lunedì 20 giugno 2011

Un senso

No, non amo Vasco Rossi, tuttavia in questo momento mi sento come nella sua canzone e voglio trovare un senso. Un senso a cosa? Oh, non alla vita, quello lo cerco nelle canzoni degli Abba, lo sapete: un senso al web e alla mia presenza su di esso.
Da diversi giorni mesi anni internet è divenuto pericoloso, lo sentiamo e leggiamo ovunque: i telegiornali ci mettono in guardia contro i social networks, ci raccontano truffe o violenze perpetrate tramite contatti online, ci raccontano storie abominevoli.
E noi mettiamo password ovunque, poniamo filtri, facciamo tutto sullo schermo ma non dentro di noi. Dov'è la nostra password personale, quella che dovremmo digitare per accedere al cervello prima di iniziare a scrivere senza di lui? Dov'è il filtro che ci impedisce di essere, sul web, più bestie che uomini?
Oggi ho letto questo post sul blog di Lara Manni, scrittrice che stimo moltissimo:
Non è che l'ultimo di molti avvenimenti del genere che potete trovare ovunque: le recensioni cattivissime su anobii e altri siti di lettura, blog e forum creati solo per massacrare qualcuno, addirittura offese personali e fotomontaggi denigranti. Chi è maggiormente preso di mira è quel gruppo che invece dovrebbe essere maggiormente ammirato, in una società dove la censura regna sovrana visto come vanno le cose al potere: quello degli scrittori.
Io parlo spesso in senso negativo dei programmi di Maria de Filippi e ammetto che una volta credevo fossero montati; ora capisco che è tutto vero, perché nel web c'è molto più squallore e molta più malignità.
Allora ecco, gli scrittori se ne vanno, i fanwriter come me chiudono i ponti (sì, qualcuno se ne sarà già accorto, sto eliminando tutto e tutti da Facebook e da Twitter, di nuovo e molto più severamente che a Natale), le persone che ancora credono nel rispetto lasciano il web. E chi resta? Restano coloro che creano pagine per insultare uno scrittore o un'autrice, che gestiscono un forum intero contro un genere letterario (e si leggono i libri apposta per massacrarli), che fanno dell'insulto la loro filosofia di vita e che ovviamente non si limitano mai alle opere, ma vituperano le persone stesse nella loro umanità.
Allora io credo sia il momento di dire basta. Se tutti continuiamo, se tutti continuate a stare zitti e ad aspettare che si muovano gli altri, tutti coloro che hanno ancora un po' di voglia di muoversi lasceranno il web e a voi che avete ancora voglia di qualcosa di buono resteranno solo questi scarti umani. Allora da oggi vorrei provare a fare qualcosa di positivo, a non usare più questo blog solo per qualche sciocco spoiler ma per cose un po' più rilevanti, per dimostrare a me stessa che c'è un senso migliore nel web. Perché se deve essere per uno spoiler, io chiudo tutto e chi s'è visto s'è visto.
Fatemi sapere la vostra, qui e in futuro, fatevi sentire ovunque, cambiate le cose.
O vi seguirò presto nel silenzio, insieme a persone ben più degne e importanti di me.

10 commenti:

  1. Volevo dire qualcosa, ma ho cambiato idea. Non voglio dire proprio niente.

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  2. Rimango un po'perplessa nel leggere questo post. Probabilmente non avere niente a che fare con FB (per mia fortuna) mi tiene anche all'oscuro di tutto quello che succede. Io spero che la "parte buona" del web, quella che mi piace leggere e rileggere (ebbene sì, negli ultimi tre giorni mi sono riletta Succo di Zucca, Canto di Natale e Linee)non si lasci sopraffare da tutto il resto. Ma probabilmente dico questo semplicemente perchè non ho idea di ciò a cui ti riferisci. Sorry.

