martedì 4 ottobre 2011

I lupi nei muri


«Si dice che se i lupi escono dai muri, è finita».
«Ma chi è che lo dice?» chiese Lucy.
«La gente. Tutti quanti. Lo sai, no?» disse suo padre.
E riprese a esercitarsi con la tuba.


Gentile signor Vasco Rossi,

io non sono una sua fan; ma il fatto è che sono una di quelle strane persone che, quando non amano un artista – di qualunque genere sia –, semplicemente non lo seguono. Non la ascolto, insomma, mentre la ascolta mio marito; ma siccome siamo tutti e due persone strane, io e mio marito, il mio non ascoltarla non mi trasforma in un lupo pronto a sbranarla e il suo ascoltarla non lo trasforma in un cagnolino adorante. Motivo per cui né io né mio marito siamo stati addentro all’uragano mediatico che si è abbattuto ieri su di lei, ma riguardo al quale ci tenevo a manifestarle la mia amarezza.

Da ieri mattina tutto il web pullula di messaggi violenti ed infamanti nei suoi confronti, che la additano come chissà quale mostro di censura perché, per causa sua, ha chiuso Nonciclopedia. Senza ovviamente alcuna informazione sui fatti se non quella che si legge lì, il web ha fatto presto a demonizzarla, signor Rossi, come fa sempre presto a demonizzare chiunque, e si è trasformato in un branco di lupi affamati in cerca di una bistecca al sangue. Lei non mi dà l’impressione di essere una bistecca, signor Rossi: lei è un cantautore e può piacere o non piacere, ma non dovrebbe venire azzannato da quei lupi, come non dovrebbe venire azzannato nessuno.

Le prime informazioni più attendibili sono venute solo a tarda sera, qui, dove la storia è stata raccontata proprio da quelle persone che si battono per la libertà di opinione e di parola e che proprio per questo sanno magari per cosa valga la pena lottare; ma non credo che questo la aiuterà, signor Rossi, perché i meccanismi mediatici fanno sì che sia molto divertente ostracizzare qualcuno e molto meno fermarsi a riflettere o ad informarsi. Un po’ come quando una volta esistevano ancora i giornali e si massacrava qualcuno in prima pagina con notizie sbagliate salvo poi pubblicare due righe di smentita scritte in piccolo in ultima pagina, che nessuno leggeva.

A tutt’oggi, non credo che abbiamo ancora tutte le informazioni adeguate e forse non le avremo mai; io ho letto in passato qualche pagina di Nonciclopedia e sono oscillata tra l’indifferenza sorridente che si deve ad una barzelletta da bar per alcune pagine di carattere generale – quelle ad esempio sulla donna o sull’uomo, zeppe di battute notissime, magari un po’ grezze ma anche divertenti - e il biasimo per pagine piene di insulti nei confronti di personaggi noti nel mondo artistico. Non ho mai letto la famosa satira di cui tutti parlano e che per me, insegnante di italiano, è uno dei generi letterari più antichi e difficilmente definibili – all’inizio la satira riuniva in sé quanto di più eterogeneo potesse esserci e il suo nome pare derivare da un piatto pieno di cose diverse, un po’ come la paella d’oggi -, che ha tuttavia sempre contenuto due cose: un umorismo anche nero ma molto intelligente e una denuncia più o meno altisonante sui mali della società. Satira, oggi, è quella di Benigni, insomma. Il resto è fuffa: un modo per mascherare gli attacchi di quel branco di lupi che, senza bistecche sanguinolente, proprio non sanno stare. Sono lupi, d’altronde, cosa possiamo pretendere da loro? Magari che non camminino a due zampe e non si fingano combattenti per la libertà d’espressione, ecco.

Mi sento, da persona piccola – in ogni senso – di dirle un po’ la mia, signor Rossi, basata sulla mia risibile esperienza. Le statistiche di internet mi dicono che io sono conosciuta, per le cose che scrivo, da una manciata di persone; poca, pochissima roba, assolutamente non rilevante ed economicamente inutile; non ho alcun peso sulla società, non scrivo nulla di serio, non sono proprio nessuno; eppure in quella manciata ci sono alcuni di quei lupi, signor Rossi, quindi ho assaggiato almeno un po’ quello che le sta accadendo e posso dirle che lo trovo un saporaccio davvero orribile. Sarà che a me la carne piace ben cotta. Ma insomma, queste accuse che le vengono mosse le ho lette persino su una persona piccola come di me: chi si crede di essere, questa è libertà di parola, non poteva farsi due risate e basta, dovrebbe mostrarsi superiore. Solo in questi ultimi dieci giorni, signor Rossi, si sono lanciati contro di me – quella piccola, conosciuta da una manciata di persone – due blog, una pagina facebook, almeno tre discussioni su altri siti; tra prese in giro e offese un tantino volgari persino per una avvezza alle parolacce come me, in una discussione una tizia ha dichiarato addirittura il desiderio di eliminarmi. Immagino fosse proprio affamata, come lupo. Io cerco di non darci peso, signor Rossi, non rispondo e consiglio a chi mi segnala il tutto di non rispondere: questi lupi, proprio come i suoi che sono diecimila volte tanti, vogliono i loro cinque minuti di pasto cruento al giorno e più li sfamiamo più fame hanno. Forse sono come la lupa di Dante, ecco. Solo che già Dante aveva detto che la lupa era il vero male dell’umanità.

