venerdì 31 dicembre 2010

L'effetto farfalla

Ci speravo davvero di farcela a scrivere questo post ma non sono ancora certa di arrivare alla fine: ho molte cose da dire e pochissimo tempo per dirle, per cui non canterò vittoria sino a quando non l’avrò postato.
Ho ricevuto moltissimi messaggi di ogni genere e ho cercato di rispondere a tutti, ma riassumerò in generale la situazione aggiungendo ciò che proprio i vostri commenti mi hanno spinto a considerare.
La mia decisione di prendermi una pausa è dovuta a diversi fattori; questo non è un momento rilassante per me: sto affrontando problemi personali – come tante persone al mondo, naturalmente – e già questi sarebbero sufficienti a privarmi probabilmente sia dell’ispirazione che del tempo per scrivere; in più c’è da dire che i recenti avvenimenti hanno giocato il loro ruolo.
Non dirò che per me la scrittura è un passatempo: non l’ho mai considerata tale, né quella mia né quella di altri, e questo a prescindere dalla destinazione degli scritti, che siano il diario personale o un giornalino scolastico o una tesi di laurea o un sito. Per me la scrittura è in buona parte ciò che ci rende esseri umani. Credo ci sia un motivo, per cui la scrittura è considerata la base della storia e per cui le civiltà più antiche iniziarono a svilupparsi quando ebbero la loro letteratura. È così che si evolve l’uomo: tramandandosi conoscenze ed emozioni, e lo fa molto meglio con la scrittura.
Poi, a livello anche solo amatoriale, penso che scrivere possa essere molte cose: valvola di sfogo, evasione dalla realtà, mezzo di comunicazione e condivisione, strumento di autoanalisi. Tutte cose comunque belle. Tutte cose che servono ancora di più nei momenti brutti. Ma se in quei momenti la scrittura, per diversi motivi, porta con sé anche aspetti negativi, allora è un po’ come se smettesse di essere scrittura, e diventasse davvero passatempo, ma un passatempo sbagliato, un po’ come guardare Amici di Maria de Filippi: mi piace quando cantano e ballano, ma per tutto il resto del tempo mi vengono i nervi a fior di pelle.
E questo è un momento brutto, per me, oh, se lo è, e ciò mi ha spinto a pensare che forse la de Filippi era il caso di lasciarla perdere, senza sapere quando avrei avuto la voglia di guardarla di nuovo.
Però i vostri messaggi mi hanno fatto riflettere su molte cose.
Innanzitutto chiariamo un punto: efp è un bellissimo posto. Un sito che offre a tutti la possibilità di condividere i propri scritti, dai dieci agli ottant’anni, un sito che ci permette di condividere anche la passione per la lettura o per libri, fumetti, film e serie televisive che amiamo è un Paese delle Meraviglie. Io in questo periodo ho visto le zone d’ombra di questo Paese, che prima non mi erano conosciute, ma a maggior ragione ho visto anche gli spiazzi luminosi.
Non sto parlando solo di tutte le persone che mi hanno incoraggiato perché amano leggere le mie storie, ma anche di qualcosa di più, di cui mi sono resa conto meglio adesso. Io qui ho conosciuto, talvolta meglio e talvolta peggio, gente magnifica. Mamme con cui abbiamo discusso di pannolini e supposte mucolitiche e aerosol; donne con cui abbiamo parlato d’amore e di congenita imbecillità maschile; angeli che mi stanno aiutando seriamente in modi che non c’entrano nulla con la scrittura, per la mia salute e per quella dei miei cari; persone, quasi quasi mi verrebbe da dire amiche, che hanno condiviso con me gioie e dolori e mi hanno fatto sospettare che quest’anno, almeno nella sua seconda parte, abbia portato a tutti più dolori che gioie, di quei dolori purtroppo irreversibili.
Mio marito mi stava facendo riflettere su questo, sul fatto che ormai queste persone le conosce anche lui, alcune di vista, altre solo di sentito dire, ma può a ragione dire che le loro esistenze si sono incrociate alle nostre.
