martedì 13 settembre 2011

Di limiti e supposte


Sento la necessità di spendere qualche parola sul prossimo capitolo di Per il suo sangue. Ho sempre detto che un’autrice non è i suoi personaggi, il che significa anche che può ritrovarsi a scrivere qualcosa che personalmente biasima moltissimo, semplicemente perché questo è ciò che accade ai personaggi e non sempre, come vi ho più volte detto, i personaggi sono sotto il suo controllo. Mai, a dire il vero: una volta che li hai creati con un certo spessore e una certa dose di approfondimento, essi agiscono autonomamente e tu non puoi che limitarti a trascrivere ciò che fanno e dicono, magari accompagnando la stesura del capitolo con qualche parolaccia biascicata come sottofondo.

Ora, questa storia è cupa, l’ho ripetuto mille volte, e la domanda che più spesso mi sento porre è: ma perché? Andavano così bene prima, erano così carini e coccolosi

La risposta è semplice: il punto di partenza è sbagliato. Draco ed Hermione non ‘andavano così bene prima’. Semplicemente non avevano mai affrontato alcun problema.

Quando ho deciso che Succo di zucca non avrebbe avuto cinque o sei capitoli come preventivato ma si sarebbe trasformato in una longfiction ho immediatamente compreso che prima o poi sarebbero arrivati i guai, e precisamente in concomitanza con l’uscita da Hogwarts e l’arrivo della guerra. Durante le prime due parti di questa serie (Succo di zucca e il Canto di Natale di Draco Malfoy) i nostri personaggi sono stati rinchiusi in una bolla di sapone, tutti presi a scoprirsi, mentalmente e fisicamente, protetti da quei muri che permettevano loro di essere solo adolescenti che giocavano a fare l’amore senza preoccuparsi del futuro. Ma il futuro non è carino e coccoloso, come sa chi è un po’ più cresciuto, e tutto ciò che ci appariva difficile quando eravamo così giovani appare poi molto futile con il passare del tempo. Tranne i logaritmi, quelli sono difficili anche dopo. I problemi che Draco ed Hermione hanno avuto sino ad ora, tutti inerenti la loro compatibilità a scuola, sono niente in confronto a quelli della loro compatibilità nella vita reale e va comunque detto che non li hanno neppure mai affrontati, quei piccoli problemi.

Trovate in questo post ma anche in quest’intervista che mi ha fatto LadyEl tutte le motivazioni per cui amo tanto questa coppia e qui già capite di cosa sto parlando: delle molteplici differenze che, a ben vedere, non sono mai sparite e non si sono neppure amalgamate. Facciamo un po’ il sunto della situazione: malgrado si siano innamorati e abbiano trovato un qualche modo per stare insieme, questi due non sono mai cambiati davvero. Draco è un Serpeverde Purosangue, ancora convinto della purezza delle sue origini e dell’inferiorità dei Babbani; giudica le persone in base ai soldi, considera sciocco correre dei rischi per qualcun altro, è codardo, egoista, prepotente, manipolatore, bugiardo e sfruttatore e adora schiavizzare gli altri, che siano elfi domestici o compagni di Casa. Hermione è una Grifondoro nata Babbana, convinta della purezza del carattere, sempre pronta a sacrificarsi per chiunque, a combattere in prima fila, inguaribilmente onesta e virtuosa e dedita ai buoni sentimenti. Ora immaginateveli insieme, in una casa dove lei non vuole elfi domestici e lui sì; dove lei invita i suoi amici e lui tenta di schiantarli; dove lui invita i suoi amici (amici?) e loro insultano la sua donna; dove i genitori di lui cercano di ucciderla; dove lui non rivolge parola ai genitori di lei; dove lei parte per ogni missione altruista e volenterosa; dove lui cerca di legarla per tenerla a casa; dove fanno un figlio a cui lui ripete in continuazione come sottomettere gli altri e come mentire e lei ripete in continuazione come porsi alla pari degli altri ed essere sinceri.

