domenica 11 dicembre 2011

Dinosauri


C’era una volta, a Ferrara, un dinosauro di nome Feltrinelli.

Era arrivato con un po’ di ritardo rispetto ai negozi gemelli nelle altre città e aveva soppiantato – e va detto, divorato – le librerie medie e piccole che pullulavano prima e che non erano state in grado di reggere il confronto con la grande varietà di volumi e la portata degli sconti.

E c’ero una volta io, da studentessa, con un sacco di tempo libero che non ti sembra di avere quando sei studentessa ma che scopri dopo di aver avuto, che passavo le mattinate delle domeniche in piazza a girovagare tra un ripiano e l’altro, spulciare titoli nuovi o vecchi, mentre magari la libreria stessa ospitava una conferenza, un incontro con l’autore, una lectura, faceva insomma tutto quello spettacolo che fanno in genere i dinosauri.

Poi arrivò anche la MelBookStore e le possibilità aumentarono: nelle librerie giunsero anche i testi scolastici, le macchinette per il caffè, i dvd, i divanetti: sembrava che tutto ci inducesse a leggere sempre più piacevolmente e ci assicurasse che non saremmo mai stati a corto di libri. La Feltrinelli restava la mia preferita perché c’era quel ragazzo magro e alto, con i capelli lungi e ricci, che stava sempre al terminale e che sapeva tutto, tutto, tutto, senza mai aver bisogno di consultarlo, quel terminale. Tu gli chiedevi un libro e lui in cinque secondi sgattaiolava per i due piani a trovarti tutte le edizioni uscite, ti diceva quelle che non aveva in negozio, ti comparava i costi e la qualità e ti pronosticava in quanto tempo avrebbe smaltito un nuovo ordine, in genere in una settimana.

Sono ormai anni, mi pare, che chi mi sta vicino si sorbisce spesso le mie lamentele su come tutto sia cambiato, e se in parte ciò si deve al mio invecchiamento che mi ha reso una lamentona e mi ha tolto la domenica mattina come giorno libero – e me lo toglierà, immagino, almeno finché il patato non avrà quindici anni -, in parte ciò si deve anche ad una perdita di professionalità di cui non riesco a comprendere del tutto le motivazioni.

Quando, ultimamente, riuscivo disperatamente a ritagliarmi un po’ di tempo per andare in queste librerie – sono entrambe in piazza e piazza significa centro storico e centro storico significa niente parcheggio -, non ci trovavo nulla. Dei classici avevano magari un volume solo, mezzo rovinato, in un’unica edizione non comparabile, per prezzo e qualità, con le altre; le nuove uscite arrivavano con tempi lunghissimi rispetto all’effettiva pubblicazione ed erano sempre in numero limitato, quando addirittura non dovevano essere ordinate anche solo per entrarci, in libreria; gli sconti offerti dalla tessera erano diventati ridicoli già molto prima che la nuova legge contro gli sconti dei libri mandasse in crisi l’editoria; e ordinare un volume significava attendere almeno due mesi per poi magari sentirsi dire che era fuori catalogo ma non se n’erano accorti. Per dirne una, tre anni fa ho dato da leggere in una classe l’Amleto. L’Amleto, mica bubbole. Tra tutte le librerie di Ferrara ne abbiamo trovate dieci copie, di edizioni varie; per le venti che mancavano abbiamo dovuto aspettare un mese. Un mese per l’Amleto? E che hanno fatto, sono andati a ritirare fuori il teschio del buffone dalla tomba per essere sicuri che firmasse la liberatoria?

