sabato 30 luglio 2011

Dramione Dramione Dramione


La meravigliosa Alice, una donna che sono onorata di aver conosciuto, qualche giorno fa mi ha inviato questo link secondo cui pare che la Rowling abbia affermato che in fondo lei ha sempre immaginato che tra Draco ed Hermione ci fosse un’attrazione latente e poi mi ha raccontato le reazioni del web alla notizia: giubilo da una parte, scetticismo se non vero e proprio disprezzo dall’altra.

La mia reazione sta nel mezzo. Normalmente non sono proprio una moderata, ma in questo caso mi ritrovo d’accordo con Orazio: “Est modus in rebus, sunt certi denique fines /quos ultra citraque nequi consistere rectum[1] (Satire I, 1, 106-107).

La mia reazione, insomma, è stato un moderato sorriso, dovuto al fatto che, se da una parte mi compiaccio di leggere che la Rowling non storce del tutto il naso di fronte alle Dramione, dall’altro me ne frego altamente. ‘Shippare’, come in gergo si dice quando si accoppiano due personaggi anche poco armonici, non è che un’altra forma dell’amore sconfinato per un’autrice di cui parlavo qui; canon (coppie ufficiali di un libro o di una saga) o fanon (coppie improbabili, inventate dai fans) sono solo dichiarazioni d’amore diverse a seconda dei gusti o anche della minore o maggiore dimestichezza con il mondo che l’autrice stessa ha creato: meglio lo conosco, più lo posso manipolare senza mai dimenticare che questa mia manipolazione deve tutto ai volumi di partenza.

Ma la diatriba sulle Dramione, o L&L secondo altra dominazione, è di vecchia data e stranamente fa più specie Draco innamorato di Hermione che Draco innamorato di Harry (le Drarry): come se cambiare gli orientamenti sessuali di un personaggio sia meno forzato che cambiarne le mire. A me non dispiace niente: se una storia è bella è bella e basta; ho le mie preferenze, com’è umano, e Draco con Hermione mi stuzzica parecchio ed è l’unica coppia su cui mi ispira scrivere, ma certo non l’unica che leggo. A tal proposito ecco una Draco/Pansy, Goodnight di HermyKitty, davvero deliziosa e una Drarry, Virgin Draco di Stateira, che vi consiglio caldamente. E questo solo per limitarmi a un paio di titoli, ne avrei all’infinito.

Allora perché io scrivo Dramione? La risposta la trovate nell’intervista che mi ha fatto LadyEl ma anche in tutte le mie storie: io provo un piacere sadico nel mettere i personaggi in grossi guai, vedere come reagiscono di fronte all’impensabile. E cosa c’è di più impensabile per Draco che scoprirsi innamorato di Hermione? Neppure Harry secondo me è alla pari, come problematicità: è Hermione la Mezzosangue che lo batte in tutto, che lo umilia ripetutamente e che risponde all’odio di Draco con indifferenza o addirittura buoni sentimenti; è lei il suo peggior nemico e perciò la sua maggiore difficoltà. E resto convinta che gli esseri umani si conoscano proprio nel momento delle difficoltà, quando possono dare il meglio o il peggio di sé: quando trovano, come ho spesso detto rubando la definizione ad una recensione di Lhoss, la loro ‘geometria non euclidea.

Non scrivo di Draco perché mi piaccia il ragazzo bello e cattivo: non è descritto certo come un bel fusto nei libri e trovo Tom Felton inguardabile (a tal proposito, se devo immaginare un Draco che mi faccia infiammare davvero, io lo immagino così); inoltre detesto i cattivi ragazzi: in vita mia sono sempre stata abbastanza saggia da non farmi mai irretire da uno di essi e nelle mie storie non ne troverete mai; non scrivo mai di traditori, di stronzi, di violenti, e anche in Per il suo sangue, quando Draco vi parrà rientrare in quel cliché, ricordatevi che quella storia è un gioco di specchi, dove nulla è mai come sembra. Il mio Draco è innamorato di Hermione da una vita, potrà essere un idiota vigliacco ma non è malvagio; il mio Edward è quello romantico e fedele della Meyer, solo molto meno casto e molto meno imbecille, perlomeno alla fine, altrimenti gli avrei acceso io stessa il falò sotto al sedere; il mio Leonardo, a dispetto del suo fisico, non è un donnaiolo da strapazzo sicuro di sé, ma l’uomo più insicuro e complessato del mondo che a me talvolta fa quasi pena.

