domenica 18 dicembre 2011

I consigli dello Stregatto - Cinque buoni motivi per leggere... L'amante di Lady Chatterley di D. H. Lawrence



di Lhoss


Dovendo decidere quale formula assegnare ai miei consigli per questo blog, ho deciso di darmi qualche piccola regola per essere certa di mantenere una certa coerenza di appuntamento in appuntamento.
Prima regola: non mi appellerò mai ad altra opinione al di fuori della mia di lettrice. Non farò uso di testi critici, di recensioni sul web e non. E non usufruirò mai del principio del “leggere perché è importante per la storia della letteratura”. Insomma, rinuncerò a tutto quello che invece terrei in considerazione dovessi occuparmi di stendere una recensione critica in piena regola e cercherò di darvi più semplicemente le mie impressioni.
Seconda regola: non farò spoilers di alcun genere. Naturalmente vi darò qualche breve informazione sulla trama, ma anche nello spiegarvi perché consiglio il libro non mi addentrerò nei particolari e non vi svelerò nulla sul finale. Quindi leggete senza paura: nessuna sorpresa rovinata!
Terza regola: se non riesco a trovare cinque buoni motivi per cui credo un libro valga la pena di essere letto...beh, non ne sentirete parlare. Naturalmente la scelta dei cinque motivi non implica che non ve ne siano altri per affrontare la lettura, né che non esistano invece aspetti negativi o difetti. Però scelgo di darvi cinque ragioni in positivo.

Questa volta cominciamo con L’amante di Lady Chatterley (Lady Chatterley’s Lover), di Lawrence. La protagonista è Connie, una giovane donna sposata a Lord Chatterley, paralizzato dalla vita in giù dopo essere stato ferito durante la Grande Guerra. Troppo opprime Connie: la paralisi – fisica ma anche emotiva – del marito; una società così fortemente intellettualizzata e votata alla logica del successo da reprimere l’identità sessuale; lo squallore del mondo industriale che vince su quello naturale. Finché Connie non comincia a cercare sollievo in una relazione clandestina...

E passiamo ai cinque motivi:

1) il motivo antropologico: di solito non sono una lettrice particolarmente attratta dagli scandali letterari e tendo, al contrario, a starmene ben lontana da qualsiasi libro che sollevi troppe polemiche, perché mi piace accostarmi a una lettura senza troppo...rumore attorno. In questo caso però ho fatto una grossa eccezione, giustificata dalla prospettiva storica: L’amante di Lady Chatterley è stato un libro in grado di suscitare enorme scandalo e io ero immensamente curiosa di scoprire se ciò che aveva portato il libro ad essere PROIBITO, e persino coinvolto in un processo, avrebbe avuto un certo impatto anche su di me, ormai smaliziata lettrice del XXI secolo.
Il libro fu pubblicato privatamente a Firenze nel 1928 e fin da subito le esplicite scene di sesso richiamarono l’attenzione della censura. All’epoca certe parole – la frequenza di penis aumenta con l’avanzare delle pagine, assieme a fuck e cunt – non potevano essere stampate o appartenevano comunque al sottobosco delle pubblicazioni private, dei romanzetti erotici che il pubblico magari divorava, ma che nessuno si sarebbe azzardato a lodare ufficialmente...insomma, romanzi di serie B i cui autori non potevano che essere di serie B. In fondo, succede anche oggi: si tende spesso ad associare il romanzo erotico a una qualità inferiore. Personalmente sono sempre dell’idea che più importante del cosa sia il come quel qualcosa è narrato e che non necessariamente essere espliciti significhi mancare di una scrittura raffinata.
Tornando a L’amante di Lady Chatterley, il libro continuò a essere stampato con pesanti interventi di censura, almeno fino al 1960. In quell’anno la Penguin Books (casa editrice ancora oggi esistente e che ha una vastissima e ben curata linea di classici della letteratura!) pubblicò il libro senza alcuna censura.
Risultato? La Penguin finì in tribunale per pubblicazione di oscenità nel Regno Unito.
Per fortuna, giusto l’anno precedente, la legge sulla pubblicazione di oscenità era stata un poco mutata ed era ormai possibile per gli editori tentare di dimostrare il valore letterario di quanto pubblicato. E infatti, anche grazie all’intervento di critici e letterati, il verdetto fu di non colpevolezza. In anni come quelli, l’assoluzione della Penguin significò riconoscere che i tempi erano cambiati...
Naturalmente anche fuori dal Regno Unito il libro suscitò scandali. In Australia continuò a essere considerato proibito anche dopo il processo inglese e, anche se la censura si è ormai ammorbidita anche lì, nel 2009 – 2009! – l’Australian Postal Corporation ha deciso che il libro non è adatto ad essere venduto all’interno dei loro negozi. Un senatore americano dichiarò, negli anni Cinquanta, che: “Il libro è scritto da un uomo in possesso di una mente malata e di un’anima così malvagia che oscurerebbe anche le tenebre dell’inferno!”.
Eppure tutto questo non ha impedito al libro di diventare una delle letture più diffuse negli anni della rivoluzione sessuale!

