mercoledì 13 luglio 2011

Tutto quello che avreste sempre voluto sapere su Virginia de Winter e non avete mai osato chiedere

Ben prima che succedesse questo putiferio, avevo in mente di scrivere questo post e non voglio privare me stessa di questo piacere e Virginia di questa vergogna, perciò per il momento concentriamoci solo sulle cose belle e mettiamo da parte tutto il resto.

Il quindici luglio uscirà il secondo volume della saga di Black Friars, di Virginia de Winter, che già col primo tomo ha conquistato largo consenso di pubblico e di critica; qui trovate il sito dell’autrice con i primi capitoli del nuovo libro:

http://www.virginiadewinter.net/home/

Molto è stato detto e congetturato su quest’autrice misteriosa, che si cela dietro guantini di pizzo e cerchietti glitterati; io sono qui per svelare i suoi altarini, come persona informata dei fatti.

Innanzitutto, Virginia de Winter è uno pseudonimo, come avrete intuito; ma capirete da soli che quando una all’anagrafe fa Gianfinzia Piedipelosi ha ben poca scelta se non quella di utilizzare un nome fittizio, per pubblicare e pure per prenotare una camera per le vacanze.

Una delle curiosità maggiori riguarda il suo aspetto: com’è Virginia?

Devo purtroppo deludere chi sperava fosse un aitante biondo venticinquenne, seguendo le dicerie messe in giro da un’ammiratrice tendenziosa (ovvero da me). Posso incominciare col dirvi che ha due occhi, perché è una persona decisamente pretenziosa e non poteva accontentarsi di uno solo; si è invece per fortuna accontentata di un naso, che pare funzionare bene, dal momento che ha immediatamente colto il vago odore di cannella dei miei caffè; ha anche una bocca, dalla quale escono parole improbabili come ‘frappoloso’, e due orecchie con cui potete stare certi che la maggior parte delle volte non vi ascolta, perché ha in testa i suoi personaggi o il nuovo colore del gel per le unghie.

Virginia nasce come fanwriter col nick di Savannah e la trovate ovviamente su efp, qui:

http://www.efpfanfic.net/viewuser.php?uid=2311

Virginia è generosa: non ha il minimo tentennamento quando si tratta di elargirvi informazioni sul pattinaggio artistico o condividere con voi il suo amore per la musica russa rap; che questa generosità possa apparire a qualcuno come un tentativo di omicidio, è un altro paio di maniche. Virginia è socievole, poiché è assolutamente inconsapevole dell’effetto terrorizzante che fa averla tra i contatti, per cui riesce a provocare in continuazione infarti con un semplice movimento delle dita sulla tastiera (no, Virgi, lo so che ora ti aspetti una battuta zozza su dove puoi muovere le dita per provocare altrettanti infarti, ma non la farò, per dimostrarti che non sono imbarazzante come dici). Virginia è come Roma; molti, tra cui io stessa, hanno iniziato a scrivere anche se in modo dilettantistico dopo aver letto lei; molti altri hanno iniziato a scrivere dopo aver letto me o quelli che hanno iniziato a scrivere dopo aver letto Virginia; insomma, tutte le strade portano a Virginia, che dunque è come Roma. E anche lei, in tempi molto antichi, subì la breccia di Porta Pia (e va bene, un po’ imbarazzante lo sono).

Ma ora veniamo alla parte seria.

Virginia de Winter è, per me, un alito di speranza; in un panorama editoriale dove mi pare ci sia una divisione netta tra libri alti e bassi, ad opera soprattutto di certa critica forse un po’ troppo rigida con i generi, lei ci mostra che può distruggere qualunque etichetta e scrivere semplicemente un libro bello; ci mostra che non bisogna per forza trattare della dissoluzione della famiglia borghese con la crisi degli ideali nell’era informatica per scrivere cose intelligenti, e che non bisogna per forza abbassare il tono per scrivere cose divertenti. Perché Virginia è entrambe le cose: intelligente e divertente (e tettona, sì): Virginia ci rivela che si può leggere un libro in grado di insegnarci tanto (a livello di lessico, di vivisezione dei sentimenti, di psicologia, di ambientazioni storico-fittizie) ma anche di coinvolgerci tanto a livello emotivo. E per me una così è una perla rara. E appunto un alito di speranza, la speranza che si smetta di etichettare i libri in base al genere o ai personaggi e si cominci a farlo in base solo al loro valore reale.

