domenica 24 luglio 2011

Misery deve morire

‘E vissero infelici perché costava meno’.

Leo Longanesi.

La prima volta che ho letto questa citazione è stata alla fine della one-shot Narcisi, di ele_lele; una bellissima one-shot che finisce decisamente male e che, insieme a questa citazione, si presta benissimo al discorso che voglio approfondire e di cui avevo già parlato qui, ma su una parte del quale devo proprio tornare, un po’ allarmata dal congruo aumento di note sempre più lunghe di autrici sempre più stressate dalle richieste sempre più assurde dei lettori. Da parte mia, mi ero anche un po’ rassegnata a certi fenomeni, ma noto che stanno evolvendo in misura inquietante; sono fondamentalmente convinta che mal comune non porti gaudio a nessuno e ho recentemente visto un film secondo me molto gradevole, I guardiani del destino, in cui un politico si lascia andare al primo discorso sincero sul ‘dietro le quinte’ di una campagna elettorale, perciò, contagiata da quel discorso, sarò anch’io politicamente scorretta, vi svelerò il ‘dietro le quinte’ di una fanwriter e vi dirò onestamente cosa possa accaderle di pensare di fronte alle continue lamentele riguardo la trama e il finale di una o più sue storie, di fronte insomma alla continua, ossessiva ripetizione del fatto che la Misery di turno non deve morire; farò in fretta e per una volta non sarò logorroica, perché il pensiero della fanwriter, qualora non sia reclusa e torturata come accade nel libro di Stephen King, è pressappoco questo: ‘cacca’. Vi scriverà spero in maniera gentile, vi risponderà credo educatamente, cercando di farvi ragionare, vi spiegherà come il canovaccio sia stato già scritto, nella sua mente o nel pc, ma dentro di sé penserà soltanto ad una cosa: ‘cacca’. Beh, in realtà probabilmente è lo stesso che pensa lo scrittore Paul Sheldon nel romanzo sovraccitato, ventiquattro ore al giorno per tutto il periodo della sua prigionia.

Continuare a brontolare di come vanno o temete che vadano le cose (oh, i preveggenti, delizia dei fanwriters) vi colloca nella massa dei non-lettori di cui parlavo nel post citato sopra; potete magari modificare le idee di qualche autrice più fragile, ma la storia ne perderà inevitabilmente in originalità e credibilità; potete infondere insicurezza in qualche autrice un po’ stanca, e allora questa posterà sempre di meno o abbandonerà proprio la storia che va meno incontro ai gusti del pubblico; potete incorrere semplicemente nell’indifferenza dell’autrice, che da lì in poi vi considererà più o meno come una mosca nella sua minestra di fave (e voi sapete quanto amo la fava) o, infine, potete rischiare la reazione peggiore: la vendetta, in base alla quale l’autrice farà morire uno o tutti i suoi personaggi, con un sorriso sadico sulle labbra.

Una storia non può essere appiattita solo sulla conduzione della trama e, ancor peggio, sul fatto che la trama sia esattamente quella che volete. Se siete fanatiche del lieto fine (o del finale tragico: capita raramente, ma c’è anche chi ti implora dall’inizio di ammazzarli tutti e ti manda in allegato la foto della suocera, casomai ti avanzassero delle cartucce), se avete a tutti i costi deciso che le cose devono andare sempre in un certo modo avete due scelte: o rileggete per tutta la vita solo la stessa storia che evidentemente vi ha colpito tanto – sempre che esistano storie che rispondono in tutto e per tutto alle vostre necessità, e tendo a dubitarlo, ma io sono una che ha molte necessità (chiedete a mio marito…) – o ve ne scrivete una da soli. Ma una vostra, non quella degli altri, quello si chiama plagio. Io comunque continuo a pensare che in questo modo perdiate tutto il senso della lettura, che vi stiate rinchiudendo da soli in un cantuccio arido e grigio da cui non trarrete mai nulla e anche che forse vi stiate confondendo troppo con i personaggi di una fanfiction e magari dovreste uscire un po’ a fare due chiacchiere con un amico. Uno che vi ascolti mentre siete stesi su un lettino e gli date dei soldi per farlo. Uno bravo.

Se però volete proprio decidere il finale avete a vostra disposizione una grande scelta di passatempi: i libri game, i giochi di ruolo (da tavolo, dal vivo, virtuali) e oh, sì, la vostra esistenza; tutte queste cose sono fortemente interattive, richiedono una vostra partecipazione decisionale che vi catapulta nel mezzo dell’azione e vi rende un personaggio vero e proprio. Ma i libri e le fanfictions no, quelli sono interattivi in un modo diverso: non vi chiedono di saltare dieci pagine, lanciare un dado, mettere un costume o cliccare un tasto; i libri e le fanfictions vi chiedono di essere interattivi col cervello, di aprirvi a diverse ipotesi di svolgimento, di farvi sorprendere e di arricchire le vostre esperienze con trame sempre diverse e ipotesi sempre differenti. Interazione col cervello: fa paura, sì, ma non ha nulla a che vedere con i Borg.

In ogni caso, per aiutarvi a risparmiare i soldi dell’amico, quello bravo, quello del lettino, e per farli risparmiare a me e ad altri fanwriters, ecco un piccolo elenco delle cose che non dovete assolutamente fare se non volete che la fanwriter in questione pensi: ‘cacca’. Si tratta, ahimé, di casi realmente accaduti a me o ad altri, perciò ogni riferimento a fatti o persone reali è assolutamente voluto.