2) le scene erotiche: naturalmente questo secondo motivo è correlato al primo, ma non del tutto. Una volta tolta la curiosità di capire dove stesse l’oscenità del libro secondo la prospettiva dei censori (e direi che il problema non erano soltanto le parole...), ho scoperto che quelle di Lawrence sono fra le più belle scene esplicite di sesso che io abbia mai letto. Riesce a raggiungere uno stranissimo equilibrio che ho scoperto davvero raramente nelle mie letture e che non ho potuto fare a meno di confrontare anche con le lemon delle mie e altrui fanfictions.
Ho avuto l’impressione che Lawrence non faccia alcuno sforzo per conferire...aura poetica alle sue scene – c’è anzi, in più punti, qualcosa di crudo che, se me l’avessero raccontato e non l’avessi letto, avrei trovato persino volgare, oppure banale e ridicolo. Invece ne sono rimasta affascinata e ho scoperto quanto distante e, al contempo quanto meraviglioso, sia il sesso per Lawrence da quello che ho descritto finora nelle mie storie. Insomma, mi ha insegnato qualcosa sullo scrivere scene erotiche e sull’evolversi di un rapporto erotico. Tra l’altro osando, per certi versi, più di quanto noi fanwriters del XXI secolo facciamo.
Insomma, tanto di cappello a Mr. D. H. Lawrence, che è riuscito a scandalizzarmi sì...per la scrittura tanto brillante.

3) le descrizioni della natura: a me le descrizioni piacciono a priori e spesso le considero un punto importante su cui giudicare un autore. Perché è un rischio che uno scrittore si assume – il rischio di essere noiosi e far venir voglia al lettore di saltare un paragrafo. Il modo in cui Lawrence le affronta è invece delizioso, finissimo e mi ha fatto venire voglia di tornare di corsa in Inghilterra.
Per Lawrence, naturalmente, descrivere la natura è fondamentale: non è solo questione di ornamento, si tratta di opporre il mondo naturale – e fertile, sessualmente vivace – a quello artificiale – sterile e meccanico. Eppure questo scopo è passato comunque in secondo piano ai miei occhi di fronte al modo vivido, sensuoso in cui riesce a dipingere, nel giro di un paragrafo, i luoghi in cui si muovono i suoi personaggi.

4) i personaggi: un marito paralizzato, una giovane moglie infelice, un amante. I termini del triangolo non potrebbero essere più banali, nevvero? Eppure Lawrence è riuscito comunque a stupirmi e dare di ogni personaggio, anche quelli secondari, una lettura più inaspettata. Non credo che siano personaggi facili da inquadrare in quattro o cinque aggettivi e questo è un bene: significa che i personaggi non sono solo profili da poter descrivere, ma funzionano nella storia, vivono in essa e non si lasciano inchiodare come farfalle da collezione. Tra l’altro, almeno una noticina per i due gondolieri italiani che spuntano in un breve spostarsi dell’azione a Venezia...é sempre divertente vedere come di noi scrivono gli autori stranieri!

5) incipit: credo che L’amante di Lady Chatterley abbia uno degli esordi più belli della letteratura.

Ours is essentially a tragic age, so we refuse to take it tragically. The cataclysm has happened, we are among the ruins, we start to build up new little habitats, to have new little hopes. It is rather hard work: there is now no smooth road into the future: but we go round, or scramble over the obstacles. We've got to live, no matter how many skies have fallen.