Virginia ha un suo stile particolarissimo, che può anche non piacere, ma a cui dovete dare un’opportunità, semplicemente lasciandovi andare. Mettete via tutto, la vita le occupazioni i pensieri, lasciatevi trasportare nel suo mondo e nel suo modo di descriverlo, permettetele di incantarvi (attenzione solo al Voto Infrangibile, dicono sia un tantino pericoloso…).

Il primo volume, L’Ordine della Spada, è andato letteralmente a ruba, ha scalato le classifiche ed ha visto la seconda edizione in poco tempo; ci presenta il mondo, i personaggi principali, ci fa irrimediabilmente invaghire di almeno uno di loro (il mio preferito è Gilbert Morgan, che mi ricorda tanto mio marito), ci fa irrimediabilmente incazzare con più di uno di loro (credo che Axel sia il più quotato al momento); il secondo volume si chiama L’Ordine della Chiave e appena l’autrice lo ha annunciato qualche persona dalla dubbia moralità (sì, sempre io) ha iniziato una serie di disdicevoli battute sconce sul famoso titolo di un film erotico e su altri ameni doppi sensi che hanno a che fare con le chiavi e i verbi da esse derivate; anche per questo vi invito a procurarvelo in breve tempo, prima che sparisca dagli scaffali ad opera di ninfomani e fedelissime seguaci; magari, se le siamo abbastanza devoti, Virginia ascolterà le nostre preghiere e chiamerà il terzo o il quarto volume L’Ordine della Verga, che ci aprirebbe una serie di interessanti disquisizioni sui personaggi maschili e sulle loro davvero fondamentali capacità. Nel frattempo, nel secondo volume, troviamo il prequel di ciò che è accaduto e magari capiremo finalmente perché Axel sia un uomo che dà tutto un nuovo significato al concetto di sega mentale. Ci sono mille motivazioni valide, per cui Virginia abbia scritto prima il seguito e poi il prequel, ma io credo possiamo semplicemente affermare che è matta. Una di quelle matte che, se non incontrate almeno una volta nella vita, è perché vi siete persi qualcosa.

Non perdetevi questo libro e non perdetevi lei: un’autrice formidabile, una donna che possiede una grazia intellettuale ed emotiva che possiamo solo ammirare.

Come le sue tette.

Abbraccio fortemente il cavallo,

Profia

P.S. Se tra di voi esiste qualcuna che si chiama davvero Gianfinzia Piedipelosi mi scuso formalmente per averla derisa: la vita è già stata abbastanza crudele con lei.

7 commenti:

  1. Io sto lacrimando a fiumi per le risate ...
    Ammetto di aver letto alcune delle storie di Virginia come Savannah e la sua bravura mi ha folgorata, ma devo confessare di non aver ancora comprato il primo libro. Ma la curiosità di immergermi nel suo mondo diventa ogni giorno più pressante e ora, con questo post delizioso, è praticamente indispensabile, senza se e senza ma. Perchè di fondo, quello che mi interessa davvero non è un genere, ma il talento.
    Grazie per la tua segnalazione, Prof, provvederò a diffondere il post dove posso XDD

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  2. Questo post mi ha fatto morire dalle risate.
    Ma.. Esiste davvero la musica rap russa?!?
    Comunque, quando ho scoperto che un'autrice di EFP aveva avuto al fortuna di pubblicare un libro, sono subito andata a cercare le sue FF: sono state le prime sulla coppia Draco/Hermione (e sulla saga di Harry Potter in generale) che ho letto.
    Quindi me lo ricorderò per molto tempo, il suo nome!
    Anche perchè, come hai detto tu, ha talento.
    Amo il modo in cui scrive, e non mi ha per niente deluso quando ho letto il libro.
    Sinceramente, avevo paura che cambiasse qualcosa di sè, come quella vena sarcastica che ti fa spuntare sempre un sorriso.
    E invece no! C:
    Adesso aspetto con ansia il secondo (o bisogna dire primo, dato che è un prequel?? Bah...) curiosa di leggere della storia di Axel!
    Ciao!