Insomma, se riesci a trascinare tuo figlio di due anni e mezzo in piazza promettendogli tutto quello che vuole – un dinosauro anche lui, ma di quelli con le zampe e la coda - e a distrarlo con un T-Rex quei cinque minuti che ti servono per entrare in libreria, il minimo che ti aspetti è di andare a colpo sicuro e trovare quello che cercavi, soprattutto se quello che cercavi dovrebbe esserci ovunque; il pensiero di tornare altre due, tre volte, considerando la fatica che si fa a mettere suddetto figlio in macchina e il numero sempre in crescita dei dinosauri che mi girano per casa, è proprio scoraggiante. Poi, certo, ci sono i centri commerciali, che stanno iniziando ad attrezzarsi perché ormai la gente non ha più tempo e quando va a comprare la pasta prende anche i vestiti e i libri – e i dinosauri -, tutti in una volta, ed è una buona cosa, davvero, solo che lì non puoi certo trovare di tutto e nemmeno ti puoi lamentare a riguardo: è un centro commerciale, grazie anche solo per il tentativo, come se avessi accettato, davvero.

Ma siccome io sono restia ai cambiamenti pressappoco come il mio Edward – la piramide di Cheope – ci ho messo anni, prima di convincermi ad ordinare i libri su internet. Continuavo a ripensare a quelle mattinate delle domeniche in piazza, al piacere di vedere il libro atteso sul ripiano, prenderlo scegliendo la copia perfetta, sfogliarlo trepida in attesa alla cassa, annusarlo – perché tutte prima o poi li abbiamo annusati -, sbirciare la fine, come faccio sempre. Però alla fine ho dovuto cedere e mercoledì sera, dopo circa dieci tentativi infruttuosi tra librerie e centri commerciali, ho aperto la pagina di Amazon, tanto per dare un’occhiata. Un’ora dopo facevo l’ordine.

Non si tratta solo di comodità: si tratta di quello che non trovavo più, ovvero la scelta. Digiti un titolo e ti vengono fuori tutte le edizioni rintracciabili, tra le quali puoi scegliere l’apparato critico e il costo; le ultime uscite ci sono tutte; è possibile anche cercare libri usati; gli sconti sono notevoli, così notevoli che su sei libri praticamente uno mi è stato regalato; i costi di spedizione, per ordini superiori a diciannove euro – e c’è davvero da sperare di resistere a spendere di meno, quando si tratta di libri? -, non ci sono; e il pacco mi è arrivato venerdì. Venerdì.

Un giorno e mezzo per sei libri che cercavo da mesi, senza nemmeno dover uscire di casa.

Quando l’ho aperto, il pacco, una minima parte di me forse sperava di trovarlo vuoto, di scoprire che era tutto uno scherzo. Sì, sono antiquata ma non così tanto: ci compro anch’io, su internet, solo che non volevo cedere a comprarci i libri, perché coi libri ho sempre avuto un rapporto molto più fisico e meno virtuale. Ok, diciamo pure un rapporto malato e carnale e un tantino blasfemo. E quando ho aperto quel pacco e ho scoperto che i libri c’erano tutti, che le copie erano perfette e che non c’era nessuna candid camera a filmarmi da un lato ho fatto i salti di gioia – li desideravo proprio tanto, in quel mio modo malato e carnale e un tantino blasfemo -, dall’altro ho covato un minimo di malinconia, perché ho capito che anche quando il patato avrà quindici anni, probabilmente, io non passerò più le mattinate delle domeniche in libreria.

Certo, so che questa cosa avrà il suo lato oscuro. Proprio oggi Lara Manni segnalava nella sua bacheca questo articolo ed è sicuro come il fatto che il ciclo arrivi sempre quando festeggi l’anniversario che il potere che Amazon sta acquisendo sarà sfruttato in modi non sempre consoni. Ma per ora mi crogiolo nel profumo dei miei libri e, lo ammetto, sto già pensando ad un altro ordine, con buona pace delle mie parche finanze.

Ed ecco, a voi parrà una sciocchezza, ma per me è la fine di un’epoca e mi chiedo che ne sarà, delle librerie tangibili e non online, se continuano a lavorare in questo modo – e spero non sia lo stesso ovunque, spero sinceramente che sia un problema di Ferrara, ma sospetto che in generale ormai i siti di vendita online siano molto più attrezzati dei negozi reali.

