venerdì 17 agosto 2012

Cinquanta sfumature di ipocrisia


Non sono solita sdilinquirmi in critiche ai libri. Sono sempre dell’idea che se una cosa non ti piace nessuno ti punta una pistola alla tempia per leggerla – a meno che tu sia un mio studente e la cosa in questione sia nel tuo libro di testo, in quel caso la pistola sarebbe la migliore delle tue possibilità –, che il tempo sia speso molto meglio nel consigliare ciò che ho trovato di bello piuttosto che nello svilire ciò che non ho gradito e infine che non ho alcun bisogno di smontare qualcuno per fare sfoggio di cultura: la mia autostima è già abbastanza cresciuta, grazie, non innaffiatela ancora col Brancamenta.
Quindi questo non è un post di critica letteraria – oh, la critica letteraria, la seconda cosa meno utile al mondo dopo i calzini in lattice per la piscina ed altrettanto imbarazzante -, ma è comunque un post di critica, di tipo, tremo a dirlo senza sentirmi un po’ un inquisitore al tempo dei roghi, di tipo morale.
Per una critica letteraria su questa trilogia della James (l’avevate capito, no, che stavo parlando del tormentone di tutte le librerie?) di quelle che apprezzerei anch’io, vivace e divertente e non finalizzata all’autoesaltazione, vi rimando a questa della Lucarelli, che mi ha fatto esercitare gli addominali dal ridere e che pertanto ringrazio doppiamente. Tuttavia, voi che mi leggete e che dunque conoscete queste cose ve ne renderete conto sin dalle prime righe: i difetti che la Lucarelli esamina con tanta allegria sono i normalissimi cliché delle fanfictions e degli Harmony, cose che non solo accettiamo di trovare in questi due campi, ma ci aspettiamo proprio di trovare. Ed ecco la mia critica: come fanfiction e come Harmony, la serie di Cinquanta sfumature andava benissimo: è senza infamia e senza lode, una lettura gradevole da riposo, da divertimento, un po’ anche da arrapamento (ma non aspettatevi troppo, se avete letto le rating rosso o gli Harmony passion avete letto molto di più); come libro boom del mercato è una presa per il sedere (no, non quella che immaginate, non ci arrivano a farlo così, benché lei si faccia chiamare Ana).
Punto primo e meno grave: il bdsm di questi libri. Io non sono un’intenditrice né un’estimatrice, ma ho letto roba decisamente più spinta e mi preoccuperebbe pensare che questo sia il massimo dell’erotismo e dello scandalo di cui parlano tutte le donne. Davvero le donne italiane non conoscevano nulla di tutto questo? Vibratori, dilatatori anali, palline del piacere? Non dico che li usassero, ma non li avevano mai sentiti dire, non li avevano mai letti, li trovano tanto all’avanguardia in un libro? Per la serie: sono messe così male, queste donne di oggi tanto emancipate, che sessualmente sognando sono più indietro delle nostre nonne che nascondevano i libri zozzi sotto al letto fin da bambine? Spero che sia una montatura della casa editrice, che continuando a parlare di passaparola poi il passaparola l’ha scatenato, però insomma, il concetto resta quello: questa trilogia va benissimo, ma non aggiunge nulla a quanto secondo me avete già letto. Con una variante preoccupante: alla fine, gira che ti rigira, qui il bdsm viene letto come la reazione di un ragazzo agli abusi subiti e dunque visto come una malformazione, per così dire, del suo lato relazionale. Non mi soffermo su tutti i problemi psicologici del protagonista che, mi dicono persone molto più ferrate di me in psicologia, sono ridicolizzati nel loro patetismo (ma anche qui, da un Harmony ce lo aspettiamo, in un Harmony nessuno cerca Freud, e allora che Harmony sia!), mi soffermo un attimo su chi il bdsm lo pratica e forse non gradisce leggersi in chiave di depravato e pedofilo. Ma vabbé, anche questo si accetta da una fanfiction e da un Harmony, che in genere non offendono nessuno perché non hanno pretese.
Punto secondo e più grave: ehi, ma attenzione, perché assomiglia ad una fanfiction? Perché lo è. Voi che mi leggete magari già lo sapete, siete parte di questo mondo, ma vediamo di tirare le somme per chi ne è al di fuori. Spero di racimolare le informazioni nel modo giusto, perché non ho seguito con attenzione la vicenda dall’inizio, quindi correggetemi se scrivo qualche castroneria. Cinquanta sfumature è in realtà una fanfiction su Twilight che l’autrice ha pubblicato nel suo sito col titolo di MOTU (Masters of the universe, ma senza He-man), con tutti i personaggi della Meyer, a partire da Edward e Bella. Naturalmente è un AU, non ci sono vampiri né altro, ma non è insolito nel fandom di Twilight, dove le AU sono all’ordine del giorno. Tra l’altro mi vociferano che MOTU non fosse proprio proprio farina del suo sacco, ma sviluppasse l’idea di un’altra fanfiction; e magari per questo (ma qui sparo alla cieca e mi scuso se dico baggianate) l’autrice non la postava in un sito per fanfictions ma nel suo personale, per non rischiare l’accusa di plagio. Come fanfiction si spiegano molte cose: la struttura tipica con i finali in sospeso, la trama che