lunedì 7 febbraio 2011

It's time to interview... Mirya! (O anche, secondo richiesta dell'ospite "il mio primo epico vaffanculo"!)

Per tutti quelli che non hanno Facebook o che non sono nel suo gruppo né nel mio, posto anche qui l'intervista che mi ha fatto ieri Eleonora Fasolino, alias LadyEl, appunto per il suo gruppo, 'The other side of LadyEl'.

Mi aveva preventivato un'oretta, invece ce ne abbiamo messe cinque, di ore, e credo che mio marito l'abbia più volte maledetta. Però ieri c'erano i punti doppi di non ho capito cosa in non so quale gioco sull'Xbox, quindi alla fine non si è lamentato più di tanto.

Non badate all'inizio, in cui sembra stia parlando di un mostro mitologico. Il problema è che mi ha visto in foto.


Ed eccoci qui! Sì, lo so, mi state odiando, ma sospetto mi odierete un po’ meno visto chi vi ho portato qui... Lei ha fatto e sta facendo tutt'ora parlare molto di sé all'interno del sito. Lei è quella che io ho soprannominato cinica ma che sinceramente adoro. Lei è quella degli spoiler super perfidi. Lei è Mirya e oggi avrete il privilegio di leggere riguardo ad una folle che ha cercato di porle domande sensate...

Mirya. Conosciutissima fanwriter nel mondo di EFP oggi mi ha concesso un'intervista lasciandomi di stucco, sinceramente. Ci ha fatto sognare con le sue fanfiction nel mondo di Harry Potter e attualmente ci sta facendo impazzire con un certo assistente universitario ed una risoluta professoressa nel mondo delle originali romantiche. Molte di voi però la conoscono già con il nome di Francesca, io posso aggiungere, per chi non la conoscesse, che Francesca è una donna sposata, madre di un bellissimo bambino e insegnante di italiano e latino in un liceo.

Francesca, intanto grazie ancora per aver accettato di sottoporti a questa follia, spero ti diverta anche tu. Domanda d'inizio ma a mio avviso fondamentale: quando e come ti sei approcciata al mondo di EFP? Cosa ti ha spinto a farne parte?

La punizione di Dio per aver mangiato quella famosa mela: la gravidanza. Quando ero incinta mi sono impazziti gli ormoni, ho iniziato a mangiare cioccolata (che io normalmente odio) e maionese (che invece adoro, ma normalmente non insieme alla cioccolata) e a leggere la Meyer, trovando inspiegabilmente irresistibile quella verginella saccente che è Edward Cullen. Alla fine della saga ho setacciato il web alla ricerca di qualche informazione in più su quel sesso tra Edward e Bella che l'autrice ci aveva fatto anelare per quattro libri lasciandoci poi a bocca asciutta, e sono incappata in una storia erotica sulla loro prima notte. Era una fanfiction, ed era su efp.

Da lì mi sono fatta una cultura di scene zozze (e di questo non posso incolpare la gravidanza, è propensione innata), poi finalmente ho cominciato a leggere altro, mi sono istruita su tutte le sigle e le definizioni e mi sono allargata in vari fandom e vari rating, cercando semplicemente storie belle. Nel frattempo ho partorito e mi sono liberata della passione insana per la cioccolata in tazza e per Edward Cullen. Ma non di quella altrettanto insana per efp.

Difatti come potremmo dimenticarci di "Linee"? Ma soprattutto, come dimenticare la mitica "Mab"? Praticamente la tua portavoce in merito alle considerazioni da te fatte in merito alla saga. Mab tra l'altro è un personaggio completamente inventato, che non c'entra nulla con il mondo della Meyer, ma che molte delle tue lettrici oramai amano e ricordano mille o centomila volte di più rispetto a Bella. Ne vai fiera, suppongo (gente, se non conoscete "Linee" correte a leggerla, chi prova avversione per il fandom Twilight non ne rimarrà comunque deluso!). Ma passiamo ad un'altra domanda: che idea ti sei fatta di EFP? A tuo avviso quali sono gli aspetti positivi e negativi del sito? In cosa può essere utile, specialmente a delle giovanissime fanwriter, oltre che dilettarle?