Infine alcuni dei vostri messaggi mi hanno lasciato proprio di stucco, in senso positivo. Quando guardo i contatori di lettura penso che, almeno per i miei canoni – non conosco i numeri degli altri –, sono davvero in tanti a leggermi, ma penso anche che per la maggior parte di essi le mie siano semplici storielle – passatempi forse meno irritanti di Maria de Filippi –, di cui poter fare tranquillamente a meno, come è giusto che sia. Ci sono tante brave fanwriter su efp e tanti veri scrittori in libreria, e non mi sembra poi così importante che io sia un numero in più o in meno, per gli altri – per me ovviamente lo è, ma solo fin quando la cosa mi fa stare bene.
Poi però alcune vostre parole mi hanno fatto riflettere: molti di voi sanno che io, prima di un paio d’anni fa, non scrivevo nulla da almeno dieci anni. Avevo fatto come Mab: avevo perso le parole, e queste mi mancavano, più della mia pelle. Poi sono venuta qui e ho letto un’autrice. E mi ha fatto scattare qualcosa, qualcosa che mi ha riportato a scrivere cambiandomi in meglio, perché a prescindere dal fatto che le mie storie vi piacciano o no, ritornare a scrivere mi ha restituito una parte di me stessa, quella pelle che mi serviva per difendere i muscoli scoperti. E non starò qui come una folle a venerare quell’autrice – non fate caso all’idolo d’oro che le ho innalzato in casa mia, tanto accanto ci trovate un sacco di parolacce coniate apposta per lei –, non è questo il punto: il punto è che è accaduto, che una concomitanza di coincidenze mi ha portato su efp e poi su quella storia e poi a scrivere storie io. Una lunga serie di strani ed inspiegabili eventi. Il famoso battito di una farfalla da una parte del mondo che provoca un tornado dall’altra parte del mondo. Che poi, a me, le farfalle fanno anche schifo.
E quindi?
E quindi una fanfiction mi ha cambiato la vita, e a prescindere da come questo possa ripercuotersi sugli altri – che mi amino o mi odino – si è ripercosso bene su di me. Perché scrivere, in questi mesi, mi ha fatto un bene inimmaginabile. E alcune di voi mi hanno detto qualcosa di simile: che la loro vita è cambiata, leggendomi. Non perché io sia brava o perché abbia detto chissà quale sacra verità – l’autrice che ha cambiato me è molto brava, ma non per questo metto giù la matita rossa, quando la leggo –, ma perché è così che accadono le coincidenze. Per coincidenza ho scritto quella parola, per coincidenza qualcuno l’ha letta nel momento giusto, per coincidenza quella farfalla – quel bruco troppo cresciuto – ha sbattuto le ali abbastanza da spiaccicarsi sotto i miei tacchi – sempre molto alti, i miei tacchi, perché io sono molto bassa.
E allora non la prenderò proprio alla leggera, questa decisione, perché se in passato il mio bruco troppo cresciuto avesse mollato, la mia vita oggi sarebbe molto più grigia. Tanto, male non ne faccio, a chi detesta le mie storie, quindi nessuno ci perderebbe niente, se ricominciassi.
Ora spero di riuscire a sistemare almeno un po’ le questioni personali e poi provo a riprendere. In questi giorni io sto usando la metafora della caduta da cavallo, mio marito – sempre più sanguinario – quella dell’incidente nella Formula1. Se non si risale subito sul cavallo o sull’auto – nel mio caso, un mulo o una Cinquecento – non lo si riesce a fare più.
Quindi mi do tempo un mese, per risalire, direi al massimo fino alla fine di gennaio, poi temo che potrei non riuscirci più, ma grazie a voi ora ho molti più motivi farfallosi per provarci.
E adesso che sono alla fine di questo post delirante in cui spero si sia capito qualcosa di quel che volevo dire – ce l’ho fatta davvero, nell’unica oretta in cui oggi sono riuscita a sedermi – posso cogliere l’occasione per ringraziarvi come sempre per tutto e per farvi gli auguri di buon anno.
Come ho detto, ho l’impressione che questa chiusura dell’anno abbia fatto davvero schifo per tanti.
E quindi tantissimi auguri a tutti, ed in particolar modo a quelli che avranno bisogno di un periodo di feste per riprendersi da queste feste.
So che ricordate tutti la famosa citazione dal Corvo: ‘Non può piovere per sempre.’
Io aggiungerei: ‘Non può piovere merda per sempre.’
Andrà meglio, l’anno prossimo.
Deve andare meglio.
Altrimenti dovremo rivolgerci tutti a Dio e chiedere un rimborso ufficiale per questa merce avariata che sono gli anni che ci sta dando.