a volte si perde per strada (poi ci sono gli altri POV a sistemarla o gli extra), la scarsa attenzione ai problemi reali di cui sopra e l’erotismo anche un po’ ridicolo fino all’orgasmo da capezzolo, che ho trovato anche in altri fandom. Poi qualcuno nota MOTU, senza alcuno scrupolo decide di pubblicarla così com’è – nessun riadattamento, solo il cambiamento dei nomi e di qualche colore di occhi e capelli – e quando i tre libri escono in libreria con enorme dispiegamento pubblicitario… nessuno cita più MOTU. Guardate la presentazione dell’autrice all’interno dei libri: c’è scritto che ha sempre desiderato scrivere e che ad un certo punto ha avuto il coraggio di provare con questa trilogia. Nessun accenno alle fanfictions, nessuno alla Meyer con cui pare ci siano pure stati dei problemi, nessuno al fatto che tutta la storia fosse in inglese e gratis sul web perlomeno sino a poco fa (ora ovviamente non più) e infine, ciliegina sulla torta di letame, la James proibisce che si scrivano fanfictions sulla sua serie. E allora se lo merita, che la gente commenti che è perché le fanfictions sarebbero migliori dei suoi libri, si merita le cattiverie che altrimenti non le avrei mai augurato. Vivi e lascia vivere, anzi scrivi e lascia scrivere è sempre stato il mio motto e sono ben felice del successo anche di quegli autori che io magari personalmente non apprezzo, ma l’ipocrisia non la sopporto. Chiariamo una cosa: MOTU non era né migliore né peggiore di tante altre storie del genere, ma ha avuto un tale successo, come sa chi scrive e legge fanfictions, perché conteneva i personaggi della Meyer. Senza nascondersi dietro a un dito, chi, come me, scrive su Edward o su Draco sa di partire avvantaggiata: poi certo devi mantenere i lettori con la qualità del tuo stile, ma li conquisti con i personaggi di altre autrici che hanno fatto il lavoro per te. MOTU era senza dubbio carino, andava senza dubbio incontro ai gusti di larga parte del pubblico, ma ha avuto da subito la garanzia di essere letto perché trattava di Edward e Bella e perché tutte le ragazze si immaginavano signor mozzarellina Pattinson nella stanza dei giochi. E poi tutto viene sepolto sotto uno strato spesso di silenzio e le fanfictions da cui tutto è partito – e in cui tutto è finito, perché i libri sono proprio identici – non vengono neppure menzionate e altre fanfictions vengono proibite. Ma cosa fa, la James, si vergogna delle sue umili origini e si cambia cognome come Georges Duroy? Fa fortuna con le fanfictions e poi invece di portare i suoi lettori iniziali sul palmo di mano e ringraziarli perché loro l’hanno seguita e resa famosa, li irride e rinnega e impedisce loro di scrivere ciò che lei stessa ha fatto? Magari è stata tutta una trovata della casa editrice per motivi che ignoro, ma anche in questo caso come ha potuto accettare? E proprio lei, che di fanfictions ha vissuto, non sa che non sono uno svilimento ma un’ode all’autrice e che peraltro servono un sacco da pubblicità? Io proprio non la mando giù, questa ipocrisia. Tutto mi andrebbe bene, pure che uno facesse fortuna pubblicando l’elogio del suo alluce, ma non quest’ipocrisia.
Una parte di me si rifiuta di crederci e pensa che forse c’è davvero qualcosa sotto, che forse tutto viene da problemi con la Meyer che poteva anche ribellarsi all’ammissione che quelli lì sono i suoi personaggi, così diversi dalla sua versione da mormona – ebbene sì, dal crocifisso alla croce di legno ce ne passa... Eppure anche in questo caso tutto era preferibile a questo silenzio con cui si inganna buona parte del pubblico, quella parte, molto nutrita in Italia, che non conosce affatto le fanfictions e che dunque non ne saprà mai nulla.
Io continuo a non augurare del male a nessuno: sono convinta che ci sia uno scarto tra fanfictions ed Harmony da una parte e libri di altro genere dall’altra, non tanto di qualità (ci sono libri di altro genere che non userei nemmeno per pulirmi i glutei), ma per struttura, perché le fanfictions hanno le loro regole, gli Harmony ne hanno anche di più (davvero, sono costrettissimi) e dunque non apprezzo questa moda del momento di prendere le fanfictions così come sono e pubblicarle senza revisione; ma se lo fate, fatelo alla luce del sole. Ringraziate l’autrice originale che ha fornito lo spunto, i primi lettori che hanno commentato sul web, i consigli e le critiche e ricordate sempre con gratitudine chi vi ha permesso di arrivare dove siete arrivati. Vi auguro di arrivare anche più in là, convinta come sono che la felicità degli altri non provochi la mia infelicità, ma auguro a me stessa che questo avvenga in modo onesto, perché invece la disonestà altrui potrebbe finire per ledermi. Come mi avrebbe leso se ad esempio fossi stata così folle da spendere quarantacinque euro per comprare questi libri che erano da anni e gratis sul web in lingua originale.
La mia conclusione? Leggetelo ma non compratelo. Perché come scritto è uno svago accettabilissimo, come operazione editoriale proprio no.

