venerdì 26 agosto 2011

Sesso, tra nuvole e lenzuola

Il titolo dice tutto.
No, niente lezioni sull’apparato riproduttivo: è un blog che si occupa principalmente di scritti, quindi parliamone un po’, del sesso scritto.
La riflessione mi è stata offerta da un post di fallsofarc su facebook, che parlava di queste meravigliose prime volte che si leggono nelle fanfictions e nei libri veri e che sono, ovviamente, puro frutto della fantasia.
Ecco cosa leggiamo: fanciulle vergini in cui ‘il dolore si tramuta improvvisamente in immenso piacere’ o qualcosa del genere, orgasmi multipli a ripetizione, posizioni in cui probabilmente penseremmo alla lista della spesa e che invece fanno godere come ricci (ehm… il blog è vietato ai minori, un motivo ci sarà). Una volta ho letto di una scena in cui lui le tocca le tette e lei viene. Così, al primo sfioramento. Femmina fortunata.
E poi donne che una settimana dopo il parto sono pronte a zompare allegramente su qualunque cosa sia vagamente lunga e dritta, con grande soddisfazione, e che trovano molto eccitante che il maschio di turno le penetri d’un colpo con tutta la potenza che può.
Poi magari arriva una poveretta che vergine lo è davvero o che ha davvero appena partorito e si sente in difetto, perché tutte queste cose non le prova. Perciò ecco la dura verità (dove la parola chiave è sempre ‘dura’): sono solo balle.
La verginità, sia chiaro, non è una menomazione che richiede per forza grande prova di coraggio, la prima volta può essere più o meno dolorosa a seconda di molti fattori: l’elasticità personale, la rilassatezza, la quantità di preliminari. Ma poche, pochissime donne raggiungono l’orgasmo durante la loro prima volta, e solo quando siano così fortunate da avere un corpo ben predisposto e un maschio tra le gambe molto attento alle loro necessità. Per la maggior parte delle altre pulzelle la prima volta è più importante dal punto di vista emotivo che da quello fisico, e ci metteranno un po’ a conseguire quell’esperienza del loro corpo in grado di consigliarle su come muoversi e su cosa chiedere.
Analogamente, dopo il parto si trascorre un mesetto con perdite di sangue tali da fare impallidire le cascate del Niagara, l’utero che si deve contrarre pian piano, per tornare alle sue dimensioni originarie, e spesso una lunga cicatrice là sotto che si deve rimarginare e in cui altrettanto spesso si rompono dei punti, perché non è dopo il parto sia così semplice stare sdraiate a riposo, con un neonato pretenzioso e urlante tra le braccia (e qui prima o poi vi assillerò su quanto mi facciano scuotere la testa queste storie in cui i bimbi appena nati sono sempre buonissimi e dormono sempre, lasciando liberi i genitori di andare fuori a cena, di andarsene a spasso quando vogliono, di fare sesso quando vogliono; se partite con queste premesse, resterete sconvolte dai primi anni di vita di vostro figlio, in cui riuscirete a fatica a fare la cacca).
Per quanto riguarda posizioni e veemenza, più della metà delle donne conosce solo l’orgasmo clitorideo (mi dicono che alcune lo conseguono anche vaginale, ma non ho ancora conosciuto qualcuna che ci riuscisse), quindi, senza la giusta stimolazione di quelle parti, può provare piacere ma solo fino ad un certo punto; un dispiegamento di energie eccessivo raramente risulta piacevole, a meno che non sia accompagnato dalla giusta predisposizione mentale. Non considero per ora le scene di vera violenza in cui tuttavia la ragazza raggiunge comunque l’apice e mi riprometto di trattare l’argomento in altra sede.
Infine, il sesso anale, che ultimamente sta prendendo sempre più piega (e meno male, iniziamo a staccarci dal bigottismo della nostra società!) anche nelle storie etero: no, non è una cosa così semplice e immediata. Un colpo secco e via. Si finisce al Pronto Soccorso, in questo modo, a raccogliere le risate degli infermieri.
Allora perché scriviamo cose del genere? Beh, perché esiste comunque una differenza, tra carne e carta, perché il realismo ha una sua ragione d’essere quando ha comunque dei limiti. L’importante è non farsene del tutto traviare, non caricarsi di false aspettative e non fare mai paragoni tra se stessi e le esperienze dei personaggi.
