domenica 14 aprile 2013

Primo indizio

Sono imperdonabile per la mia lunga assenza, ma in questo periodo gli impegni si accavallano e il tempo libero resta pochissimo. Non sapendo come fare ammenda in altro modo, ho pensato di darvi una brevissima anteprima di ciò a cui sto lavorando (e quando? nei cinque minuti al giorno che mi restano, naturalmente) e di cui non so ancora la destinazione. Pian piano vi darò comunque qualche indizio su Acqua, sempre che vi interessi, ma intanto questo è il prologo.
Poiché sono una persona cortese ma non ingenua, tengo a ricordare che, benché si tratti di un inedito, è già stato fatto leggere a diverse persone, e la data di questo post fa fede, per cui scoraggio eventuali malintenzionati da qualunque "libera ispirazione". Ai benintenzionati, spero di regalare qualche secondo di interesse e non di noia.
Questo è il prologo, che non dice molto, ma è l'unico pezzo che ho cambiato pochissimo nelle innumerevoli riscritture che la storia ha subito fino ad ora.







Lidi ferraresi, 26 luglio 1943





Lei gli apre le braccia e il mondo tra di esse.
Lui le spegne una preghiera sulle labbra, una lacrima sulla guancia, una carezza tra le cosce.
Vorrebbe essere più sicuro, vorrebbe essere più esperto, vorrebbe conoscere il corpo di una donna per sapere come fare a restituirle tutto ciò che gli sta donando, ma lei è la prima donna che abbia mai sfiorato, annusato, assaporato.
E non cambierebbe nulla nemmeno se fosse della sua specie, nemmeno se avesse una consistenza più familiare, perché sarebbe comunque la prima, perché sarebbe comunque l’unica. Ma lei non è della sua specie, lei è carne e sangue e umanità e lui sta scoprendo che sono cose belle, la carne il sangue l’umanità, lo ha scoperto quando se li è ritrovati addosso, cambiando per lei, lo scopre di nuovo ora che è addosso a lei.
La guarda e vede tutto ciò che non poteva immaginare, tutto ciò che non sapeva di poter avere, tutto ciò che non avrebbe dovuto desiderare. Ma la desidera con un’impellenza stritolante, quel corpo fremente nell’attesa lo risucchia come un gorgo affamato e allora si spinge tra le sue gambe litaniandole sulla pelle le scuse per quel piccolo dolore che non può esimersi dall’infiggerle. Perché anche per lei lui è il primo. L’unico.
Tengono gli occhi aperti, mentre lo fanno, le iridi intrecciate le gambe allacciate i corpi così appiccicati che nemmeno la sabbia riesce ad insinuarsi tra di essi, nemmeno il mare riesce ad infiltrarvisi in mezzo.
È troppo veloce, lo capisce quasi subito, è troppo veloce e sa che lei non può stare al passo, sa che sta ancora cercando di tenere a bada il fastidio e vorrebbe riuscire ad attenderla, vorrebbe liberarla da ogni male, vorrebbe chiederle perdono ma lei ora gli sorride in quel modo che lui non ha mai capito, come gli ha sorriso sempre nella sofferenza, lei che è nata nella miseria e cresciuta tra le macerie.
Sono tempi duri, gli ha detto, per gli esseri umani. E lui ha l’impressione che siano sempre tempi duri per gli umani, perché gli umani sono una specie dura.
Forse per questo hanno bisogno di sorridere.
Forse per questo hanno bisogno di amare.
Tengono gli occhi aperti, mentre lo fanno, e in quegli occhi lui trova tutte le risposte che dimentica un istante dopo, quando arriva al culmine senza riuscire a dilazionarlo. E mentre le esplode nel ventre, il mondo intero esplode d’improvviso attorno a loro e uno scoppio di luce soffocante brucia per sempre le sue pupille spalancate.
E lei non c’è più, sotto di lui attorno a lui accanto a lui, è scomparsa in un urlo e lui striscia sulla sabbia, tastando alla cieca. Non sa per quanto tempo continua a cercarla, ad invocarla, a piangerla. Non vede più il corso del sole o il sopraggiungere della notte e non sente più niente, senza di lei. Non sa per quanto tempo resta a morire come uomo su quella spiaggia. Per lui il tempo non scorre come per gli umani e ora che lei non c’è più forse ha smesso di scorrere e basta.
Si rialza a fatica, si dirige per istinto in mare, si gira un’ultima volta verso la spiaggia, senza più vederla. Poi serra gli occhi e il mondo che lei gli aveva aperto dietro di essi.
L’ultima immagine impressa sotto le sue palpebre che stanno già ridiventando liquide è quella di lei che viene spazzata via dalla luce, sotto il suo cuore.
L’ultima immagine che lo tormenterà nell’eternità degli abissi è quella della morte della donna che ama.
Chiude gli occhi ormai ciechi, per non riaprirli più.
E si scioglie in mare.

