sabato 14 settembre 2013

Il decreto rovina-famiglie

Ieri abbiamo avuto un Collegio Docenti interminabile.
Quest’anno abbiamo un bel po’ di problemi, non ultimo l’ulteriore taglio dei finanziamenti statali alle scuole che ci costringe ad abbassare il riscaldamento di un grado e a chiudere quasi tutti i pomeriggi (pensate dove siamo arrivati: a non poterci riscaldare – non ci credete quando leggete che sono aumentati i finanziamenti alle scuole, è proprio il contrario), ma ciò che ci ha tirati davvero per le lunghe è il decreto Lorenzin.
Si tratta di un decreto anti-fumo, appena approvato, che possiamo tranquillamente ribattezzare ‘decreto rovina-famiglie’. Questo il succo: d’ora in poi non sarà possibile fumare entro i confini di nessuna struttura scolastica, il che comprende il giardino o cortile interno o insomma tutto ciò che sta oltre quel cancello varcato il quale, alle otto di mattina, gli studenti non possono più uscire – no, non possiamo farli uscire un secondo dal cancello durante la ricreazione, per fumarsi una sigaretta: abbiamo chi vigila a turni ogni giorno perché restino dentro, per legge.
Prima, come tutte le scuole, anche noi naturalmente proibivamo il fumo all’interno – come peraltro in qualunque edificio chiuso – ma permettevamo a studenti e docenti di fumare all’esterno durante la ricreazione. Vi dirò, nella scuola dove sono ora eravamo anche piuttosto limitati: i fumatori avevano un fazzoletto del cortile lontano dalle finestre, in modo da non affumicare  le aule, e ovviamente munito di posacenere perché non sporcassero in giro. Una routine pulita, che non disturbava nessuno, che rispettava tutti.
Adesso ci dicono che non si può più, perché il fumo fa male – e siamo tutti d’accordo che il fumo fa male, anche io che fumo. Non sono però d’accordo che sia questo che interessi allo Stato.
Se lo Stato ci tenesse tanto a far capire che non si deve fumare, proibirebbe la vendita di tabacchi. Se lo Stato ci tenesse tanto, da questo decreto avrebbe escluso le sigarette elettroniche, che non sono in alcun modo cancerogene, a dispetto di tutte le false informazioni che lo stesso Stato distribuisce perché non vuole che la gente smetta di comprare tabacchi. Sì, mi si dirà che le sigarette elettroniche contengono nicotina e che la nicotina è un eccitante, ma mi dite che gli adolescenti non bevono un caffè o una Coca? E comunque, si possono scegliere anche senza nicotina.
Ma non è a questo, non è alla salute che tiene lo Stato: lo Stato tiene a far soldi. Il che significa che vuole vendere i tabacchi, e tassarli molto, perché sono tutti guadagni suoi. Il che significa che non vuole che passiate alla sigaretta elettronica, che con trenta euro vi sistema quasi per la vita, perciò deve proibire anche quella spacciando informazioni false su suoi pericoli che non esistono. Il che significa che anche quando ha guadagnato tutti questi soldi ne vuole ancora, ed ecco il decreto Lorenzin. Perché, signore e signori, credete davvero che gli adolescenti fumatori resisteranno sei ore senza fumare? Vi spiego un secondo come funzionano i ragazzi: quando dici loro che durante il compito in classe di latino non possono andare in bagno, sbiancano perché non riescono ad immaginare come sia possibile non andare a fare la pipì per due ore. Se il compito cade a cavallo della ricreazione, sbiancano perché non riescono ad immaginare come sia possibile saltare la merenda. Vescica debole, stomaco debole? No, adolescenza: inattitudine al sacrificio e alla resistenza. E voi credete che non fumino per sei ore, magari in quella mattina in cui hanno verifica scritta di matematica e di italiano e verifica orale di filosofia? Eddai, non ci credete nemmeno voi. E non ci crede nemmeno lo Stato.
Per cui sappiamo tutti cosa succederà: che si tornerà indietro a qualcosa il cui solo pensiero ci disgusta: agli alunni che fumano nei bagni, chiusi dentro a chiave. Perdendo la lezione, affumicando se stessi e gli altri e rovinando le famiglie.
Perché ecco il colpo di genio del decreto Lorenzin: se io, docente, becco uno studente a fumare nei bagni o in un angolo nascosto del cortile – e lo becco, perché sono costretta a fare turni di sorveglianza in ogni angolo della scuola -, adesso sono proprio io che devo multarlo. La multa va da seicento a seimila euro, a seconda della recidiva. Naturalmente non li paga lo studente: li paga la famiglia. Così un giorno vi vedete arrivare a casa una multa da seicento euro, che per molti è già la rovina, e qualche giorno dopo una da seimila. E quella è rovina assicurata. Non per lo Stato, che intasca questi soldi e può fregiarsi del titolo di colui che ha combattuto il fumo, quando ha solo combattuto per avere i vostri soldi.