Io proprio non so come siano andate le cose, signor Rossi; non so se nella pagina incriminata ci fosse solo scritto che lei aveva un po’ di pancetta o ci fossero, come avevo letto altrove, ingiurie molto pesanti; so che chiunque ha il diritto di risentirsi se legge offese su di sé e non ha fatto altro che cantare, o scrivere, o disegnare, non ha insomma mai danneggiato nessuno nel portafoglio o psicologicamente o fisicamente; e so che Nonciclopedia ha chiuso per sua spontanea volontà. Per il resto non mi pronuncio, primo perché la verità in tasca non l’ho mai avuta, secondo perché ritengo che ci siano cose più importanti di cui parlare e a cui pensare. Non ho visto tutta questa mobilitazione mediatica quando, poco a poco, ci hanno tolto tutte le reti televisive e tutti i telegiornali e li hanno asserviti ad un’unica persona; non l’ho vista quando hanno fatto chiudere Santoro, unico vero giornalista rimasto in Italia col coraggio di parlare; non l’ho vista, insomma, quando la vera libertà di parola e di satira ci è stata levata e la vedo invece ora, con una violenza inaudita, quando viene chiuso un sito di battute da bar. Perché Nonciclopedia poteva piacere o non piacere, ma era solo questo: non c’era nessuna informazione, lì dentro, nessuna opinione né da condividere né da contestare, erano solo barzellette più o meno zozze e più o meno offensive. Non è che le barzellette zozze mi scandalizzino, è che non trovo rilevante combattere per il diritto di raccontarle contro qualcuno. Non è quella, la libertà di opinione, così come non è libertà di parola passare tutte le giornate a sputtanare e offendere qualcuno. Quella, mi si permetta di sospettarlo, è una sorta di devianza, che prima o poi porta chi la persegue a camminare a quattro zampe.

È che io sono bassa, signor Rossi, per cui per me è importante camminare a due zampe, quindi eccomi qui a scriverle questa lettera che lei non leggerà ma che mi aiuta a non sentirmi un lupo, bensì un essere umano.

Non la sto assolvendo, signor Rossi, né la sto accusando: lei è appunto un essere umano e come tale avrà fatto e farà molte schifezze e le avrà pagate o le pagherà, perché tutti noi esseri umani le facciamo e tutti le paghiamo; dico solo che sarebbe solo molto bello che altrettanto facessero i lupi; quelli, invece, chissà perché, non pagano mai.

Mi resta dentro una grande amarezza, perché capisco quanto sia veloce e facile per gli esseri umani finire per comportarsi da lupi; e mi resta dentro la frustrazione perché tutta questa energia non viene canalizzata in maniera produttiva. Quanto vorrei, signor Rossi, che divenissimo tutti lupi in un altro modo, pronti a saltare alla gola delle persone che ci affamano, ci tolgono la pensione, ci levano le medicine, ci privano della parola, ci alzano i mutui. Quanto vorrei vedere il web mobilitato in massa per scacciare dalla politica – come è stato fatto in altri paesi, senza passare dal via – tutti coloro, di destra o di sinistra, rossi o bianchi o neri, che sono stati condannati per qualunque reato; i criminali, insomma, che noi ci teniamo tutti lì, che paghiamo in un mese ciò che io non prendo in un anno, che possono andare in pensione dopo pochissimi anni di pancia grattata e scuola pubblica distrutta e contro cui, invece, non si muove nessuno. Perché immagino che questa non sarebbe una battaglia da lupi ma da esseri umani.

E domani, signor Rossi, verrà votato infine il famigerato decreto ammazza blog, che potrebbe davvero segnare un punto morto per la libertà di espressione, ma che a quanto pare interessa meno della chiusura di Nonciclopedia; un decreto che è stato più volte ripreso e messo nel cassetto, che ci avevano persino convinti fosse stato abbandonato e che invece è in fase di votazione.