Io magari non ho negato l’orgasmo ad Hermione e a Bella, la loro prima volta, ma ho cercato di riproporre situazioni e posizioni in cui potessero raggiungerlo; mi sono ovviamente basata sulla mia esperienza, sul fatto che ho avuto il dono di un corpo molto ricettivo e che, se a suo tempo avessi avuto un uomo un po’ meno impacciato ed io stessa fossi stata più conscia delle mie esigenze, forse per me le cose sarebbero proprio potute andare come per Hermione e Bella. Ma non tralascio necessità impellenti come quella di utilizzare il preservativo o la pillola o i famosi incantesimi contraccettivi, di usare il bagno, dopo, di ripulire il macello che si è fatto, così come spesso inserisco nelle storie problemi di depilazione e, in Per il suo sangue, metterò pure le mestruazioni. Perché rendere il sesso qualcosa di così irreale e immerso in soffici nuvolette rosa dove ogni spiacevolezza sia spazzata via lo rende meno credibile ma anche meno bello. Il sesso è tutto, è una condivisione totale di umori e liquidi e fastidi come di piacere, e chi pensa di limitarsi solo a quello descritto dalla maggior parte delle narrazioni non solo rischierà di perdersi la bellezza dell’essere davvero in sintonia, al cento per cento, ma rimarrà irrimediabilmente deluso.
Cito, con grande gioia, ancora una volta Lhoss, che ha rimandato l’orgasmo della sua Hermione in Gargoyle – Beneath the stone almeno alla seconda volta, e che mi ha fornito una descrizione di come sarebbe potuta davvero andare per me, se avessi avuto tra le gambe uno attento come il Lord; ma cito anche appunto fallsofarc, che nei suoi scritti non tralascia il dopo né tutti i problemi inerenti al corpo umano che, lo dico sempre ai miei studenti, non è una statua di marmo levigata e profumata e perfetta, ma un ammasso di roba che esce da tutte le parti e fa sempre dei gran casini. È che se vuoi qualcuno, se ami qualcuno, lo vuoi e lo ami tutto, quell’ammasso di roba.
Persino la Ward, dove le dimensioni artistiche dei vampiri sono indescrivibili e che propone prestazioni decisamente spinte e disumane, non tralascia, nel libro su Butch e Marissa, di descriverci una prima volta nient’affatto soddisfacente, e di trascrivere un dialogo tra donne in cui viene spiegata la verità:
In ogni caso… sai, il sesso per la donna è un’invasione. Erotica e meravigliosa, ma pur sempre un’invasione, e ci vuole un po’ prima di abituarsi. […]”.
E allora lancio due appelli.
Agli scrittori: raggiungete un compromesso, tra nuvole e lenzuola, non tralasciando la giusta sublimazione dovuta allo scritto ma non esagerando nemmeno con le illusioni; scrivete, come dico sempre, di quello che sapete, e se anche non l’avete provato sulla vostra pelle informatevi: il web pullula di tutto ciò che vorreste sapere sul sesso. Ma tralasciate i film porno, che sono più comici che realistici.
Ai lettori: divertitevi a leggere ma, compatibilmente con la vostra età e con la merce umana sotto mano, divertitevi ancor di più a praticare, acquisendole da soli, le vostre conoscenze, nei modi e nei tempi che riterrete opportuni, e non tentando mai di emulare ciò che leggete col rischio di sentirvi sbagliati.
Faccio un esempio, dal capitolo dieci di Per il suo sangue:
Anche lui l’aveva fatta quasi svenire come stava svenendo ora, sdraiati su fianchi opposti, l’uno davanti all’altro e l’uno ai piedi dell’altro. Le cosce semiaperte a contenere il suo capo biondo che si muoveva tra di esse leccando e succhiando, la bocca piena del suo membro sino ai limiti del contenimento, le oscillazioni disarmoniche di entrambi ad inseguire il piacere e a dilazionarlo per non perdere il ritmo. Insieme, insieme, insieme… Lui aveva avuto anni di esperienze e sogni su di lei, per imparare a controllare il suo corpo, ma esigeva che lei si mettesse in pari in pochi mesi. Per fortuna era una studentessa brillante.”
Questo è il classico sessantanove, ma è una posizione difficilissima da mantenere e ancora più difficile da trovare soddisfacente. Innanzitutto bisogna essere più o meno della stessa altezza, poi occorre grande concentrazione perché inevitabilmente o ci si focalizza su se stessi o sull’altro, a meno che non si sia davvero molto affiatati. Allora è possibile? Sì, ma in rari casi. Io qui li ho messi sul fianco, ad esempio, il che facilita le cose, ma attenzione: è pur sempre una storia di carta. Insomma, ispiratevi pure alle lemon che leggete, - lo faccio anch’io, così come ispiro quelle che scrivo a me stessa - ma poi adeguatele al vostro corpo.
Altrimenti don’t try this at home, davvero.

