giovedì 26 settembre 2013

Ciò che è sacro

Lo sapete già tutti: il signor Barilla ha bollito se stesso invece che la sua pasta.
Alla trasmissione radiofonica La Zanzara il signor Barilla risponde così, a quella che era una provocazione, forse pure uno scherzo, dicendo seriamente che non farà mai una campagna pubblicitaria con una famiglia gay, perché quella di Barilla è una famiglia tradizionale. E fa capire ampiamente che per loro il concetto sacro di famiglia non comprende gli omosessuali. Ma con stupore –  stupore suo, a me pare l’unica cosa normale che ha detto – è a favore dei matrimoni gay, purché facciano quello che vogliono a casa loro e non disturbino gli altri, perché gli esseri umani sono disturbabili (io vorrei capire a cosa si riferisse, a me ad esempio disturba il tizio che mi vive sopra e che trapana alle due del pomeriggio, teme che i gay usino anche loro troppo il trapano? Teme che il suo trapano al confronto ci perda?). Ma ovviamente è contro le adozioni dei gay, e non conta che il suo interlocutore gli faccia notare che le statistiche dimostrano che i figli in una famiglia gay possono crescere benissimo tanto quanto i figli in una famiglia etero possono crescere malissimo.
Intanto i gay nelle sue pubblicità non ci vanno, perché la sua è una famiglia tradizionale in cui, peraltro, il signor Barilla rivendica il ruolo della donna che è soprattutto madre e fa la colazione per tutti. Ma il signor Barilla, sappiatello, è un uomo dalla mentalità molto aperta: la donna poi può anche lavorare. Anche sua moglie al mattino va a lavorare, ma prima ovviamente prepara la colazione per tutti coi prodotti del Mulino Bianco. Se non la prepara la moglie, suppongo, muoiono tutti di fame, e mi è quasi venuta pena per il signor Barilla, così sottomesso alle arti culinarie della moglie, mi è quasi venuta voglia di scrivergli una mail in cui gli spiego che anche lui, essere vivente portatore di testicoli, è in grado di preparare un caffè, una tazza di latte e di aprire un pacco di biscotti senza per forza dipendere dalla moglie. Anche perché è magrolino, il signor Barilla, qualcuno prima o poi dovrà spiegarglielo ai maschietti come lui che possono far da mangiare, se hanno fame. Ai maschietti etero, naturalmente: i gay lo sanno già. Ma i gay hanno dovuto arrangiarsi presto, perché loro non possono comprare i biscotti, le merendine o i panini del Mulino Bianco: sono prodotti eterosessuali per eterosessuali. Quindi da sempre i gay hanno dovuto imparare a cucinare invece che potersi solo aprire un pacco di biscotti. Ecco perché oggi sanno farlo: perché loro non possono essere una famiglia tradizionale.
Ma vediamola, la famiglia tradizionale del signor Barilla.
Quattro persone attorno a un tavolo che vivono dentro a un mulino.
Ho delle perplessità: non conosco nessuno che viva ancora dentro un mulino; non conosco famiglie tradizionali?
Mamma che cucina con i figli buoni buoni a giocare per terra e il marito che rientra in una casa da sogno trovando tutto pronto.
Ho altre perplessità: la mia casa non è neanche la metà di quella, mio figlio da solo me ne distrugge due terzi mentre io cerco di mettere su l’acqua per la pasta, spesso e volentieri a cucinare è il marito mentre io sono a scuola o fuori col bimbo; non faccio parte di una famiglia tradizionale?
Tarzan che si sveglia nella giungla al barrito di un elefante o altro verso animale (francamente non ricordo) e Jane che lo serve amorevolmente.
Devo dirvelo che ho delle perplessità? Che non credo sia mai esistito qualcuno che girava attaccandosi alle liane con un costume leopardato, e che peraltro forse il signor Barilla dovrebbe rivedere l’eterosessualità proprio di quel costume leopardato?
Antonio Banderas che parla di notte con una gallina.
Adesso ditemi che non le avete anche voi, le perplessità.
Perché so che una volta lo facevano, in campagna o nell’esercito, ma le chiamavano perversioni, con le galline.