9 commenti:

  1. Dico solo questo. non sapevo che era tratta da una ff su twilight ho iniziato a leggere tutti e tre i libri dopo averli visti publicizzati in tv e non li ho acquistati ma ho scaritato gli ebook. Sono felicissima di non averci speso nemmeno un centesimo a fine lettura. Il fatto sta che quando ho iniziato a leggerlo fin dal primo capitolo ho pensato: Ehi! ma perchè Christian Grey è sputato Edward? Ehi! ma perchè la sorella sembra Alice? Oh e scommeto che il fratello dell'amica di Ana è Jasper. e via dicendo con Rose ed Emmett e intanto mentre leggevo si mescolavano nella mia testa altre ff sul fandom che trattavano temi simili. L'edward milionario con problemi derivanti dal suo passato lo si trova in Friday at Noon di troublefollows mentre di bdsm si parla in Sogni Proibiti di lele cullen... In pratica più leggevo e più nella mia testa si stampavano i volti dei personaggi di Twilight che ahimè non associo totalmente ai personaggi dei film anche se pattinson non mi fa certo schifo. Ma credimi Mirya ho pensato che ero io la malata. Di quelle malate che hanno letto troppe ff su twilight e ormai in ogni libro rivedono Edward e bella. E invece ora leggo il tuo post e scopro questa cosa. Mi hai aperto un mondo XD Non sono psicopatica! Non devo disintossicarmi nè di Edward nè di Draco ( sopratutto quest'ultimo è diventato un tormento ultimamente. A proposito non ho ancora commentato succo di zucca e per il suo sangue. per inciso li ho adorati!) E' l'autrice ad avere qualche problemuccio! Che poi sputare nel piatto in cui si è mangiato... che vergogna. Concordo in ogni caso pienamente con le tue parole. ran_neechan

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    1. Infatti in inglese le ff di Twilight sul bdsm sono molto più numerose (e Friday at noon è proprio una traduzione dall'inglese) e direi anche che sono di qualità migliore; mi spingo a dire che in quasi tutti i fandom le ff in lingua inglese hanno raggiunto un'esperienza, una varietà e un'offerta superiori a quelle in altre lingue. Insomma, lì in mezzo MOTU era perfettamente innestata nel suo ambiente e da questo ambiente ha tratto vantaggio (soprattutto visto il grande apprezzamento che sta rivestendo ultimamente il bdsm). Che ora lei rinneghi questo vantaggio, lo trovo inquietante: dovremmo sempre ricordare cosa ci ha portato dove siamo arrivati, perché se scordi il cammino non puoi scegliere la strada successiva!

