giovedì 3 febbraio 2011

Tamburi e banane

Sono stata a lungo indecisa se postarlo o no.
L'ho scritto per me, perché ne avevo bisogno, e non per altri motivi.
Ma ho pensato che in parte vi dovevo una spiegazione e che in parte scrivere significa anche avere il coraggio di mettersi a nudo ogni tanto.
Non è detto che resti sempre lì, questa storia: forse un giorno me la riprenderò, insieme a tutte le parole che non sono riuscita a scrivere.

3 commenti:

  1. Cara Francesca, ti ho appena lasciato qualche riga su efp. Mi dispiace tanto saperti addolorata.
    Come ti ho scritto sono sicura, dall'amore che tu avevi, hai, per lui, che anche lui, a suo modo, ti abbia amato tanto. Non credo all'amore a senso unico.
    Lo so per esperienza, la distanza che mio padre ha messo tra noi è ormai talmente grande che la mia capacità di amarlo sta venendo meno.

    Sono anche sicura che il tuo piccolino ricorderà il legame col nonno, sarà tua cura continuare a tener vivo in lui il suo ricordo, arricchendolo di vecchi e nuovi racconti, ad ogni tappa della sua crescita, cosicché da grande gli sarà naturale pensare con affetto al nonno, al suo viso conosciuto in fotografia, al fatto che quando lui era piccolo gli ha voluto tanto bene.

    I bambini adorano i racconti, soprattutto quando parlano di loro. Chi meglio di una mamma scrittrice potrà raccontargli tutto questo.

    Questo bellissimo pezzo di vita scritta che ci hai donato è per Andrea, lo leggerà da grande e sarà il suo ricordo della perdita del nonno.

    Ti abbraccio forte
    Anna

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  2. Francesca cara, avrei molto cose da dirti, prima di tutto cercherei di consolarti ma, essendoci passata anche io, non c'è consolazione che tenga. Questo è un momento tutto tuo, solo tu sai quello che hai dentro.
    Mi piacerebbe soltanto abbracciarti e trasmetterti un pò di calore, anche se per te sono una sconosciuta. E virtualmente, ti stringo forte forte.

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  3. Patapata, le tue parole mi hanno dato un buon consiglio e ho iniziato da subito a raggranellare foto del nonno e a mostrarle al piccolo; grazie, per tutto.
    Pepita, non sei più una sconosciuta, e ti ringrazio di questo.

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