venerdì 19 agosto 2011

Amori sotto l'ombrellone


Estate, stagione degli amori.

E per me si parla sempre di amori di carne e di carta, ovviamente.

Qualche giorno fa mi chiedevo se sia ancora così, se nel mondo delle relazioni virtuali e della scoperta del sesso a tredici anni esistano ancora le storie estive, quelle da canzoni alla Baglioni, ‘accoccolati ad ascoltare il mare’, e corse sulla spiaggia al tramonto e primi batticuori. Io spero di sì, perché credo che mai come oggi abbiamo bisogno di ripristinare le nostre priorità, di ritrovare la realtà, di riappropriarci delle nostre emozioni e del nostro tempo libero. Sepolti sotto scartoffie burocratiche, risucchiati in vortici informatici, schiacciati dagli ingranaggi del lavoro (o dello studio), malgrado gli evidenti progressi o forse proprio a causa di quelli siamo ancora tutti come Charlie Chaplin in Tempi moderni.


Ma il pericolo è che continuiamo ad esserlo anche in estate, quando quelle macchine a cui lavoriamo e in cui ci siamo trasformati dovrebbero spegnersi. Andiamo in vacanza con il computer e il cellulare, ci danniamo se non troviamo la linea o non abbiamo una chiavetta per connetterci e la televisione inizia a bersagliarci mesi prima con tutte le offerte per le tariffe estive. Bene, per carità, non sostengo certo la clausura su un eremo solitario a contemplare l’infinito dietro ad una siepe come il povero Leopardi, ma bene fino a quando restiamo nei limiti. Anche io sono andata in ferie col computer, ma più che altro perché se il patato non guarda ogni sera il film dei Dinosauri non riesco a metterlo a letto, però mi sono sforzata di essere appunto in ferie e di lasciare andare tutto. Sì, all’inizio è stato doloroso, non fatico ad ammetterlo: l’abitudine ad avere sempre la connessione attiva è assuefacente. Ma poi diventa sempre più semplice e naturale e bello. E finalmente, dopo una settimana che si è in vacanza, in vacanza ci si va davvero. Non come il tizio russo che frequentava la mia spiaggia, che era sempre attaccato al cellulare con la figlia che cercava disperatamente di attirare la sua attenzione. Tutti i giorni, a tutte le ore. Raccapricciante.

Insomma, coerentemente con le mie idee io quest’estate mi sono innamorata di nuovo, ed eccolo qui il mio amore estivo, un uomo alto meno di un metro con cui ho flirtato ripetutamente tutto agosto:

È per colpa sua che, naturalmente, non ho scritto né recensito nulla, non ho risposto a nulla e sono così indietro con tutto che il quarto capitolo di Per il suo sangue non arriverà presumo prima di settembre. Ma potete biasimarmi? Non vedete che pezzo d’uomo? Un pezzo, appunto.

E per farmi perdonare questa lunga attesa, se avete voglia di leggere qualcosa e vi fidate dei miei gusti, vi indico il mio ultimo amore di carta, perché l’estate deve essere un momento di evasione e leggerezza e perché diffido sempre di chi legge solo roba colta: se non riesci a ridere di te stesso, sei davvero nei guai. Quindi, mettendo da parte cose più serie e lasciando a riposo il cervello, ho scoperto la saga della Confraternita del Pugnale Nero di J. R. Ward, che vi consiglio senz’altro: storie bollenti e coinvolgenti, ben scritte e molto divertenti. Lieto fine assicurato e tanto erotismo, ma anche una sorta di adorazione della donna che, diciamocelo, non fa mai male, in un mondo dove il maschilismo non è mai scomparso ma si è solo travestito molto bene.

Dalla carne alla carta ai circuiti, di amori ne troviamo tanti e ben scritti anche su efp, quindi, sempre per aiutarvi a passare davvero bene quest’estate, inauguro quella che spero diventi una mia abitudine e mi permetto di consigliarvi qualche storia, con la speranza che le autrici non me ne vogliano; se gradite le indicazioni cercherò di lasciarne sempre con cadenza periodica, segnalandovi le narrazioni che mi colpiscono di volta in volta nelle varie sezioni che frequento. Mi limito, per ora, a pochi titoli, perché dopotutto resto dell’idea che siamo ancora in vacanza dal web.

Nel fandom di Harry Potter:

Medusa – come le fragole e il sangue di Atopika.

Una storia scritta come una scatola cinese, un incastro mirabile ed enigmatico di dialoghi ed azioni ed immagini, una Dramione (ovviamente) come ne ho lette pochissime in giro. I personaggi evolvono lentamente e coerentemente, dai primi battibecchi alle ultime tenerezze, nel mezzo c’è tutto un percorso familiare e intimo, introspettivo e delicato e delizioso come una fragola.

Nel fandom di Twilight:

UNA SERA, PER CASO… di endif.

Dico sempre che bisogna scrivere di ciò che si conosce e questa donna conosce ciò di cui scrive: perché è una grande donna, perché è una grande mamma, perché, per fortuna e a differenza del suo personaggio, è una grande moglie e perché è una grande scrittrice. Una storia calda ma anche molto materna, un percorso di emancipazione interno ed esterno vissuto nella consapevolezza che nella vita l’amore per un uomo conta moltissimo, ma non è tutto.

Nel fandom delle Originali, sezione Azione:

Lilium inter Spina di nydrali.

Dovete proprio leggerla, quest’autrice, che io ho scoperto grazie ad Anthy e grazie ad un’altra sua storia, sui pirati meno romantici che possano esserci. Ma è di questa che mi sono innamorata di più, e se le date una possibilità verrete coinvolti anche voi in mondo avventuroso e drammatico e comico allo stesso tempo, sempre in grado di stupirvi, sempre in grado di non prendersi troppo sul serio. Galeotti, evasioni, spogliarelliste e tutto ciò che desiderate, in questa carambola indimenticabile.