Buon anno!


17 commenti:

  1. Il Risveglio della Rintronata (della serie, ecco Sav perchè a volte ritornano).

    Hai schiacciato la farfalla sotto un tacco dodici? Solo tu potevi riuscirci, profia. The Butterbeer effect...

    Buon anno a te e fa' conto che ti abbia detto quello che ti dovrei dire.

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  2. Mi associo alla class action che vorrai intentare contro Dio per questo 2010 di m**da... e, visto che il post che avevo scritto superava il limite massimo di 4096 caratteri (...), te lo mando per mail via facebook e... spero che tu lo legga!

    Bacioni, Florence

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  3. Ciao cara Francesca, ho letto il tuo "delirio", ma che delirio non è.
    Anch'io, come te, anzi tramite te, ho avuto una "spinta a razzo" nel recensire, come ti ho già detto, ma che ripeterò ancora e ancora, mi hai aiutato tantissimo a "dire la mia".
    Lo sai bene che quando ho recensito "Succo di zucca", ero già a qualche capitolo avanti, ma la tua storia, ciò che avevi scritto mi aveva coinvolto emozionalmente talmente tanto che, per me, era "importante", più che dirti la mia opinione, era "passarti" la mia emozione, per come avevo recepito la tua emozione, perchè tu in ciò che scrivi metti questo, l'emozione!!
    E lo sappiamo bene che, se ci sono periodi "no" e molto di più, non si può "ingabbiare" l'emozione e il sentimento per "guidarli" dove vogliamo, ma teniamo tutto ciò per momenti più proprizi, soprattutto per noi stessi....
    Scusa, forse per te, questo è un delirio, ma ciò che voglio dirti è che rispetto te, rispetto ciò che scrivi, sebbene non abbia letto tutto ciò che hai scritto, ma "in primis", rispetto e stimo la tua generosità per gli altri, e per me, una cosa personalissima, te lo ripeto nuovamente, hai "accettato" chi, come me, non si è mai sentita degna di un'attenzione, come tu, invece, mi hai mostrato, GRAZIE!!
    L'unica cosa che ti posso dire e che posso sperare è che tu non lasci la scrittura, che tu non ci lasci "orfani" delle tue Meraviglie, ma soprattutto di te stessa.
    Qualunque sia la tua decisione la rispetto, ma spero che tu stia con noi!!!
    Ti auguro un modo di bene e serenità, un Anno Nuovo come tu vuoi, per il tuo bene e quello della tua famiglia, gli Auguri migliori per tutto, per i tuoi desideri e per il tuo futuro, non solo di un anno!!!
    E ancora GRAZIE!!!
    Un bacio e un abbraccio fortissimi!!
    TVB!!
    Nadia

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  4. Mettimi nel mucchio Francesca cara, eccomi qua, con i miei annetti sulle spalle, marito (adorato) e 3 figli eppure ci volevi te con le tue storie a scioglere nodi profondi del mio animo che erano lì da eoni, da secoli, da almeno 3 vite fa (ma ci vuole l'accento sul fa?, nunso, sono una scienziata io, mica una dantista; che poi anche su Dante io ho capito più dal tuo capitolo che in 5 anni di Classico).