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  2. E dopo tutto questo papiro di bele parole arrivo io a dirti semplicemente: SEI IL MIO MITO!
    La mia onesta opinione è la stessa ma il mio povero cervello non riuscirebbe mai a mettere insieme tutte le parole che hai usato tu! Nonostante le critiche negative, per curiosità ho letto la trilogia(senza comprarla, per non correre rischi, come faccio con tutti i libri) e ho fatto bene. E' praticamente una fanfiction, l'unica modifica fatta nel passaggio tra il sito e la stampa è stato il cambio dei nomi e del colore degli occhi. Non voglio dire che le fanfiction sono minori, tu le scrivi divinamente e io le leggo, avidamente aggiungerei, ma sono uno svago diverso da un libro. Poche fanfiction magari mi tormentano per il loro finale(vedi la tua Per il suo sangue ad esempio) come un libro sa fare, mi fanno pensare sui motivi per cui la storia è andata in quel modo.

    Alla biblioteca ci sono centinaia di prenotazioni per la trilogia, il passaparola è stato semplicemente buona pubblicità; mi chiedevo perchè nelle note dell'autrice non fosse accennato che era una fanfiction, dopo ho scoperto che ne voleva pubblicate sulla sua storia e mi sono messa a ridere! Ma come si fa?!? I personaggi del suo primo scritto non erano nemmeno suoi, ora che cambia i nomi allora lo sono? E ora vogliono girarci anche un film... Il titolo del tuo post è azzeccatissimo. Sono contenta di sapere anche la tua opinione su questa fanfiction(credo che continuerò a chiamarla così).

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    1. Io infatti devo dire che sono molto perplessa da questo comportamento. Le autrici che conosco e stimo e che pure sono state scoperte in seguito alle loro ff sono state invitate o a rivederle totalmente o a scrivere altro, per arrivare alla pubblicazione. Prendere una cosa così com'è stata postata sul web e pubblicarla tale e quale col solo il cambio dei nomi mi pare un inganno bello e buono.
      Inoltre, ti ringrazio per la tua gentilezza, ma le ff sono effettivamente minori, se non altro perché si fanno perdonare qualunque cosa; i libri no, perché tecnicamente dovresti pagare per leggerli, e se paghi pretendi un certo servizio (può non essere nei tuoi gusti, il libro, ma deve perlomeno garantirti che l'autore ci ha lavorato in un certo modo).
      E meno male che esistono gli ebook, allora!

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    2. Si le fanfiction sono minori, ma visto il livello di "Fifty Shade", ne ho lette alcune scritte molto meglio.

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  3. Concordo 100&.

    Non sapevo nulla dell'origine Fandom di questa trilogia e grazie a te capisco molte cose.

    Quando è uscita con tutto il suo can-can ho avuto un momento di perplessità: pensavo di avere un problema di personalità bipolare.
    Tanto mi piacevano le storie zozze nei Fandom quanto mi lasciavano freddina, diffidente, perfino infastidita questi libri.

    Ascoltavo i commenti estasiati delle amiche, soprattutto mamme ahimé (sto perdendo i contatti con le non-mamme, causa raggiunti limiti di età) e mi chiedevo: "Possibile che questa roba le faccia andare così su di giri? Ma che cosa leggono sull'argomento sesso di solito? E soprattutto COSA FANNO DI SOLITO IN CAMERA DA LETTO?".

    Ora, io non sono una grande fan del BDSM e mio marito anche meno, ma sono curiosa di natura e mi sono informata. Ho letto, ho apprezzato, ho fatto i miei distinguo, ho cercato di capire, se non per me per i figli, che non si sa mai esattamente dove andranno a parare e l'apertura mentale su queste cose la considero fondamentale per potergli stare accanto in modo utile e valido.

    E questa trilogia l'ho trovata da subito sopravvalutata.

    Lascio perdere la critica letteraria che non è per me, e su questo mi appiattisco completamente su Mirya (no tesoro, non fraintendere, sono etero fin nel midollo, è solo penetrazione mentale, lo sai, noi femmine siamo complicate e perverse).

    Ma le perplessità sulla cultura sessuale media nazionale (e internazionale?) mi restano tutte, e mi lasciano delle vaghe (per ora) preoccupazioni sul futuro, non solo dei miei tre figli, ma in genere della prossima generazione.

    Mi consolano i dati sulle vendite di questi libri, sembra che i compratori medi siano donne over 30. Forse le vera prossima generazione, le giovani femmine di 20 anni, se la ridono alla grande di fronte alle sfumature di grigio coperte da tintura opportuna delle signore un po' agé, sessualmente frustrate, che magari hanno passato i loro anni migliori a fingere inesistenti vette di piacere, che nascondono il libro in borsetta.