È la fine di un’epoca, l’epoca forse dei dinosauri, ma con tutti quelli che ho in casa e con la mia età, io ci stavo bene, in mezzo ai dinosauri.

Prima o poi so che mi dovrò confrontare anche con l’e-book.

Per allora cercherò di distrarmi anch’io con un dinosauro del patato.

O di diventarlo.


14 commenti:

  1. Lo ammetto, ero restia anch'io perchè amo l'odore dei libri, amo le passeggiate in libreria e amo gli scaffali così pieni da minacciare la solidità dell'ennesima libreria ikea che costringevo Andrea a montare per farci stare tutti i nuovi acquisti.
    Poi ho scoperto l'ebook reader e mi si è aperto un mondo. E' come avere una libreria intera sempre con te, ovunque.
    E ora scelgo solo le borse dove può starci anche lui, il mio Tony.
    Lato negativo? Quando si scarica la batteria proprio mentre stai per finire il libro...
    Quanto alle librerie, non posso non entrare da Feltrinelli ogni volta che mi trovo a passare dal centro (a Bologna ovviamente). Perchè amo Feltrinelli ma di quell'amore che non è proprio totale e cieco.
    Perchè lì le uscite le hanno solo il giorno dopo o in serata, perchè il magazzino è lontano.
    Quindi, quando volevo il libro appena uscito andavo da melbook dove il magazzino è interno e il giorno stesso potevo avere il libro tra le mani.
    Ho iniziato a comprare sul web proprio dal sito Feltrinelli, poi ho scoperto Amazon, praticamente 5 secondi prima che togliessero gli sconti apocalittici del 40% causa entrata in vigore della nuova legge.
    Concludendo, la venerazione completa la lascio solo per mio marito, per il resto, vado dove mi trovo meglio. E il meglio, ora come ora, è il reader.
    Ti convertirò, vedrai. Non potrai dire di no a Tony!

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  2. Eh.
    Io ho scoperto Amazon.uk quando ancora non esisteva Amazon.it ed é stato amore a prima vista. Mi ha permesso di rintracciare libri non accessibili qui in Italia se non dietro pagamento di cifre astronomiche. E di averli presto a casa, in buono stato nonostante fossero usati, a un prezzo stracciato - badiamo bene, non ragionevole: stracciato.
    Ma da ultima risorsa per libri difficili da rintracciare, Amazon é diventato presto, grazie anche alla versione italiana del sito, lo strumento chiave con cui rifornire la mia libreria senza infliggere perdite troppo pesanti al mio budget.
    Continuo comunque a passare le mie giornate in libreria. A volte (quando la Feltrinelli fa grossi sconti...cioé, quando li faceva, ormai!) compro pure. Più frequentemente mi faccio odiare dai commessi - soprattutto quelli della Melbook - per la quantità di tempo che spendo a gironzolare, rigirando libri, controllando edizioni, raccogliendo spunti e nuove idee di lettura. Ecco, diciamo che uso le librerie a mo' di anteprima palpabile dei libri che andrò ad acquistare.
    Una parte di me si sente sempre un poco in colpa, ma l'altra parte di me riconosce anche le colpe della nostra editoria e distribuzione: l'inaccessibilità di alcuni testi, praticamente introvabili da noi anche quando si tratta di classici che ogni libreria dovrebbe fornire al suo pubblico, e l'inaccessibilità dei prezzi, soprattutto se confrontata alla grandissima varietà di edizioni, per tutte le tasche e tutti i gusti, su altri mercati.