16 commenti:

  1. Che prologo affascinante! E' così pieno di amore!
    Grazie, SuperFranci, spero di leggere anche il seguito.
    Un abbraccio,
    Stefania

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  2. Naturalmente, ho intenzione di ammazzarli tutti. Oh, oh. Questo non dovevo dirlo (Hagrid mode off).

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  3. Passione, dolore, scoperta, perdita ... cavoli Fra devo riprendermi da questo prologo !!! Pubblica il prossimo indizio velocemente please!! Sivy

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  4. Umani...non umani...
    Che cosa ti ha ispirato stavolta?
    Mi viene in mente la sirenetta che diventa spuma...
    A presto

    Mari

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    1. Questa volta ho preso l'ispirazione da un luogo, di cui prima o poi vi farò vedere una foto; tutta la storia, anzi tutte le quattro storie correlate nascono da una semplice spiaggia!

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  5. Neanche venti righe e mi ha stritolato il cuore, triturato e servito su crostini al sesamo. No ma che diamine. Come ci riesci? Già so che quando la pubblicherai mi farà piangere come una fontana.
    pinkstone

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    1. Sto cercando comunque di introdurre nella storia anche momenti più leggeri, perché ultimamente ho strabordato, anche nelle ff, con le scene catartiche, quindi spero di riuscire a farti anche sorridere!

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    2. Tranquilla, di norma altaleno risate sguaiate a momento di genuina emozione quando ti leggo. Sembro schizofrenica XD
      pinkstone

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  6. Wow. Che devo aggiungere? Non mi capacito di come oggi sia data visibilità a certi autorucoli che guadagnano a sbafo pubblicazioni per le più grandi case editrici mentre persone come te, veri giocolieri delle parole, ci regalano senza chiedere nulla in cambio perle come questa.
    Attendo il seguito, quindi... a presto!
    -Eclipse-

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    1. Ma grazie, sei gentilissima! Sono felice che il prologo sia risultato di tuo gradimento e spero che ti piacerà anche il resto!

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  7. Ci fai penare già dal prologo! Le premesse sono buone, quindi. Bentornata.
    HappyCloud

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  8. È sempre bello leggere quello che scrivi. Grazie per questo prologo, in attesa, spero, del resto.
    C'è molto stupore e gratitudine nel tuo personaggio. La curiosità su chi sia è decisamente elevata...
    Buon lavoro, soprattutto a scuola, visto il periodo...
    Cristina

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  9. E' sempre un piacere leggerti! Mi mancano tantissimo le tue storie :)
    SenzaFiato

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  10. WoW *_* sono davvero senza parole!! é incredibile, già dalle primissime righe mi hai rapito...hai un modo di scrivere incredibile non smetterò mai di dirtelo Ed4e (da efp non so se ti ricordi :))

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    1. Certo che mi ricordo, ben ritrovata e grazie!

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