mercoledì 7 novembre 2012

Cellulosa e celluloide (e cellulite mentale)


Che nessun film possa battere un libro, lo sappiamo tutti. La fantasia umana è nettamente superiore a qualunque effetto speciale e sempre lo sarà, a meno che non involviamo di pari passo all’evoluzione della tecnologia – e a volte ho questo timore, soprattutto quando un’alunna mi parla con disinvoltura della capacità dell’homo erectus di raggiungere un’erezione completa.
Però a volte non capisco se sono io che sono troppo vecchia, troppo brontolona, troppo pignola, o se davvero il mondo cinematografico è in preda ad una sbronza colossale ogni volta che si accinge a mettere su pellicola un romanzo. Passi la quadrilogia di Twilight – non ho grande stima dei libri, per cui facevo fatica ad attendermi dei capolavori sul grande schermo –, ma le riproduzioni cinematografiche di Harry Potter mi avevano convinto solo fino a quando non ho letto i libri. Poi mi è parso che raccontassero tutt’altra storia. E va bene, la saga è molto lunga, i personaggi sono tanti e complessi e capisco che debbano tagliare molto per non tenerci al cinema quattro ore – non che a me dispiacerebbe, visto il costo dei biglietti – ma allora perché aggiungere scene che non c’azzeccano per nulla, come l’attacco dei Mangiamorte a casa Weasley, e poi dare quel finale ridicolo alla bacchetta di Sambuco? E Dobby, povero povero Dobby, ridotto ad un ruolo marginale quando invece sappiamo bene quanto conti? E Voldemort, che nell’ultimo film è davvero innominabile, reso la macchietta di se stesso? Scene per noi memorabili nei film sono state dimenticate, personaggi come Fred quasi per nulla considerati, momenti topici comicizzati. E ne ha perso anche in chiarezza, dal momento che chi non ha letto i libri ha trovato, a quanto ho sentito dire, parecchie difficoltà a raccapezzarsi nell’ultimo film, dove l’incrocio tra Horcrux e Doni della Morte non si è verificato quasi per nulla, sullo schermo.
Perché ci torno ora, dopo tanto tempo? Perché non molto tempo fa ho visto il primo film della serie Hunger Games e la delusione è stata uguale. A me i libri sono piaciuti davvero molto e probabilmente mi aspettavo troppo; capisco che le regole cinematografiche richiedano tagli e cambiamenti che io probabilmente, nella mia inesperienza, non posso immaginare, ma alcuni mi paiono davvero assurdi, come ad esempio il mutamento nell’origine della spilla con la ghiandaia che è una colonna portante di tutta la storia, nonché la versione metallica e irriconoscibile della cornucopia. E mi pare in generale che tutto il film sia stato appena passabile, che non abbia reso il pathos, l’amarezza anche che pervade i tre libri e il personaggio di Katniss – la zoccola.
Voglio dire qualcosa con questo post? Macché, voglio solo lamentarmi un po’, come gli anziani che guardano chi lavora sulle strade e scuotono sconsolati il capo, sostenendo che loro, quel lavoro, l’avrebbero fatto meglio. È sicuramente presuntuoso da parte mia, ma spesso ho l’impressione che se quando girano film tratti da libri consultassero qualche vero lettore farebbero un lavoro un po’ più dignitoso. O forse devo solo rassegnarmi al fatto che non bisogna mai, mai guardare un film dopo aver letto il libro da cui è stato tratto, ma occorre sempre fare il contrario; così il film sarà comunque gradevole e il libro poi sarà una splendida sorpresa.
Io però l’avrei fatto meglio.

19 commenti:

  1. Quoto tutto, pur con dei distinguo. sarà anche che quando lo leggi hai una tua idea del testo e il film ha l'idea dell'autore. Voglio dire, io amo "senso" di visconti, ma Boito è un'altra cosa, come per "il gattopardo" o altro. Anzi, personalmente per "il gattopardo", sì, c'è il mio Alan, sì, me lo hanno girato vicino casa, sì, c'è tutto, ma mi sono dovuta liberare delle memorie del film per godermi di nuovo il romanzo (e per fortuna NON mi parla del mio amato pasticcio di maccheroncini, che è il pezzo forte del romanzo. E voglio vedere come portarlo sullo schermo! scherzo ovviamente, ma è Visconti, quello che vuoi, ma NON può essere il romanzo).

    Non so se ricordi che ci ho messo anni per vedere HP e sono tanto tanto tanto tanto critica sul risultato.