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  3. Erica (alias Katevie)11 dicembre 2011 18:17

    Ho fatto gli stessi pensieri più o meno anch'io la settimana scorsa..
    Dopo averne sentito parlare benissimo in tutti i lidi e aver risparmiato coscienziosamente il più possibile mi sono decisa ad entrare in una libreria, convinta che ne sarei uscita con tutta la serie del Cavaliere d'Inverno, più qualcosa di non previsto.
    Invece nulla, neppure un libro in mano. E la cosa si è ripetuta altre due e tre volte.
    Se il libro c'era, ce n'era solo una copia rovinata -di quelle con la copertina di cartone sottilissima che a guardarla già si sgualcisce- infilata a caso in un reparto assolutamente inappropriato.
    Infine, sono riuscita a recuperarne una copia miracolata nella libreria più piccola tra quelle che ho visitato e ora non vedo l'ora di iniziarlo.
    Al contrario tuo, Myria io sono invece shopping-su-internet-addicted compro tutto e di più da internet compreso cose che non ti immagini di poter comprare (tipo il trucco, visto che le foto non sono mai fedeli nei colori e che comunque anche se fossero fedelissime i colori hanno sempre tonalità diverse sull'epidermide di ognuno), superando dogane, barriere linguistiche e culturali (tre giorni a studiare le taglie inglesi prima di comprare il più bel vestito di Halloween di sempre)..
    Ma i libri no.
    Ho questa barriera mentale che mi impedisce di farlo se non in rari casi (o libri per amiche, di cui conosco già edizione e prezzo, o libri universitari) ma per il resto non ci ho provato e non credo lo farò mai.
    Io sono abituata ad entrare in libreria, a girovagare fino a trovare un libro che mi ispiri, sfogliarlo, annusarlo, adottarlo stringendomelo in petto come un peluche fino a decidermi a comprarlo ed uscire dalla libreria.
    Piccole manie da universitaria psicopatica, immagino.
    Come l'entrare in un disneystore e prendere in braccio Effy e regolarmente, non comprarlo mai xD

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  4. Se io dovessi comprare tutti i libri che leggo, innanzitutto la nostra famiglia avrebbe qualche problema di bilancio, in secondo luogo non saprei dove metterli: ormai la nostra libreria ha ovunque la doppia fila e a casa delle rispettive mamme (mia e di mio marito) ci sono centinaia di libri che ogni tanto le mamme sperano possano migrare dalle loro case alla nostra. Tra l'altro i nostri figli, pur piccoli, occupano già uno spazio prezioso della libreria... Non oso pensare crescendo dove potremo mettere i libri che arriveranno!
    Per questi motivi io prendo la maggior parte dei libri in biblioteca e adoro la possibilità di cercare on line ciò che mi serve in biblioteche anche lontane, ma collegate alla mia dal sistema interbibliotecario. Tra l'altro vivo in una località che si trova al centro di tre diversi sistemi interbibliotecari: pochi chilometri e trovo quasi sempre tutto ciò che mi serve.
    Coi miei figli abbiamo creato il pomeriggio in biblioteca: li piazzo nella stanza bambini piccoli e mi faccio dei giretti a curiosare, oppure scambio informazioni con la mia amica bibliotecaria che è sempre piuttosto informata e mi usa come consulente per gli utenti delle scuole medie...
    Una curiosità: a Merano, amena località altotesina nella quale passiamo solitamente il mese di luglio, in piscina c'è una sezione distaccata della locale e fornitissima biblioteca. Andare in piscina è ancora più bello! Peccato però che giusto due anni fa abbiano chiuso una fantastica libreria che si trovava proprio di fronte al duomo (Poetzelberger) nella quale era una piacere perdersi.
    Capisco che l'argomento era librerie (e a me piacciono da morire), ma lo stipendio di due insegnanti con tre figli non consente grandi acquisti. Ancora mi chiedo come facesse il mio prof di greco del liceo: credo che usasse buona parte del suo stipendio per i libri; possedeva (e possiede) le maggiori edizioni critiche di buona parte degli autori classici (se non di tutti). Comunque noi ci regaliamo sempre buoni acquisto per i libri di cui non possiamo fare a meno...