1) Non chiedete all’autrice di scrivervi un finale aggiuntivo/alternativo della storia, in cui tutti sono felici e contenti e stanno ovviamente trombando come ricci, magari specificando quale sia la vostra posizione del Kamasutra preferita: potete stare certi che la sottoscritta si preoccuperà di usare quella posizione solo nel suo letto e con suo marito e non la farà mai adoperare ai suoi personaggi che, anzi, rischieranno seriamente l’impotenza da quel momento in avanti (capita, dicono che c’entri l’inquinamento);

2) Non proponete all’autrice, dato che il suo finale vi ha deluso tanto, di cancellarlo, scriverne uno voi e postarlo al posto suo, chiedendole, per agevolarvi, magari anche la sua password per accedere direttamente al suo account: in questo caso la sottoscritta potrebbe pure prendere in considerazione l’idea di ritirare tutte le sue storie dal web e di certo invierà una sentita lettera di rimostranza al governo che tempo fa ha chiuso i manicomi, arricchendo enormemente il portafogli dell’amico, quello bravo, quello del lettino;

3) Non minacciate l’autrice di non leggerla o recensirla più o di convincere altre a non leggerla o recensirla più finché i vostri due personaggi preferiti non tornano insieme: non illudetemi, insomma, non è giusto darmi false aspettative di questo genere;

4) Non minacciate l’autrice di andare a casa sua ad uccidere con le vostre mani il suo animaletto preferito se non cambia il capitolo che ha già postato e in cui i due personaggi hanno litigato: posso dirvi che, se fino ad ora era stato lo stercorario (che nobile metafora della vita, questo insetto che spinge avanti la sua pallina di cacca!), da oggi in poi il mio animaletto preferito è l’orso grizzly;

5) Non chiedete dopo il primo capitolo di una storia come andrà a finire, avvertendo che se non sarà come dite voi riempirete la storia di recensioni negative: in questo caso riceverete uno spoiler grosso come una casa in cui vi dirò che, come nell’assolutamente irragionevole film Duello nel pacifico, la storia finirà con una bomba che annienterà tutti;

6) Varie ed eventuali: portate pure la vostra fulgida esperienza a riguardo per convincervi che no, non state sognando: ci sono davvero persone che si strappano i capelli se non scrivete esattamente quello che vogliono; avete notato che i parrucchieri non chiudono mai, nemmeno con la crisi attuale?

E per quanto riguarda me e le mie storie in particolare, ecco un po’ di spiegazioni che spero di dover dare per l’ultima volta:

1) Mab è morta. Morta morta. Non può resuscitare, con natura da vampiro, licantropo o zombie: Mab è morta. Non capisco cosa nella frase: “Mab è morta due anni fa” sia ambiguo e vi lasci delle speranze, in ogni caso spero di togliervele tutte e definitivamente: Mab è morta, è stata cremata, le sue ceneri sono state gettate in mare, i pesci le hanno mangiate, digerite, defecate, gli escrementi sono andati a nutrire il plancton che è finito in pasto indovinate a chi? Alla balena bianca del mio precedente post sulla lettura. Ho scritto una stupidaggine su di lei qui e magari scriverò altre cose del genere, ma saranno tutti brevissimi e leggerissimi missing moments di Linee; se rivolete davvero indietro Mab, andate a cercare Moby Dick, fatela vomitare e poi, con evolutissima ingegneria genetica, cercate di clonare Mab da una cellula; qualora ce la faceste davvero dopo aver clonato a vuoto mille chili di vomito di cetaceo, non vi lamentate se poi Mab si incazza perché non l’avete lasciata in pace dopo essersi fatta il culo (in tutti i sensi) per tutta la vita e tenta di uccidervi e mangiarvi: Jurassic Park dovrebbe avervi insegnato qualcosa.

2) Di carne e di carta è finito così, con un forse. Non ci saranno extra, non ci sarà alcun epilogo. Se continuerete ad implorare o a battere i piedi per averli inizierò smembrando prima la coppia di Sivieri e della Frezzoni, poi quella di Angelo ed Alessandra, poi tutte le altre, in fila; e alla fine arriverò senz’altro alla bomba risolutiva del film di cui sopra.

3) Per il suo sangue è una storia cupa e dura, dove Draco ed Hermione ne passeranno di cotte e di crude, se ne faranno di ogni colore, si separeranno a lungo e staranno tanto ma tanto ma tanto ma tanto male, direi proprio malissimo, che più male non si può; sto pensando di aggiungere persino qualche avvertimento a riguardo (ma al momento non ho trovato l’avvertimento ‘tanto ma tanto ma tanto ma tanto male’), ma per ora la storia ha ancora un lieto fine in previsione; un lieto fine alla Rowling, quindi non proprio lieto, a dire il vero, in ogni caso dal mio punto di vista un tantino paradossale è ancora una commedia; ogni ulteriore lagnanza riguardo al ‘tanto ma tanto ma tanto ma tanto male’ renderà l’ipotesi del lieto fine sempre più remota e costerà la vita ad un personaggio. Se non ci credete, questo è quanto ho scritto due giorni fa: “Le fece una carezza leggera sulla guancia, rilasciò un ultimo alito e morì. La mano ricadde inerme sul suolo freddo ed Hermione iniziò a singhiozzare a dirotto.” Fuori uno.

4) Ho finalmente imparato a mettere il collegamento ipertestuale anche nelle parole nel blog e mi ci sto divertendo un sacco: si vede?

