.

1 commento:

  1. Ciao carissima Francesca!!
    Come stai? Mi auguro che tutto proceda per il meglio, il Principe compreso!!
    E' da un pò di tempo che non ti "frequento", scusami, ma il tempo di una giornata passa molto più velocemente, pieno sempre più di impegni, oltre a non avere modo di poterti leggere ..... (scusa, ma sono sempre in attesa della continuazione della "saga" sui Potter e Malfoy, aha,aha,!!).
    Ho avuto modo di tornare al tuo blog e hai "colpito" il mio cuore, e soprattutto i miei ricordi, ancora vivissimi, riguardo il periodo più bello della mia vita, gli anni della scuola superiore, gli anni di Milano, la città della nebbia, anche noi ne sappiamo qualcosa!!
    Sai, quando ho letto questa anteprima, mi sono sentita trasportata negli anni della mia piena adolescenza, vissuti tra treni, camminate, amicizie e conoscenze con persone, con le quali, in parte condividevo solo il treno, gli impiegati, gli operai e con altre, gli amici, vivevo tutto, dalla scuola, alle manifestazioni di protesta, alle chiaccherate nel parco Sempione o al Duomo!!
    E guarda caso, ciò che ha caratterizzato le camminate verso la stazione di moltissime mattine, alle sei e mezza, era la nebbia, sola e silenziosa compagna, anzi amica, che mi ha accompagnato, fedele, nel mio tragitto, ascoltando i miei pensieri. Sì perchè il periodo che amo di più della mia vita, senza nulla togliere alle mie figlie e a mio marito, è stato proprio quello, quando ho "aperto" il mio pensiero, il mio modo di agire a vite, sentimenti e modi di pensare e credere diversi!!
    Sono cresciuta a livello interiore, di più, avvolta in quella nebbia, che in altri momenti della mia vita, strano a dirsi, ma "ho visto" veramente tutta la mia trasformazione in una persona diversa e nuova!!
    E anche qui, mi sorprendi e mi sorprende il pensiero, casuale, del tuo riferimento a "Excalibur", un film che amo tantissimo e che conosco bene, visto che ho anche la cassetta, un film dove tutto è riportato, quasi, ad un'essenza onirica, e la nebbia è sinonimo di questa essenza, di questo grande potere magico.
    E ancora qui, sempre casualmente, uno dei simboli di Milano è il biscione degli Sforza-Visconti, non è il drago, ma la famiglia è la stessa!
    Se parliamo di Vecchioni, anche lui della provincia di Milano,(sta nel paese vicino al mio), come non possiamo trovare in "Samarcanda", bellissima, la canto contenta ogni volta che la sento, anche qui, quel viaggio, non in treno, ma con il cavallo, che con la sua corsa esasperata è un pò la corsa della vita?
    Pensa che la nebbia dei miei anni migliori, mi ha seguito per moltissime notti, donandomi il batticuore e le lacrime di rimpianto e nostalgia, tanta nostalgia tanto da svegliarmi per ritrovarmi piangente e commossa di tanto amore per tutto ciò che mi ha aiutato ad amare il mondo!!
    Grazie ancora cara Francesca, mi hai dato modo di sognare ancora .....
    Ti voglio bene!!
    Nadia

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