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  3. Io capisco profondamente il senso delle tue parole. Credo che il discorso che fai possa estendersi a tutti gli utenti del web e non solo a chi viene plagiato, diffamato. Perchè essere su internet è già un atto di fede incondizionato in cui si concede parte del proprio sè agli altri, a sconosciuti. Ma soprattutto a persone che possono "appropriarsi" di quanto di noi mettiamo in rete. Condivido la tua scelta, e sai cosa spero? spero che Fb fallisca, e con esso tutto quello che viene definito "social" ma non ha nulla di sociale. Lo dico da utente che si sente danneggiata

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  4. Sono cresciuta con Internet, quando ancora il modem era esterno e andava a 56k, quando il web era mille volte più piccolo. A 16 anni frequentavo la chat di una radio, ho conosciuto persone meravigliose, di tutte le età e di tutte le regioni.
    Quando sono andata in vacanza al mare, il mio account della chat è rimasto offline per due settimane, così credevo almeno. Quando sono tornata a casa, ho scoperto che un cretino con cui chattava si era spacciato per me e aveva chattato con altri ragazzi, mandando poi foto porno da un indirizzo e-mail fasullo e dicendo di contattarmi al mio.
    Bravate stupide tra ragazzini? Io sì che lo ero, una ragazzina, avevo 16 anni. Il coglione ne aveva 24.
    E sono sempre stata attenta, non ho mai dato nessun dato mio in rete, nessuno sapeva niente a meno che non lo conoscessero di persona altri adulti della chat. E i miei genitori sapevano sempre cosa facevo, con chi parlavo.
    La mia prima scottatura da web, undici anni fa.
    E ne ho prese tante altre, ormai non le conto più, però sono ancora qui perchè voglio trovare sempre il bello in ogni cosa, fuori e dentro il web.

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  5. @Antonya: non ho capito e spero che non ti abbia disturbato nulla di quanto ho scritto...

    @Miki: mi riferisco proprio a quello che c'è scritto nel blog di Lara e che vedo ovunque, non solo su Facebook: sempre più scrittori, ma di quelli veri, vengono attaccati nel loro personale da persone che creano gruppi e forum solo per quello e io non ne comprendo il senso.

    @Francesca: capisco quello che dici, certo che è un peccato che una cosa potenzialmente bella come Facebook venga distrutta da chi ci gira. Ma immagino valga per tutte le cose belle: c'è sempre qualcuno che rompe le scatole.

    @Chiara: ecco, tu mi fornisci un esempio perfetto, un tizio di ventiquattro anni che cerca di distruggere una ragazzina. La cosa davvero preoccupante è che, quando lo fanno, dicono che stavano scherzando, ma io sono ancora dell'opinione che se uno scherzo lede qualcuno non è più uno scherzo, è solo un'offesa. Ci vuole molta più intelligenza a scherzare senza ferire nessuno.