Non fatelo, direte: è per questo che il Collegio Docenti è durato tanto. Noi non possiamo non farlo. Abbiamo cercato tutti gli espedienti – non tutti, a onor del vero ho colleghi stronzi e proibizionisti che si fregano le mani al pensiero di fare quelle multe – ma la cosa funziona così: se io fingo di non vedere, o mi limito a tirare un calcio in culo all’alunno, vado nei guai. Perché se si viene a sapere – e gli studenti parlano – e uno che magari io ho bocciato e ce l’ha con me mi denuncia, la multa la devo pagare io. E sappiamo che in ogni essere umano c’è un po’ di stronzisia e che in ogni studente ce n’è il doppio, quindi a dispetto del fatto che io magari abbia salvato uno di loro c’è sempre chi non si farà scrupoli a mandare in cacca me. E comunque non servono gli alunni: bastano i colleghi. E siccome vi ho detto sopra che c’è chi sta esultando per quest’assaggio di potere che non ha mai avuto – docenti deboli, che non sanno farsi rispettare in classe e che non vedono l’ora di vendicarsi a suon di multe – anche coi colleghi non sarei al sicuro, potrebbero denunciarmi. Quindi si tratta di noi o voi: se non faccio pagare voi devo pagare io. E nessuno sborserà seimila euro per permettere ad un altro di fumare. Nessuno pagherà mai al posto di un altro.
Possiamo opporci come scuola? No. Possiamo decidere un percorso alternativo, per cui la prima volta ci si limiti ad ammonire? No. Possiamo creare un angolino di due metri per due per i fumatori? No. Possiamo solo fare quello che vuole lo Stato: diventare complici nel suo furto dei vostri soldi.
Ripeto, il fumo fa male, non è questo che discuto, noi fumatori lo sappiamo benissimo. E non parlo per dispiacere personale: a me non frega nulla, io durante la ricreazione posso uscire dal cancello scolastico e fumare proprio in faccia agli studenti.
Discuto del fatto che questo decreto non fa smettere di fumare, fa solo pagare le famiglie somme che probabilmente, soprattutto in questo momento di crisi, le famiglie non possono permettersi. Se il decreto volesse combattere il fumo, vi ripeto, avrebbe permesso la sigaretta elettronica. Tutti ci sarebbero passati, e se converti un giovane che non ha ancora un vizio così radicato nel giro di un anno passa a fumare a nicotina zero. Hai eliminato un fumatore, hai un ragazzo con in mano una cannula di vapore acqueo, che peraltro fa anche un buon profumo. Ma così lo Stato ha perso le tasse dei tabacchi e le vostre multe.
Quindi, ecco cosa vi consiglio: compratevi, o comprate ai vostri figli, la sigaretta elettronica. Non quella che vendono in farmacia, che fa schifo apposta perché così chiunque la provi gratuitamente lì si convince che non fa per lui – sono molto più subdoli di quello che pensate, perciò lo Stato ha messo in farmacia quelle lì. Andate nei negozi appositi, su internet, comprate un modello come questo.
Poi fumate, o dite ai vostri figli di fumare, al sicuro di nascosto nei bagni. Perché la sigaretta elettronica non lascia traccia: il fumo non fa puzza ma profumo, non c’è cenere e se vi beccano con quella in mano non è tecnicamente accesa, è sempre fredda e non ha brace. E dunque una volta che l’avete messa in tasca – in mezzo secondo – nessuno può dire che il profumo che c’è in bagno non sia il vostro.
Comprate la sigaretta elettronica, eliminate il rischio cancerogeno in voi o nei nostri figli, poi sta a voi se passare o meno a nicotina zero, ma ribadisco, come sta a voi decidere quanti caffè bere al giorno.
Togliete dalla vostra vita il pericolo del tumore, togliete il pericolo delle multe, togliete la spesa delle sigarette normali.
Se poi voi o il figlio proprio non riuscite a fare del tutto il cambio, tenetevi qualche sigaretta normale per quando siete fuori da scuola. Io sto facendo esattamente così, il mio passaggio è graduale ma soddisfacente, ho già contagiato parenti e amici e sono certa che presto avrò dimenticato la scomodità della cenere e delle cicche per sempre. E la paura di lasciare orfano mio figlio.
In questo modo dentro la scuola avrete fregato tutti, e soprattutto lo Stato.
Non permettiamogli di fotterci così, coi tabacchi e con le multe.