17 commenti:

  1. Non posso che appoggiarti completamente, d'altronde siamo finite a parlare di preservativi alla banana a cena, quindi non c'è da stupirsi di nulla ormai!
    In questi due anni, sono stata attaccata diverse volte perchè nelle mie storie spuntano preservativi come funghi, riducendole a manuali di educazioni sessuale, secondo alcuni. Lungi da me ritenermi così ferrata in materia, continuo a fare lunghe ricerche sul web per non rimanere mai arretrata sui nuovi gusti e innovazioni e farmi sempre e comunque sponsor del profilattico.
    Mi hanno perfino detto che dovrei fare attenzione a dove viene conservato il preservativo, che è diseducativo che in un paio di volte lui lo estraesse dal portafoglio, dove non va conservato.
    D'altronde è molto più educativo non usarlo per non rompere l'atmosfera, eh sì.
    Dopo i preservativi, viene sempre la questione bagno, fazzolettini, macchie sulle coperte... ecc. Non mi stancherò mai di considerare il momento di condivisione del bagno per pulirsi dal macello di liquidi corporei, più intimo dell'atto sessuale in sè.
    E ovviamente non siamo sempre tutti perfetti e pronti per trombare come ricci o darci ad esplorazioni orali. Perciò, proprio io che creo unicorni rosa di zucchero, ho inserito cerette, rasoi, bidet e docce volanti.
    Non dimentichiamo della pillola, del ciclo e delle visite ginecologiche. Penso di aver fatto a sufficienza la parte della vecchia zia rompipalle, perciò non me ne pentirò mai.
    Ho rovinato la reputazione di uno dei miei dispensatori preferiti, oltretutto, facendolo venire all'istante. Perchè non è tutto orgasmi multipli, kamasutra e incastri perfetti.
    Ci sono imbarazzi, risate, figuracce e insoddisfazioni, però dove c'è complicità, intesa e passione, oltre che amore ma non in tutti i casi, va bene tutto.
    Perciò, leggiamo di dispensatori procura orgasmi a macchinetta, ma teniamoci stretti i nostri uomini che ormai sanno come procurarci quello che ci serve, senza essere sovrannaturali.

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  2. Giusto Chiara, dimenticavo una cosa fondamentale: il flop! Da tenere sempre presente per non guardare i nostri uomini come scarti umani quando, poveretti, capiterà anche loro!
    E sai quanto io apprezzi la tua campagna di prevenzione dalle gravidanze indesiderate nonché dalle malattie sessuali!

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  3. Hai beccato una delle frasi della Ward che dice veramente tutto: ci vuole un po' per abituarsi.
    (hai beccato anche i negramaro che certe volte sono praticamente orgasmici, e per questo mi hanno dispensato una buona dose di belle figure quando canticchiavo la distrazione...)

    Allora, io per esempio sono una tipa che tende ad esagerare tutto. Qualsiasi cosa, quando scrivo.
    Forse perché due anni fa, prima di smettere di scrivere, producevo soltanto roba surreale, prediligevo il suono più che il senso e se mi facevo toccare da un po' di realismo mi andavo a fare una doccia di metafore scrupolosamente nonsense.
    Poi insomma ho fatto un percorso mentale che non posso nemmeno chiamare tutto mio, perché in questo aiutano molto le letture.
    E ho capito che il punto focale, per chi scrive, è l'equilibrio.
    L'illuminazione, me lo ricordo, si è fatta proprio pesante quando ho dovuto scrivere la prima scena di sesso. Forse non è molto evidente e non tutti la pensano così, ma credo che sia una delle cose più complesse da buttare su carta. E non è manco il fatto che ci sono più fattori da gestire - sia quello fisico, che emozionale - ma più che altro il punto è che lì ci vuole sul serio equilibrio.
    Io non lo so, se c'è gente che davvero se l'è spassata la prima volta, o che ha avuto più orgasmi di me che ascolto i negramaro o penso a quanto è idiota e quanto è tosto Zsadist, però ecco... dubito.
    Mi ricordo di quando feci leggere a mia cugina qualche fanfiction, compresa la mia, sottolineo, e poi feci un pensiero sibillino: questa quando perde la verginità mi dà una botta in testa pesante.
    Perché insomma o ci si fa prendere dalla scrittura, o dall'inesperienza, o dall'esperienza. Nel senso che certo la prima volta te la ricordi pure, però poi hai provato altro e allora ti dici "magari se quello me l'avesse fatto quando non ne sapevo niente...". Sarò cinica io, ma la vedo dura (Cit.). E non è questione di prima volta, la questione è anche della seconda e della terza. Perché sì, "ci vuole un po'".
    L'inesperienza si supera o magari ci si documenta, e va bene.
    MA alla fine rimane la questione fondamentale: ci vuole pratica e abilità proprio nella scrittura.
    E io lo dico da essere spudoratamente arrivista e per niente arrivato (e tendente a tutti i tipi di esagerazione, anche questo).
    Però, come hai detto tu, fortunatamente scriviamo fanfiction e non trattati, quindi se da una parte hai dolore o roba da lavare, dall'altra parte hai un miliardo di paroline per rendere il tutto un po' più carino, soffermandoti sull'esaltazione del momento e cose così. Questo ci può stare, anche se in certi momenti ti viene più da bestemmiare che fare poesia.
    Insomma, mi hai ricordato che ancora una volta chi scrive può fare molto: può rovinarsi o rovinare, e poi può arricchire. Ora io parto dal presupposto che in molti arricchiscono, perché anche un nonnulla o qualcosa delle loro esperienze attraverso una storia te lo trasmettono. Ma chi sa arricchire dove in molti rovinano costruendo miti... quello sa scrivere meglio.
    E ci si arriva pian piano, come all'orgasmo... anzi no: come al capitolo dieci.