    Posso, però, dire che ci sono casi in cui il film è meglio del romanzo, me ne viene sicuramente in mente una (e poi non possiamo dimenticare, come ci ricorda endif, "lezioni di piano" e "the prince of thieves" di hogan, di cui è molto meglio il film "the town". Nonostante abbia cambiato il finale -meno melodrammatico, più... realistico- la versione cinematografica è molto più piacevole).
    Comunque, l'esempio che mi viene in mente è "La ragazza con l'orecchino di perla". il romanzo è scritto senza infamia e senza lode, anzi, per me un po' tendente all'ingenuo, il film non è un capolavoro (e la parte peggiore è la trama...), ma che meravigliosa prova attoriale! Colin Firth è al suo meglio, Cillian Murphy avrebbe confermato l'abilità di quel film nel resto della carriera, persino Scarlet è deliziosa (tra l'altro da vedere assolutamente in inglese).

    un abbraccio Myria.

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    1. Io purtroppo non riesco davvero a trovare nessun film all'altezza dei libri, ma suppongo che sia proprio un mio difetto; a tal punto che ormai la mia televisione è spenta fino a quando non rientra il marito e anche allora la guarda praticamente solo lui; mi sono sempre piaciuti i film, ma devo essere in una fase di rifiuto... che mi rende ancora più compulsiva nella lettura!

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  2. Sempre belli gli spunti di riflessione della Prof
    Credo che il rpblema sia legato alla differenza dei punti di vista con cui si leggono i libri. A me colpisce questa scena, a te colpisce l'altra, l'autore voleva evidenziare ben altro.Quando poi il testimone passa al regista, allo scenografo, al tecnico...beh, il risultato può piacere o meno. Credo che certi tagli e determinate aggiunte siano dettate anche dall'esigenza di rendere gradevole il film a chi proprio si sogna di leggere il libro, quindi una scena viene rielaborata in modo tale da renderla credibile e chiara da chi non uole fare uno sforzo in più per capire quel particolare frangente.
    da non trascurare è la faccenda dell'aspettativa. Se ho letto un libro e immagino il protagonista con particolari tratti somatici e poi mi presentano quell'attore che proprio non mi piace, è ovvio che ci resto male. Vogliamo parlare della voce o dei vestiti? Il bello dei libri è proprio quello di ricorstruire mentalmente tutta la scena come più preferiamo, mentre il film ti presenta una realtà già data. Gli effetti speciali aiutano, certo, però c'è gente che bada al contenuto (poveraccia!, quindi resterà sempre delusa.
    L'unica eccezione che conosco è il film tratto dal romanzo di moccia "Ho voglia di te", ma in questo caso credo che anche mia nipote di sei anni avrebbe sapto fare meglio del libro, senza offesa verso nessuno...
    Un bacione.
    Grazia.

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    1. Eh, anche quella dei personaggi è una brutta grana: non si riesce quasi mai a trovare un attore che davvero renda come tu ti eri immaginato quel personaggio; ma è anche vero, come dici tu, che ognuno lo immagina a modo suo e dunque sarebbe impossibile... Alla fine, sono grata del fatto di non avere nulla a che fare col cinema perché immagino sia una brutta gatta da pelare!

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  3. È vero: tu lo avresti fatto meglio. Avresti svelato già nel primo film di HP il risultato della battaglia finale.

    Tanti saluti al suspense e quindi a te,
    una lettrice che ti leccherà le ascelle.

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    1. E che problema c'è? Sempre meglio sapere la fine del viaggio, ci si concentra sul tragitto e lo si gode di più!

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  4. Ci sarebbe da scrivere ore e ore sulle trasposizioni cinematografiche dei libri. Purtroppo parlo senza cognizione di causa su Hunger Games (ho letto il libro, non ho ancora visto il film), ma lavorando in un settore in cui, per lavoro e per missione, proprio adattamenti televisivi di successi editoriali faccio, penso di poter dire la mia. Ciò che dici sulla potenza dell'immaginazione è indubbiamente innegabile. Nessuno potrà mai sentirsi completamente soddisfatto dalla trasposizione reale di un costruzione narrativa immaginifica assolutamente personale. Innegabile quindi il fatto che nel 99% dei casi chi di noi si pone di fronte ad un film dopo averne assaporato il libro, provi un reale e concreto scollamento.