Non mettete alla prova il sadismo di una docente di Italiano e Latino: non ha confini e lo sanno bene in tante, ma soprattutto una certa Francesca De Maria (tesoro, mi manca il mio gatto attaccato ai maroni). C’erano due lavori che sapevo di poter fare bene nella vita: l’insegnante di Lettere o il serial killer; ho gioito capendo presto che in fondo non avevo alcun bisogno di scegliere.

Questo non c’entra nulla con quanto vi adoro: continuo a pensare che la stragrande maggioranza di voi sia deliziosa. Ma la minoranza che rientra nella casistica di cui sopra la trova deliziosa il mio orso grizzly.

Misery deve morire, ed io non mi farò segregare in una storia che non è mia da nessuna virtuale Annie Wilkes.

Misery deve morire e morirà: valutate solo quanta gente volete che porti con sé.

28 commenti:

  1. io penso k drakuccio & herm devono vivere x smp felici e contenti, kn tnt figli e 1 d qst animali k t piacciono tnt, 1 krizzli o cm s skrive.

    M0r3A

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  2. *_____________* profia, sei fan di Star Trek e non mi dici niente?! SPAAAAAAAAADELL!!!!!!
    *Lo so, non c'entra un cazzo*
    "valutate solo quanta gente volete che porti con sé" adoro i tuoi finali ad effetto xD però, posso dirla una cosa? Tu sei un po' come Dexter: l'unico serial killer che lascerei libero e non acciufferei! xD


    Graine

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  3. Questa è una supposta che ho molto gradito.
    Immaginarmi Agony in versione Grizzly Incazzoso mi ha dato una speranza per il futuro.
    Sono ben lieta che tu abbia dato sfogo al tuo 'dietro le quinte' e che questo abbia portato Morea a pubblicare quel meraviglioso commento in bimbaminkiese.
    Solo una cosa....per finire....ti prego, accogli questa mia richiesta...uccidili tutti!
    ...magari facendogli mangiare una minestra di fave al gusto di stercorario con contorno di interiora di balena.
    Nat

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  4. Amnesty International è stato mobilitato per la sorte di Misery.
    Ti spupazzo profia <3

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  5. Siiiiiiiiii falli schiattare tuttiiiiiiiii! Io faccio parte di quello 0,00000001% di lettori che predilige a prescindere il finale tragico!
    no, a parte gli scherzi...tu lo sai che io adoro le storie tragiche e drammatiche, no?! No, non solo i finali tragici, ma proprio tutte le storie che non fanno altro che trattare la sofferenza e il dolore, fino a fartelo sentire sotto la pelle.
    Eppure, questo non mi ha impedito di amare Di Carne e Di Carta che, pur trattando assolutamente temi di sofferenza quali la solitudine, l'abbandono, il dolore personale, l'incomunicabilità, resta pur sempre, come tu l'hai giustamente definita, una storia che di fondo ha tanto della commedia.
    Io sono sempre stata convinta che un autore bravo è in grado di farti apprezzare anche una storia di un genere che non ti piace, o di farti comprendere la scelta di un finale lieto quando avresti preferito uno drammatico, o di un finale drammatico quando avresti preferito un finale lieto.
    D'altra parte, io odio il fantasy, però Harry Potter è il mio libro preferito.
    Io odio l'Horror, ma Shining è uno dei miei film preferito.
    E questo non ti sto paragonando a J.K. Rowling o a Kubrick, non ti illudere. Tzè.
    Il tono di questo mio commento sarà assolutamente professionale, freddo e distaccato.
    Sono contenta che io ti manco. Tu non mi manchi per niente.
    [......]

    Kon tntixximo Love <3

    Skina.

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  6. Oddio, ma ste perle le mediti con cura o ti escono così? Ho preso ad annuire dopo tre righi ed ora il collo mi fa malissimo ... maledetta te! E facciamola morire in santa pace, sta povera Misery ...
    Tesoro sei una grande, sto ancora ridendo con tanto di lacrima e mi manchi un casino :******

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  7. Prof come al solito mi lasci senza parole ^^
    Anch'io faccio la bimbo minkia con la De Winter ogni tanto ma per sport tanto so che non mi risponderà mai, ma almeno mi faccio notare ....
    Hai il numero del tuo amico del lettino? Credo di averne bisogno ^^"
    Hai ragione su tutto come sempre (sei una Prof di Italiano e Latino dopotutto *sgrunt*)
    L'unica cosa che ti chiedo in ginocchio sui ceci: quando scrivi "Per il tuo sangue" pensa a chi non ti ha mai fatto richieste assurde o altro e non ti vendicare troppo ....
    PS Ti sei scordata che le recensioni andrebbero scritte in italiano corrente ^^"
    Amo leggerle soprattutto le quelle alle tue storie ed alcune ehm ....
    Basta come al solito parlo troppo e sono inopportuna, ma mi manchi troppo per non attacarti bottone quando ti fai viva ç__ç
    Un bacione
    Cristina

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  8. Non puoi dircelo così. Ma come che Mab è morta? Se lei era... bella, pulita e buona. E poi come è possibile che sia morta lei, sopratutto lei, se era umana?! Io certi ragionamenti davvero non li capisco. Illuminami, Malfoy.
    Abbraccio,
    La rosa nera.

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  9. Ma c'è davvero chi fa domande così sceme? Beh, si certo che si, considerando che una volta qualcuno, in un commento ad una mia fic, mi ha praticamente rimproverato perchè "Cavolo, Lily&Jamie potevano pure baciarsi! (testuale)".