Se la cosa vi pare buffa, è perché questi sono personaggi; se fossero persone vere non immaginereste piccanti tentativi di fare pace, ma solo violente discussioni terminanti in parole molto dure e crudeli. E, immancabilmente, la rottura, una rottura basata non su sciocchezze ma su questioni serie: la morale di vita, l’educazione dei figli, i comportamenti inaccettabili. Faccio un esempio più concreto, che esula dalla saga della Rowling: quali sono le cose che non accettereste nel compagno della vostra vita? Che fosse un ladro, ad esempio, o che fosse violento, o che si ubriacasse, o che vi tradisse, o che andasse/non andasse d’accordo coi vostri genitori, o che votasse Berlusconi? Ognuno ha i suoi limiti, piccoli o grandi, che per lui sono molto importanti e su cui non può passare e basta. Bene, Draco ed Hermione sono l’uno il limite dell’altro; è il motivo per cui mi interessano tanto, per cui sono tanto scoppiettanti insieme, ma è anche il motivo per cui, così, non possono funzionare.

Lo scopo di Per il suo sangue allora è questo: dare loro una possibilità, come avevo fatto con Chiara e Leonardo in Di carne e di carta. La verità è che noi tutti tendiamo a portare le storie sino ad un certo punto, al culmine, diciamo, poi, quando i personaggi finalmente si mettono insieme e si dichiarano amore eterno, li lasciamo lì, con un bel lieto fine. Ma è un’illusione. Perché non ci occupiamo mai di quel che accade dopo. E quel che accade dopo è che hanno a che fare con i problemi della vita quotidiana in cui persino dividere un bagno può essere difficile e lui non abbassa la tazza e lei spreme il dentifricio da metà e la lavastoviglie non si carica da sola e soprattutto si smette di parlare perché si è stanchi e stressati e ci si sente incompresi e indesiderati e traditi anche solo a parole ed ecco, ci si trova di fronte ad un problema grosso, di quelli che la vita ti schiaffa lì senza preavviso, di quelli che non avevi mai immaginato, ti volti al tuo fianco e la persona che dovrebbe starti vicino affronta la questione in modo opposto al tuo e incompatibile con te e fine, le coppie si lasciano. Quello che ho tentato di fare, con Di carne e di carta, è stato ovviare prima a tutto questo, fare affrontare le questioni quotidiane a Leonardo e Chiara in una o più giornate normali prima di metterli davvero insieme; alla fine hanno un forse, ma è un forse con buone probabilità, perché se non altro hanno capito una cosa: che sarà dura, per loro, e che probabilmente avranno bisogno di tante supposte. E ‘dura’ e ‘supposte’ insieme danno buone aspettative.

Draco ed Hermione non hanno mai messo in conto la supposta, loro non l’hanno mai valutato, che c’è un mondo ad attenderli fuori da quella scuola in cui le loro schermaglie amorose di Hogwarts assumeranno ben altri toni. In Per il suo sangue devono riuscire allora a limare queste diversità, a diventare l’uno il punto di riferimento dell’altro e non il suo limite. Non che poi non possano passare il resto della loto vita a litigare – io e mio marito lo facciamo sempre (beh, io lo faccio sempre) – ma non su quelle questioni fondamentali che sono, appunto, il limite di ogni essere umano. Su quelle devono giungere ad intendersi. E non credo che il problema sia di uno solo dei due: come cercherò di dimostrarvi, stanno sbagliando entrambi, perlomeno in riferimento l’uno all’altro. Insomma, Hermione deve entrare in contatto col suo lato Serpeverde e Draco col suo lato Grifondoro; e l’unico modo che hanno per farlo passa attraverso confezioni infinite di supposte.

Con questo vi preparo in generale a ciò che verrà, spiegandovi che tipo di riflessione personale ci sia a monte e perché le cose non possano che andare come andranno; i personaggi non lo capiranno subito e forse nemmeno voi capirete subito cosa sia successo, ma spero alla fine della storia di riuscire a convincere anche voi che certi passaggi erano obbligatori. Senza supposta, nel vostro caso, ovviamente.

E adesso veniamo al prossimo capitolo: scriverlo mi ha fatto male ed è proprio così che si intitola, Male. Ma come ho detto, certe volte – sempre – i personaggi sono autonomi. Per cui mi impegno a postare presto – via il dente, via il dolore – ma vi prego di leggere le note che metterò a fine capitolo, perché per me è essenziale che non passi il messaggio sbagliato.

È solo una storia, ma sotto una storia c’è sempre un cervello e questo mio cervello non vorrebbe mai essere foriero di indicazioni che io condannerei senza possibilità di appello.

E naturalmente, lo spoiler da cui già capirete quanto io abbia sofferto, ma attenzione: le cose in Per il suo sangue non sono mai come sembrano, come vi dico sempre. Abbiate almeno un po’ di fiducia in me e nei miei, di limiti.




