lunedì 27 gennaio 2014

I consigli dello Stregatto - Kelley Armstrong



Vi segnalo quest’autrice e questa serie, Women of the Otherworld, che  a me sembra molto interessante. Ho scritto la recensione solo del primo, per ora, ma in Italia siamo già arrivati alla traduzione del terzo e tutti e tre i volumi presentano aspetti innovativi nel genere: le donne sono protagoniste assolute ma non stereotipate, sono donne forti ma con le loro fragilità, i loro difetti, le loro specifiche personalità; la trama non è un accessorio per giustificare la storia d’amore, è semmai la storia d’amore a fare da contorno ad una struttura della narrazione e del mondo precisa e avvincente; le scene erotiche non sono né volgari né ridicole: sono di volta in volta appassionate, confortanti, persino comiche; lo stile è pulito, ironico, con un uso stranissimo dei tempi verbali al passato prossimo che può piacere o meno (a me personalmente non piace molto, ma è comunque un cambio di prospettiva); l’uso del narratore interno in prima persona non comporta un abbassamento del livello al colloquiale né sproloqui introspettivi, ma garantisce una certa autoironia che alleggerisce i risvolti più cupi delle vicende.
Nel complesso, una serie che consiglio sicuramente, perché può offrire spunti interessanti anche a chi, come me, si è un po’ stancato di questo genere.
Per ora in Italia sono usciti Bitten e Stolen, entrambi incentrati sul personaggio dell’unico licantropo femminile al mondo, e Dime Store Magic, che narra invece le avventure di una strega.





“Sarebbero tre stelline e mezzo, in verità, e sto ormai iniziando a trovare davvero limitativa questa cosa delle sole cinque stelline, che non permettono le giuste sfumature intermedie.
Durante la lettura di questo libro ho altalenato a più riprese tra l'alta e la bassa considerazione dell'autrice, della storia e della protagonista, e alla fine sono giunta alla conclusione che Bitten avrebbe potuto essere qualcosa di più, che abbia insomma sprecato un'opportunità.
La versione del Branco è tutto sommato abbastanza particolare e l'idea che ne esista una sola, di donne licantropo, è molto interessante. La storia è ben orchestrata, i vari caratteri si riconoscono bene, l'intrigo insomma non manca, rendendo questo libro lontano dall'ultima narrativa fantasy che relega gli esseri sovrannaturali al ruolo di comparse di un filmetto rosa di serie B; insomma, non è una storiella d'amore, è direi piuttosto una storia d'azione vera e propria, con parti anche abbastanza truculente che potrebbero piacere persino ai maschietti.
I problemi sono proprio quando si va sul sentimentale: la psiche della protagonista, che pure parla in prima persona, mi sembra appena accarezzata e non approfondita. Ha un passato orribile ed io certo non pretendo di sapere cosa si possa pensare e provare in questi casi, ma evidentemente non se lo chiede davvero nemmeno l'autrice, che si limita ad accennare al tutto dando ad Elena una maschera di freddezza che tuttavia almeno nella propria mente uno dovrebbe smettere. Il rapporto tra Elena e Clay, i veri primari, è confusionario e mancano parti importanti della storia; il passato è evocato di tanto in tanto, ma senza darci secondo me informazioni sufficienti atte a farceli immaginare in qualcosa di diverso dal sesso o dal litigio. Infine, ciò che appare immediatamente chiaro al lettore, e cioè che questi due torneranno insieme e che Elena deve stare col Branco, sembra non passare mai per l'anticamera del cervello della fanciulla, che pure non pare una cretina e che almeno un pensierino cosciente avrebbe dovuto farcelo prima delle ultime tre pagine.
Elena è, per molti versi, un personaggio mancato, una lupa mancata. La sua parte ferina è ben descritta, anzi le scene in cui è trasformata sono forse quelle migliori e più scandagliate, ma quando è in forma umana tutto si perde; fosse stata appunto sempre lupa, forse il libro sarebbe stato più convincente.
Non ho particolarmente apprezzato, ma questo è il mio gusto personale, nemmeno la strana scelta di usare il passato prossimo in luogo del più comune passato remoto: sia perché talvolta si è persa la consecutio temporum in maniera vergognosa, sia perché molti periodi, pur corretti, mi suonavano malissimo; molto più efficace lo stratagemma di rivolgersi ai lettori per condire il tutto di ironia.
In complesso questo libro è una lettura molto piacevole e la storia tiene avvinti alle pagine; conto sul fatto che i prossimi volumi della serie ne sviluppino appieno le potenzialità.”

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