    Ergo, mi trovi praticamente d'accordo su tutto e sappi che il finale tragico è sempre, assolutamente meraviglioso :)

    Baci!!
    Cicci92

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  10. Oddio è tutto tremendamente vero.
    Poco da fare, hai completamente ragione, annuivo già alle prime righe.
    A me hanno chiesto di resuscitare Edward dopo capitoli e capitoli in cui scrivevo "Edward è morto. Edward è morto, Edward è morto." Stavo per perdere la pazienza, per fortuna hanno smesso..
    E, prima che mi scordi, io adoro rispondere che finirà con una bomba che ammazza tutti!
    I tuoi post di saggezza mi piacciono ogni giorno di più!

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  11. Grazie, grazie, grazie.

    Ora ho una risposta già confezionata da girare ai lettori un po' troppo concentrati su questo benedetto lieto fine.
    Non sanno cosa rischiano.
    Finisce che non posto più l'epilogo, così il problema si risolve alla radice.

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  12. Ciao Mirya!!! Spero che non me ne vorrai troppo se entro nel tuo blog (praticamente in casa tua) e mi permetto di muoverti una piccola (forse) critica. Ho letto il tuo post del 24/06 e l’ho trovato molto sensato, arguto, ironico ed intelligente, mentre questo che sto commentando ora mi ha lasciata perplessa ed anche un po’ irritata.
    Che tu voglia provare ad insegnare ad essere dei lettori bravi ed attenti è encomiabile, ma che tu voglia a tutti i costi erudire i tuoi fan su come scrivere una recensione, lo trovo un po’ eccessivo. Ho sorriso leggendo delle minacce, degli improperi, dei ricatti che tu ed altri autori avete subito per modificare i vostri racconti, ma la mia ilarità finisce lì. Capisco la tua voglia di scremare il tuo seguito ed eliminare ciò che ti fa pensare “cacca”, ma in questo modo hai insinuato il dubbio in me, e forse in molti altri, che nulla di quello che potrei scriverti sarebbe abbastanza degno da non finire nello scarico del water. E’ vero, io non ho mai tentato di influenzare nessun autore di EFP, forse nella convinzione che non ci sarei riuscita, ma ho sicuramente infiocchettato le mie recensioni con diversi “se”, “ma”, “spero” e “ mi auguro”. Ritengo pertanto di rientrare nella categoria dei “non-lettori” (o forse meglio dispensatori di perle di cacca) e la cosa un po’ mi dispiace. Mi dispiace soprattutto perché sin’ora il mio è l’unico commento fuori dal coro, ma non penso che questo sia da attribuire alla mia eccessiva vena polemica od alla mia enorme coda di paglia, ma al fatto che in troppi non abbiano avuto il coraggio di farsi avanti con un’autrice del tuo indiscusso livello, essendo forse rimasti spiazzati da questa tua uscita! Credo che a questo punto ti ritroverai con diversi recensori e magari lettori in meno …………….ma forse questo era proprio il tuo scopo?!
    Come voi autrici siete assolutamente libere di scegliere la sorte dei vostri personaggi, noi recensori, per contro, dovremmo essere liberi di esprimere sentimenti ed aspettative sulle vostre storie senza cadere ovviamente nell’offesa, nella maleducazione e senza ricorrere a minacce di danni fisici e ritorsioni di varia natura. E’ pur vero che se non piace l’evolversi della FF, un lettore può evitare di leggere, anche voi autrici però potete passare oltre la recensione maleodorante del caso………o sbaglio????
    Ultima nota polemica: sul lettino di “uno bravo” potremmo e forse dovremmo finirci un po’ tutti, poiché la normalità e quindi la totale sanità mentale non esiste. E un'altra cosa che non condivido (scusa questa è davvero l’ultima): è vero che voi autrici non siete i vostri personaggi……..ma per poter dar loro un carattere ed una personalità credibili, dovrete per forza di cose plasmarlo con le vostre esperienze e sensazioni, attingendo a persone realmente conosciute, perché sono convinta che la fantasia non arrivi a creare un soggetto credibile dal nulla. E’ per questo che chiunque scriva qualcosa, anche una lettera commerciale, ha il proprio stile………ecco perché alcuni autori piacciono da impazzire (pur non avendo strepitose avventure da narrare) ed altri, nonostante la correttezza stilistica e la trama consistente, annoiano a morte!!!! Ma il perché piacciano, il saperlo esprimere a parole è pressoché impossibile per chi, come me, non ha il dono della scrittura ed il risultato sono pallosissime recensioni che tu, che hai il dono di cui sopra, liquidi frettolosamente come “cacca”, o nella migliore delle ipotesi come “una mosca in una minestra di fave”.
    E mi spiace dover concludere dicendoti che la tua arrampicata sugli specchi finale non ti ha redenta: dire che trovi la maggior parte di noi deliziosa non ha addolcito la pillola, anzi, ora ha decisamente un retrogusto di cacca!!!!
    Spero che il tuo sfogo politicamente scorretto ti abbia giovato, io ho qualche dubbio!!!!!
    Simonetta/Tulip70