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  3. Oddio che ridere! "capiremo finalmente perché Axel sia un uomo che dà tutto un nuovo significato al concetto di sega mentale." questa me la segno dato che, purtroppo, ultimamente sono imbattuta in un uomo simile che mi ha fatto disperare.
    Apprezzo questo post meraviglioso e spero di poter ricominciare a breve a leggere tuoi scritti.

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  4. Prof, tu sei un mito. Io sono portata alla commozione in questi giorni (niente di che, crisi esistenziale, matrimoniale, morale, familiare, la fine di Harry Potter...) e quindi riesco ad avere i lucciconi anche di fronte al tuo post, soprattutto perchè parla della venerabile in termini così schietti e ci fa capire molto su come sia relamente la Gianfizia P., ma soprattutto perché ci dice che tipo di amica tu sia (e con amici così chi ha bisogno di nemici:)!). Una che mette da parte il putiferio degli ultimi giorni solo per regalarci tutte queste fantastiche informazioni. Quasi quasi ti sQuoricino!!!
    Ora divento "seria" anch'io. Sto attendendo questo sabato con molta trepidazione. Il mondo di Virginia crea dipendenza e dopo aver letto due volte Matty, non vedo l'ora di iniziare anche a chiav...ops, a leggere l'Ordine della Chiave. Naturalmente i primi capitoli sul sito della Piedipelosi sono già storia! Per quelli che hanno già avuto la fortuna di visitare la Vecchia Capitale, di perdersi nei suoi vicoli e di ritrovarsi con gli amici in qualche locale, dove sola la luce delle candele disegna i volti di quelli che abbiamo di fronte, sarà un lieto ritoro. Per gli altri, affrettatevi ad arrivare perchè quando si giunge qui non si vuole più tornare indietro.
    Chiudo con questa considerazione, amo tanto la vocazione romanzesca di Virginia, il ritorno a quella che è l'essenza del romanzo e che spesso vine dimenticata, il racconto, l'avventura, la maturazione attraverso gli eventi, la forza della trama e la bellezza dei personaggi. Grazie a Virginia e grazie prof!
    Ilaria.

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  5. Ciao,
    Mi chiamo Gianfinzia Piedipelosi.....
    ....o Natalie, se preferisci.
    Virginia è uno di quei rarissimi esemplari di genere umano che fa trasparire la propria luce interiore ed intellettuale anche da un semplice commento ad un post di Facebook.
    Sono arrivata a lei, alle sue ff ed al primo libro (ottimo fermoposta con un'anima) grazie a te, Profia dei miei stivali. Ho amato molto questa strada che mi ha portato a 'Roma', ho amato il tragitto ed il panorama (non sto parlando delle tue tette Prof, ovviamente). Sarò ben felice di deliziare i miei occhi ed il mio spirito ritrovandomi a vagare nel mondo visto dagli occhi di Virginia.
    Ho condiviso il tuo post in bacheca e nel gruppo e spero vivamente che altri lo facciano, perché non ci si può esimere dal supportare cotanto esemplare raro di siffatta tettitudine.
    Una strizzatina ad entrambe.

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  6. Per la serie a volte ritornano... E tu Profia sei sempre la ben venuta anche quando non ci sei ci sei lo stesso... Te ne esci con questo post sul tuo blog.... Grazie per questa descrizione così accurata di Virginia, guarda penserei che fosse ancora un aitante biondone se non avessi sentito, ieri, la voce più dolce del mondo alla radio!!! E adesso ho l'ansia.... Spero di trovare il libro e di ritrovare te, che mondo sarebbe senza la Profia.......
    ilala85

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  7. Dopo aver caricato da tutte le parti l'Ordine della Spada, della Chiave e della Verga, diventeremo anche noi parte della storia della letteratura: Quasimodo! Specialmente la nostra schiena chiederà venia, ma per altri motivi ovvero a causa di un contatto così intimo con l'Ordine della Verga.

    C'è bisogno di dire chi sono, Porfiria?

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