    Te lo dissi già all'inizio, quando scrivevi Succo di Zucca, tu riesci a scrivere le emozioni, le dinamiche delle relazioni personali in modo unico, lucido, consapevole. Hai il dono duplice di capire l'animo umano e di saperlo raccontare a parole. Mi fa un immenso piacere che tu abbia deciso di usarlo. Alla faccia del mondo che ci circonda.

    Ecco, ci tenevo. Faccio mia la frase bellissima di Nadia qua sopra: volevo anch'io dirti che



    quelle emozioni che tu, con le tue storie, hai liberato e reso comprensibili anche ad un caso disperato come me.

    Baci e baci e baci, ah no, dimenticavo:
    a questo punto, e per quello che scrivi, sono davvero preoccupata per la tua salute. Non so nulla più di quello che hai scritto qua sul blog. Ma cos'hai? Ti stai curando e guarisci vero? Io ti abbraccio sempre più piano, e raddoppio le preghiere.

    Per salutarti, una promessa:
    l'anno che viene sarà bellissimo, porterà luce, calore, gioia, amore, salute e tanta tanta amicizia.

    tua patapata (la patata imbranata)

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  5. AAAAAAAArrrrrrrrrrrrggggggggghhhhhhhhhhhh

    ho scritto 'sciogliere' senza la i!!!!!

    mo che figuuuraaaa!!! e in mezzo a delle letterate, ecco......

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  6. e perchè non mi ha preso la frase di Nadia? Eccola qua:

    per me, era "importante", più che dirti la mia opinione, "passarti" la mia emozione,

    Ok, ora basta, vado a tirar su il cotechino va che è meglio.....

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  7. Francesca,
    il tuo commento mi da speranza, la speranza di leggerti ancora, nuovamente e molto a lungo. Sai quanto ci tengo. Quando riprenderai avrai una pelle nuova, molto più bella, più lucida e soprattutto più elastica. Parafrasando le parole di tuo marito, sappi che devi rimetterti in pista al più presto perchè tu sei la Ferrari ed il tuo talento è il pilota che la guida.
    Buon Anno cara, scaccia l'invidia e la merda che hai calpestato.

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  8. Questa è l'ora del mio appuntamento con te,sono felice che ci sei ancora e ci sarai.Non voglio essere retorica perchè bisogna viverle determinate situazioni per parlare, ma dai...vedrai che questo 2011 "avrà il bicchiere mezzo pieno", (che poi è sempre la stessa acqua che abbiamo a disposizione), ma questo sarà un anno migliore lo sento...
    Come ti ho già scritto su efp prenditi tutto il tempo che ti serve e torna più "tosta" di prima. Ho le dita che saltellano sulla tastiera, sono tante le cose che vorrei scrivere,( e pensare che in un anno non l'ho mai fatto..... non mi riconosco!!!!)ma....
    ti rinnovo gli auguri di buon anno, auguri per la tua salute e alla tua famiglia. Maria57

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  9. Il normale meccanismo della psiche umana fa sì che si diventi aggressivi quando minacciati, giustamente o meno. Lo si vede negli animali del resto. Le offese per i tuoi post, per i nostri commenti, sono ridicole. Nessuno generalizza, nessuno l'ha mai fatto. Chi per difendersi può solo attaccare chi fa peggio è già perdente, chi offende è ridicolo. Spero tu ti rimetta presto, questo è stato un bell'anno per me e visto che ne ho passato molti bui, posso solo dirti che prima o poi la catena si tira da sola. Speriamo che tornerai sul tuo mulo, mi manchi già molto!