    Atopika tra tante nuvole.

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  4. Ciao...sono sempre io...Gianfinzia Piedipelosi.
    Mi trovi assolutamente d'accordo e mi prendo anche la libertà di aggiungere che anche i rapporti di coppia vengono descritti troppo spesso in modo idealistico. Uomini e donne perfetti NON esistono, come non esistono vagine perfettamente e perennemente ricettive e peni michelangioleschi marmorei ed eretti ad ogni ora del giorno e della notte. Perché noi donne non siamo sempre adolescenti ingenue, idealiste e speranzose con fisici statuari, ma possiamo raggiungere picchi di acidume cosmico e sfoggiare mutandoni di cellulite ed un seno non esattamente sodo; e gli uomini non sono sempre stronzi intergalattici o tonti di prima categoria, belli come adoni mitologici ed atletici scassinatori di uteri con grimaldelli da film porno. La realtà è diversa, imprecisa, imperfetta e deliziosamente sperimentale. Andate e sublimatevi nell'assoluta imperfezione della vostra vita! Sperimentate e non abbiate timore di dare sfogo alla vostra curiosità.
    Sempre lieta di leggere e condividere i tuoi pensieri sull'argomento.

    Gianfinzia NATALIE Piedipelosi

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  5. Giusto!
    Nei film ho sempre "sentito la mancanza" del momento pulizia post-coito.
    E per quanto riguarda la prole... da qualche anno ho attribuito un significato differente al verso "nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento" e sono sicura che all'epoca de "L'avvelenata" Guccini non fosse madre!!?

    Raffaella

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  6. La prof ha ragione, su tutti i fronti. Da autrice ho sempre paura a scrivere scene di sesso perchè, rileggendole, mi sembra sempre che manchi qualcosa o di avere esagerato su qualcos'altro.
    Ho letto centinaia di storie su queste prime volte assolutamente stratosferiche in cui lei viene solo ad accarezzarle i capelli, o in cui lui dura quanto la maratona del Signore degli Anelli e devo dire che mi avevano un pò ingannata quando ero ancora innocente come se fossi appena uscita dall'uovo. Ora se le rileggo mi vien da ridere!
    Personalmente tendo a non basarmi sulla mia esperienza personale per il semplice motivo che non augurerei quasi a nessuno di avere esperienze simili alla mia (di carne o di carta). La prima volta è stata pessima, il dolore è durato un secondo ma poi non ho raggiunto nessuna vetta del piacere, anzi... non ho sentito proprio niente! Ma niente di niente! (e sorvoliamo sul dispensatore in questione)
    Quasi un anno dopo (con le gambe sigillate con la colla istantanea dei calzolai) ho incontrato quello che sarebbe stato il mio vero primo amore e abbiamo dovuto affrontare insieme una lista infinita di disagi, la totalità dei quali nati da me. La nostra prima volta (e anche molte delle successive) è stata tutta da ridere, anche terribilmente romantica per alcuni versi, ma ero ancora terribilmente impacciata, totalmente estranea ai preliminari ed era stato lui ad aiutarmi a rimuovere, pian piano, la patina di paura dell'ignoto che mi portavo addosso da quasi un anno. Per quanto riguarda gli orgasmi credo di essere un caso un pò particolare, il che mi porta a dover affrontare un grosso ostacolo come scrittrice, in quanto faccio parte di quella stretta cerchia di donne che, invece di avere uno o due orgasmi che si possano davvero definire tali, ne ho circa una trentina a volta di dimensioni paragonabili ad uno sbadiglio.
    Concludendo, anche se so che le storie non si avvicinano alla realtà neanche se guardate attraverso un paio di occhiali rotti dalle lenti deformate e multicolor, ogni tanto mi piace trovare un piccolo rifugio orgasmico in cui va tutto bene, in cui lui è un uomo-Tronky con un tronco di pino tra le gambe che riesce a procurare paccate di orgasmi clitoridei, vaginali, cardiaci e, per non farci mancare nulla, pure renali.
    Che dici Prof, mi dai il permesso di attaccare questo post del tuo blog sul frigo con un magnete a forma di fava?
    Aching4perfection

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  7. Part Uan:

    "Oh bucaiola, tu mi tradisci, tu dici: "Vengo!" e invece tu pisci!"