    Almeno, me lo auguro.
    Tutti i miei baci,
    patapata

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    1. Ecco, io avevo guardato MOTU in inglese ma essendo molto pigra non ero andata oltre le scene della stanza dei giochi; confrontandole con alcune fanfictions, presenti anche su efp, non le avevo trovate affatto più spinte. Invece mi è capitato di leggere almeno una storia originale italiana sul bdsm, naturalmente non su efp dove se è esplicito è proibito, e devo dire che mi ha turbato, non tanto per i risvolti sessuali quanto per quelli psicologici, per la realtà di una donna controllata persino nell'andare in bagno, nel quanto mangiare, nel quanto dormire, nel come vestirsi, ma non in modo blando e appena accennato come è qui.
      Poi un'amica mi ha fatto riflettere sul fatto che probabilmente anche questa nomea di scandalo sessuale è parte della pubblicità che è stata pensata per questa trilogia: forse, e devo dire che lo spero, non sono le donne ad averci letto tanto erotismo, ma la casa editrice che l'ha venduto come un libro all'avanguardia nel campo.
      E davvero auguriamocelo!

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  4. Arrivo un po' in ritardo, ma arrivo. Innanzitutto, grazie per il link all'articolo della Lucarelli: è davvero esilarante e ora l'immagine di Trentalance e la pecora a lana corta mi rimarrà in testa per parecchio.
    Partendo dal presupposto che non sono un'amante, né tantomeno un'esperta di Twilight (sono ferma al primo libro ed è già tanto che l'abbia concluso) e che pertanto non ho mai letto fanfictions a riguardo, confesso che, appena ho aperto il primo capitolo di Cinquanta sfumature di grigio, ho pensato subito a Bella ed Edward. Soprattutto lei, Anastasia, è una versione ancora più incredibilmente - nel senso proprio che non ci si può credere che una sia così - goffa di Bella. E' talmente ingenua da risultare irritante e lui che gioca a fare l'homme fatal è ancora più ridicolo.
    E dire che l'avevo cominciato con le migliori intenzioni! Era da molto tempo che sentivo quel titolo in giro per internet, senza però sapere molto altro. Sono una persona che si appassiona già solo per i titoli, perché le storie devono nascere da quello, e mi ero fatta un film su questo: pensavo che E.L. James fosse un uomo e che la storia fosse un poliziesco o una saga fantasy, non una fanfiction - perché è di questo che parliamo e te ne accorgi subito con la lettura - che non meritava di essere rilegata. Tanto più se, come dici, la signora in questione si è ben guardata dal riconoscere il proprio prestito dalla Meyer e si è affrettata a scansarsi dal mondo delle fanfictions. Da dove derivi tutto questo successo proprio non lo so; trama prevedibile, stile noioso, prestazioni favolose che ti lasciano perplessa... forse davvero ci vantiamo di essere emancipate e poi quando parliamo apertamente di sessualità siamo indietro anni luce e ci scopriamo tristemente ingrifate davanti a un libro mediocre nel cuore della notte.
    Onestamente ci sono fanfictions scritte diecimila volte meglio che t'intrippano più di quella mezza tacca di Christian Grey. Voglio dire, è lo stesso che dice: "Io non faccio l'amore, Anastasia... io fotto senza pietà". Spero di trovarlo a Zelig prossimamente.
    HappyCloud

    P.S. Ho cercato dei sinonimi per "ingrifate" e "intrippano", ma non rendevano. Mi sono presa un po' di licenza creativa.

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    1. Io posso capire che qualcosa che non mi entusiasma faccia invece impazzire altri: e ci mancherebbe! Personalmente ho trovato "La solitudine dei numeri primi" tutto sommato mediocre, ma le mie alunne lo considerano tutte un capolavoro, il che mi aiuta sempre a vedere i miei gusti in prospettiva.
      Però qui ho il sospetto che sia stato un sapiente lancio pubblicitario: la casa editrice ha bombardato le librerie con slogan che inneggiavano all'incredibile erotismo dei libri e forse ha pure esagerato sulla vera consistenza del passaparola... Però è anche vero che ho letto, accanto a recensioni molto deluse, altre davvero positive di chi ha fatto dei libri una malattia!

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