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  13. Mi permetto d'intervenire, anticipando Mirya, solo perché ho l'impressione ci sia stato un leggero equivoco e, considerato che io stessa sono fra le autrici che si sono lamentate di certi atteggiamenti, non mi dispiace specificare meglio quali siano.
    Per quanto mi riguarda, credo che "Gargoyle" sia una di quelle fanfiction che incoraggiano i lettori ad abbondare con i SE. Ricevo recensioni ricchissime di ipotesi, di teorie, di tentativi di vedere che accadrà nel prossimo capitolo, così come speranzose (magari di rivedere un personaggio, oppure di vedere il pericolo scongiurato). Non credo sia questo il tipo di comportamento che irrita me o Mirya, tutt'altro. Questo comunica semmai l'entusiasmo dei lettori e poco ha a che fare con lo stile in cui lo esprimono.
    Ben diverso é quando non si tratta di ipotesi o speranze, ma di tentativi, più o meno sottili, di indurre l'autore a scrivere ciò che il lettore vuole.
    Sarò esplicita: moltissimi capitoli fa una lettrice, in via privata, mi ha chiesto se non potessi mandarle il finale della storia, perché voleva avere la conferma che i miei protagonisti avrebbero avuto un lieto fine. Mi sono rifiutata e la lettrice ha reagito annunciandomi che non avrebbe più seguito la storia, perché non poteva reggere la tensione.
    Qui non si tratta di capacità di confezionare pezzi di critica letteraria piuttosto che commenti spontanei. Si tratta di lettori che non sono minimamente interessati a leggere davvero le nostre storie.
    Io sono profondamente tollerante per quanto riguarda le recensioni. Credo abbiate il diritto anche di scrivermi "questa storia mi fa schifo" senza allegare tre pagine di argomentazioni, ma non posso evitare di essere delusa se le prese di posizione precedono la lettura. Ho avuto l'impressione, fra le ultime recensioni, che qualche lettrice fosse sulla linea del "se non avrò un lieto fine, sarò delusa da questa storia". Devo arguire che un finale tragico, benché coerente e ben gestito, inficia tutto il percorso? Che la qualità di quello che scrivo dipende dall'assolvere ai desideri dei lettori, in altre parole dalla mia capacità non di sorprendere ma di scrivere ciò che si aspettano?
    Quando ho avuto questa sensazione, ho risposto ai lettori facendo loro notare cosa mi aveva infastidito e, in qualche caso, ho ricevuto risposte più ampie, si é parlato della faccenda e abbiamo trovato un punto comune - perché, d'altra parte, é possibilissimo che io capisca male o che chi recensisce si sia espresso con più energia del dovuto.
    Questo, ripeto, non significa che al lettore debba piacere a priori tutto quello che scrivo, anzi! Significa semplicemente che é spiacevole sentirsi in qualche modo considerati "scrittori su commissione", come se si trattasse di lasciarci una lista di quel che vorreste leggere. E, ripeto, un conto é scrivere "mi piacerebbe poter vedere i protagonisti coronare il loro sogno d'amore" e un altro "se non ci sarà un lieto fine dovrò rivedere le mie opinioni su questa storia". L'occasione é la stessa, la pretesa ben diversa.

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  14. Simonetta, io sono d'accordo con te, quando dici che non sei sicuramente la sola ad aver storto il naso di fronte a questo post; credo anch'io che coloro che si sono ritrovati a sapere di aver scritto recensioni o, molto più spesso, messaggi privati come quelli di cui parlo siano rimasti dispiaciuti da ciò che ho scritto e l'ho scritto sapendo di dispiacerli. Non come vendetta o come attacco, ma solo come tentativo di far comprendere che ci sono atteggiamenti che, ripetuti, finiscono per sfiancare un autore e per non farlo scrivere semplicemente più.
    Io leggo davvero tante fanfictions e leggo anche sempre le note dell'autrice: in questo periodo mi trovo di fronte sempre più spesso a lunghe annotazioni di autrici minacciate, ricattate o cose del genere. Quindi, presa da curiosità, vado a leggere le recensioni del capitolo precedente e sono del tenore di cui parlava Lhoss, che mi ha brillantemente anticipato: 'cambia il capitolo', 'se non cambi la storia non ti commento più' e spesso, molto spesso, 'se non fanno sesso in fretta smetto di leggerti'. Questo, tuttavia, sarebbe ancora tollerabile se non fosse accompagnato da molto più frequenti messaggi privati del tipo di cui parlo: 'scrivimi una scena lemon in questa posizione', 'per favore fai finire a me la tua storia'. Purtroppo non sono casi rari e a me paiono fuori di testa (fermo restando che io matta mi ci sono sempre sentita, quindi non ho alcun problema ad ammetterlo). E' come se fossimo un juke-box in cui inserire una monetina per trarne ciò che si vuole. Scrivere non funziona così, non va 'a comando'; soprattutto in un settore in cui non si guadagna nulla. Anche perché per noi sarebbe oltremodo svilente.
    Chi scrive fanfictions lo fa a scopo assolutamente gratuito, cercando di ritagliarsi il tempo tra gli impegni della vita: lavoro, famiglia, altre passioni. Spesso ci si ritrova a scrivere di notte, con gli occhi che cadono, o a sottrarre tempo al bimbo o ad un'uscita in compagnia, e comunque non basta mai, si viene continuamente 'pungolati' e persino, di nuovo, minacciati se non si posta in fretta. Non mi riferisco alla classica frase 'aggiorna presto', ma a vere e proprie pretese condite da una certa prepotenza che in genere vengono fatte in privato. Poi, quando posti, ti ritrovi i messaggi di cui sopra: 'voglio più sesso', 'voglio che le cose vadano così e così',' voglio che ritiri tutto'. Io, come Lhoss, penso che abbiate tutto il diritto di dirmi se la storia non vi piace così come avete tutto il diritto di ignorare del tutto ciò che scrivo, ma non avete il diritto di trattarmi come un juke-box, questo no. Perché suonerò sempre e solo la musica che voglio io, altrimenti, semplicemente, non ci sarà più musica.
    Non ho parlato della lunghezza o dello stile delle recensioni: la cosa non mi tange. Non mi sono mai lamentata di recensioni né troppo lunghe (anzi!) né troppo corte, e non mi sono mai azzardata a pontificare sulla loro correttezza formale, neppure quando mi è stata scritta una critica feroce piena di errori di grammatica: ho risposto alle motivazioni della critica senza badare agli errori, perché il lettore non è tenuto ad essere corretto; quello è dovere dello scrittore. Insomma, uno non deve stare attento a come dice le cose, ma a ciò che pretende, e qui non si tratta di lingua italiana ma di rispetto degli spazi altrui.
    Con questo non pretendo di cambiare la tua idea, però, per rispondere alla tua domanda: sì, mi sento meglio dopo questo post. Io sono una persona tendenzialmente senza peli sulla lingua e mi è parso corretto essere magari meno simpatica ma assolutamente sincera. Se dopo questo deciderai di non leggermi o commentarmi più lo accetterò rispettosamente, ma non era certamente quello il mio scopo e spero di essermi chiarita meglio a riguardo.