    Sarà che sono la donna delle citazioni educate, sarà che Amici Miei è Amici Miei, ma queste parole mi sembran le più adatte a descrivere il sesso nelle fanfictions.
    Prima di tutto: la nostra Mary Sue - HoVenticinqueOrgasmiAlSecondoEMeNeVanto -, se potesse uscire da quello schermo di bytes, vi direbbe - fidatemi di me, c'ho parlato - che ha urlato perchè la Fava di turno che ha avuto l'onore di 'cogliere il più bel fiore' (mi perdoni la Crusca se non mi riferisco a lei) le ha fatto un male cane e possibilmente l'ha fatta sentire come un tubo di gomma senza capo nè coda. E sì, io rientro nel novero di quelle per cui la prima volta è stata se non altro bizzarra - fava ammosciata, avanti con la prossima: fava più convinta, gambe chiuse per due settimane per riprendermi - in cui il piacere è stato un miraggio lontano e in cui il pensiero fondamentale è stato: "Cazzo, ma non sarà mica sempre così?". Una prima volta come la mia e ti auguri di farti suora per vedere se quelle gioie del Cielo di cui si parla tanto facciano godere almeno un pochino. Poi c'è l'affetto, poi c'è l'amore: cresci insieme, impari a conoscerti, capisci da dove si prende quella ciccia pulsante e come si impugna per usarla a dovere, ti fai sfiorare, leccare, esplorare, ti trasformi in un joystick e ti auguri che lui non sia bravo a far goal solamente a Pro Evolution Soccer.
    E poi fingi. E la Mary Sue con un pugno fuori dal monitor ti confesserà che l'ha fatto anche lei. Ha visto gli occhi da cucciolo bastonato di chi le stava sopra, ha notato l'impegno, ha apprezzato l'atmosfera, insomma, tutte quelle balle cosmiche per autoconvincersi che si vive bene anche senza orgasmo, e ha pronunciato una decina di lettere, così, per vedere l'effetto che facevano: "Ah, sì, ah, così!".
    Ed è lì che ti freghi. Perchè la prima volta siete voi due in anteprima: se ammetti che è stato un disastro, ne parli e (forse) migliori, se fingi che sia stata l'apoteosi del Kamasutra, sei benvenuta nell'inferno degli insoddisfatti. Perchè Mary Sue non ci crede all'amore eterno, perchè Mary Sue ha voglia di cercare qualcosa di meglio, se ciò che ha tra le mani (e tra le gambe) non la soddisfa. Mary Sue crederà per un po' che quella cosa che prova sia un orgasmo: magari ci crederà per un anno, forse per due, finchè un'altra Fava - quella con cui può parlare, quella più aperta, quella con cui si trova meglio, quella che in fondo è cucita su misura per lei - gliene farà scoprire uno vero. E Mary Sue riderà di quella prima esperienza, in cui per il bene della ficcyna è venuta solo a guardare il suo Gary, è venuta un'altra volta con un alito di vento su un capezzolo, e ha fatto il tris quando Gary ha impugnato il suo clitoride come una mazzafionda.

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  8. Part Ciù:

    Le Mary Sue da ogni dove non ne possono più di uscire da film porno per vergini. E le loro fan - quelle che sì, talvolta credono anche all'amore eterno nato da una violenza - potrebbero rimanere fregate, quando diranno 'Credevo che fosse un orgasmo, e invece era un calesse' e quando magari quella linea sul Clearblue le informerà che magari quel calzino-da-fava sarebbe servito a qualcosa, se usato al momento giusto.

    Io tifo per le storie vere. Quelle in cui l'imene esiste, e magari fa un po' male. Quelle in cui l'orgasmo si costruisce piano piano, perchè la vagina non è una sala giochi, soprattutto se per quindici anni o forse più l'hai usata solo per far pipì. Quelle in cui si rimanda la prima volta perchè non facciamo la ceretta dal '93, quelle in cui si fa l'amore anche con i peli di dieci centimetri, perchè a lui non importa. Quelle in cui le mestruazioni ti vengono cinque minuti prima di aprire le gambe, quelle in cui sei arrapato come un riccio e hai da perdere due minuti per quel cazzo di preservativo, che magari si strappa anche, nel momento di frenesia. Quelle in cui la fava fallisce per troppo entusiasmo, quelle in cui fallisce perchè in fondo "Non le piaci abbastanza".

    E si sa, che le fanfictions sono fatte per sognare e per inventare - dovremmo eliminare il 99% della letteratura di tutti i tempi, se la fantasia non fosse ammessa nel mondo della scrittura - ma... si scrive bene qualcosa se si ha cognizione di causa. Se si dipinge la realtà com'è, e non migliore o stereotipata. Se la prima volta finisce in un abbraccio caldo e in una lacrima - perchè, cazzo, c'eri quasi, e invece non c'è stato il verso di incastrarsi bene.

    Scriviamo pure di prime volte da urlo, di 'dispensatori' con fave da Guinness ma delicati come piume, di amori nati a quattordici anni e mai spenti, di intese a letto che superano ogni previsione. Ma teniamo sempre accesa quella lucina di emergenza, quella che ti invita a pensare un pochino, prima di rischiare malattie veneree e malattie ben più gravi come gravidanze o parti trigemellari (sì, sono cinica abbbbbbbbbbestia).