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  5. Detto questo, è vero che, quando si adatta un testo (o una serie di testi) per un linguaggio diverso (come quello cinematografico, ma anche per le logiche televisive, che sono comunque diverse) si devono considerare una serie di limitazioni, modifiche, aggiustamenti dettati dal fatto anche solo che, tutto, e dico tutto, quello che noi percepiamo nella scrittura, deve passare attraverso le immagini e i dialoghi. Ciò che il narratore ci dice (in maniera diretta, sfumata, ricca o stringata) attraverso le parole di un testo, deve trasformarsi in movimento, immagini, dialoghi. Il tempo, il ritmo (pensa al tempo comico), la recitazione, il banale trattamento delle luci, per non parlare della musica fanno il resto... Tutto questo non per spezzare una lancia a favore di chi fa "cinema", ma per dire che un adattamento per un mezzo differente non è mai una banale trasposizione. Si parla tanto di transmedialità, ma per poter essere davvero transmediali, bisognerebbe davvero conoscere tutte le leve dell'adattamento, per ogni singola sfumatura... Se un libro ci ha trasmesso pathos, quel pathos in un film deve sapercelo trasmettere non solo la storia, ma anche gli attori, la regia, la musica, il montatore (che sembra un tecnico ma non lo è). Il cinema (i film) sono un'opera collettiva e come tale formata da talenti non sempre della medesima caratura. Fatta tutta questa pappardella, esistono poi logiche, molto meno interessanti dal punto di vista "filosofico", che però guidano il settore cinematografico. I casting, gli attori, il botteghino, il marketing, il product placement, il licensing... Cosa voglio dire con tutto questo? Che probabilmente ogni volta che andiamo al cinema, a vedere un'opera tratta da un libro che abbiamo amato, dovremmo mettere in conto una certa percentuale di delusione (dovuta all'immaginazione e alle attese disattese... gioco di parole), tuttavia dovremmo forse fare un lavoro di cesello sul nostro cervello, per cercare di valutare l'opera in quanto tale... perché in fondo lo è... una nuova espressione creativa per cui l'adattamento non è che un richiamo ad un universo creativo comune...
    Un abbraccio Fraci... ogni tanto questi discorsi con te vorrei farli a voce :), ci divertiremmo un sacco

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    1. Ma infatti sono consapevole di essere una vecchietta lamentosa alla quale probabilmente non andrebbe mai bene nulla, e che se usassi di più la logica capirei perché certe scelte sono indispensabili. Però davvero, sono felice di non doverle fare io, quelle scelte. Oh, come ci starebbe una chiacchierata, magari davanti a un bel bicchiere di vino?

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    2. Quoto il bicchiere di vino, anche se per la chiacchierata non avremmo sicuramente bisogno di una "spintarella", ci basterebbe essere di nuovo "noi" :)

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  6. SuperFranci, sarò sintetica come al solito: quoto le tue impressioni in toto, anche io preferisco sempre il libro al film forse perchè, come te, mi drogo ed ecco che ho una fervida immaginazione. C'è tuttavia qualche rara eccezione in cui il film rispecchia fedelmente il pathos provato leggendo il libro. In particolare mi riferisco a "Il silenzio degli innocenti", libro fantastico divorato 25 anni fa in una notte e film altrettanto fantastico di Jonathan Demme visto almeno 10 volte negli ultimi anni (e che rivedrò ancora, ovviamente). Morale: libri forever!
    Ti abbraccio,
    Stefania

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    1. Non ho letto il libro, ma mi hai fatto venire voglia! Presto il Kindle avrà un altro inquilino...

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  7. Gale però è uno gnocco da panico. Ecco il mio contributo sotto forma di topo morto.

    Loviù

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    1. Vergognati, donna superficiale. Potrei scambiare il topo con un paio di stivali?

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  8. Premetto che sono assolutamente d'accordo con te, per questo il mio spirito, quando vado a vedere un film tratto da un libro, è quello di prendere la cosa come viene, giudicandolo a parte rispetto al libro stesso. Per questo motivo ho apprezzato alcune cose della saga di Twilight, ho apprezzato la saga di HP e mi è piaciuto abbastanza anche HG, anche perchè qualsiasi trasposizione cinematografica sarebbe mediocre in confronto ai film che mi faccio nella mia testa leggendo i libri, effetti speciali compresi.
    Detto ciò, volevo dirti un'altra cosa, che probabilmente avrei potuto scrivere su EFP, ma per motivi di tempo non l'ho fatto ed ora approfitto di questo post.
    Se, in questi giorni, hai notato un aumento lineare delle visualizzazioni della serie "Succo di Zucca", ebbene sì, ero io. E non è la prima volta che me la rileggo tutta, dall'inizio alla fine, e mi verrebbe quasi voglia di ricommentare come allora, capitolo per capitolo. Poi mi trattengo, perchè l'entusiasmo che mostro nei commenti è stato spesso frainteso o ammonito ed io ci sono rimasta puntualmente male. Quindi, da grande commentatrice quale ero, sono diventata lettrice silenziosa. Ma questo te lo dovevo far sapere, in un modo o nell'altro. Quelle tre storie, per me, sono un rifugio, nel quale mi immergo ogni volta che c'è qualcosa che non va, ogni volta che voglio sentire emozioni forti, ogni volta che mi voglio sentire spronata. E probabilmente sembrerà ridicolo tutto questo, ma per me è così e volevo cogliere l'occasione per dirti grazie.
    Miki (Imaginary82 su EFP... sempre io =D)

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    1. Ma grazie a te, perché mi ricordi quanto era bello condividere le storie con chi le gustava. Ormai è parecchio che mi sono allontanata da efp e si rischia di ricordare solo i lati spiacevoli e non quelli piacevoli, per cui davvero grazie. Mi stupisce molto che il tuo entusiasmo sia stato motivo di critica: non dovrebbe invece essere motivo di soddisfazione ed elogio? Davvero la natura umana continua a sfuggirmi e posso solo dirti che io, invece, ho sempre apprezzato molto la voglia di leggere e sostenere che trovavo nei tuoi commenti, quindi, per la terza volta, grazie.

