domenica 27 gennaio 2013

I consigli dello Stregatto - Kurt Vonnegut


Questa volta vado sul classico, ma un classico sui generis: Mattatoio n. 5, di Kurt Vonnegut. Questo libro è una pietra miliare della narrativa, eppure ne ho sentito parlare davvero troppo poco. Forse perché non si sa come catalogarlo – è fantascienza? è un libro sulla guerra? -, forse perché non si sa come digerirlo – dobbiamo piangere o ridere? – forse perché non si sa se sia meglio capirlo o non capirlo. Ma va letto, davvero. Va letto. Per mille motivi, nessuno dei quali definibile a parole, ma che potete intuire dall’ultima parola del libro stesso: “Puu-tii-uiit?”.
Anche la mia recensione è breve, perché di fronte a queste pagine c’è poco altro da fare che leggere e leggere e leggere.

“Poi dicono che la letteratura di maggior valore è quella più verosimile, meno infarcita di fantasia, come se la fantasia fosse una strana malattia da cui curarsi prima della maggiore età.
Raramente ho trovato un libro di guerra tanto denso, comunicativo, sincero, privo di retorica, importante. Eppure non è un libro di guerra: è un libro di fantascienza, se proprio vogliamo essere pignoli. E magari in questo caso la pignoleria è un bene, perché ci ricorda che la guerra, come la leggiamo spesso, tutta atti di eroismo e consapevolezza e sacrificio, è davvero fantascienza, ma non di quella che ha tutto il suo spessore narrativo, di quella da due soldi, dei film di serie zeta.
La guerra è una crociata dei bambini: nessuno sa cosa ci sta a fare dentro, nessuno sa cosa accadrà il giorno dopo, l'ora dopo, il momento dopo, e questo libro inizia e finisce con un verso d'animale.
In mezzo ci sono degli strani e buffi alieni ed un uomo che più incosciente non potrebbe essere, perché se la coscienza l'avesse avuta non sarebbe stato un uomo e non avrebbe vissuto la guerra, e poi c'è l'autore, attaccato ad un telefono, a raccontare la sua guerra nello spazio, nella mente, durante i bombardamenti.
Per me, un libro che dovrebbero leggere tutti, quando sono abbastanza giovani da sapere che gli alieni non sono mai così alieni e da non sapere cosa sia la guerra, tutti quelli incoscienti come il protagonista, come ogni uomo che nasca e muoia in quell'immenso mattatoio che è l'universo.
Un capolavoro come ce ne sono davvero pochi al mondo, un libro talmente tragico da essere comico.
In tutta la sua incoscienza.”

Nessun commento:

Posta un commento