E insomma, da ieri è scoppiato il finimondo sul web, e secondo me a ragione. Certo, c’è chi dice che non possiamo andare a guardare cosa pensa il padrone di un’azienda, perché non possiamo controllare i pensieri di tutti e magari chi ci vende l’auto è un sadico fascista e noi non lo sappiamo. Vero. Ciò non toglie che del signor Barilla lo sappiamo, ora, che è un omofobo. E peraltro lo sospettavamo già, le sue campagne pubblicitarie erano evidenti in quel senso, ma nessuno gli rompeva le scatole perché a differenza di lui gli omosessuali non fanno discriminazioni, era un suo diritto metterci chi voleva in pubblicità. Ma da qui a dire che i suoi prodotti sono per la famiglia tradizionale e sacra di cui sopra, il passo è stato lungo e fondamentalmente stupido, ha scoperto un altarino che poteva continuare a coprire ed usare e si è permesso affermazioni piene di pregiudizi, che poi ha invano cercato di rimediare in dichiarazioni successive, quando il danno era fatto e il boicottaggio era iniziato. Perché da ieri, come certo sapete, si è scatenata una campagna di boicottaggio dei prodotti Barilla e di quelli di tutto il gruppo che, mi dispiace per i biscotti, comprende anche Mulino Bianco e Voiello e Pavesi.
Non sta certo a me dire cosa è giusto o sbagliato, deciderete voi se condividete o meno il pensiero del signor Barilla. Io non lo condivido, e ho deciso che il boicottaggio lo faccio, con immensa tristezza di mio marito che adorava le gocciole extradark (ma ne abbiamo trovata una sottomarca quasi uguale). A pochi giorni dall’approvazione di un decreto che permette ancora di dire in giro che l’omosessualità è una malattia, voglio dire forte e chiaro al signor Barilla, in modo che forse arrivi anche altrove, che io alla sua famiglia tradizionale non ci credo, che io la famiglia la vedo dove c’è qualcuno che si ama e si rispetta e basta, e che se i suoi prodotti sono omofobici allora non vanno bene per me.
Che ciò che è sacro, per me, non è il mulino, non è la casa linda, non è Tarzan e di certo non è la gallina: ciò che è sacro è il diritto inalienabile dall’uomo ad amare ed essere amato, senza spaghetto che ci separi.






4 commenti:

  1. Premesso che sono d'accordo praticamente su tutto quelloc he hai scritto, e anche a me Banderas e Tarzan perplimono parecchio come esempio di tradizionale (che poi, tradizionale per chi non è proprio chiaro... in casa mia è tradizione fare a gara per chi sparecchia la tavola perchè l'altro si deve beccare peppa pig insieme alla bimba. Io perdo spesso.)... vorrei avanzare un altro punto di vista. La Barilla è una ditta privata che ha diritto a fare la pubblicità che vuole finchè non è illegale , volgare o offensiva. Se vuole rimanere retrograda e frigida e fare la pubblicità con la mamma nel mulino che porta in tavola gli spaghetti, problemi suoi, non me ne sento offesa (tanto non lo farei comunque, a casa mia ognuno alza il culo e apparecchiamo tutti insieme) ma mi pare che tagli fuori una bella fetta di mercato... più che offensiva mi sembra una pessima operazione di marketing, ma sono fatti suoi. Un'altra cosa sono le parole del signor Barilla che, è evidente, ha perso un'ottima occasione per tacere, perchè ognuno può pensare quel cavolo che vuole e purtroppo essere cretini non è perseguibile per legge... ma no, lui è dovuto andarlo a dire in un'intervista, sapendo benissimo che il momento è "caldo", che ci sono polemiche a riguardo e che la gente sta arrabbiandosi (o è già arrabbiata) per tanti fatti che riguardano l'argomento. Non riesco ancora a decidere se c'è o ci fa: è scemo o ha fatto apposta? E, se l'ha fatto apposta, l'ha fatto pensando di farsi pubblicità (della serie, parlatene male ma parlatene) o l'ha fatto per attirare su di sè l'attenzione generale sviandola dalle persone che, diversamente da lui che è un imprenditore e basta, ha potere di fare approvare o no certe leggi? Non sono una complottista per natura, ma a volte mi viene il dubbio: siamo veramente un branco di pecore cretine con un pastore che ci dice "guarda, un somaro che vola" e noi guardiamo di là mentre lui prepara la vaselina? Forse si. Con questo non voglio dire che il boicottaggio non serva, lo faccio da tempo con la Nestlè quando posso e i biscotti Conad non sono poi così diversi da quellid el mulino bianco, oltre a costare di meno il che non guasta... ma mi viene anche un po' il dubbio: forse una scelta sensata avrebbe potuto anche essere dargli del cretino come merita e smettere di dargli importanza e mantenere gli "occhi sulla pluffa". Divagazione estemporanea, ma ribadisco: sono d'accordo praticamente su tutto i post, e spero davvero che mia figlia viva in un mondo in cui non sia così importante se la mamma serve a tavolo, se lo fa un papà, se i papà sono due o se sono due le mamme. Ciò di cui i bambini hanno bisogno è un amore equilibrato e presente, di attenzione, e di buonsenso. Indipendentemente da di che sesso siano le persone da cui questo amore fuoriesce. Forse certa gente dovrebbe capire che l'amore per i figli non fuoriesce dalla vagina durante il parto insieme al bambino, viene da un'altro posto, che non presuppone la presenza della suddetta vagina.
    Opalix

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    1. Io temo sia scemo davvero, o meglio è di quelli che credono che tutto sia loro permesso perché si ritengono tanto potenti, credono che il 'popolo' li sosterrà sempre perché sono fondamentalmente convinti di avere sempre ragione, e poi credono di poter dare a bere agli altri finte scuse quando ci rimettono in soldi. Mi ricorda un certo politico. Che infatti, nei successivi discorsi, il signor Barilla ha citato come esempio di grande italiano, grande famiglia, industriale ingiustamente perseguitato...

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  2. Non ho potuto fare a meno di ridere...non c'è nulla di NATURALE in quello che pubblicizza e crea la Barilla...nemmeno negli alimenti... Solidarizzo in toto!

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    1. Ma come, la gallina non ti suggerisce l'idea di famiglia? Preferivi la mucca, vero?

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