E' come chiedere ad Alice che idea si sia fatta dello Stregatto. Inizialmente ho visto efp come il Paese delle Meraviglie: offre la possibilità di leggere gratuitamente molte storie ogni giorno, di interagire con gli autori, di scrivere in prima persona e accogliere i pareri altrui, di condividere sogni, paure, speranze, delusioni, di conoscere anche se solo virtualmente altre persone con passioni in comune (libri, serie televisive, cartoni, ecc.); così mi sono rimpicciolita per passare dalla porticina (nel senso che mi sono strizzata nei confini del mio nick, cercando di distinguere sempre quel paese dalla vita reale) e mi ci sono buttata a capofitto. Poi ho visto anche il resto: quei movimenti di polemica fine a se stessa, i difensori di vari tipi di purezze, la malafede alla base di molte azioni; è che alla fine è un sito fatto di persone, e le persone non sono mai bianche e nere, nascono grigie e si scuriscono sempre di più quando si trovano in branco.

Dal punto di vista invece esclusivamente letterario, credo che efp presenti buone e cattive cose, come tutto il web, e che stia al fruitore scegliere di cosa servirsi. Ci sono storie bellissime, leggere o dure, delicate o sconvolgenti, scritte in modo mirabile, sia facile che difficile, che si schiudono al lettore come veri e propri doni; ce ne sono altre che lasciano di stucco dalla prima riga, scritta in rosa confetto, con quattro errori di grammatica in due parole: in quei casi basta chiudere la pagina. Ma anche queste sono storie utili; innanzitutto sono un esempio di cosa non si deve fare (se pure Omero o chi per lui mise nell'Iliade Tersite come modello di uomo da non imitare, significa che questo tipo di scoraggiamento serve), inoltre spesso si tratta di ragazzine alle prime armi che sono in grado di migliorare. Non dico che tutte possano diventare scrittrici, ma che possano scrivere e sentirsi bene nello scrivere sì; se non credessi nel miglioramento umano e letterario non farei il mio mestiere, perché vorrebbe dire che dovrei giudicare tutti gli alunni da bocciare già dalla classe prima.

Infine, per quanto riguarda la gestione del sito: sono una rompiscatole e dico sempre la mia, qualsiasi cosa Erika e le altre amministratrici facciano, ma so che svolgono un ottimo lavoro e che hanno quotidianamente a che fare con mille infrazioni al regolamento e mille richieste diverse: accontentare tutti è impossibile, ma agire con correttezza e impegno come fanno loro è invece un buon esempio di condotta. Niente a che fare con Tersite, insomma.

In conclusione: io lo seguirei ancora, il Bianconiglio; e lo presento a tutte le persone e gli studenti che posso, anche solo perché non è cosa di tutti i giorni, una creatura del genere.

Devo darti ragione, d'altronde EFP è un mondo virtuale, ma è pur sempre un mondo, dunque gli aspetti positivi e negativi di quello reale non possono scomparire in un colpo di mouse, per intenderci. Però adesso mi hai acceso la lampadina, sai? Più precisamente l'hai fatto scrivendo la parola "studenti". Se non ho capito male alcuni dei tuoi alunni infatti leggono ciò che scrivi su EFP; come reagiscono di solito a questa cosa? Ovviamente non annulla la dovuta distanza fra alunno e professore, ma sospetto che si crei una sorta d'intimità in più, no? D'altronde lo scrivere di una persona rivela tanto sulla persona stessa. Che puoi dirci del loro rapporto con Mirya quindi, rispetto a quello con la professoressa Baraldi?

In realtà, pochissimi miei studenti mi leggono: la maggior parte ci prova e abbandona dopo due righe, lamentandosi in classe del fatto che per loro uso parole difficili e periodi troppo lunghi (e una volta mi hanno anche chiesto di postare con qualche colore più vivo, rispetto al nero, ed io ho faticato a non rispondere con un'imprecazione); in genere si vergognano a dirmelo, ma io ripeto sempre loro che non devono mai leggere per forza qualcosa che non amano al di fuori della scuola. Quelli che mi leggono invece si lasciano sfuggire al massimo qualche battuta impaziente sul prossimo capitolo, ma nulla di più. In realtà, come ho avuto modo di dire ultimamente, io sono affetta da un'incurabile personalità unica in qualunque circostanza: Mirya e la professoressa Baraldi sono la stessa identica persona con lo stesso identico modo di fare e lo stesso tipo di battute; per loro l'unica differenza è che devono in ogni caso darmi del lei, sempre e comunque, a differenza degli altri lettori di efp.

