martedì 23 luglio 2013

Confessioni di una lettrice

Mi perdoni, padre, perché è molto tempo che non mi confesso. Non mi chieda da quanto, non sta bene chiedere l’età ad una donna.
È che prima di venire a confessarmi pensavo di accumulare un bel po’ di roba, così magari mi fa lo sconto sulla quantità. Invece del 3x2 le propongo il 7x2, perché i peccati capitali li ho commessi tutti e vado ad elencarglieli. Si metta comodo e non apra il breviario: in questo momento parliamo di libri e non è il caso di aggiungere anche il suo al mucchio. Soprattutto se è un breviario. Qui vanno solo le cose lunghe. No, mi scusi, non volevo deriderla per la sua scelta di castità, c’è  gente che si prende apposta a martellate le dita del piede, chi sono io per giudicare. Ma se è lungo è sempre meglio. Va bene, cambio discorso. Anzi no, partiamo dalla

LUSSURIA:  Alexander me lo farei solo nei primi due libri della Simons; nel primo poi solo da metà, e nel terzo se lo può tenere lei con le sue martellate sulle dita del piede; Zsadist non glielo sto nemmeno a dire, perché se glielo dicessi capisce anche lei che dovrebbe levarsi quel collarino; non c’è due senza tre, possibilmente tutti insieme (tre sono le persone della Trinità, tre i buchi, no?), per cui tanto per fare numero dispari ci mettiamo dentro anche Gabriel, che per me è un po’ giovane, ma Virginia me lo farà crescere prima o poi. Dove le parole chiave sono “mettiamo dentro” e “crescere”. Che fa padre, piange? Abbiamo appena iniziato.

INVIDIA: Novecento vorrei averlo scritto io; o averlo anche solo pensato, prima di leggerlo; Baricco vorrei leggerlo, e pensarlo, e scriverlo, ma sempre mentre è nudo. Diciamo che gli farei un ritratto come in Mr. Gwyn, solo che non userei la penna. Beh, non la mia. Che fa, piange ancora? Ma no che non siamo tornati indietro, è che la lussuria c’è un po’ ovunque. Anche nelle sue martellate sulle dita del piede.

GOLA: non la voglio provare a fare, la ricetta dei pomodori verdi fritti, perché voglio quelli del Caffè di Whistle Stop.  Perché sono sicura che quelli siano più buoni di qualunque realizzazione dello chef più bravo del mondo, perché in quel piatto c’è il libro e nel libro ci sono tutte le vite che ci possono stare, e qualcuna in più, e quelle vite lì hanno un sacco di sapori, alcuni dolci, alcuni amari, alcuni anche cattivi, e quando mangi i pomodori verdi fritti del caffè di Whistle Stop li senti tutti, un boccone per l’amore, uno per l’amicizia, uno per la morte, uno per la violenza, l’ultimo per le risate.

ACCIDIA: ci deve essere un motivo per cui un essere umano, tempo fa, pensò che descrivere la sua battuta di caccia fosse di qualche interesse per gli altri, ma io in ogni pagina di Verdi colline d’Africa ho sognato il Prozac. In ogni pagina di Hemingway, in effetti, ma in questo libro penso che sarei pure arrivata a farmi la torta di cocaina come la nonnina che è finita sui giornali.

SUPERBIA: io potrò avere cattivo gusto in molte cose (mio marito non si capacita delle musiche che ci sono nella mia chiavetta mp3 in auto), ma ho sicuramente un gusto migliore degli editori e dell’agente che rifiutarono la Rowling. E questo mi fa pensare che, quando vedo certe nuove uscite e penso siano cagate pazzesche, magari potrei pure avere ragione; e quando leggo robe scritte da signori nessuno, che non sono state pubblicate e invece sono dei capolavori, magari potrei pure avere ragione.

IRA: perché cavolo non ho un camino? Come ci brucerebbero bene i libri di Tolkien. Già me lo vedo, il fuoco scoppiettante che farebbero. No, padre, le assicuro che sto scherzando e non brucerei mai i libri; e la capisco, per voi è un affare, con tutte quelle reminiscenze religiose: praticamente un catechismo. Ma a me Dio convince solo se è protagonista in un buon libro. Come American gods, per intenderci, ma lì non ci posso mettere mica la fede: ci sono tutti gli dei del mondo, crederci sarebbe un lavoro a tempo pieno. E lo so che i gusti sono gusti e che son tutti bravi a criticare gli emergenti ma i classici non si toccano, eppure mi pare comunque una stronzata, con rispetto parlando, padre, ma le stronzate si possono chiamare solo così, perché invece ha più senso ribadire il proprio gusto nei confronti di un classico che nei confronti di un emergente, che magari ha ancora molto da dimostrare. E poi mi scusi, ma tutte quelle ore che ci ho perso, su Tolkien, mi fanno davvero incazzare, sempre con rispetto parlando, ma l’incazzatura non è rabbia, è incazzatura. Perché quelle ore lì potevo spenderle a leggere già altro, tipo La gang dei sogni, che invece è un capolavoro. Non parla di Dio, dice? Padre, o non l’ha mai letto o lei non ne capisce niente di lettura: in quel libro c’è più divinità che in tutte le chiese del mondo. Senza rispetto parlando.