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  9. Ecco che spunti con questa riflessione! Mi trovi d'accordo su alcune cose: odio il modo in cui hanno trasformato i libri di Twilight sul grande schermo(a differenza di te i libri li ho divorati, ad oggi mi chiedo ancora come possa essere successo), non sopporto come abbiano riassunto in poche ore gli ultimi tre (ma anche quattro) libri di Harry Potter, soprattutto il sesto. La saga del maghetto per i primi sei film l'ho prima vista e poi letta, e visto che il sesto film non l'avevo capito del tutto, mi son detta: LEGGI I LIBRI SUBITO"! Se prima la saga la seguivo perchè la seguivano tutti, poi l'ho amata dalla prima all'ultima pagina. Ho cercato di immaginarmi i miei personaggi, anche se è complicato dopo aver visto Zia Petunia e Dudley con i capelli scuri per tutti quei film.
    Per la saga di Hunger Games ero preparata; l'ho letta e poi sono andata al cinema, senza aspettarmi troppo, visti i precedenti delle altre saghe.
    Ma devo dirti che sono uscita dal cinema soddisfatta, nonostante manchino personaggi e alcune scene, credo che abbiano fatto un buon lavoro tra cast e sequenza di scene.
    Per quanto tiguarda il fatto di vedere prima il film e poi leggere il libro, io farei sempre e comunque il contrario: io personalmente mi costruisco ogni scena in testa, se un'ambientazione prima la vedo al cinema, poi faccio fatica a togliermela dalla testa; se leggessi il libro dopo, immaginerei i personaggi e le scene del film. Ciò mi dà molto molto fastidio.
    Ma alle mie amiche da forse più fastidio quando mi lamento in continuazione appena uscita dal cinema per come hanno trattato il libro...mia sorella non ne poteva più di sentirmi parlare di bacchette magiche distrutte senza motivo e di duelli ridicoli dopo Harry Potter (quello che hai detto è vero, la morte di Fred lasciata così, assurda).
    Aspetta di sentire le mie lamentele quando andrò a vedere l'ultimo della saga di Twilight: si, per quanto abbiano maltrattato l'intera saga, non posso fare a meno di andare a vedere cosa hanno combinato, sono complicata.
    Ho usato troppe parentesi e frasi troppo lunghe, lo so professoressa, ma ho scritto di getto, quindi ne escono sproloqui a non finire.

    P.S. ho appena visto il trailer di Warm Bodies, tratto dal romanzo di Isaac Marion, si vedrà anche quello quando uscirà.
    Hai letto la saga di Cassandra Clare "Shadowhunters"?Uscirà il primo film l'anno prossimo, e già mi sono lamentata sulla scelta degli attori.

    E sempre bello strascrivere (cioè "straparlare con la tastiera") con te!

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    1. Oh, ma guarda che anche io ho divorato Twilight, solo che posso sempre dare la colpa agli ormoni della gravidanza che in quel periodo mi stralunavano! Fu una vera e propria droga, poi mi disintossicai di botto e da allora non riesco a capire come ho fatto a cambiare così i miei gusti in quei mesi, ma c'è da dire che mangiavo solo maionese e cioccolata. E io odio la cioccolata.
      Non ho ancora letto la Clare, al momento ho appena iniziato la Adrian e siccome in ballo ho anche la Ward e la Ione cerco di non mischiare troppa roba sovrannaturale per non dare di matto; poi ammetto, ho qualche pregiudizio dovuto ai suoi inizi con plagi di altre fanfictions che so che dovrei ignorare ma mi distrubano un po'. Tu dici che merita e che devo mettere da parte tutte le remore? Ho un Kindle e non ho paura di usarlo!

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  10. Del plagio di altre ff non sapevo niente, ma dovresti darle una possibilità, almeno per i primi tre libri della saga: Città di ossa, Città di Cenere e Città di vetro.
    E anche l'altra saga: Infernal Devices, sempre sugli Shadowhunter ma ambientata nell'800.

    P.S. io non ho la scusa della gravidanza, penso che la Meyer abbia messo della sostanza illegale tra le pagine. Non che ora non mi piaccia la saga, la adoro, ma non capisco la mia frenesia di allora.
    P.S.S.: Odi la cioccolata!?!?!?!?

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