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  6. Salve, sono Rota, torno in questi meandri dopo averti seguita da lontano sia su EFP che sul suo forum.
    Volevo, non so, dire la mia su questo post, perché in realtà è stato il primo che ho visto e in effetti mi ha colpito.
    Spero non ti dispiaccia.
    Io porto, al solito, la mia esperienza personale con me, fatta da bassezze e fatta di persone che davvero non contano nulla, ma nella nostra piccolezza e nelle nostre piccole liti, dacché in mezzo ci sono anche io, penso che possiamo essere un esempio per quello che poi succede in grande.
    Ho visto e toccato con mano quanto la gente può diventare velenosa, con parole e fatti. Per delle inezie, o almeno per quelle che io ritengo tali, per delle semplici antipatie personali si sparla e si ridicolizza persone, scritti e cose. E' così, lo posso ribadire anche io. La cattiveria sul web pare più giustificata perché è senza volto. Ci nascondiamo tutti dietro un nick, perché è sicuro e perché sicuramente se dovessimo metterci i nostri nomi e i nostri cognomi non saremmo certo tanto vili e arroganti. Almeno, questo è quello che penso.
    Si può cambiare le cose, ovviamente. Sono concorde con te. Si può e si deve, perché oltre a esperienze assolutamente negative io sono convinta che il web offre anche occasioni per esperienze positive. Parlando di scritti e in particolare di fan fiction - chiedo scusa per la mia limitatezza ma questo è il mio campo - continua a esistere quel confronto che io definisco "sano" tra autore e lettore/commentatore.
    Nessuno dice che per fare una recensione engativa tu debba per forza smontare l'autore della tal opera, è una concezione totalmente errata della critica. Bisognerebbe rivalutare questo concetto, a mio avviso, dargli il suo vero e proprio significato. Così io agisco da qualche tempo a questa parte, perché mi sembra uno dei pochi modi disponibili a me per muovermi. Oltre che smorzare le acque ogni volta che intravedo da lontano liti e non liti, proponendo quella cosa che sembra tanto antipatica come il buon senso.
    C'è da ricordarsi, tra l'altro, che molta della gente che gira su facebook o su siti di scrittura amatoriale è giovane e non ha molta coscienza, né di sé stessa né dei propri limiti. Quindi, se si introduce una figura matura e serie nel gruppo, io penso che qualcosa questo possa fare. Credo che il termine giusto sia "autorevole", ecco.

    Ti chiedo scusa per aver sporcato il tuo blog con questi pensieri assolutamente incoerenti e senza senso, ma mi faceva piacere farti sapere cosa pensavo a tal proposito.

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  7. Cara Rota, altro che 'sporcato', non so nemmeno cosa aggiungere al tuo commento perché è già completo ed esprime ciò che penso anche io; forse posso solo assicurarti che il mondo dell'editoria non diverge molto da quello delle fanfictions: se spulci i siti di recensioni di libri veri ci trovi gli stessi comportamenti che trovi su efp: alcuni commentano, positivamente o negativamente, con educazione e attenzione, altri invece usano quelli che sarebbero ottimi mezzi di interazione solo per insultare. E io credo che già partire da efp per modificare questa moda sia un buon inizio, nella speranza che la civiltà si diffonda agli altri aspetti del web.
    Grazie davvero per il tuo intervento.

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  8. Pare che si stia diffondendo l'epidemia del silenzio.

    http://www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=799
    http://www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=814

    Non è la prima volta, infatti, che leggo di gente disillusa dai media e dal web, delusa dalle più grandi conquiste del nostro secolo, disgustata da chi le ha trasformate in armi distruttive.
    Chissà perchè, tutto questo mi ricorda Enrico Fermi. Una vita passata a fare ricerche importanti, una vita spesa, paradossalmente, per creare ciò che ha distrutto.
    Certo, se dovessimo analizzare le ragioni che ha mosso sia Fermi che coloro che hanno dato vita al "World Wide Web", troveremmo che tendono ad essere le medesime. Ma, così come il nostro brillante fisico non prevedeva certo un utilizzo disumano delle sue scoperte, allo stesso modo, quei geniali ingegneri che hanno messo in piedi il WWW -scienziati anche loro, per di più- non sapevano che un giorno, in questa spider's web, ci saremmo rimasti intrappolati.
    Ahimè, la situazione è critica, ma la migliore difesa è la reazione. Il silenzio potrebbe passare come assenso, anzichè atto di protesta non violenta. Chi scrive dovrebbe continuare. Con cautela, con attenzione, ma continuare.
    Quando decidiamo di creare un account o un blog, firmiamo un contratto con un ente senza volto, accettiamo di cedere un po' di noi e della nostra tanto cara privacy al mondo, che è autorizzato -da noi!- ad usarla a proprio uso e consumo.
    Ecco perchè io -per ora- non mi sono ancora decisa ad avere un blog e il mio profilo su Facebook, nonostante gli svantaggi che la mia assenza dal web comporta su diversi piani.
    Ma chi ha avuto il coraggio di tuffarsi nella corrente, nonostante le rapide, dovrebbe continuare a nuotare, a resistere.
    Un poeta che sono orgogliosa di poter definire mio conterraneo ha scritto, molto tempo fa, dei versi che raccontavano l'orrore, quel genere di orrore che ti riduce al silenzio. Ma, in quel caso, era la guerra, era la morte, era il dolore, era la disperazione. E allora, giustamente,

    "Alle fronde dei salici, per voto,
    anche le nostre cetre erano appese,
    oscillavano lievi al triste vento."