Fottiamolo noi.

16 commenti:

  1. Cara Mirya, in questo tuo pezzo ritrovo la stessa identica combattività che provo io verso un proibizionismo che ci lascia inermi, che è mascherato da "utile" e serve solo a puntare il dito contro noi poveri fumatori, e a ingrossare le tasche di chi le ha già piene.
    Grazie al cielo ho smesso da un pezzo, anzi, da molti pezzi di andare a scuola, perché mi sarei davvero arrabbiata moltissimo: sarà che non coinvolgendomi in prima persona non ho drizzato le orecchie, ma davvero, io non ne avevo sentito parlare di questo decreto cucito apposta dai perbenisti. Perché ecco cos'è questo decreto: perbenista, nel senso più subdolo del termine.
    Bleah!

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    1. E anche ladri, direi. Qui è orrenda l'ipocrisia per cui ci si nasconde dietro alla scusa: salviamo i ragazzi, quando i ragazzo li salveresti con la sigaretta elettronica che ti guardi bene dal permettere perché non ti conviene.
      Io come fumatrice mi sono sempre fatta un dovere di non disturbare nessuno, non fumo in faccia ai non fumatori, in casa mia fumo solo sul balcone, non butto cicche, non sporco, e come me credo che ormai abbiano imparato a fare molti fumatori, quindi siamo molto più rispettosi noi di questa legge ipocrita.

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  2. Questa è l’Italia. Uno Stato che si spaccia per assistenzialista, che paga dalle 600 alle 800 euro al giorno per un ricovero (escluso esami ed indagini varie), che taglia ovunque senza toccare mai i veri sprechi economici. Non serve rimarcare che il fumo fa male, ma serve dire che lo stesso Stato che dovrebbe tutelare il cittadino detiene il monopolio di uno dei fattori di rischio più gravi per la salute. E questo costa. Costa allo Stato, costa a noi. Ormai la sanità sta diventando un lusso: i farmaci costano, gli esami costano, i ricoveri costano. Eppure riflettevo con mio marito che non si vedono più in giro i venditori di sigarette di contrabbando. Fino a qualche anno fa li trovavi ad ogni incrocio di strada, adesso puff, scomparsi. E poi leggo di decreti ignobili come questo e il sangue mi sale al cervello. Costa la sanità, fra poco taglieranno pure noi a pezzetti per risparmiare un centesimo, ma le sigarette non si toccano mai. Penso al guadagno immenso che c’è dietro e a quanto possa continuare a spingersi oltre l’avidità di chi ci governa e che non si fa scrupolo di rovinare non una, ma tutte le famiglie italiane.
    Questo decreto è scandaloso e condivido in pieno tutto quello che hai scritto in questo post.
    E consiglio a tutti la sigaretta elettronica, così come è stata consigliata a me da un’amica speciale, una senza peli sulla lingua (e da nessun’altra parte ^^) e coraggio da vendere.

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    1. Tu pensa anche alla falsità con cui stanno dicendo in giro che daranno contributi alle scuole e a noi invece tolgono, e addirittura abbassano il riscaldamento. Che, per intenderci, non era mica alto. Passiamo a 19°, che in certe aule e in certi edifici vanno benissimo, in altri sono inaccettabili perché le finestre non si chiudono.
      Io onestamente non so bene come mi comporterò quando mi capiterà - e mi capiterà - di beccare un ragazzo del genere. Credo che le proverò tutte per non beccarlo, ad esempio girando senza occhiali, e poi mi affiderò a qualche arcana divinità. Considerando che ho imprecato quasi contro tutte, non credo che mi risponderanno in molte.