A questo proposito mi è venuto in mente che la professoressa Baraldi/Mirya/ Francesca la ritroviamo (almeno in parte) proprio in uno dei suoi personaggi peraltro: Chiara (protagonista di "Di carne e di Carta" e Francesca, fattelo dire, a me Sivieri, uno dei suoi studenti, tutto sommato fa pena, ma lo adoro!). Ma amando la precisione, puoi dirci cosa effettivamente c'è in Chiara di Francesca? Anche in percentuale se preferisci; perchè se non ho inteso male, a parte i suoi modi d'insegnante con i propri alunni, vi sono in lei delle vere e autenticissime peculiarità del tuo carattere, erro forse?

Chiara possiede una parte del mio percorso di studi: la mia prima laurea, la Ssis e il dottorato sul simbolo dell'aquila in Dante, che sto ancora facendo; insegna nella scuola dove io ho studiato e dove sono entrata in ruolo; vive in uno degli appartamenti dove ho vissuto anche io, anni fa; ha i miei gusti in fatto di pizza, birra, musica, libri, a lei affido molte delle mio opinioni sulla vita in generale e condivide alcune mie esperienze famigliari personali; tuttavia Chiara è decisamente più accomodante e conciliante di me, per fortuna di Leonardo che altrimenti avrebbe già detto addio ai suoi testicoli. Dal punto di vista caratteriale io assomiglio di più ad Alessandra, ma è un mio motivo ritornante nelle mie storie, in cui mi immedesimo sempre, caratterialmente, nei personaggi di spalla: Ginny, Mab, Alessandra.

Non avevo dubbi sulla tua affermazione in merito ai rischi che Leonardo avrebbe corso se fosse inciampato veramente in te. D'altronde ritengo (personalmente, ovvio), che il segreto del tuo successo all'interno di EFP sia racchiuso proprio nei tuoi personaggi e nei contesti in cui li inserisci. Sia i contesti che i personaggi sono molto reali infatti. I tuoi personaggi non sono perfetti, affatto a dire il vero, al contrario, se posso dirlo, ho trovato in loro molteplici difetti caratteriali, difetti che peraltro hanno contribuito a farmeli amare. Qual è dunque il difetto che odi di più in Leonardo? E il tuo rendere così "umani" i personaggi, quasi più di carne che di carta, per intenderci, ha una ragione ben precisa (come potrebbe essere ad esempio la volontà di concretizzare un po’ di più i temi che tratti) o è proprio un gusto personale?

Mi sono capita da sola? E' probabile...

Ti ho capito benissimo, il che dovrebbe farti preoccupare.

Il difetto che più odio in Leonardo è l'idealismo: per i suoi ideali falsificati sta compromettendo la sua vita. Ed era anche il difetto che odiavo in Edward, ed era anche, un certo idealismo, l'unico motivo di separazione tra Draco ed Hermione. In generale, credo di avere scritto sempre cose così terra-terra da una parte perché credo che la parola scritta debba risucchiare la nostra essenza, non inventarsene una nuova, e la nostra essenza è fatta di anima e corpo in tutte le sue manifestazioni; dall'altra perché detesto l'idealismo, la sicurezza di essere nel giusto, la certezza di possedere la verità: tutte convinzioni che portano le persone ad agire come perfette imbecilli.

Certo, anche contraddire l'idealismo è un tipo di ideale, quindi alla fine sono idealista anche io, come mi ha recentemente definito una grande persona con dei pessimi gusti musicali; quindi, se io sono idealista e odio gli idealisti, questo dovrebbe provocare in me un tantino di confusione interiore; poiché tuttavia convivo amabilmente con le mille voci nella mia testa già da anni, il problema non mi tange più di tanto: una voce in più, che in questo caso mi ricorda che sono imbecille anche io. Come tutti gli esseri umani.

La differenza tra l'idealista idealista e l'idealista non idealista è che il secondo è perfettamente in grado di riconoscere quando si comporta da imbecille, all'incirca cento volte al giorno.

E di accendersi una sigaretta in quei momenti. O di mangiarsi una banana. O di fare qualcosa di altrettanto ridicolo, per scongiurare la propria imbecillità in una sana risata.

Non ti nascondo che mi hai spiazzata, più che altro perché adesso mi sto chiedendo a quale categoria appartenga: l'idealista idealista o l'idealista non idealista? Boh, probabilmente la seconda, forse perché di dieci cose che faccio sette sono cretinate? Mah, ci rifletterò su...