(La nostra é un’epoca essenzialmente tragica, perciò ci rifiutiamo di prenderla tragicamente. Il disastro è avvenuto, siamo fra le macerie, cominciamo a costruire nuove piccole comunità, a nutrire nuove piccole speranze. È un lavoro difficile: non c’è nessuna strada spianata verso il futuro; ma aggiriamo o scavalchiamo gli ostacoli. Dobbiamo vivere, non importa quanti cieli siano precipitati) 


10 commenti:

  1. Bella recensione Lhoss ^^
    La situazione qui in Italia com'è?
    So che tu consigli le versioni originali ma con l'inglese ho un pessimo rapporto ^^"

    RispondiElimina
  2. Una bellissima, splendida recensione e un consiglio di lettura così ben strutturato e analizzato, seppur non privo di coinvolgimento, che se non avessi già letto questo libro correrei immediatamente a procurarmelo.
    Grazie davvero della passione, del trasporto e delle cinque motivazioni che possono essere lo sprone per prendere in mano Lawrence, anche una volta di più.
    Con affetto
    Mauser

    RispondiElimina
  3. Ottimo consiglio. Le argomentazioni sono puntuali, accattivanti ed assolutamente esaustive.
    È una lettura che senza dubbio rinfrescherò celermente.
    Grazie a Lhoss e alla sempre gnocchissima Profia.

    NATALIE

    RispondiElimina
  4. Complimenti davvero a Lhoss, come sempre il consiglio di lettura è più che interessante, lo stile di scrittura dell'articolo più che corretto, le argomentazioni e le informazioni fornite più che puntuali e accattivanti.

    Credo che leggerò questo libro appena superata la sessione di esami, e a questo proposito vorrei chiedere:

    Viste le varie peripezie circa censure, tagli e versioni ri-editate, c'è una edizione italiana che, per casa editrice, per fedeltà all'opera originale o per bravura del traduttore/traduttrice, consigli più di altre?

    Grazie per il consiglio, per l'articolo, grazie alla prof per l'idea, e ne approfitto per augurare Buone Feste a tutti!

    Skina

    RispondiElimina
  5. Non mi sono mai avventurata in quelle letture, se non in qualche fanfiction, ma i tuoi cinque buoni motivi mi fanno inserire il libro nell'elenco (infinito) di "libri da leggere assolutamente"...grazie!

    RispondiElimina
  6. Non dimenticherò mai i commenti di Lady Chatterley sul pene maschile... E ricordo con ammirazione il modo in cui Lawrence ha trattato le scene erotiche. L'ho letto anni fa, in segreto perchè mio padre è peggio della censura vittoriana, ma dopo aver letto le tue parole mi è venuta voglia di rileggerlo ancora. Cinque punti perfetti, come si fa a non seguire il tuo cosiglio?
    Grazie Lhoss!

    RispondiElimina
  7. Grazie a voi tutte dell'attenzione, ragazze!

    @Keito: Sì, io tendo a consigliare versioni originali, ma comprendo benissimo il problema (io stessa, in fondo, ho acquisito più sicurezza con la lettura dell'inglese solo negli ultimi anni e dopo una buona dose d'allenamento!). A casa ho solo un originale inglese e non ho conoscenza diretta di traduzioni italiane, quindi comunque considera un margine di errore. Consultando Amazon, comunque, vedo che ci sono parecchie edizioni: la più economica e facile da trovare é sicuramente la Newton Compton, ma trovo le loro traduzioni non sempre fantastiche e quindi tendo a evitarle; consiglierei la BUR o la Garzanti, che costano un pochino di più ma di solito sono piuttosto buone, sia per traduzione che per apparato.

    Skina: ah, ecco, per te vale la risposta a Keito! Come scrivevo sopra, non avendo mai maneggiato una traduzione italiana di questo libro non metto la mano sul fuoco, ma diciamo che tendo a fidarmi del buon lavoro di BUR e Garzanti (dopo tutto hanno una tradizione di edizione dei classici piuttosto solida e affidabile).

    RispondiElimina
  8. Grazie per la risposta Lhoss ^^

    RispondiElimina
  9. Apprezzo moltissimo questa rubrica, personalmente spesso mi chiedo "che cosa legga la gente", a volte per curiosità e altre per prendere degli spunti.
    L'amante di Lady Chatterley, lo confesso, lo conoscevo solo di nome; un nome così particolare che mi è subito rimasto impresso ma tra una cosa e l'altra non mi sono mai soffermata a chiedermi come poteva essere; ma questa recensione mi ha incuriosito molto e non vedo l'ora di averlo tra le mani, grazie!

    RispondiElimina
  10. Come ti dicevo, io non l'ho ancora letto. Diciamo sempre che vogliamo leggere i classici ma è arduo leggerli tutti, e tra i tanti volumi che ancora mi attendono c'era questo; dopo questo consiglio è passato senz'altro al primo posto. Proverò con un viaggetto in libreria per le feste, poi, se non sarà fruttuoso, mi affiderò ad Amazon e ti farò sapere la mia opinione in merito!
    Grazie mille per l'acquolina in bocca che sei riuscita a farmi venire!

    RispondiElimina