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  3. Da studentessa non fumatrice ma con genitore fumatore , ne so qualcosa di ciò che parli ma mi permetto di dissentire in parte con quanto dici: nella mia scuola il fumo era vietato e non vi era una zona all'esterno dell'edificio in cui i ragazzi potessero fumare, quindi tutto avveniva clandestinamente all'interno dei bagno, e ciò si traduceva in una puzza incredibile, nella mancata possibilità di entrare in bagno senza affumicarsi, nello sporco - perché non c'erano certo posaceneri - e in altre varie cose poco piacevoli. Per questo motivo, l'idea di vietare il fumo all'interno della scuola sinceramente mi soddisfa, ma è pur vero che all'esterno ognuno è padrone di se stesso, quindi se durante la ricreazione un ragazzo, sempre all'esterno, decidesse di fumare la cosa non mi tangerebbe, al massimo mi dispiacerebbe...perché il fumo fa male e iniziare già da ore, anche alla tenera età di 14 anni, a fumare 10 sigarette al giorno non è il massimo. Per quanto riguarda la sigaretta elettronica, non ne conosco bene il funzionamento tuttavia se si riducono i rischi e i costi sarebbe un'ottima idea per tutti.
    SenzaFiato

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    1. Questa cosa mi sconvolge, perché da noi nemmeno ci ricordiamo di quando si fumava in bagno. Il divieto di fumare all'interno della scuola c'era già e siccome c'era modo di fumare fuori nessuno si azzardava; conta anche che in questo modo i ragazzi fumavano solo una sigaretta durante l'intervallo, il che significava meno danno ai polmoni e anche, parlo da docente, meno assenze a lezione. No, io proprio non riesco a immaginare una scuola in cui si fumasse nei bagni, così come i miei colleghi: sei stata parecchio sfortunata, però allora avresti potuto, per legge, denunciare la cosa. Il che significava magari multa per la scuola, ma per gli alunni le sanzioni erano disciplinari. Vedi, sarò stronza pure io, ma non ho alcun problema ma mettere una nota o anche a sospendere un ragazzo che fuma in bagno; io, come molti fumatori adulti, non tollero il fumo nei luoghi chiusi, fumo solo nel mio balcone e se entro in bagno e sento puzza di fumo mi viene la nausea. Quindi benissimo la nota, l'interrogazione punitiva, il debito in tutte le materie, qualunque sanzione disciplinare io possa usare per fare passare un anno atroce allo studente che ha violato la legge, in modo che ci pensi due volte prima di rifarlo e non solo per quanto riguarda il fumo. Ma la multa no, perché non la paga lui. Perché qui ormai moltissime famiglie hanno quasi tutte un membro che ha perso il lavoro, non hanno più un soldo in banca e tirano avanti con lavoretti e grandi sacrifici. La crisi è davvero brutta e ti basta aprire il giornale per leggere di padri che si uccidono perché non riescono più a comprare da mangiare alla famiglia. Non posso pensare di essere una di quelle che creerà un'altra famiglia rovinata, ma non posso nemmeno pagare seimila euro io, quindi, onestamente, abbiamo passato una mattina ad imprecare, ognuno a modo suo.
      La sigaretta elettronica non è dannosa in nessun modo. Non brucia nulla, quindi niente tumore; espiri vapore acqueo aromatizzato con profumi gradevoli, quindi niente fumo passivo né puzza di alcun genere; inspiri, a seconda di come la carichi, un po' di nicotina - ma puoi anche sceglierla a nicotina zero - ma è solo un blando eccitante come un caffè. Rischi zero, per te e per gli altri: se uno ti fuma accanto la sigaretta elettronica tu non senti alcuna puzza né subisci alcun danno. Costo: circa trenta euro, più quattro euro di liquidi una volta al mese. Una bella differenza rispetto al prezzo dei tabacchi, perciò lo Stato cerca di impedire alle persone di comprarla.