Prendere qualcuno e scardinare tutte le sue convinzioni: questo è sempre il mio punto di partenza, il perno attorno a cui ruotano le mie storie, perché resto convinta che siano le convinzioni a renderci peggiori, ben conscia dell’assurdità apparente di questa ridondanza. Ma io ho un approccio intellettuale a tutto, io le cose devo sempre studiarle e alla fine ti ritrovi a leggere dappertutto che sono state le convinzioni, politiche o religiose o razziali o, molto più in piccolo, persino di pairing, a creare la guerre. In occasione di un concorso per il Premio Nazionale della Cultura, quando ero ancora studentessa mi diedero da commentare quest’asserzione: ‘l’umanità sarà finalmente libera e pacifica quando saranno morte tutte le ideologie’. Già allora, io non potevo essere più d’accordo. Prendi qualcuno e togligli la terra sotto i piedi: lo renderai un uomo o una donna migliore. Costringilo a rimettersi in discussione ogni giorno, ogni ora, ogni minuto: l’avrai trasformato in un essere in perenne divenire, in perenne evoluzione, in continuo passaggio dalla potenza all’atto e viceversa.

Questa è la vera ricchezza delle Dramione, come di molte altre coppie antitetiche, sia eterosessuali che omosessuali; è lo stesso motivo per cui, in The Vampire Diaries, per me non c’è altra storia che la Delena, la Damon/Helena.

E se poi proprio vogliamo un appiglio cartaceo, in questo capitolo di The Ground Beneath Her Feet di Savannah trovate secondo me tutti i momenti della saga in cui la Rowling lascia aperta la possibilità di una Dramione.

E dunque, come pensa ad un certo punto la mia Hermione nel quattordicesimo capitolo di Succo di zucca, è davvero la solita storia per cui ‘chi disprezza compra’? Secondo la mia esperienza, sì. Se una persona non mi piace io evito di spenderci un pensiero sopra; se invece ritorno ossessivamente a pensarla, forse non è propriamente disgusto ciò che mi lega a quella persona. Odiare comporta un grande dispendio di energia, e mi risulta difficile pensare che lo si faccia se sotto sotto non c’è qualcosa d’altro: magari anche solo l’invidia, ma un invidia che rasenta il desiderio di emulazione o, nel caso delle storie di cui stiamo parlando, il desiderio e basta (espandere questa mia persuasione ad altri aspetti della mia esistenza mi porta a ricordare a tante persone che sono sposata).

Insomma: grazie, Rowling, per averci forse dato la tua benedizione, ma in fondo la cosa per cui dobbiamo ringraziarti davvero è la tua splendida saga.

Purtroppo però sono molto indietro con le risposte alle recensioni, quindi il mio ringraziamento, che è sempre consistito nel postare, non può aver luogo entro il fine settimana, come speravo. Poi partirò quindici giorni e avrò la connessione a singhiozzo, dunque non so quando riuscirò ad essere online; perciò vi lascio almeno uno spoiler del terzo capitolo, Negli occhi e nelle mani.



- Non sei cambiata, Mezzosangue. Non hai ancora imparato a chiedere spiegazioni, quando qualcosa non ti piace – la accusò con tono frustrato.
- Forse perché credo che le spiegazioni dovrebbero essere date spontaneamente. O forse perché temo che le spiegazioni potrebbero non piacermi affatto. O forse perché, anche ora che te le ho chieste, tu hai abilmente evitato di darmele.
Draco la fissò a lungo, spostando lo sguardo sulle sue membra che prima volevano solo avvilupparlo e che ora invece si sentivano a disagio per averlo appena fatto. E quegli occhi – quegli occhi – gliela lessero addosso, la verità.
- Tu non arriverai mai a fidarti di me.


Vi avverto che è il peggiore di tutta la storia, ma pur avendolo riscritto molte volte non è migliorato, quindi mi sono arresa al fatto che certe cose non riescono come vorremmo. Vi prometto che il prossimo sarà migliore, almeno secondo i miei parametri.



[1] C’è una misura nelle cose, ci sono confini al di qua e al di là dei quali non può consistere la cosa giusta.

2 commenti:

  1. Come nel film (non mi sembra nel libro) Ron dice a Hermione "chi sei tu e che cosa ne hai fatto di Hermione", così io dico a te chi era quella Mirya che ha scritto quel post cattivo e ingiurioso dell'altro giorno. Chi era quella Mirya che ha accomunato le sue lettrici, fans appassionate, con un numero più ristretto di sfigate pronte per il lettino dello psicologo, purchè bravo. Ci hai messe sullo stesso piano, proprio noi che bovinamente e senza mai essere deluse da quello che scrivi, seguiamo ogni tuo passo, come in questo bellissimo articolo sulle Dramione ma se tu avessi scritto di Antonio e Cleopatra noi saremmo sempre li pronte ad ascoltarti, solo perchè lo hai scritto tu, solo perchè viene da te, dal tuo cuore. Ma ho fatto mio il motto di Savannah/Virginia più strass meno stress e non me la voglio prendere, seguirti è più facile-

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  2. Io dico solo Buone Vacanze Prof a te e famiglia.
    Torna più carica di prima ^_-
    Bacioni
    Cristina

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