    Cristina

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  5. Lo ammetto, sono una ragazza fortunata. Lavoro a Milano, vivo a Monza, dove le librerie non solo non mancano, ma sono in genere nben fornite, dove non solo puoi entrare nella libreria inglese, ma anche in quella americana (e sapeste che spasso). Da quando vivo qui, più di 12 anni ormai, non ho più il problema di reperire i libri, anche se ho sempre il problema del tempo, quello a cui accenni Francesca, quando dici che sei uno studente e non ti accorgi di quanto sei fortunato. Inoltre perchè davvero, sono fortunata, viaggio molto per lavoro e spesso dall'estero torno con decine di volumi, per la gioia della mia schiena e della mia valiga. Nonostante questo quando è uscito l'ipad l'ho comprato subito. Viaggiare tanto significa anche aver sempre una buona scorta di libri da leggere e io divento cattiva quando non ho esattamente ciò che voglio, in termini di libri, nel momento preciso in cui lo desidero. E così ho cominciato con gli ebook e leggere su una cosa che non profuma più di buono, come un libro, è diventato meno traumatico di quanto pensassi. Tuttavia ancora mi agito, come una volta, quando entro in una libreria, quella nel centro di Monza è enorme, ma gestita in modo familiare. Padre, madre, figlie, tutte a sapere tutto, ma proprio tutto dei libri. Ogni settimana appendono alla bacheca le loro letture e le loro recensioni e sui libri, sulla prima copia, trovi la stessa recensione. A me piace quello che legge Alice, abbiamo gusti simili e quando vedo il bollino "consigliato da Alice", non resisto. E provo ancora un brivido ad annusare il libro alla cassa e a portare a casa il sacchetto pesante pesante, che quando arrivi ti duole il bicipite. E quindi ben venga Amazon, i libri cartacei e gli ebook, ma vi prego non toglietemi quell'emozione, perché sarebbe troppo. E forse, come per il cinema, come per la musica, le librerie reali troveranno una loro dimensione, quella della convivialità, della condivisione, dello scambio... Intanto a Copparo, il mio paese di origine, poche anime rimaste, hanno aperto una libreria con il bar annesso... Sarà un buon segno?
    Scritto col mio iPad, che da una mattina fredda all'aeroporto di Londra, di ritorno da molto molto lontano, mi tiene comunque vicino a voi...

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  6. Sono colpevole!Non solo compro libri su internet da un paio d'anni, ma a Natale il maritozzo mi regalerà il kindle. Diciamo che si regalerà il kindle, a dir la verità, in quanto non ne può più di trascinare trolley carichi di libri durante le vacanze e di andare all'ikea a comprare librerie. Gli ho permesso l'insano gesto, ma l'ho avvisato che ci sono libri che continueranno ad essere acquistati in formato cartaceo e che necessiteranno di apposito e consono spazio. L'arte del compromesso. Comunque, amazon ha anche uno splendido servizio che ti consente di pagare una quota una tantum annuale per le spedizioni, così da non dover attendere per l'agognato tomo

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  7. Ah le librerie, starei dentro ore a sfogliare un possibile acquisto, perchè la mia regola dell'entrata in libreria è di comprare non più di due libri, altrimenti il portafoglio comincia a piangere e disperarsi... sono entrata in una libreria due settimane fa in un centro commerciale, dopo un anno circa che non ci andavo. Abito in un paesino, nei dintorni ci sono librerie ma sono piccole e non sempre fornite, e poi con gli orari di lavoro è impossibile andarci. Internet è stata una scoperta anche per me: libri scontati, se superi 19 euro(praticamente sempre) di spesa consegna gratis, e i libri arrivano dopo un paio di giorni!
    Sarebbe bello passare il tempo tra gli scaffali di una libreria, ma il tempo sembra mancare in questo secolo...