A parte questo, mi hai acceso una seconda lampadina, nominandomi Draco *sospira*. Il Draco di Mirya per intenderci, è anch'esso un personaggio pieno di difetti, anzi, soprattutto di difetti e in ogni caso ci ha fatte innamorare; ma nonostante il tuo innegabile talento nello scrivere storie con pairing DracoHermione, a te Draco non piace poi troppo, lo ritieni un codardo, fondamentalmente un debole, e in teoria non posso darti torto, ma allora come spiegheresti l'assoluta predilezione nel fandom Harry Potter per le Dramione? Sono quelle con più "successo", diciamo così; cos'hanno di speciale, a parer tuo? Perché sono così amate? Anche io sto scrivendo una Dramione, quindi è ovvio che ho una mia opinione in merito, ma sono davvero curiosa della tua...

La prima motivazione è sciocca, e riguarda i canoni estetici: molte ragazze trovano attraente Tom Felton, l'attore che lo impersona nei film, e si invaghiscono di lui. Io lo trovo orrendo, e me l'immagino diverso, ma in ogni caso la Rowling non l'ha mai descritto bello. Comunque, tutte preferiamo leggere di un uomo bello; io me ne sono concessa uno solo nella storia originale, perché per il resto sono piuttosto contraria: intendiamoci, la bellezza conta eccome ma è davvero, come dice il proverbio, negli occhi di chi la guarda e dipende secondo me da altri fattori; un uomo perfetto nel corpo può apparirmi orrendo, se dice una stupidaggine; e poiché gli uomini lo fanno spesso... ci sono pochi uomini belli, per me, al mondo, e sono quelli che non ho sentito parlare. O che parlano in una lingua che non capisco, per mia fortuna.

La seconda motivazione è altrettanto sciocca: alle donne, sulla carta, piacciono spesso i cattivi; il che spiega perché in molte fanfictions Draco e Edward e tanti personaggi originali siano violenti, traditori, bastardi ma facciano comunque capitolare la protagonista e anche le lettrici; a me questo tipo di personaggio non convince, perché faccio fatica a scindere la carta dalla carne: quando leggo c'è sempre quella vocina di cui parlavo che mi ripete che sono un'imbecille, se mi lascio abbindolare nella storia da qualcosa che non accetterei nella realtà.

La terza motivazione è ancora più sciocca ma è mia: a me piace, per bastardaggine da docente, mettere i miei personaggi nei guai. Che succede se ad un certo punto a Draco Malfoy, codardo, viziato e arrogante figlio di papà pieno di pregiudizi, inizia a piacere Hermione Granger, che lui dovrebbe odiare più di chiunque altro? Succede l'imprevedibile, quello che io analizzo sempre nei rapporti di coppia; succede che deve cambiare e in quel cambiamento c'è la sua salvezza o la sua perdizione. Insomma, per me l'amore non è dato dall'unione di due persone perfette, ma dall'unione di due persone piene di difetti i cui difetti si compensino perfettamente. La risposta, ancora una volta, è nell'imbecillità: se con qualcuno posso rendermi totalmente imbecille, quel qualcuno è probabilmente quello giusto. Io l'ho sposato, uno così.

Capisco perfettamente.

Parte della risposta in verità coincide con l'opinione che mi sono fatta io del successo delle Dramione. In verità però, posso dire che alla sottoscritta ha affascinato più che altro la verità implicita dei rapporti d'amore che nasconde una Dramione: che non c'è perfezione, né una dovuta santità soltanto perché si agisce per amore o si è, appunto, innamorati. Poi convengo con te riguardo alla compensazione dei difetti. Non ti nascondo però che sto ridendo per l'esplicita etichetta data a tuo marito, non so perché ma sto ridendo come una scema. Ovviamente è la tua vita privata, quindi non ti farò più di tante domande in merito, ma sono curiosa di sapere due cose: la prima è se tuo marito sia a conoscenza del fatto che tu scriva (cosa che ritengo quasi ovvia) e se ha mai letto qualcosa delle tue storie.

La seconda è se ti ispiri mai a lui per un personaggio maschile.

Ahimé e ahilui, mio marito è molto felice del fatto che io sia tornata a scrivere; dice che è perché sa che finalmente sono di nuovo completa, ma io sospetto che sia perché così io passo il tempo al computer mentre lui gioca libero e gongolante all'Xbox.

Legge tutto quello che scrivo, come opportunamente decretato da una clausola del contratto matrimoniale e sì, fisico a parte, che è sempre inventato, mi sono ispirata a lui per moltissimi dei comportamenti giusti e sbagliati adottati dai miei personaggi maschili. Più che altro sbagliati.