    Anche perchè Mary Sue, in fondo, ogni tanto ha il ciclo - e mi ha detto giusto ieri che non si è depilata l'inguine.
    E perchè, tra l'altro, non sa più dove parcheggiare le sue decine di calessi.

    Morea

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  9. E io, io sì. Io sono un complesso vivente. Idealizzo, ma sono anche concreta. Sono un dubbio ed un ossimoro.
    E sono anche qui che dovrei lavorare, che non posso scrivere perché il mio computer è morto, maremma diavola, e sto a pensare quando cliccherò invia su "quel capitolo". Che per me è un dramma, perché è abbastanza realistico, ma anche esageratamente poetico. Insomma, ossimori in ogni dove.
    Sono anche una beneficiata dal dono dell'orgasmo multiplo. Vedi un po' tu. Ma cercando di tenere i sacrosanti piedi piantati sulla nuda terra, la risposta, come sempre sta nel mezzo. In mezzo alle mie gambe.

    Rea, completamente uscita di testa.

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  10. Atopika, tu sei surreale, praticamente in tutto quello che scrivi e dici. E' questo che ti rende fantastica. E in questa tua surrealtà riesci da una parte a citarmi Zsadist (protagonista ormai della maggior parte delle mie fantasie erotiche) che a ricordarmi che è una fantasia. E le fantasie fanno bene anzi benissimo, purché poi non pretendiamo proprio che divengano realtà. A meno che tu non mi dica che uno come Zsadist esiste... In quel caso, se ce l'hai tra le mani e non condividi, sciagura a te! Ma hai ragione: arricchire senza costruire miti è la meta, ciò a cui dobbiamo guardare. Magari non ci arriveremo mai, ma ci divertiremo tanto durante il percorso.

    Signorina Gianfinzia, scritto da una come lei, che di uomini quasi perfetti ne ha beccato uno, questo commento è ancora più prezioso. E' l'elogio dell'imperfezione: sono perfetti perché non lo sono, perché sono perfetti (beh, quasi) per noi, con tutti i loro difetti che si incastrano mirabilmente nei nostri.

    Raffaella, quanto ti sottoscrivo! Io inizio a respirare ora che il bimbo ha più di due anni, ma mica tanto, eh. Un respiro ogni tre ore, ecco.

    Aching4perfection, attaccalo dove vuoi, questo post, io a volte vorrei farne dei cartelloni e metterli in piazza: donne, avete un imene e non sarà così godereccio romperlo, uomini, avete il dovere di procurare alla vostra donna un orgasmo ogni volta, datevi un po' da fare e ascoltate ciò che dice ma anche i segnali del suo corpo! E' proprio vero, è un percorso diverso per ognuno, lungo per certi e breve per altri, ma va fatto con sincerità.

    Morea, quando smetterò di ridere riuscirò forse a riflettere meglio sulle tue parole, che peraltro condivido in tutto e per tutto. Quante fave sopravvalutate ci sono al mondo e quante donne che si sottovalutano tanto quanto quelle fave si sopravvalutano! E noi, che dovremmo essere quelle che parlano parlano parlano, poi davvero finiamo per tacere e fingere. Alzi la mano chi non l'ha mai fatto, poi la riabbassi, bugiarda! Mary Sue deve iniziare a bruciare il reggiseno e a gridare al mondo: i buchi sono miei e me li gestisco io! E magari intanto si legge una bella scena zozza, prende appunti e chiede a Gary di fargliela provare, ma se poi non viene un granché torna al sano vecchio sesso di tutti i giorni. Con preservativo o pillola o altri ameni attrezzi da camera da letto.

    Rea, tesoro mio, io mi associo all'orgasmo multiplo, perciò sono anche piuttosto aperta (eh, sì!) a certe idealizzazioni. Poi, per la poesia: non è mica detto che debba mancare. Raramente la poesia ha a che fare con l'orgasmo. Anche perché quello è un bel pastrocchio e l'unica poesia che mi viene in mente è 'Ei fu. Siccome immobile...', ma non è di buon auspicio, visto che tratta di un morto. Vai di poesia, pucci pucci, e vai di sesso, non vedo l'ora di leggere.

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  11. Pucci pucci maiiiiiiii (detto con voce cavernosa)
    Il resto sì, ci sta sempre.

    Rea, la bimbaminkia preferita di Morea.

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  12. Partendo dal fatto che ancora sono vergine,e quindi non ho esperienza del dopo e tutto il resto...
    che il massimo della mia esperienza sessuale si limita a preliminari, che sono stati orgasmici ma che devo ammettere,a suo tempo, ho vissuto più con la testa che con la carne ,e comunque ho avuto la sfortuna di avere un cavaliere abbastanza cafone, ho imparato allora quanto possa rendere vulnerabili la paura e l'insicurezza di non essere capiti
    .... ho passato tutta la mia adolescenza nella convinzione che quello che si racconta su carta fosse quello che poi si vive sulla carne.