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  8. Ciao Mirya, anche io vivo a ferrara e ho potuto notare questa cosa tristissima..
    L'altro giorno sono giusto andata alla Feltrinelli e cercavo Il Maestro e Margherita di Bulgakov e c'era solamente una copia che sembrava essere distrutta da un martello pneumatico. E la cosa mi rende terribilmente triste, perchè io adoravo andare in libreria, annusare i libri e scegliere la copertina che mi piaceva di più, proprio come te!
    Ora acquisto su Amazon, Ibs e laFeltrinelli online, anche se non è la stessa cosa.
    Ho accettato a convertirmi alla libreria online, ma non comprerò mai un eBook, nemmeno sotto tortura! Non capisco cosa ci sia di bello nel leggere un libro su un aggeggio elettronico, diamine non è la stessa cosa! I cambiamenti di questa portata non fanno proprio per me, e dire che ho 20 anni.. e quando ne avrò 80? =)
    Complimenti per il tuo splendido blog, anche se non ho mai commentato ho letto ogni tuo singolo post!
    debora

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  9. @Chiara fallsofarc: Le passeggiate in libreria possiamo comunque continuare a farcele insieme, così magari ci consigliamo a vicenda sugli autori che conosciamo meglio e ridiamo di certe copertine! Ma per quanto riguarda Tony, al momento stravedo per un solo essere con questo nome, ed è quello che hai creato tu e non una ditta!

    @Lhoss: Eh, ma lo so che tu sei più avanti di me, d'altronde io sono la vecchia delle due e come tutte le vecchie mi arrogo il diritto di essere anche un tantino antiquata. Ma quando mi vedrai girare con i mutandoni della nonna ti prego di sopprimermi. Se ti ricordi, ne parlavamo giusto qualche tempo fa dei testi anche per studio che non riuscivo a trovare, e fin lì potevo capire, ma non trovare romanzi classici che dovrebbero sempre essere presenti in quantità e anche, come dici tu, leggere lo stupore nei visi dei commessi che non si capacitano del perché mai dovresti confrontare due edizioni mi ha un po' affaticata. Ora proviamo questa nuova droga e speriamo di non rimetterci il portafoglio...

    @Erica: Guarda, hai proprio citato uno dei libri che non riuscivo a trovare: "Il cavaliere d'inverno"; e anch'io sapevo che era un successo e che quindi avrebbe dovuto essere ovunque, invece nemmeno una copia in giro, tutte da ordinare. Così ho optato per internet, e ora ce l'ho in casa in attesa di lettura. Però comprendo appieno la tua barriera mentale - che per certi versi continuo ad avere anch'io - e ho anche nostalgia dei bei tempi andati, che mi relega nella schiera dei lamentosi dinosauri.

    @Cristina: Dunque, ti stimo moltissimo anche perché introdurre pure i figli all'uso della biblioteca deve essere bellissimo, però io riesco a farlo fino ad un certo punto; posso prendere in prestito un libro di cui non ci siano edizioni comprabili (ad esempio certe opere di letteratura latina mai tradotte) o un libro di cui ancora non sono sicura, per vedere se mi piace, ma se poi la risposta è affermativa devo averlo in casa per sfogliarlo tutte le volte che desidero. Anche se anche io ho possibilità limitate e dunque cerco le edizioni più accessibili oppure devo a volte stringere il portafoglio e rinunciare e basta. Nella libreria sto accatastando alla rinfusa, in modo assolutamente idiota, perché in modo ordinato non ci stavano abbastanza volumi. Non ho idea di cosa farò quando avrò terminato i buchi!

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  10. @Caterina: Mannaggia Cate, a leggere una cosa così mi viene una fame incredibile. La tua descrizione della libreria di fiducia mi ha fatto venire in mente il film "C'è posta per te", in cui la protagonista gestiva la sua piccola libreria esattamente così, conoscendo tutto ciò che offriva ai lettori. Una cosa del genere me la sogno di notte, e non solo vorrei averla qui a portata di mano: vorrei crearla. Quello sarebbe un lavoro per cui potrei anche vendere un pezzetto d'anima.