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  10. Ciao! Stavo leggendo la tua "Di carta e di carne" suggeritami da un'anica fanwriter. Non ho approfondito le cause che ti hanno spinto a sospendere la tua attività e non intendo farlo, perchè alla base di una scelta c'è sempre un motivo. Giusto o sbagliato che sia è il TUO e tanto deve bastare per tutti. Nonostante questo adesso mi chiedo se e come sarà mai possibile leggere la fine delle tue storie sospese. Personalmente non poter più seguire l'evoluzione di Leonardo e Chiara mi ha fatto una gran tristezza e, che tu ci creda o meno, mi ha lasciato un gran vuoto. Ti sarei grata quindi, se tu potessi essere così cortese da fornire una risposta al mio quesito. Nell'attesa di un tuo cenno, ti auguro buon anno.
    Giovanna

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  11. Giovanna, ti darei volentieri una risposta se ce l'avessi, ma proprio non so come andranno le cose e se scriverò di nuovo. Sono la prima ad essere dispiaciuta all'idea di non farlo più e di lasciare quella storia in sospeso, ma davvero al momento non sono in grado di prendere una decisione al riguardo. Per ora questa è una pausa, se diverrà uno stacco definitivo vi avviserò senz'altro.

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  12. Cara Francesca, buon annooooo! Primo mio commento del 2011, per te.

    Dunque, ci chiedi se ci sentiamo offese da questo turpiloquio. Mah?!, che dire, personalmente più che offesa sono imbarazzata e delusa.
    Imbarazzata per chi si esprime in questo modo, in pubblico, mostrando una mancanza di educazione profonda, che espone al pubblico che legge tutte le mancanza della sua famiglia di origine, dei suoi genitori che non hanno avuto la minima capacità di educazione, di interiorizzazione del concetto di dignità.
    Ma è un imbarazzo per proiezione, vissuto da madre, per le madri di queste tipe, più che un'offesa personale.

    Delusa lo sono dalla generazione delle 15-20 enni di oggi, per la loro mancanza di contenuti, spessore, dignità.
    E mi perdonino fin da più che subito le 15-20 enni lettrici di Mirya a cui queste mie parole NON sono rivolte, anzi, sapere che ci siete anche voi mi da speranza per il futuro.

    Purtroppo però, non siete nella media. La media, come vedo ogni giorno dalla cattedra, sono le ragazze che si esprimono ad insulti e turpiloquio perchè non hanno altri contenuti. Per le quali l'ankle boot con tacco 12 è il fine e non il mezzo. Che pensano di poter davvero 'giocare coi grandi' saltando a pie' pari i decenni di studio, approfondimento personale, meditazione, fatica fisica ed emotiva che un percorso di studio e di lavoro come il tuo Francesca comporta.

    Ho dato quanche occhiata alla pagina di queste povere figliole e l'ho trovata.....vuota, deprimente, autoreferenziale, inutile.

    Mi chiedo: ma davvero vuoi dare a queste povere anime una soddisfazione come quella di vederti smettere di scrivere? Mi rendo conto dalle tue parole che hai anche altri motivi di fatica, peso, tristezza che gravano sulla tua vita.
    Ma, ti prego, non lasciare a delle vuote ragazzine maleducate il potere di fermarti.

    Con tutto l'affetto,
    tua Patapata

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  13. Mirya, solo questo ho da dire di fronte a ciò che leggo: non farti il sangue amaro, non abbatterti, riposati, ma, sopratutto, non farti convincere da ciò che leggi ad abbandonare una delle cose a cui (immagino) tu tieni di più al mondo: la scrittura.
    Sarebbe come dargliela vinta, e ammettere di aver perso. Ora, per quanto io non sappia la rabbia e la delusione che hai dentro, so invece che con qualsiasi cosa riguardante la vita in generale, si deve sempre riuscire ad andare avanti e mettercela tutta.
    Il mondo non ti permette di lasciare un sospiro di sollievo, ti attacca da tutti i fronti. E' combattendo, che si vive.
    Ti auguro davvero tutta la fortuna dell'Universo.
    Noi siamo qui, ad aspettare una scrittrice ed una persona unica. Non abbandoniamo te, né abbandoniamo Chiara, come Leonardo.