Io la domenica sera dormo poco e male, signor Rossi, perché il lunedì mattina alla prima ora vado ad insegnare latino in una classe con un ragazzo affetto da autismo che deve avere sempre l’insegnante di sostegno; ma siccome la scuola non ha più un soldo, non può pagare abbastanza insegnanti di sostegno e la prima ora del lunedì il ragazzo è da solo, in classe, mentre io posso solo spiegare latino perché ho gli altri alunni da controllare e che hanno il diritto di imparare, e lui mi guarda spaesato e ogni tanto mi chiede perché si trova lì. E a me piglia un magone incredibile e mentre cerco di spiegarglielo penso che per lui, per quel ragazzo dovrebbero diventare tutti lupi, schierati a difenderlo, a tutelarlo. Invece magari domani mi ritroverò a scriverlo nel blog, protestando anche garbatamente contro le ultime riforme della scuola che non sono riforme ma solo tagli economici e che sono disumane e tolgono a chi ha più bisogno, e sarò poi costretta a smentire perché questo potrebbe offendere la signora Gelmini.

E a me in questo momento, per sorridere, non servirebbero le barzellette di Nonciclopedia né un branco di lupi in cerca di sangue, ma un gruppo di esseri umani che iniziasse ad usare il web in modo utile alla società e al mio studente.


«E quando gli umani escono dai muri» gridò il lupo più grosso e più grasso di tutti, gettando a terra la tuba «è finita!»

N. Gaiman, I lupi nei muri



Aggiornamento dell’ultimo minuto: a distanza di un giorno da tutto questo polverone, Nonciclopedia riapre i battenti. Proprio uno spettacolo meraviglioso, quello che ha offerto, sia lei che il resto del web. Intanto domani il decreto ammazza blog lo votano comunque.

Ci resta proprio quello che si meritano i lupi.


Aggiornamento dell'ultimissimo minuto: in merito alla votazione di domani, Wikipedia si mette in sciopero, per le motivazioni che vi leggete; forse la maggiore e più libera enciclopedia online,

fruibile anche a chi non può permettersi di comprare enciclopedie o recarsi ogni giorno in biblioteca, sente di rischiare la censura e la cancellazione: è qui che devono uscire gli esseri umani. Questo è il nostro patrimonio del web, il motivo per cui internet è stato creato: comunicare conoscenza.


4 commenti:

  1. Io, lo ammetto, mi sono iscritta alle pagine di Facebook intitolate "Salviamo Nonciclopedia" e simili. A me il sito piace proprio perchè tocca qualunque cosa; addirittura mi capita di farmi grandi risate quando leggo la pagina 'insultante' delle cose che mi piacciono di più. Però, devo dire che sono d'accordo con te riguardo ai lupi -e come non esserlo. Ho fatto un giro, ieri, sulla pagina ufficiale di Vasco Rossi e ho letto di quelle offese e cattiverie veramente oltre l'impensabile; decisamente cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare. Questa non è discussione e non è un dibattito. E' uno scontro in campo aperto dove vince chi resta in piedi sul cucuzzolo della collina. Succede così, che a volte non è odiosa o fastidiosa la star in sè, ma i fan della stessa: questi sono così pressanti, ciechi ed estremisti che a furia di averceli attorno non puoi più vedere il VIP stesso. Come le tredicenni adoratrici di Twilight, per capirci.
    Io non ho nessuna idea di come fare per fermare questa legge; non credo sia possibile. Dieci minuti fa mi sono accorta che anche Wikipedia era oscurata: onestamente, mi sento come un personaggio di Farehneith 451. Mi domando solo quando cominceranno i falò di pc e server in piazza
    pinkstone su EFP

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  2. pinkstone, a me di Nonciclopedia interessa poco, fino a quando non diventano offensivi, ma posso capire che uno si diverta a leggere le battute e va benissimo: io ho un umorismo demenziale basato sui fumetti di Leo Ortolani e sulle balene che si spiaccicano al suolo! Non capisco, però, appunto, la cattiveria fine a se stessa. Grazie per l'informazione, tra l'altro: spinta dal tuo intervento sono andata a controllare Wikipedia e ammetto che non avevo nemmeno pensato che il decreto ammazza blog potesse toccare anche loro; ora sono davvero ancora più preoccupata... Che poi, i falò dei libri ci sono stati da poco, a quelli dei pc non avevo pensato ma ci penso ora...

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  3. http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio_2/?fUjAgcb&pv=57

    l'azion di Nonciclopedia ha avuto un pregio: attivare tutte quelle pagine d'indignazione (ed eccessiva rabbia, sì), che ora, alcune almeno, stanno pubblicizzando anche la questione Wikipedia/legge bavaglio, facendo in modo che qualcuno dei seguitori conosca la notizia ._.

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  4. Oh, ti ringrazio moltissimo, sono andata subito a firmare e ho pubblicizzato il link; per ora purtroppo la legge sta proseguendo il suo iter, speriamo di spingere per bloccarla prima dell'irreparabile. Grazie ancora!

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