Hermione cercò di spingerlo via, indebolita dalla difficoltà di respirare, ma lui strattonò più forte la sua chioma, strappandole un lamento negli occhi lucidi. Draco aderì maggiormente con le membra alle sue, non dandole modo di intromettere le braccia tra di loro, e il panico si diffuse serpentino nelle sue vene, ghiacciandole il sangue, disgustandola fino alla nausea.

Come poteva un uomo eccitarsi all’idea di fare del male ed essere ancora definibile un uomo?

Come poteva lui eccitarsi all’idea di farle del male?

13 commenti:

  1. Io credo nei tuoi "limiti", ma ancora di più nei tuoi orizzonti.
    Lo dico con la stessa convinzione che uso per spiattellare a chicchessia la legge divina: I do believe in fairies. I do. I do.
    (tanto si sa che tra un po' spunta Peter a farli ragionare, no?)

    Atopika che crede nella polvere di fata e di supposte.

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  2. Ma sia ringraziato il cielo, Dio bono. Se fossero sempre carini e coccolosi, oltre che essere estremamente inverosimili, sarebbero anche una gran rottura di coglioni. Viva gli scannamenti.
    Con tanto Love ;)

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  3. Io amo Leonardo. E' il mio gemello scappato <3

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  4. Porcella, sono agli ultimi due o tre capitoli di questa, poi appena ho finito facciamo Tu-Sai-Cosa su Tu-Sai-Chi. Tanto per restare in tema di limiti. E di supposte. E di te che devi credere in me.

    Skina, ma tu non fai testo, tu li vuoi tutti morti in modo possibilmente atroce!

    Virgi, ti ho già detto che mi preoccupi?

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  5. Credo di essere un po' strana, e di avere qualche problema, ma non vedo l'ora che arrivino i problemi. Non vedo l'ora che si insultino a vicenda, che si tirino piatti e maledizioni senza perdono e che poi magari non facciano pace per niente. Perché infondo, se quello che scriviamo rispecchia almeno un minimo la realtà, un po' di problemi devono esserci. "E' fisiologico!" diceva il mio prof di Finanza quando gli facevamo notare i 5-6 milioni di euro di debiti di una multinazionale " Mica può andare tutto liscio ragazzi!"

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  6. Super-Franci, sei gentile a dare una spiegazione delle tue decisioni. Personalmente mi fido ciecamente delle tue scelte sui personaggi, anche perchè sono sempre verosimili. Mi colpisce, in particolare, la tua generosità nel preparare i lettori al prossimo capitolo il quale, suppongo, contenga delle scene violente. Ritengo che sia nobile da parte tua fare queste premesse per le quali, francamente, non saresti nemmemo tenuta. Ho sempre pensato che sei una grande, nonostante la tua imperterrita propaganda per farci credere che sei una scrittrice/profia/donna "cattiva". Tu voli alto, punto.
    Stefania Rossi

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  7. Ecco è esattamente questo che adoro nelle fanfictions: quando si va oltre. Perchè quando una storia finisce "happly ever after" mi viene sempre la vogli di sapere quello che succede nel bene e nel male. Sono contraria già in partenza a Draco versione Orso Yogi, per cui vederlo affrontare problemi e difficoltà con Hermione mi fa sempre piacere. Perchè problemi ne hanno considerato che tutto parte dal loro sangue. E il sangue non si cambia mica facendo i carini e coccolosi, no?
    Cicci 92

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  8. lylirose, anche a me piacciono i conflitti; ho sempre dei limiti precisi, nel senso che magari non apprezzo le storie che si allungano a dismisura con la ripetizione di fraintendimenti o altro, credo piuttosto che ogni storia possa affrontare uno ed un solo problema di fondo, ma che quello debba affrontarlo bene, magari senza trovare una risposta ma perlomeno provandoci!

    Stefy, tu hai letto abbastanza spoiler per sapere che ho dato fondo alla mia cattiveria eccome, in questa storia! Ma grazie per la fiducia per cui ormai sai che non è mai cattiveria fine a se stessa.

    Cicci, per certi versi credo che non si possa snaturare del tutto un personaggio: Draco non sarà mai come Harry, e per fortuna. Però credo che cambiamenti grossi si possano fare in determinate circostanze, soprattutto di fronte a situazioni drammatiche come la guerra e, nella vita, che si debbano fare sempre quando si vuole costruire qualcosa con qualcuno.