    S. Quasimodo

    Se davvero vuoi appendere la tua cetra anche tu, il cerchio -già stretto- dei "Capitani coraggiosi" che continuano a navigare imperterriti il WWW perderà una grande persona, una grande voce. E sentiremo la tua mancanza.

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  9. Ciao Mirya… è la prima volta che ti scrivo, ma seguo da molto tempo le tue storie su EFP, e ho deciso finalmente di farmi forza e postare qualcosa per te. Innanzi tutto mi congratulo per le tue ff: le ho trovate spiritose, ben scritte, veritiere, piene non di vita, ma della Vita, dell’umano. E per questo le apprezzo molto. In secondo luogo vorrei ringraziarti. Per cosa??? Non solo per questo blog, per questo post e per tutti gli altri. Vorrei ringraziarti per la fiducia. La fiducia che tu hai riposto nei lettori, donandoci le tue storie. E mi scuso per tutti coloro che non sanno comprendere che una storia, a prescindere dalle sue caratteristiche, è sempre un dono. Probabilmente non s’intuisce cosa comporti il pubblicare storie e il permettere che qualcuno, oltre il nostro personale occhio scrutatore, le veda, legga e inevitabilmente giudichi. È questo il vero grande problema: gli autori di EFP, e non solo, regalano personaggi come Chiara e Leonardo, Mab, Bella, Draco e di narrano le loro vicende, e il lettore li critica al punto tale da far perdere loro la voglia di scrivere. Mi sono sempre augurata che gli autori dal web non sparissero per continuare a reperire delle belle storie con facilità, ma in questo momento la tendenza è in senso contrario e si comprende anche perché, quando hanno luogo episodi di tal genere. Una critica dovrebbe sempre essere rispettosa del coraggio di un autore: si accusi la scrittura non lo scrittore, lo stile non l’idea. Almeno questo è il mio parere. So che mi pentirò di questo commento non appena l’avrò postato, ma volevo darti un appoggio nel mio piccolo e dare a te, in quanto scrittrice, la gratitudine che meriti.
    Un saluto, Egle.

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  10. Melikes, io la penso come te, penso che il web sia un mondo meraviglioso, se sfruttato bene, e penso che lasciarlo in mano di chi vuole solo sfruttarlo male sia fare un torto al nostro futuro, a mio figlio, ai miei studenti. Ecco perché continuo ad essere qui, ecco perché insisto anche quando penso che magari non interessi a nessuno leggere i miei scleri. Grazie per averli letti.

    Egle, benvenuta! Grazie innanzitutto per i complimenti. Il mio discorso riguarda molte autrici che se ne sono andate o se ne vogliono andare da efp o dal web in generale proprio per questioni del genere; richieste di finali alternativi, di scene scritte ad hoc (in genere ovviamente scene erotiche), sviliscono perché si comprende che non è lo scritto ad interessare ma solo il porno, il più delle volte. E io sono una che nel porno ci sta anche bene, ma non solo in quello: mi piace tutta, una storia, la leggo tutta anche se non contiene nemmeno uno sfioramento, nemmeno una relazione. Perché per me leggere è altro. Tra l'altro, ricambio i complimenti: sono quasi sicura di averti recensito, almeno una volta, ma potrei sbagliarmi perché sono tremendamente distratta. Però ti ho sempre letta con grande gioia, quindi grazie di questo commento e grazie dei tuoi scritti.

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