Ogni tanto impallidisce, ritrovando frasi sue o suoi gesti durante gli amplessi, ma io lo rassicuro sempre sul fatto che nessuno sa che sto parlando di lui. Beh, nessuno lo sapeva, fino ad ora.

Mi odierà per questo, digli che in fondo mi dispiace averlo sputtana...ehm, volevo dire, averlo fatto mettere a nudo da sua moglie in un contesto con più di cento fanciulle curiose (Miseria infame! Addirittura frasi?! *si crogiola nella consapevolezza che in fondo la finzione è qualcosa di relativo*), come probabilmente mi stai odiando tu per averti trascinata nella mia proposta delirante. Passando ad altro, direi di arrivare a questa domanda: l'OCC (da notarsi l'errore di battitura), so che lo ami particolarmente, nonostante per ALCUNI sia fonte di *critica*, perché?

L'OCC non so bene cosa sia: una nuova sigla? (Ndi: da notarsi il fatto che non me l'abbia fatta passare)Tra un po', con tutti questi avvertimenti, mi aspetto che mettano anche Pipì e Pupù e io li adorerei senz'altro!

Dunque, adoro l'OOC perché secondo me è sinonimo di libertà d'espressione, ma più che altro perché per me è obbligatorio in ogni fanfiction, al punto che io lo toglierei proprio dalle note e lo considererei di base. Mi spiego: per me l'unica persona che possieda i suoi personaggi è l'autrice, che - a meno che non sia nostra parrucchiera Meyer - li crea dal nulla e a tuttotondo, immaginandosi la loro infanzia, il loro modo di camminare, di pensare, di masticare. A noi fa vedere sempre e solo una parte di quei personaggi, il resto lo tiene per sé; io faccio così, quando creo un personaggio, e a maggior ragione credo lo facciano le vere autrici (sì, forse anche nostra parrucchiera Meyer). Ogni tanto io ad esempio metto una frase sussurrata che non trascrivo, un gesto interrotto, e qualcuno mi chiede cosa abbia detto o fatto il personaggio. La risposta è 'picche'. Insomma, lo so io e lo sa il personaggio, e resta tra me e lui, perché lui è mio e io sono sua (oh, quanto amo scriverlo immaginandomi David Gandy nei panni di Leonardo). Poi ci sono quelle discussioni strabilianti sul fatto che un'autrice abbia ingiustamente in antipatia un suo personaggio: ma l'ha creato lei, lo saprà bene lei se quello lì va in giro a infilare petardi accesi nel sedere dei gatti, no? In conclusione, il libro originale per me è l'unico IC; tutto il resto deve essere considerato OOC, secondo me, per rispetto nei confronti dell'autrice.

Distinguiamo però tra OOC e OOC: un conto è scrivere una propria versione del personaggio, cercando di rimanere più o meno fedele al carattere originale a seconda delle circostanze in cui lo si situa; un conto è scrivere di un personaggio completamente instabile che passa dalla violenza alle dichiarazioni d'amore eterno nel giro di un capitolo o compie altre amenità improvvise e immotivate. Insomma, questo non è fuori dal carattere, è fuori di testa!

Sì, lo sono anche io, fuori di testa, ma io sono perfettamente IC con me stessa.

No, non puoi, non puoi proprio rispondermi così, morirò per asfissia visto che non la sto smettendo di ridere. Come ti escono certe repliche? No! Non lo voglio sapere! Si chiama domanda retorica...

Comunque capisco perfettamente cosa tu voglia dire. Le domande si stanno riducendo, ma questa mi sembra davvero importante e penso possa essere utile per molte lettrici. Recentemente ti è capitato di ricevere una critica senza basi di fondo, una critica per certi versi pesante e per altri irritante, alla quale però hai tenuto testa semplicemente dando voce alle tue ragioni e alla tua linearità. Molta della tua forza però è da attribuirsi specialmente alla tua esperienza. Quale consiglio daresti ad una fanwriter più piccolina o magari più suggestionabile per non lasciarsi sopraffare dalla pesantezza di alcune parole? Ovvio, segnalare è il primo passo, ma per non esserne condizionate?

Esperienza un piffero, a me ha aiutato chi critiche del genere le aveva già ricevute e chi sapeva cosa c'era sotto. Insomma, l'esperienza altrui, che è una miniera di ricchezza - di quella ricchezza che purtroppo non puoi spendere per comprarti un paio di scarpe, ma che ti aiuta comunque a camminare nel mondo a piedi nudi, facendoti i calli.