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  15. Ciao Lhoss, qui non è in discussione il fatto che voi autrici abbiate il sacrosanto diritto di lamentarvi di queste assurde richieste che ricevete da qualche lettore un po’ eccessivo (forse eccessivo è un eufemismo!). E’ il tono dell’articolo, nel quale io non ho colto il sarcasmo, ma solo un’offesa non tanto velata, il problema. Tutto qui! Per quanto riguarda il lieto fine di Gargoyle, credo che sia nella speranza della maggior parte delle tue lettrici, ma se non dovesse esserci, credo che quasi tutte se ne faranno una ragione. Quelle poche che invece si strapperanno i capelli, non avranno assaporato neanche un decimo del tuo bel racconto e credo che il lieto fine non avrebbe migliorato il loro gusto letterario; immagino pertanto che non ti interessi il giudizio di simili lettori.
    La sgradevole sensazione di sentirsi “scrittore su commissione” posso intuirla. Penso però che dovrebbe spronarvi ad andare per la vostra strada, proprio per dimostrare di non essere in alcun modo influenzabili.
    Grazie per la gentile risposta. Buona giornata.
    Simonetta

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  16. Mirya, non è assolutamente mia intenzione smettere di leggere le tue FF (sono troppo opportunista per farlo), forse smetterò di recensire, ma questo credo non sia un problema per nessuno. Io sono cosciente dei miei limiti e so che le mie recensioni lasciano il tempo che trovano, ma ogni tanto riesco a rubare un po’ di tempo ai miei impegni (peraltro molto simili ai tuoi) per lasciare testimonianza del mio passaggio, perché mi piace pensare di far cosa gradita all’autore. Con questo voglio dire che non sono il destinatario ideale del tuo sfogo, ma mi sono comunque sentita presa in causa, forse perché hai ecceduto nel generalizzare. Non hai specificato che la maggior parte delle richieste assurde che hai ricevuto erano fatte in forma privata ed io leggendo molte dei commenti che ricevi, non ho mai notato niente di così pesante e prepotente. Hai semplicemente elencato cosa non dovremmo scrivere nelle recensioni per non farti pensare “cacca” e questo, devi darmene atto, non può non creare una certa ansia da prestazione in chi cerca ogni tanto di lasciarti un commento. Sono dell’idea poi che tu non abbia centrato il bersaglio: chi ha tentato di influire sul tuo operato continuerà a farlo (perché convinto nella sua boria e maleducazione che il tuo articolo non si riferisse a lui) e chi, come me, si è sentito “troppo poco” (e non mi riferisco alla grammatica, ma alla capacità di esprimersi), non recensirà forse più.
    Voglio però che sia chiaro che sono d’accordo con te che ricevere pressioni per cambiare il prodotto del proprio talento ed ingegno è sgradevole ed offensivo, ma non sarà uno sfogo come questo che farà cessare questo genere di atteggiamento: il vero problema è la maleducazione dilagante. Forse ignorarlo sarebbe una soluzione o forse sarebbe meglio affrontare di petto ogni singolo episodio……….sinceramente non lo so. Non sono sicura di essermi spiegata meglio questa volta, ma una cosa vorrei sottolinearla: la mia critica non era riferita a te come persona o come autrice, ma era rivolta a questo articolo che proprio non mi è piaciuto. Grazie per la tua risposta. Buona giornata.
    Simonetta

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  17. Sono un poco perplessa, Simonetta.
    Ritieni offensivo il tono di Mirya nei confronti di questi lettori "eccessivi" (chiamiamoli pur così per sottolineare che ci stiamo riferendo ai comportamenti limite, quelli da ricatto, prepotenza, insistenza e non quelli normalissimi da "spero, mi piacerebbe, vorrei, credo che"), ma tu stessa sei molto dura nei loro confronti. Dopo tutto mi scrivi che "quelle poche che invece si strapperanno i capelli, non avranno assaporato neanche un decimo del tuo bel racconto e credo che il lieto fine non avrebbe migliorato il loro gusto letterario; immagino pertanto che non ti interessi il giudizio di simili lettori".
    La differenza, semmai, é che Mirya - con un sarcasmo pungente e sopra le righe, senza dubbio - cerca di spiegare dove sta il problema e di incoraggiare a mutare i propri comportamenti, mentre tu suggerisci di ignorarlo, pur avendone comunque una pessima opinione.
    Per quanto mi riguarda sono poco sensibile alle influenze e dotata di un fortissimo spirito di contraddizione, ma non per questo credo di dover evitare di far notare a un lettore che ha superato il limite (limite relativo a me stessa, se non altro). Se il limite non sarà di suo gradimento, pazienza, ma preferisco i patti chiari.