    Oggi sono cosciente che carne e carta sono due cose distinte e separate ...mi limito a leggere i racconti di carta come se guardassi un film che chi può mai dirlo magari nella vita reale
    ...Certo che mi aspetto che un giorno saranno comunque scintille e faville, ma signori miei ad una certa età il modo di vedere cambia inevitabilmente ...
    E comunque anche nella mia 'infantile' adolescenza ho sempre messo in conto il profilattico,al di la di tutti gli aspetti salutari, per me è sempre stata una questione di rispetto verso se stessi e verso il patner.

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  13. A volte penso che se avessi avuto te come prof alle superiori magari avrei anche studiato, magari sarei andata a scuola zaino in spalla e sorriso in viso. Invece mi è toccata la vecchiaccia rincitrullita ed il prete che si dichiarava contro l'uso del preservativo ed io, allergica a certe stronzate, mi sono fatta buttare fuori dalla lezione di religione pur essendo cattolica convinta. Tralasciando i miei gravi problemi comportamentali, mi piacerebbe che questo post fosse affisso in tutte le bacheche delle scuole superiori di questo paese. E non gli farebbe male nemmeno una comparsa sulla bacheca di EFP a dirla tutta. Leggo fan fiction da dieci anni e di storie che dicono "Tutta la verità, nient'altro che la verità" ne ho trovate poche davvero e mi è venuto da pensare a quelle povere ragazzine che si approcciano alla vita sessuale con l'ideale distorto di Draco Malfoy, lo stallone di Hogwarts e poi si ritrovano un ragazzino con un cosino in mano che non sa nemmeno dove metterlo. Sinceramente ho tentato disperatamente di dimenticare la mia prima volta da...beh a dire il vero dal momento stesso in cui ho cavato le mutande, ma questa è un'altra storia! Quello che importa è che ci sia sempre qualcuno disposto a spiegare ai ragazzi che il mondo del sesso non è tutto preserativi alla fragola ed orgasmi multipli, ma putroppo troppo spesso a quell'età ci si lancia in certe esperienze proprio perché si pensa siano senza conseguenze. La speranza è che cambia, cominciamo a cambiare dalle fan fiction e vediamo che succede.

    LyliRose

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  14. Sono piuttosto restia a leggere di prime volte. Credo che il motivo sia perché sono gelosa, fondamentalmente: trovo delle ragazze disinibite pur essendo alla prima esperienza, ragazzi perfetti in ogni gesto, lei che sente un piccolissimo fastidio salvo poi sprofondare in un orgasmo prodigioso; in una fanfiction addirittura, dopo un fantasmagorico orgasmo, si davano al sesso anale. Tutto e subito.
    Ora, non mi ritengo una persona bigotta, credo che ognuno sia libero di fare quello che vuole tra le lenzuola, ma mi pare che si stia un po' esagerando. Io ricordo la mia prima volta con un sorriso sulle labbra per tanto ero impedita! Il primo pensiero giuro che è stato: 'il sesso è questa roba qua?' O, meglio: 'tutto qua?'. Stringo la mano a chi è riuscito a concludere in bellezza il primo rapporto, complimenti. Io non vedevo l'ora che finisse e non perché sperassi di raggiungere in fretta l'apice, ma perché faceva male e non era neanche così piacevole! Hai ragione quando dici che ci vuole pratica, perché poi è un altro paio di maniche. Ma tutto a suo tempo. Ed è proprio questo aspetto che manca, senza contare la fase post-amplesso dove è tutto cuoricini e non ci sono in giro fazzolettini sporchi o preservativi usati.
    Fa piacere sapere che non sono l'unica a pensare che ci sia qualcosa di strano o, peggio, di sbagliato in certi racconti.
    Se io oggi conservo ancora un bel ricordo di quel giorno non è di sicuro per la prestazione, nonostante lui fosse già più esperto di me; era il contesto giusto e la persona era giusta. E se dopo 3 anni stiamo ancora insieme significa che ho scelto bene, anche se la prima volta non è stata un tripudio di orgasmi.
    HappyCloud