Innanzitutto distinguiamo tra una recensione anche molto negativa ma educata e una maleducata (io le ho ricevute entrambe); nel primo caso il commentatore merita lo stesso rispetto che ci ha dato recensendo con intelligenza, e merita una risposta adeguata; possiamo condividere le sue opinioni e rivedere in parte il nostro lavoro o difendere a maggior ragione ciò che abbiamo scritto rafforzando le nostre convinzioni; in entrambe le situazioni ne usciremo migliorate, anche se non nego che sia comunque difficile mandare giù una critica, anzi forse è più difficile se la critica ci appare giusta. Ma insomma, è come quando si fa un pompino troppo profondo: all'inizio ci si deve abituare e può venire un po' di nausea, poi però c'è più soddisfazione. Nel secondo caso, quello della recensione maleducata, è come mettere in bocca un cetriolo: che senso ha? Fai un pompino, piuttosto.

Consiglio numero uno: leggete bene la recensione e cercate di capire per prima cosa se la persona ha davvero letto la storia; se capite che non l'ha fatto (mostra di non aver compreso la trama, i dialoghi, le parole, si attacca solo alla scelta dei personaggi o del fandom o della varie note), segnalatela e tirate avanti.

Consiglio numero due: controllate chi scrive la recensione; se è un utente registrato da anni che tuttavia ha al suo attivo una manciata di recensioni tutte molto pesanti e in senso negativo, si tratta probabilmente di un doppio account; qui la segnalazione è di più difficile controllo, ma si può comunque fare e, di nuovo, tirate avanti.

Consiglio numero tre: tirate avanti in ogni caso, e dedicatevi con grande gioia alla grande arte dello scrivere, che non è molto diversa dal fare pompini. C'è sempre qualcosa che viene risucchiato da qualcuno, qualcosa che fuoriesce, qualcuno che gode e un gran macello finale.

E dopo questa splendida e sublime similitudine fra le recensioni critiche ed i pompini *sto soffocando, la colpa è tua* direi di continuare e chiederti un paio di opinioni: cosa ne pensi dell'amore? E' davvero difficile trovarlo? E' vero il detto "arriva quando meno te lo aspetti"? Perché a molte donne fa paura? E cosa pensi del sesso senza amore?

Senti, se vuoi ti faccio tutta una tesi sul sesso orale, vaginale, anale (il che risponde alla tua ultima domanda: sesso senza amore? Sì, grazie), ma se mi chiedi cosa ne penso dell'amore tanto vale tornare al cetriolo di cui sopra. Provo a sparare alla cieca (non fatelo mai fare ad un uomo durante l'amplesso, mi raccomando): io vedo l'amore come la capacità di accettare tutti i difetti dell'altro senza strozzarlo, come la voglia di sentire per prima cosa il suo alito la mattina, anche se al mattino abbiamo tutti l'alito cattivo; è la speranza che lui c'è e ci sarà anche quando le tette ti arriveranno ai piedi e le avvolgerai attorno al collo come sciarpa e che, anche allora, avrà inspiegabilmente voglia di fare l'amore con te pur avendo ormai seri problemi alla prostata. E' soprattutto la capacità di ridere insieme fino alla fine, di tornare bambini senza vergognarsene, e la consapevolezza che non hai ancora conosciuto nulla di quella persona e che una vita non ti basterà a conoscerla. Viene a caso, come tutte le cose della vita (e come molti uomini che ho conosciuto): a volte te l'aspetti, a volte no, a volte preferiresti farti un clistere e invece ti fai lui e poi finisci per sposarlo e non sai perché, dato che doveva durare all'incirca quanto un clistere e invece è lì che si addormenta accanto a te ogni notte e tu preghi solo di morire per prima, perché non sai come faresti altrimenti ad addormentarti senza la sua mano sul fianco. Trovarlo è impossibile: ci trova lui, proprio come fa l'infermiere che deve farci il clistere.

E non sempre riusciamo a scappare in tempo.

Io non ne so il motivo, anche perché è terrificante l'immagine dell'infermiere che ti rincorre per un lugubre padiglione con la minaccia del clistere imminente, fattelo dire, ma ti adoro! Indiscutibilmente adesso posso dichiararmi euforicamente ed insensatamente rapita dalle tua visione dell'amore. Ehm, però la tesi su "sesso e derivati" risparmiamela, sto bene così. Detto questo, ho ancora due domande, poi ti lascio in pace, giuro. Qual è la storia che ti è piaciuto di più scrivere? Non parlo a livello di trama ma mi riferisco al divertimento che ne hai ricavato.