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  18. Lhoss, forse non mi sono espressa bene e mi sono involontariamente contraddetta: proverò quindi a spiegarmi meglio. E' il sarcasmo pungente di Mirya, che solitamente apprezzo moltissimo, che questa volta non ho colto. Se rispondete a tono a chi vi offende o a chi ha pretese assurde, io non posso essere che d'accordo, ma se sparate a zero sulla folla forse farete delle vittime innocenti. Il mio primo commento, forse un po’ troppo accalorato, è stato scritto di getto dopo aver letto questo articolo: non ho potuto censurare le mie sensazioni (che peraltro non sono solo mie e lo so con certezza!) e quello che ho colto dalle parole di Mirya!!! Poi sono giunte le vostre spiegazioni, che ho davvero apprezzato, e che hanno fatto un po’ più luce su tutta la questione, ma, come ripeto, sono venute dopo. Ora non vorrei sembrarti troppo asciutta, ma, pur amando moltissimo il dialogo ed i confronti, non vorrei proseguire oltre, non vorrei continuare a sollevare un polverone che non giova ne a Mirya, ne a me. Ciao e ancora grazie.
    Simonetta

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  19. Simonetta, non posso che rispettare il tuo desiderio di non approfondire oltre, a dispetto del fatto che non credo si stia sollevando un polverone e che a Mirya non possa venirne alcun danno - ma la diretta interessata mi corregga se sbaglio.
    Ma se ritieni che possa venirne a te, non proseguo oltre :)

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  20. Nessun polverone, assolutamente, mi sento di tranquillizzare entrambe: trattasi di pacifico scambio di opinioni, che è peraltro lo scopo per cui esiste questo blog, soprattutto se queste opinioni riguardano la lettura/scrittura.
    Sapevo benissimo a cosa potevo andare incontro scrivendo questo post e ripeto che sono convinta che ci siano moltissime persone che non l'hanno gradito, come e più di Simonetta, così come ci sono moltissime autrici che hanno avuto 'sfoghi' simili a questo, ultimamente.
    Ma credo sia costruttivo mettere a confronto ambo le parti e trovare un punto di incontro, piuttosto che lasciare che il silenzio vada a coprire magari un certo risentimento.
    Certo, ci sono altre opzioni: ignorare queste richieste o rispondere a male parole, e ogni autrice sceglierà la sua reazione; io non mi trovo a mio agio con queste possibilità e ho preferito una sorta di dichiarazione pubblica.
    Mi dispiace solo per la possibile ansia da prestazione riguardo alle recensioni: bastiamo già noi a provarla, ogni volta che postiamo un capitolo, per cui di certo non volevo trasmetterla a nessun altro!
    Grazie, comunque, a Simonetta, per avere espresso ciò che ritengo abbiano pensato in molti e per avermi dato modo, insieme a Lhoss (molto più abile di me nel condurre un dibattito interessante), di chiarire il più possibile la mia posizione.
    Sono davvero lieta, e non lo dico per dire, che il blog possa fornire una 'piattaforma' comunicativa serena e per me importante.

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  21. Se posso permettermi, credo che questo post sia molto illuminante per tutti, per le minacciate e stanche autrici e per le lettrici con tendenze "omicide" (poveri pupazzini).
    L'unica cosa che forse potrebbe aver fatto storcere il naso a qualcuno è il sarcasmo alquanto pungente di Mirya, che può piacere (a me diverte un sacco!) o non piacere.
    Per il resto credo sia bene mettere dei paletti, tracciare dei confini tra semplici aspettive e richieste belle e buone, tra speranze di un lieto fine e minacce se il già citato lieto fine non avviene.
    Quindi è bene ricordare che "la mia libertà finisce dove inizia la vostra", e ciò vale per i lettori e per gli scrittori.
    SenzaFiato

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  22. Mi genufletto sempre, quando qualcuno mi ricorda come io sia totalmente priva del dono della sintesi. SenzaFiato, tu hai espresso in poche righe ciò che io ho tentato di dire in un post interminabile, anzi, hai detto di più: con la tua ultima frase mi hai ricordato anche che ci sono fanwriters che adottano lo stesso metodo e minacciano le lettrici per avere recensioni. Grazie, un'ovazione per te e una nota di biasimo per me e la mia prolissità.

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  23. Beh ma è una stupidaggine. 'Scrivi il finale che voglio io o non ti leggo più'? 'Dimmi come finisce la storia perchè non reggo la tensione'? A quest'ultima frase (che ho letto sul post di Lhoss) sono allibita: come ha fatto la ragazza che l'ha scritta a seguire Harry Potter in questi anni se non regge per due settimane la tensione per un capitolo? Che stupidaggini. Voi siete le autrici, e voi decidete. Se una cosa arriva a non piacerti perchè non ha il finale da te sperato non la leggere più -quanto vorrei il corsivo per questo post. Invece di ammorbare le autrici con inutili piagnistei, ignora la storia e prosegui la tua vita. Io ho pianto come una fontana quando è morto Sirius ma tutt'ora ritengo l'Ordine della Fenice il miglior libro di HP e riconosco che la morte di Sirius era necessaria; o più semplicemente non si può evitare. Sta lì, nero su bianco, e tu non devi far altro che metterti il cuore in pace.
    No ma veramente, ultimamente su EFP se ne vedono di tutti i colori. Mirya, io lo ribadisco per amor di coerenza: dai a tutti un calcio dove-non-batte-il-sole virtuale e scrivi quel diavolo che ti pare. Da parte mia continuerò a leggerti, e se anche arrivassi ad ammazzarmi Harry (Dio aiutami) continuerò a ritenerti una grande autrice. Ma ti scriverie una recensione piena di pianti, perchè sono coerente.
    pinkstone di EFP

