mercoledì 8 gennaio 2014

Non c'è due senza due

Uno dei miei grossi limiti è che, dopo aver scritto una versione di una storia, non so scriverne di differenti. Ecco perché trovate due mie sole serie, una sulla saga di Harry Potter e una su quella di Twilight. Questo risponde purtroppo negativamente a chi mi chiede altre dramione o altre Edward/Bella: una volta stesa la mia alternativa all’originale, io ho solo quella in testa. Ci sono autrici bravissime che riescono a far conoscere e innamorare Draco ed Hermione e Edward e Bella in mille modi diversi: io ne ho solo uno e quello vi ho dato.
Però questo mio limite diventa anche un’apertura, nel momento in cui la versione che ho realizzato mi è penetrata tanto nelle ossa da diventare una variante assoluta: chi ha letto le mie serie sa che io ho concluso proprio entrambe le vicende, con combattimenti e annessi, non limitandomi alla parte romantica della vicenda. Per cui non posso darvi altre fanfictions diverse da quelle, ma, se vi va di leggere, nella mia mente le mie versioni continuano a dipanarsi, i personaggi ad evolvere, a crescere, a scontrarsi.
Da questo viene Punti, che non avevo programmato inizialmente: dal fatto che ad un certo punto – eccolo lì! – la figlia di Mab ha iniziato a pretendere il suo posto, e io gliel’ho dato; se farà altrettanto il figlio, avrete una seconda continuazione, altrimenti vedremo.
E da qui viene La mano, scaturita per un concorso che mi ha entusiasmato perché si trattava di cimentarsi con le drabble – forma narrativa quanto mai breve, assolutamente ostica per una prolissa come me. La guerra è finita, Hermione e Draco sono insieme, ma ogni giorno sento nella testa le vicende seguenti – la storia di Luna, che qui inizio, la storia di tutti gli altri personaggi, nonché proprio di Draco ed Hermione e del loro matrimonio. Man mano che queste storie si faranno vivide le scriverò, ma non sono io ad andare da loro: sono loro a venire da me, e lo fanno quando non sono invitate.
Alcuni mi hanno chiesto qualche spiegazione per La mano, quindi eccola qui:

SPOILER:
La storia parte dal momento in cui, nel sedicesimo capitolo di Per il suo sangue, Lucius Malfoy è ricoverato al San Mungo, dove si trova anche Luna per dare l’addio a Neville, che se vi ricordate Lucius ha ucciso. Lei sta guardando l’assassino del suo amato, e desidera la sua morte. Nella seconda scena siamo al cimitero, davanti alla lapide di Neville – e qui Luna desidera cessare di sentire e forse anche di esistere.  Nella terza scena scopre la gravidanza – sì, ho sempre saputo che la mia Luna era incinta nella battaglia finale; vi ho sempre detto che l’autore conosce particolari dei suoi personaggi che non rivela ai lettori: in quel momento non serviva dirvelo, ma io lo sapevo. Poi ci sono le paura di Luna: di cedere al desiderio di vendetta ed essere un mostro, di cedere al desiderio di sparire ed essere un fantasma, di cedere alla follia ed una bambina indifesa. E infine la scoperta, attraverso il primo singhiozzo del bambino dentro di lei, che tutto ciò che ora desidera è essere madre, e che quel bambino caccerà mostri e fantasmi per lei.

Per tutto il resto mi si prospetta un periodo impegnativo di ultime verifiche e scrutini, quindi ci risentiamo nel blog e nella pagina di facebook ma su efp temo che dovrete proprio aspettare.

Ah, in vergognoso ritardo, buon anno!

2 commenti:

  1. Ti capisco quando dici che ti è "entrata nelle ossa".
    Ho amato Linee in modo viscerale, motivo per cui ci volesse un giorno, una settimana o un mese sarò qui ad aspettare.
    Una mia mancanza è quella di non aver mai letto/visto Harry Potter, quindi per ora tutto ciò che è legato a questa saga non mi attira.
    Magari un giorno colmerò anche questa lacuna...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma devi! Mica per leggere me, ma per leggere la Rowling! Non ti dirò che è tutto un capolavoro, i primi libri sono ancora un po' infantili, ma se dai fiducia alla saga, andando avanti entri davvero in un mondo non solo di avventure, ma di riflessioni meravigliose!

      Elimina