    @Barbara: Sei decisamente più progredita di me, a quello ci devo ancora arrivare perché ho delle resistenze durissime ai cambiamenti e mi ci devo preparare mentalmente per mesi. Ma complimenti al maritozzo!

    @kygo: La tua è una realtà ancora più difficile per chi divora libri, ma in genere oggi il tempo è così rosicato che tutti facciamo fatica a spostarci in libreria, a meno che non l'abbiamo sotto casa. Direi che qui non è nemmeno più un problema delle librerie, ma delle nostre vite che iniziano ad essere troppo frenetiche, se non ci concedono nemmeno il tempo di andare a comprare un libro!

    @Debora: Intanto grazie per i complimenti e benvenuta! Oh, allora vedo che la mia non è solo un'impressione dettata magari dallo sconforto momentaneo, la nostra Feltrinelli ha proprio qualcosa che non va; non trovare classici come quello o trovare appunto queste copie distrutte non è un buon segno, soprattutto se - non voglio lanciarmi però in giudizi - ci sono poi ovunque scaffali pieni di libri di cucina, che per carità, hanno tutto il diritto di proliferare, ma non dovrebbero secondo me togliere spazio ad altri libri, bensì conviverci insieme. Grazie mille di aver commentato per la prima volta!

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  11. Mai provato bol.it? Io l'ho scoperto nel lontano e felicissimo (*_*) periodo in cui ho lavorato in libreria (Mondadori) perchè anche lì spesso ci si serviva di questo mezzo per edizioni particolari.
    Ho la grande fortuna di avere quella libreria e una bellissima Giunti al punto nell'arco di venti chilometri da casa, e onestamente a dirla tutta quando posso vado lì: l'ebrezza che amo di più è quella di girare con la pigna in mano, andando ad aggiungere sempre volumi per poi andare in cassa; non ho mezze misure, lo so.
    Purtroppo anni fa prima di sposarmi potevo farlo tutti i mesi, ora no, ma ammetto vita frenetica permettendo non mi servo così tanto dell'acquisto telematico e se posso senza alcuna esitazione vado il libreria :-)
    Colgo l'occasione per augurarti buone feste!
    Aura

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  12. @Aura: Grazie per il consiglio, sono già andata a spulciare! Sono d'accordo con te, o meglio vorrei esserlo, vorrei davvero poter ritrovare il piacere delle librerie perché per me è sempre stato maggiore; magari un giorno ci riuscirò di nuovo!

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  13. Ti capisco proprio, io amo i classici. Non riesco a trovare delle storie intense come quelle, forse perché c'era molta più delicatezza nei sentimenti, molta più cavalleria, insomma, più romanticismo (e io non sono affatto romantica).
    Per trovare le Heroides di Ovidio, ho impiegato due, dico DUE, mesi. Alla fine mia cugina ha trovato un sito internet che svendeva questo libro a 1,80 euro. Ora, per quanto io, da acquirente, possa essere contenta del fatto che il prezzo fosse basso, non riesco a non indignarmi di fronte all'ultima idiozia della Meyer ( La breve vita di Bree Qualcosa),che costa 18 più o meno.
    Sono una di quelle che adora andare in libreria, e come anche il tuo patato, devono portarmi con la promessa di un dinosauro su un sito che vende libri.

    Alla prossima, un bacio.

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  14. @Cicci92: Ecco, questo è uno dei motivi per cui ultimamente esco così delusa dalle librerie. Ovidio è spesso introvabile al pari delle ultime uscite più attese, per cui mi pare che non esista nemmeno una regola di mercato: semplicemente c'è scarsezza di disponibilità, perché le librerie preferiscono ordinare solo ciò che è già stato ordinato loro, piuttosto che avere degli invenduti. Immagino sia una conseguenza della crisi economica che vale anche per loro.

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