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  24. Ahahaha!! Oddio... Davvero la gente ti scrive cose simili? Fai bene allora a tenere un orso grizly a portata di mano. Insomma, la vita non è mai come vogliamo e i libri non sempre finiscono come vogliamo; le fanfiction non fanno eccezione. Io personalmente trovo la cosa stupenda. Ti immagini sapere già come finirà un libro sin dalla prima pagina? Non avrebbe più senso leggerlo o comunque si perderebbe il piacere della scoperta, capitolo per capitolo, di quello che accade. Certa gente dovrebbe capire che una storia non è mai sbagliata e non ha mai un finale sbagliato: ogni storia è quello che il suo autore vuole che sia e di conseguenza non può che essere perfetta così com'è. L'unica cosa che si può criticare, sempre però al fine di aiutare uno scrittore in erba a migliorarsi, è lo stile, che per chiunque è in continuo mutamento e a volte può trarre beneficio dalle critiche, se poste nel modo giusto.
    E allora sii sadica, fai morire chi vuoi, sgancia tutte le bombe che ti gira di sganciare, esprimi la tua libertà e modella la tua storia come vuoi. E soprattutto, aizza l'orso grizly quando lo ritieni necessario. Nessuno piangerà la morte di persone mentalmente disturbate. A parte il portafogli del loro caro, caro amico. Quello del lettino. Certo, magari alcune morti affliggono i lettori e io personalmente ogni volta che leggo della morte di Dobby non posso trattenere una lacrimuccia (almeno), ma è il ciclo della vita e di certo non mi è passato nemmeno per l'anticamera del cervello di mandare una lettera di protesta alla Rowling; Mab poi la stimavo moltissimo, ma direi che non le è andata male e, in fondo, era prevedibile che prima o poi sarebbe morta. In ogni caso, non dare peso a certe critiche. Noi gente (più o meno) normale ti leggeremo sempre, anche se facessi morire Draco o la facessi esplodere davvero una bomba (non prendere ispirazione, eh...).
    Buon divertimento con i collegamenti ipertestuali! Un bacio, Nalhia di EFP.

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  25. Senza dubbio Mirya e Lohss hanno piena ragione, e come dice benissimo SenzaFiato ci sono dei limiti precisi tra libere aspettative e assurde richieste.

    Ben vengano post "formativi" come questo.

    Mi permetto un però:

    Nalhia qua sopra dice "Certa gente dovrebbe capire che una storia non è mai sbagliata e non ha mai un finale sbagliato: ogni storia è quello che il suo autore vuole che sia e di conseguenza non può che essere perfetta così com'è."

    E' vero Nahlia. Ma come è libero l'autore di aprire una nuova strada, sono liberi i lettori di non volerla seguire.

    Non tutti i sentieri vanno percorsi solo perchè sono stati aperti da qualcuno.

    Pensa a quello che dice Mirya sul significato della lettura, come percorso formativo, capace di aprire nuovi orizzonti e formare nuovi pensieri.

    Una persona è libera di decidere di rifiutare un certo percorso che la porterebbe dove lei non vuole andare.

    Oppure, il mio caso, non vuole impegnare energie in nuovi percorsi o pensieri nuovi di zecca.

    Perchè qualche decennio di vita alle spalle, un'agenda un po' affollata, gioie e dolori a cui stare dietro, e magari percorsi già fatti o pensieri già formulati ancora da assaporare e capire fino in fondo (anche il passato si può rivivere e capire molte volte in modo diverso).

    Stagioni meditative che chiedono pace e tranquillità.

    Ma chi è cresciuto leggendo non può smettere di leggere. Entra nel sangue, non si vive senza.

    Così si diventa una "leggitrice di finali", come me, che in librearia legge i libri dalla fine e solo se mi piace il finale li compra.

    Di solito mi piacciono i finali lieti. Dove vince la vita, e vive l'amore. Dove trovo speranza e futuro.
    Sarà che mi sono sposata a 33 anni e per me trovare l'amore è stato difficile.
    Sarà che voglio immaginare per i miei figli, in particolare per le mie figlie, un futuro a lieto fine. Non oso immaginare altro per loro.

    Sarà che lo spirito di contraddizione che leggo, con sincera tenerezza, nell'intervento di Lohss mi ricorda la mia giovinezza. Ma ora, da adulta, lo sto combattendo. Per poter gioire pienamente della vita.

    Le differenze tra un libro e una fanfiction sono 2:
    - non puoi andare all'ultima pagina e vedere come finisce
    - hai maggiore accesso al dialogo con lo scrittore

    Io cerco di leggere solo storie complete. Ma a volte il valore di alcune storie cattura anche se si cerca di resistere.
    In questi casi l'unica salvezza che resta è la fiducia nell'autrice.
    Da qui, credo, nascono quei messaggi assurdi ed irricevibili descritti da Mirya e Lohss. Fiducia, personalizzazione, confidenza inopportuna.

    Onore e rispetto agli scrittori.

    Libertà di scelta ai lettori.

    Baci e baci
    patapata

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  26. Grazie per l'ovazione, Mirya!
    Effettivamente anche il mio prof afferma che sono dotata del dono della sintesi, ma sono molto felice che tu non lo sia: la tua prolissità diventa un grande punto a favore quando si tratta della stesura delle tue storie.
    SenzaFiato

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  27. Meravigliosa donna, io ti amo! Non c'è molto da aggiungere!
    Emily A

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