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  9. Premessa:sto studiando la psicologia dell'apprendimento e quindi perdonami se sembrerò un po' pazza.
    Ciò che mi è venuto in mente dopo aver letto "Di limiti e supposte" (come fai a trovare sempre titoli così azzeccati?) riguarda proprio l'apprendimento. Esso, da quanto ho studiato, è ogni modificazione del comportamento attribuibile all'esperienza.
    Questa bella definizione per dire cosa?E' ovvio che i limiti ci sono, che la personalità non si cambia, che Draco non sarà mai un sincero grifondoro ed Hermione non diventerà una Serpe con l'odio per i natibabbani, ma è anche da considerare che nella vita facciamo molte esperienze, ci ritroviamo a dover far fronte a problemi più o meno gravi, e quindi cambiamo (in meglio o in peggio) il nostro comportamento. Lo stesso avviene nelle storie di carta.
    In sostanza credo che dopo un lungo percorso di dolore si arriverà nella tua storia proprio a questo tipo di cambiamento dovuto... ad una presa di coscienza, ad un'apprendimento.
    O almeno lo spero.
    Se avessi detto un mucchio di stupidaggini, ti autorizzo a cancellare il mio post.

    SenzaFiato

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  10. Io ti adoro!!! Non sono capace di scriverti grandi pensieri filosofici ma mi basta leggerti per volare alto, più in alto!!! Me lo hai già spiegato che sarà una storia cupa, che ci lascerà l'amaro in bocca (e a me le lacrime agli occhi) ma adorerò leggere di ogni passo che faranno per rendersi diversi o migliori o anche scoprirsi assolutamente incompatibili, proprio in virtù di quanto hai detto nel tuo meraviglioso articolo!! Ti aspetto Igrain

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  11. Ciao!
    Non ho mai commentato prima né qui né su EFP, ma ti seguo e ho letto le tue storie, apprezzandole peraltro moltissimo. Non ero una fan della coppia Draco/Hermione, ma poi mi sono imbattuta in Savannah e solo un pazzo potrebbe rimanere impassibile con le sue storie!
    Quindi ho cominciato a cercare e ti ho trovata... Le tue storie mi emozionano, mi fanno ridere e anche riflettere... Forse rifletto troppo, perché negli ultimi due capitoli di "Per il suo sangue" c'è qualcosa che non mi torna e volevo chiederti dei chiarimenti. Premesso che potrei aver perso dei passaggi perché ho cominciato a leggerla oggi e l'ho divorata, ma non capisco come mai si siano inventati tutta quella storia allucinante del tradimento (per salvare Ginny e Draco ed impedire loro di seguirli) e poi Hermione prende e rovina tutto andando a dirgli la verità... Ok, lui la prende come sappiamo e poi le sbatte in faccia l'ultimatum, ma per quel che ne sapeva Hermione lui poteva reagire esattamente come la sera precedente e decidere di costringerla a seguirlo o seguirla lui stesso: insomma ha mandato a monte il piano che aveva inventato lei stessa! O sbaglio? Mi sono persa qualcosa? So che voleva dirgli un'ultima volta di amarlo, che probabilmente un "ti amo" volante senza l'accompagnamento della verità sarebbe stato come dirlo al vento... Però non mi è chiaro!
    Ad ogni modo complimentissimi, sei davvero brava a scrivere, le tue storie sono originali e coinvolgenti e sai far ridere senza scadere nel banale o nel volgare. Brava!

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  12. Dunque, diciamo che le cose non vanno mai come abbiamo programmato; l'idea iniziale di Hermione era appunto quella di lasciare Hogwarts senza più rivedere Draco ed era un'idea che aveva sicuramente i suoi pregi e i suoi difetti; ma soprattutto era un'idea, che si è scontrata con la realtà, e la realtà è che non ce l'avrebbe mai fatta a lasciarlo davvero così, nella convinzione che lei l'avesse tradito. Perciò ha cambiato appunto idea per andarlo a cercare e rassicurarlo almeno in parte, ma come hai visto le cose sono andate malino perché, appunto, ancora una volta la sua era solo un'idea e si è scontrata con una realtà spiacevole. Grazie dei complimenti!

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  13. Grazie della spiegazione... In effetti era abbastanza semplice, ora che l'ho letta, però evidentemente non sono riuscita ad arrivarci perché forse mi sono fissata più su come avrei fatto io e non ho colto il problema di Hermione. Forse io, dannandomi per parecchio tempo, avrei rinunciato alla verità per salvaguardare la sua sicurezza; avrei preferito lasciare le cose così sapendolo distrutto ma salvo. Però sono solo teorie!
    Grazie ancora e ancora brava!

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