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    2. Purtroppo al Sud non funziona proprio niente, men che meno la Scuola, e il rispetto per gli altri - saremo pur liberi di andare in bagno in pace? - è inesistente. Per il resto sinceramente non mi piacerebbe abituare sin da subito i ragazzi all'uso della sigaretta elettronica, perché preferirei che da giovani quali sono smettessero di fumare e basta - non è il massimo dipendere da "qualcosa" - tuttavia se è l'unica soluzione che non danneggia la salute sono d'accordissimo.
      Vedremo allora come andrà nella mia scuola e quali provvedimenti adotteranno i docenti per fronteggiare il problema!
      SenzaFiato

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  4. Non ho mai fumato in vita mia( ma sono cronicamente dipendente dall'olio di palma contenuto nella Nutella ), tuttavia riesco perfettamente a capire il tuo punto di vista. Oltre al furto da parte dello Stato ai danni di oneste famiglie che arrivano a fine mese a mesi alterni,la cosa che mi dispiace è che imposizioni del genere vanno ad inficiare il rapporto insegnante/alunno che spesso si costruisce con fatica e dedizione. Per un adolescente non esiste la possibilità di mettersi nei panni degli altri, ma solo il divieto ai propri danni, quindi quando (e non uno il "se", perchè si è capito che la cosa avverrà al 100%) un povero Cristo sul posto di lavoro denuncerà il ragazzo beccato a fumare dove non dovrebbe, il cattivo resterà colui che ha "fatto la spia". A parte il danno economico e fisico, lo Stato regala questa ulteriore perla.
    Profia, posso solo darti una pacca sulla spalla, sapendo che non serve a nulla.
    Ah,ti chiedo solo un favore: evita di divulgare in giro la notizia che l'olio di palma crea dipendenza, non vorrie che Lorenzin o comari tassassero e/o vietassero l'uso della Nutella.

    Manila/Grazia

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    1. E in effetti questo è un altro dei problemi; come Coordinatrice io parlerò molto chiaramente ai fanciulli e alle loro famiglie per spiegare la situazione e quanto ci abbiano legato le mani, ma dubito che i fanciulli suddetti capiranno davvero.
      Tranquilla, la tua dipendenza rimarrà un segreto tra i lettori del blog...

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  5. Sembra che ad ogni decreto legge nuovo si torni indietro, altro che avanti! La parte riguardante il fumo non la sapevo, ero già rimasta sconvolta dal caro libri,che aumenta ogni anno, perchè i libri usati l'anno prima non vanno bene visto che l'esercizio 106 è diventato il 236...assurdo. Poi la carta igienica, la carta per le fotocopie mica ci sono a scuola, già vent'anni fa alle elementari portavo il rotolo di carta igienica perchè non c'erano i soldi per comprarlo.
    Quello che capisco ancora meno è l'inutilità del voto alla maturità per accadere all'università. E' come azzerare tutti i cinque anni di studio e lavoro fatto. Questo voto finale ala maturità dovrà pur servire a qualcosa?

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    1. Chiarar,
      ti confermo che ancora oggi bisogna portare rotoli di scottex, risme di carta, carta igienica e acqua.
      Purtroppo la "collaborazione" economica delle famiglie è indispensabile per la scuola.
      I bambini possono fare laboratori solo se le famiglie pagano per intero gli esperti.
      Le gite a volte sostituite da uscite a piedi sul territorio.
      Il caro libri è un dramma ed a mio avviso inaccettabile.

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    2. Ah, tu metti il dito nella piaga. Sto facendo appello a tutte le mie forze per non scrivere un poema a proposito. In generale, il passaggio dalle superiori all'Università è privo di senso, strutturato com'è adesso, com'è privo di senso anche l'esame di maturità, in cui ci si gioca una percentuale davvero troppo grande del voto d'uscita. Noi docenti da anni vorremmi che l'esame di maturità consistesse in un unico colloquio finale con importanza limitata, e tendesse invece ad essere una media di quanto sudato nel corso dei tre anni. Che poi comunque, essendo pure fatto in maniera inadatta, non serva a niente, fa aumentare la mia voglia di abolirlo e basta. Lo Stato, tra parentesi, risparmierebbe un sacco di soldi: all'incirca tremila euro per studente.

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    3. ...e avrebbe i soldi per la carta igienica e le fotocopie.