Ti deluderò: non c'è; mi sono divertita in tutte, in modo diverso e in capitoli diversi; però è quel divertimento sempre pericoloso, come immagino sia fare arrampicata libera: sei euforica ma puoi lasciarci un pezzo della tua vita da un momento all'altro. E io ce ne ho lasciati tanti, di pezzi della mia vita, per cui mi sono divertita un sacco.

Posso dirti qualche capitolo: 'Pugnali', in 'Succo di zucca'; 'Come Giobbe', in Linee; 'Leonardo', in 'Di carne e di carta'; 'Il mio lavoro', tra le 'Storie della nebbia'; la parte finale di 'Non ti alzare' e tutta 'Chiasso', che mi ha tolto qualche anno di vita - lo vedi? Così sono sicura che morirò prima io di lui, e non avrò mai il problema di addormentarmi senza quella sua famosa mano.

Non mi hai delusa, anzi, trovo sia bellissimo divertirsi in ugual modo in tutte le storie scritte, forse è proprio la passione che ci metti a farcele arrivare così bene. Posso dirlo? A me fa piacere di aver trovato tanti pezzettini di Francesca nelle storie che ho letto, davvero molto, sì; ma adesso, che siamo alla fine, c'è la prima domanda standard dell'intervista. Puoi consigliarci una storia per ogni richiesta?

-Una storia che rileggeresti più e più volte

-Una storia che ti ha emozionata come non credevi fosse possibile.

-Una storia che ti ha divertita.

-La storia che "avresti voluto scrivere tu", ma in termini di apprezzamento.

Potrei rispondere a tutte in ugual modo: 'The ground beneath her feet', di Savannah; perché ha fatto come fanno i fulmini: mi ha folgorato. Forse era il momento giusto, il posto giusto, forse era solo lei, ma è così che sono tornata a scrivere. E' stata il mio effetto farfalla: lei ha sbattuto le sue alette rosa glitterate, io mi sono spiaccicata contro lo schermo.

Dopo la conversione sulla via di Damasco (che deve essere un luogo un po' sfigato, se la gente trova bello farsi colpire dal fulmine in quei dintorni), cerco di dare risposte diverse. Ma sappi che ti odio, per questa domanda: non so se te ne sei accorta, ma io leggo moltissime fanfictions e sceglierne una sola per categoria mi è detestabile.

Una storia che rileggerei più e più volte è 'Stan' di Ernil.

Una storia che mi ha emozionata come non credevo fosse possibile è 'Azione e reazione', che Anthy ha scritto per me.

Una storia che mi ha divertita è 'Happy New Year' di Sif.

La storia che avrei voluto scrivere io è 'Gargoyle - Beneath the Stone', di Lhoss. Tranne nel caso di Lhoss, per la cui storia ho una vera adorazione, ho scelto tutte storie concluse da citare, escludendo le altre per facilitarmi il lavoro di selezione e perché una cosa conclusa è sempre più facilmente giudicabile (e comunque non è un mistero che io stia leggendo Lhoss in anticipo, dato che l'abbiamo scritto anche nella sua pagina). Un po' come un amplesso: a metà non sai ancora come andrà a finire, anche se puoi fartene un'idea.

Ma tra mezz'ora potrei citartene mille altre: cambio idea piuttosto velocemente, mano a mano che la mia memoria si risveglia dai sogni sconci su David Gandy. E' che me ne piacciono davvero tante, e il motivo per cui ho pochissimi preferiti nella mia pagina autrice è che non riesco a scegliere tra le altre.

A questo punto, per vendicarmi un po' di questa tortura a cui mi hai sottoposta: che ne pensi del sesso anale?

Prof. Scusami tanto eh, ma cosa vuoi che ti dica a proposito del sesso anale? Io non conosco manco quello tradizionale! Sì, mondo infame, sono una fottutissima vergine! Oddio, che poi fottutissima vergine non è un ossimoro? (Io questa risposta volevo eliminarla, ma vabbè, cosa non si farebbe per la prof!). Bene, Francesca, penso sia arrivato il momento di "salutarci", grazie mille per il tempo che ci hai dedicato, per le risate che mi hai fatto fare e per aver confermato l'idea fottutamente positiva che mi ero fatta di te. Prima di congedarti però, c'è qualcosa in particolare che vorresti dire a chiunque leggerà quest'intervista? Magari non un messaggio stile "campagna sociale" come "Guida sobrio" ma comunque qualcosa d'importante? No, prof, i consigli sulle posizioni non fanno parte dei messaggi importanti...