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  15. Io ti stimo!!!
    Perchè è esattamente la stessa cosa che penso io. La mia prima volta risale a poco tempo fa e, anche prima di farlo, sapevo perfettamente che non sarebbe stato tutto questo granchè. Ora che l'ho fatto, rileggendo varia roba, mi viene da dire che ogni tanto la carta crea troppe aspettative sulla carne, se così si può dire. Certo, dobbiamo ricordare che si tratta sempre di storie più o meno fantastiche di conseguenza che almeno le varie eroine abbiano un pelino più di fortuna rispetto a noi comuni esseri umani sfigati, ci sta. Salvo che poi non si scada nell'esagerazione con tutte le posizioni del Kamasutra e altre neoinventate appositamente per la fic di turno ( e qui però ci va un inchino alle scrittrici che hanno tutta quella fantasia).
    Stesso discorso per posti e situazioni: quando hai diciannove anni (vedi me) difficilmente riesci a trovare un posto decente, considerato che ci sta sempre in mezzo ai piedi in casa e non abito di certo in periferia anzi: i miei vicini sono i più pettegoli che si possano trovare!!!! Mi viene da ridere al pensiero che nella maggiorparte delle fanfiction la gente è sempre super-liscia, super-vellutata, super-morbida, super-setosa: sembra la pubblicità dei pannolini o degli assorbenti. E il ragazzo di turno ha sempre addominali scolpiti e una prestazione che varia dalle due ora a tutta la notte: roba che nemmeno Rocco Siffredi!!
    Le tue storie e quelle du Fallsofarc sono diverse, perchè sono reali. E' vero, forse sono un po' meno romantiche di quelle che le toccano e hanno un orgasmo multiplo - beate loro - però le preferisco a tante altre che invece sono molto più fantastiche dei vari romanzi fantasy.

    Detto questo, passo e chiudo :)
    Cicci92

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  16. Kikkasole, tu sei giunta alla consapevolezza importante di questa differenza tra reale e raccontato in modo autonomo, per fortuna, ma ho sempre la paura che non valga per tutte, che alcune finiscano davvero per sentirsi 'sbagliate' se le cose non vanno come nelle storie. E le cose non vanno mai come nelle storie, nemmeno come in quelle più realistiche!

    Lylirose, il punto è proprio questo: il povero 'ragazzino col cosino tra le gambe' che nessuno descrive mai e che è invece la realtà. Perché insomma, è con quel ragazzino che dovremo fare i conti, come lui dovrà fare i conti con i nostri peli, i nostri mestrui, le nostre necessità. Lungi da me scrivere un manuale sul sesso, ma ogni tanto ricordarsi di aprire bene gli occhi non guasta!

    HappyCloud, anche io credo che all'inizio sia più una questione di emozioni e di comprensione e di sentirsi a proprio agio, di più possiamo difficilmente chiedere. E sì, certe esagerazioni rischiano davvero di essere pericolose e di causare aspettative irrimediabilmente destinate ad essere deluse.

    Cicci92, ma magari iniziassimo a concentrarci su ciò che proviamo e non su questi corpi perfetti che non esistono mai! Con le nostre imperfezioni, siamo bellissimi così come siamo e perciò, anche quando ho trattato personaggi belli (Edward, Leonardo), ho cercato di far capire che le mie donne con quella bellezza non sono per nulla appagate, se dietro non c'è il giusto comportamento!

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  17. Condivido! Dannazione, certe volte le lemon sono talmente assurde da lasciarti a bocca aperta! Gente che ha anche tre o quattro orgasmi di seguito senza particolare sforzo, e noi, povere mortali, che lottiamo per averne uno. Si arriva anche a credere di avere qualcosa che non va... Per non parlare dei bambini! Sempre angioletti che non hanno bisogno di essere cambiati, che non ti svegliano nel cuore della notte, non ti assillano per avere la tua attenzione in qualsiasi momento, anche quando sei stanca o quando vorresti solo fare una doccia rilassante per due minuti, ma che, a quanto pare, non fanno altro che dormire e (di tanto in tanto) rivolgerti sorrisi che ti sciolgono il cuore per poi sparire nel nulla per un paio di capitoli in modo alquanto misterioso lasciando i genitori a scopare come conigli e a lavorare sul loro matrimonio/convivenza. Io non sono madre, ma ho tre cuginetti piccoli e, se a volte sono esasperanti per me che li vedo ogni tanto non oso immaginare come sia essere genitori. Certo, i bambini sono una gioia bellissima e danno soddisfazioni che nient'altro può dare, ma non esiste solo quello. La realtà purtroppo (o per fortuna) è che certe cose avvengono solo nella fantasia.
    Per quanto riguarda le prime volte... Beh, devo ammettere che se mi fossi basata su quello che si legge in giro sarei entrata in depressione. Purtroppo non mi è toccato il dio del sesso che sa esattamente cosa fare e come farlo per darti piacere. Pochi sono codesti esseri mitologici... Nel mio caso il tipo in questione non sapeva nemmeno cosa fossero i preliminari, o se lo sapeva non si è sforzato più di tanto. Ma all'epoca lo amavo e quindi amen.
    In conclusione, mai fidarsi ciecamente delle lemon, si finisce per avere aspettative decisamente fin troppo rosee. Sono due mondi, quello di carne e quello di carta, ognuno con le sue caratteristiche, ognuno con qualcosa che l'altro non potrà mai avere. Si possono benissimo apprezzare entrambi, ma il segreto sta nel non confonderli tra loro.

    Baci, Nalhia.

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