    Un abbraccio forte
    Chiara

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  14. Cara Francesca, ci chiedi se ci sentiamo offese in qualche modo dalle volgarità e dal turpiloquio che si leggono in alcuni commenti. Provo a risponderti come sento io la cosa:
    non mi sento offesa, ma imbarazzata e delusa.
    Imbarazzata per le famiglie, in particolare per le madri, di queste ragazze (palesemente molto giovani) perchè forma e contenuti dei loro commenti mostrano al pubblico che legge profonde mancanze nell'educazione, nella interiorizzazione dei concetti di dignità, rispetto, civiltà. Mancanze dovute all'assenza e/o alla inefficacia dell'azione genitoriale.

    Delusa perchè purtroppo la media delle 15-20 enni di oggi (per carità non mi riferisco certo alle lettrici di Mirya, anzi, meno male che ci siete figliole, senza di voi si perderebbe ogni speranza), lo dico da madre e da docente, è priva di ogni radice culturale, di un minimo spessore umano, di approfondimento emotivo, di capacità di empatia ed affezione.

    In forma e contenuti la loro pagina, che ho letto per un po', è carente fino all'annichilimento. Vuota, inutile, autoreferenziale.

    Ci vogliamo davvero meravigliare che creature simili sappiano esprimere solo sequele di insulti?

    Ovvio che vedano nell'attaccare una come te, Francesca, il massimo della soddisfazione, qualcosa da ammirare: le tue storie brillano di conoscienza, approfondimento, studio, emozioni vissute, spessore, contenuti. Cose che molte di loro possono solo sognare di avere in futuro. Ovvio che vogliano abbarterti, sei uun confrotno troppo scomodo, schiacciante, uno specchio in cui vedono tutta la loro vacuità.

    Per questo mi associo a Chiara qua sopra nel chiederti: vuoi davvero che creaturine del genere ti fermino? Secondo me sarebbe una pessima scelta, come docente perchè gli daresti l'illusione che la loro azione abbia un qualche valore, come donna perchè daresti spessore ad un modo di essere femmina bullo e prepotente, avvilente per tutto il genere, come madre perchè ti rassegneresti all'ignoranza, alla maleducazione, all'annichilimento che noi, come madri, NON vogliamo nel mondo che abiteranno i nostri figli.

    Ti ringrazio se sei arrivata a leggere tutto 'sto lenzuolo, ti seguo, ti sostengo, prego per te,
    baci
    Anna, patapata