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  6. Pazzesco!!!
    A mio avviso lo Stato dovrebbe cercare di risolvere problemi reali, per i quali c'è gente che si suicida.
    Capisco che il problema fumo sia reale, ma una legge del genere a cosa serve se non a far trovare degli stratagemmi affinchè gli studenti possano fumare?
    Io, Mirya, ho la tua esatta età e, quando andavo a scuola, chi fumava cercava i posti più disparati, per non far sapere agli insegnanti che fumava e per paura che al prossimo ricevmento parenti i genitori lo scopiressero.
    Detto questo non mi stupirei se qualche ragazzo/a cercasse il modo di sfuggire ai controlli in qualsiasi modo...e diciamocela tutta, perchè siamo stati adolescenti anche noi, ed a quell'età se ti viene in mente di scavalcare il muro della scuola per non farti "beccare" e lasciare un compagno a controllare, lo fai senza pensarci due volte...con tutti i rischi del caso.

    Inoltre sono del tuo stesso avviso che dare potere a professori frustrati e deboli sia "pericoloso".

    Sia chiaro io sono contro il fumo e mio marito fuma, quindi capisco il fumatore accanito e disperato per l'astinenza da nicotina.
    Detto questo mi imedesimo nelle problematiche di quei professori, come te, che "devono dare il buon esempio" e cercare un modo per aggigare il sistema, ma è più facile a dirsi che a farsi.
    Non mi resta che augurarti GOOD LUCK, null'altro purtroppo

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  7. C'ho pensato e ripensato prima di commentare.

    Per quanto concordi pienamente sulla denuncia della schizofrenia colpevole dello Stato, sulla premeditazione del provvedimento,

    per quanto sia solidale per le tue difficoltà di ruolo, per la tua frustrazione e giusta raccomandazione all'uso della S.E....

    ho 2 problemi:

    1. la mia esperienza di docente e madre mi da maggiori speranze sulla capacità dei ragazzi adolescenti di capire, elaborare, comprendere. E scegliere di NON fumare.

    2. non posso impedire alla mia parte irrazionale e viscerale di esultare di fronte al decreto Lorenzin.

    Sono figlia di una fumatrice accanita che ha fumato pesantemente per 30 anni.
    A 14 anni ho visto mia mamma portata via in ambulanza, di notte, perchè non respirava più a causa di un enfisema da fumo. Ripresa per i capelli. Da quel momento smise di fumare.
    Sono passati più di 30 anni da quella notte, e lei porta ancora addosso i segni devastanti del fumo sui suoi polmoni.
    Lottiamo insieme a lei da anni contro il male, il dolore, la paura.

    Non fumo. Non ho mai fumato. Ho sposato mio marito ANCHE perchè non fuma.
    Stiamo facendo ogni tipo di terrorismo psicologico sui nostri figli per spaventarli a morte sulle devastanti conseguenza del fumo.
    Figlia maggiore, quasi 13 anni, sembra aver assorbito bene la lezione.

    Non so cosa mi riserverà il futuro. Ma sapere che a scuola ci saranno dei docenti che, sia pure incazzati neri per questo, impediranno ai miei figli di avvicinarsi al fumo, mi fa stare meglio. Mi da speranza.
    Mi sento meno sola nella battaglia.

    Forse ti può essere di consolazione l'idea che ci sono genitori che, da lontano, contano su di te, per tutelare la salute dei propri figli.

    con affetto
    patapata

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    1. Le opinioni diverse sono quanto di più normale ci sia; io capisco la tua posizione, basata sulle tue esperienze passate, però non posso condividerla, perché le mie esperienze da fumatrice mi insegnano che, almeno per quanto mi riguarda, nessuna legge e nessuna persona può impedirmi di fumare, se non lo decido io; anzi, paradossalmente quando qualcuno cerca di vietarmelo, mi viene maggiormente voglia di farlo. E io sono adulta: gli adolescenti hanno già di loro la voglia di dissentire a prescindere.
      Se il fine di tutto questo fosse stato far smettere di fumare, iniziativa tanto ragguardevole, sarebbe bastato rendere legali solo le sigarette elettroniche, e nessuno avrebbe più rischiato alcun danno ai polmoni. Invece questa sorta di contraddizione in termini, che peraltro rende illegale anche ciò che non fa male e che sarebbe stata l'alternativa risolutiva, non credo risulterà di alcun aiuto.
      Spero di sbagliarmi e se qualcuno si salverà i polmoni perché non può fumare in cortile durante la ricreazione, tanto meglio, sarò felice di darti ragione. Per ora vedo solo studenti che al suono dell'ultima campanella corrono fuori come missili e appena varcato il cancello fanno scattare l'accendino.

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