E voi? Di chi vi siete innamorati, di carne o di carta o di circuiti?

Di chiunque si tratti, cercate di portarvelo a casa, un po’ di quell’amore, e di farvelo sciogliere lentamente in bocca (sì, sono perfettamente consapevole del doppio senso) anche quando arriverà l’autunno e torneremo al ‘lavoro usato’ (oggi mi è venuto il chiodo di Leopardi).

Se butta male, quasi quasi pianto un ombrellone in salotto e fingo spudoratamente di essere ancora via. Tanto, di testa lo sono già.

5 commenti:

  1. Franci, il tuo patato è un amore. Dalle poche foto che ho visto mi sono innamorata e capisco che tu abbia tralasciato tutto per lui! Hai fatto stra-bene, ti sei goduta tuo figlio, cosa c'è di meglio? Mi comprerò il libro che hai segnalato e condivido assolutamente il tuo commento su endif, anche io la adoro!
    Dai un bacino al patato da parte mia!
    Stefania Rossi

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  2. *si sgranchisce le dita*
    Ho sorriso come una scemina quando ho visto il tuo post su fb e come sempre sono accorsa a leggere. Perché leggerti quando conversi così amabilmente con noi, mi dona un senso di conforto, mi fa sorridere, ridere ed ammiccare nemmeno ti avessi qui in giardino con me e stessimo gustando una bella bibita fresca mentre i rispettivi frutti del nostro grembo si rotolano nell’erba tagliata di fresco delle aiuole scavando qui e lì buche grosse come crateri (l’ultima passione di sgorbio, per intenderci. E tra l’altro nella foto tu e il patato siete adorabili). Bene, anche io, come te, sono una internet dipendente. Appena scoperte le meraviglie del web lo ero di più e ho faticato parecchio per darmi una regolata, ad appropriarmi di nuovo delle piccole, stupende abitudini quotidiane che forse, per i miei doveri di madre e moglie, mi stavano un tantino sommergendo. Accendevo il pc, mi collegavo e staccavo un po’ la spina. Adesso la spina l’ha staccata la mia connessione, nel senso che sono settimane che non ho linea. E in virtù di questo fatto, oltre a farmi regolarmente seviziare dai miei figli, mi sono ritagliata un po’ di spazio anche per spegnere il cervello e leggere qualche scritto non eccessivamente impegnativo, ma ben fatto. Proprio un paio di giorni fa ho terminato la saga della Ward e ne sono rimasta incantata. Come lettura di evasione è perfetta. Una bella trama di base, senza troppi fronzoli che ti facciano perdere per strada nello sforzo di ricordare oscuri rapporti familiari o intrecci talmente gialli da accecarti. Anche i nomi. I nomi sono il mio cruccio più grande. E la Ward ha avuto tutte le benedizioni che conosco quando ha deciso di chiamare i fratelli solo per l’iniziale. Brava, ho pensato. Devi campare cento anni. E magari scrivere anche cento di questo libri. Perché, cavolo, non ce n’è uno che non mi sia piaciuto, che non abbia letto con tanto d’occhi e bava colante. Quindi, sì, ti quoto in pieno per il tuo suggerimento letterario.
    Per i suggerimenti sulle trame che consigli su EFP, ovviamente ho preso debita nota. Di tutto quello che scrivi, prendo debita nota. E più che dirti di essermi sentita quasi in pace con me stessa per aver letto ciò che il sole sulla testa ha provocato alla tua mente riguardo la mia storia, altro non aggiungerei.
    Ah no. Forse una cosa sì.
    Grazie :*

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  3. Sono davvero contenta che tu ti stia godendo la tua vacanza, e condivido pienamente il tuo giudizio su quello che dovrebbe essere l'uso del web: moderato. Purtroppo a me la cosa non riesce sempre un granché bene... Ho la fissa di leggere un capitolo dietro l'altro perdendo la cognizione del tempo, ma va beh. Diciamo che mi sto concedendo questo lusso per il momento, fin troppo consapevole del fatto che a partire dal 13 settembre io e il mio computer saremo costretti ad una relazione a distanza, con incontri molto brevi e saltuari. Cosa non si fa per la maturità...
    Per quanto riguarda i tuoi consigli, condivido pienamente il tuo giudizio su endif, almeno per quanto riguarda ciò che si può facilmente intuire leggendo le sue storie dato che non la conosco personalmente: UNA SERA, PER CASO... è bellissima, e ad ogni capitolo stupisce e affascina. Le altre due vedrò di leggerle. Specialmente Medusa, perché mi è venuto il periodo delle Dramione per colpa tua e del tuo Succo di zucca.
    Goditi tuo figlio, che i figli fanno sempre bene allo spirito.

    Baci, Nalhia

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  4. Stefy, sei sempre un tesoro! Ma Andrea devi vederlo quando fa le bizze, non sai mai se ridergli in faccia o metterti a piangere anche tu!

    endif, carissima, ma quante cose in comune abbiamo, alcune brutte, purtroppo, alcune belle; la Ward è proprio... come dire... una fonte d'ispirazione, nevvero? Ma anche il tuo ultimo capitolo... ehm...

    Nalhia, sono doppiamente felice: per te che puoi scoprire Atopika e per lei che può trovare un'ottima lettrice!

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  5. Ti dirò, cara Francesca, che l'ultimo capitolo l'ho scritto proprio mentre leggevo la Ward e sì, mi ha parecchio disinibita nelle descrizioni più succulente che vagavano a briglia sciolta nella mia mente *ammicca*

    Nalhia, grazie per le tue parole. Di persona non ti perdi nulla, fidati ;)

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