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  15. Salve, Mirya.
    A essere sincera, seguo "la tua vicenda" già da un pò di tempo, essendo io una delle lettrici silenziose dei tuoi scritti. Sono qui per aggiungere un altro e alquanto inutile commento personale alla vicenda, non tanto per diverse questioni che la solidarietà.
    A livello personale, sono stata sia vittima che artefice di recensioni come quella che hai ricevuto e, sempre a livello personale, ho vissuto e fatto vivere situazioni spiacevoli come quella che hai vissuto, sempre riguardante questo "mondo", ovvero il mondo delle fan fic. Per questo motivo mi sono sentita di dire la mia, sperando di non fomentare polveroni dall'altra e di essere quanto più esaustiva possibile dall'altra.
    Non condivido né le ragioni né le motivazioni che spingono queste persone a recensire in tale maniera, almeno non più. Col tempo sono arrivata alla consapevolezza che umiliare le fan writer - perché di umiliazione si tratta, o comunque quello è pressappoco l'intento - non è solo inutile ma anche distruttivo, sia per l'ambiente che circonda sia per lo stato d'animo delle persone che vi sono dentro. Non dico tanto per ma con cognizione di causa, ho provato le medesime emozioni, quella voglia di "pulizia" che muove certe persone. Dall'altra, mi sono trovata a dover difendere le mie ragioni e i miei scritti da persone evidentemente invidiose e con problemi relazionali. Qualcuno li ha chiamati "bulli", io direi che non c'è parola più appropriata di quella, perché questi sono atti di prepotenza non giustificata. C'è differenza - anche questo l'ho imparato da me - tra una recensione negativa e questo "tipo" di recensioni. Io non ho smesso di recensire negativamente, ho semplicemente fatto evolvere la modalità del recensire. Sta tutto lì.
    Per questo posso dire di condividere le tue idee a riguardo e di darti, per quanto poco sia, il mio appoggio. Io sto ancora subendo le conseguenze dei miei gesti, spero tu possa recuperare la serenità adeguata per riuscire a tornare.
    Mi sento anche di condividere le tue idee sulla scrittura in generale. Anche per me è sempre significato molto, così che mi sentirei davvero incompleta senza la possibilità di scrivere e di leggere, ogni giorno, e di esprimermi appieno anche a questa maniera.
    Concludo augurandoti tutto il bene possibile.
    Arrivederci

    Rota

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  16. Oddio Anna, il tuo commento mi svilisce, perchè io faccio parte della fascia dei ventenni, eppure neanche quando avevo quindici anni ero così cattiva - perchè qui non si tratta di maleducazione, ma di vera e propria cattiveria- con gli altri.Non centra nulla l'età, e a mio parere la questione è un altra: ci sono persone che covano tanta di quella rabbia repressa verso il mondo reale che, non potendosi sfogare in altri modi, preferiscono nascondersi dietro lo schermo del pc e assumere veri e propri atteggiamenti di bullismo verso gli altri. Forse in questo modo si sentiranno più protetti. Le parole che ci hanno rivolto in questo blog ne sono una prova evidente. Quale persona sana e normale ( nel senso più lato del termine)avrebbe il coraggio di pronunciare queste oscenità? Questo non è perbenisimo, ma semplice educazione! E, tornando al discorso genitori, io non vorrei mai che mia figlia/o pronunciasse simili appellativi. Però io mi chiedo: anch'io sono una persona parecchio frustrata, eppure non mi sognerei mai di mettere in scena questi attacchi gratuiti voluti soltanto a demolire e sopprimere la verve di Mirya, o in ogni caso di qualunque altro autore di efp. E' una cosa che mi irrita, il sapere che, anche se superficialmente, queste persone abbiano raggiunto il loro scopo. Perchè se noi lettrici sappiamo il reale motivo per cui Mirya si è presa questa pausa, loro assorbiranno questa notizia e la interpreteranno in tutt'altro modo,e saranno ampiamente soddisfatte. Mirya, spero davvero che ritroverai la tua serenità, sia nella vita reale che in quella virtuale.

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  17. Non centra nulla l'età, può essere che da un momento all'altro si presenti una 50enne che ti insulti e ti ferisca il doppio di quello che hanno fatto le precedenti.
    Sai e sapete quanti anni ho io? 15. Eppure non sono né così subdola, né così cattiva. Non ho letto i tuoi scritti e ti ho immediatamente disprezzato e rinfacciato la tua incapacità di scrivere. Ti ho letta, e mi sono innamorata di ogni tua singola parola, di ogni minima emozione o sensazione. Ti ho capita, ti ho incoraggiata ad andare avanti nonostante le difficoltà. Ti ho spinta a non abbandonare la scrittura, perché, anche se non ti conosco personalmente, è proprio dalla scrittura che si riesce a capire come sia fatta una persona.
    Non so quanti anni hanno quelle ragazze che hanno in parte provocato la sospensione dei tuoi scritti, però so che di quella stessa età esistono persone completamente differenti.
    L'età non conta nulla, ci sono persone e persone.

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