Ah. Mi hai bloccato le dita sulla tastiera.

Ehm... Andate, leggete, scrivete e fornicate, possibilmente non mentre leggete e scrivete.

Va bene?

Io pensavo la buttassi più sul "sentitevi liberi di sognare e di sperare ancora nella bellezza della vita", ma tranquilla, va bene comunque. A parte tutto, Francesca grazie mille! Sicuramente molte di noi ti leggeranno con un gusto maggiore.

4 commenti:

  1. Francesca......, grazie. Mi hai fatto piegare in due dal ridere. E oggi ne avevo un fottutissimo bisogno.
    tvtb
    patapata, la patata che non ne può più di referti ospedalieri.

    RispondiElimina
  2. *si facepalma ripetutamente*
    Devo rileggerla, ma sicuramente qualche concetto di massima è rimasto:
    1) l'amore rende imbecilli;
    2) se il primo lavoro di boccuccia riesce male non ti perdere d'animo e fai pratica, e metafore annesse;
    3) non me lo ricordo o forse ho rimosso.

    RispondiElimina
  3. Cara Mirya, perdono, chiedo perdono per l'intrusione che posso definire solo OOC, ma ho bisogno di aiuto e lo vorrei chiedere a te e alle tue lettrici perchè di voi mi.....fido, ecco, non so come altro dirlo.
    Ho messo questa richiesta anche nelle recensioni a 'Caffè', se non ce la vuoi la tolgo subito.

    Care Mirya e lettrici di Mirya, forse qualcuna di voi può aiutarmi, sto cercando di ritrovare una fan-fiction di cui non ricordo, mannaggia a me e all'età, il nome dell'autrice né il titolo. Ricordo solo due cose:

    1. l'ho trovata surfando tra i vostri preferiti/da ricordare partendo da Mirya e poi a catena tra tutte voi altre

    2. la trama, ovviamente: era, credo, un'originale, che narrava la storia di una giovane (elfa?) destinata a sposarsi di lì a poco con un principe della sua stirpe che non amava e le avrebbe offerto una vita di sentimenti tiepidi e spenti. Ma ha un sogno ricorrente in cui vede un guerriero forte e vitale, di una stirpe diversa dalla sua, non mi ricordo se definita come stirpe dei demoni, che le suscita emozioni forti e sconvolgenti, ben diverse da quelle che le offre l'elfo moscio.
    La giovane parte per un viaggio in nave, che dovrebbe essere l'ultimo prima di sposarsi, e proprio sulla nave, condotta da marinai della stirpe dei demoni, vede il guerriero dei suoi sogni. Nella narrazione si scopre che anche il guerriero vedeva lei nei suoi sogni.
    Arrivano nella terra di lui e per vari motivi lei rimane, ospite, mi sembra, della famiglia del capitano della nave, e una vecchia saggia predice ai due un possibile futuro insieme.

    Qualcuna di voi la conosce? E' una storia che mi è entrata in testa e mi piacerebbe rileggerla, mi piacerebbe anche farla leggere alla figlia di un'amica che sta passando attraverso un dilemma simile, cioè la scelta tra un elfo moscio e un demone vitale.

    Posso offrire come ricompensa un tutoraggio via mail per la matematica e la chimica. Per chi s'è lasciato, con somma felicità, la matematica alle spalle posso passare alle crostate di more.

    Un bacio a tutte
    vostra patapata

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  4. Francesca, mi hai fatto ridere e riflettere, come al solito. Anch'io ho scoperto EPF navigando in rete e cercando qualcosa di eccitante, visto che la Mayer parrucchiera mi aveva lasciata parecchio frustrata nella descrizione degli approcci tra Santo Edward e Cerbiatto Bella. Così ho scoperto, come te, una fanfiction che descriveva la prima notte di nozze ed ho avuto un pò di soddisfazione.
    Concordo sulla definizione di OOC: le storie narrate sulla falsariga degli originali sono per definizione OCC, pertanto è superfluo specificarlo.
    In questa intervista mi sei sembrata in forma smagliante (o perlomeno hai finto di esserlo).
    Sei una grande ed io ti voglio bene.

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