AVARIZIA: ecco, qui non sono tanto sicura, però mi spiaceva perdermene uno, di peccati, per cui troviamo comunque una via d’uscita. Magari non sarò avara quando si tratta di spendere per i libri, ma di sicuro lo sono quando si tratta di spendere troppo. Quando è troppo? Ultimamente sempre, ha fatto un giro in libreria? Ha visto i prezzi? Non troppo in senso assoluto, s’intende, un buon libro vale oro, ma siccome anche ciò che il lettore diviene leggendo un buon libro vale oro, mi pare che alla fine si arrivi pari. Io ci spendo, ma il libro spende su di me. E quindi non dovrebbero costare così tanto. Lo so che c’è la crisi, ma la crisi non la risolleviamo senza lettori. Il mondo non lo risolviamo senza lettori. Perché i lettori sono la possibilità futura, una speranza per un’umanità migliore. Già, lei ha la croce. E mi dica, quanto le è costata? Appunto. Così i libri si scaricano. E le case editrici s’incazzano (no, ormai abbiamo già risolto il problema dell’incazzatura, non torniamoci su). E non sarò specialista in economia, ma ho sempre pensato che tutta quest’incazzatura (ancora? e la smetta di piangere!) farà la fine di quella delle case musicali: porterà al fallimento. Solo che ancora non sono sicura di cosa fallirà. Perché la musica, perlomeno certa musica, è facile, e tutti comunque la ascoltano, in auto, al supermercato, per la strada, tutti la conoscono. I libri invece diventano parte della propria vita solo se si è portati a conoscerli, ma questo non accade in auto, al supermercato, per la strada. E se costano troppo, magari per alcuni non accade più. Così sì, il fallimento sarà delle case editrici, ma anche del mondo in generale. E indovini un po’ dove ho trovato la ripetizione di questa mia teoria? Nell’introduzione del collettivo Wu Ming a un libro, L’arte della guerra. Tragga un po’ le sue conclusioni.


Io le mie le ho già tratte, e come tutte le conclusioni magari saranno sbagliate, ma sono mie e mi ci aggrappo. Quindi, sa cosa le dico, padre? Non mi assolva. No, non è pigrizia, che ci vuole a recitare cento preghiere, meno di quanto mi ci sia voluto a scrivere questa confessione. Non è pigrizia, è convinzione. In fin dei conti non ho mai creduto al sonno della ragione secondo Dante: secondo me, quando pecchi, è perché lo vuoi. E io non ci sono solo affezionata, ai miei peccati: credo in loro. Come credo nei libri. Petrarca l’aveva già fatto, questo discorso, e si immaginava dannato. Almeno avrò buona compagnia.

O leggendo un libro.


Arrivederci, padre. Mi dispiace averla fatta piangere. Posso consigliarle un buon libro per risollevarsi l’umore? 

14 commenti:

  1. Adorabile!!!! Ho peccato anch'io, lo confesso...e ne vado fiera!!

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    1. E infatti "Pomodori verdi fritti" me l'hai regalato tu!

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  2. Sei terribile.
    Ti immagino inginocchiata in un confessionale (appunto ...) col famoso pantaloncino che ti costò l'allontanamento dal Duomo (?), a sbattere gli occhietti attraverso una grata.
    Mi prendo il lusso di darti un consiglio letterario, giusto per restare in tema e giusto arricchire ancora di più l'immaginario collettivo (il tuo ne ha poco bisogno, ma non si sa mai ...)
    http://www.amazon.it/Peccato-originale-Linnocenza-Narrativa-ebook/dp/B00D7ONQTI/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1374642406&sr=8-1&keywords=peccato+originale+tiffany+reisz

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    1. Scandalizzare e' un mio talento, d'altronde sono una donna imbarazzante, a detta di tutti! E ancora grazie per il libro!

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  3. Leggere questa "confessione" di prima mattina, mi ha sistemato la giornata!!!

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    1. Per le follie, conta sempre su di me!

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  4. Sei ave maria in ginocchio sui ceci, peccatrice. Anzi no scusa, la tua penitenza sarà di leggere 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire SENZA vomitare per sei volte di fila.
    Opalix

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    1. Ma che ti ho fatto di male perche' tu mi odi tanto?

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  5. Non vorrei essere nei panni del tuo confessore!Pover'uomo!
    P.S. ti consiglio vivamente il libro che ti ha linkato Maria Luisa, non te ne pentirai...pace e bene.

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    1. Accetto il doppio consiglio con gioia, i libri non bastano mai!

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  6. Siamo tutti peccatori, benvenuta nel grande club.

    Però non mi puoi ammazzare in un modo così definitivo Verdi colline, un punto fermo della mia adolescenza.

    Adoro Hemingway, almeno l'ho adorato profondamente. Ora non so, è qualche annetto che non lo riprendo in mano.

    In effetti "prenderlo in mano" è più divertente.

    tua, sempre
    patapata

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    1. Ma il mondo è ricco perché abbiamo tutti gusti diversi, se fosse per me autori come Hemingway, Fante, Bukowski non sarebbero mai stati pubblicati. Il che è anche una lezione verso i critici: ciò che per qualcuno è un capolavoro per altri è fuffa e viceversa. E questo dovrebbe spingere a pubblicare di più e non di meno!

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  7. mi avrebbe fatto piacere leggere i nomi di Alexander e Zsadist, se poi non avessi letto la parte su Tolkien.

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    1. Due su tre, è già un miracolo che gusti umani collidano tanto!

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