domenica 19 gennaio 2014

Roba da mamme

1)      Arrivare a lavoro, vestita e truccata di tutto punto e con la massima serietà, entrare con espressione autorevole in classe, tirare fuori dalla borsa il registro elettronico e accorgersi che al posto del mouse hai messo sulla cattedra il dinosauro del patato. Quello piccolo, che quando lo tocchi ruggisce che sembra un rutto. Come adesso.
2)      Spegnere la televisione ogni volta che si vede un bambino che in qualche modo soffre. Avere qualche difficoltà a non piangere anche se la suddetta sofferenza è solo quella del culetto arrossato di una pubblicità della crema apposita. Passare il resto della giornata a chiedersi se il culetto di quel povero bimbo ora starà meglio, con la tentazione di chiamare la ditta produttrice della crema per dare consigli.
3)      Stupirsi di fronte alla scoperta che in televisione, tra uno spot della crema per gli arrossamenti del culetto e l’altro, non esistono solo i cartoni. Cambiare immediatamente canale per riportarlo su Rai Yoyo, temendo che il cuore non regga all’emozione di vedere di nuovo un programma da adulti.
4)      Ricondurre il sesso all’antica legge del denaro: poco, maledetto e subito. Per ovviare almeno al primo aggettivo e renderlo tanto, maledetto e subito, imparare a sfruttare ogni momento in cui il bimbo è distratto per darci dentro silenziosi e quasi immobili. E quando il padrone chiama, dall’altra stanza, essere comunque pronti a dire: “vengo”.
5)      Puntare la sveglia un’ora e mezza prima dell’orario di uscita da casa, sapendo che impiegherai cinque minuti per lavarti, truccarti, vestirti e preparare la colazione, un’ora a vestirlo e a fargli mangiare la suddetta colazione, e i restanti, drammatici venticinque minuti a cercare la risposta alla domanda più difficile dell’universo: “Quale gioco vuoi portare oggi all’asilo, tesoro?”
6)      Scoprire ogni giorno nuovi livelli di incazzatura, promettersi che questa volta non gliela farai passare liscia, ripetersi che se non sei ferma ora che è piccolo non riuscirai mai più ad educarlo, aprire bocca pronta ad elencare le punizioni che gli spettano per la prossima settimana, ed essere biecamente fregata da un: “Sei la mamma più bella del mondo e ti voglio tanto bene. Hai detto che mi scusi sempre, mi scusi?”. Sì.
7)      Contemplare ammirata la sua tattica di resistenza alla salute ritrovando un crostino di pane ormai fossilizzato nel suo cassetto per i giochi. Messo via, chiaramente, per i tempi duri in cui intendi fargli mangiare la verdura.
8)      Odiare Peppa Pig.
9)      Ideare, per non impazzire di noia, sempre nuove versioni delle stesse tre fiabe che lui pretende di ascoltare ogni sera prima di dormire. Ridere come una scema al pensiero di quando qualcuno gli spiegherà che la nonna di Cappuccetto Rosso non è effettivamente ammalata di sifilide e che il lupo dei tre porcellini alla fine non va a mangiare al Mc Donald’s.
10)  Comprare l’iPad per tuo marito, il quale può usarlo solo dieci minuti al giorno quando il patato dorme, perché il resto del tempo è reclamato dal suddetto patato; imparare la regola fondamentale di non istallare giochini sul cellulare, se si vuole ancora poter rispondere ai messaggi.


11)  Aggiungere opzione a piacere.

15 commenti:

  1. Aver abbandonato per sempre l'idea di possedere una borsa di dimensioni normali. A meno che l'acqua, i biscottini, le salviette imbevute, il libro preferito, l'ultimo robot con il braccio mozzo, l'automobilina decappottabile rosso fiammante non diventino improvvisamente superpocket. E lascino spazio anche a un'agendina piccola piccola ...

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    1. Le borse eleganti. Un mito, ormai.

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  2. Mi stai terrorizzando, sappilo!
    Manila.

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    1. Il terrore è tuo amico e ti salverà.

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  3. Entrare in un negozio per comprarti qualcosa per te, finalmente, è uscire con cinque cose per tuo figlio ( mia madre quando entra in un negozio di vestiti tende a farlo anche ora che ho 25 anni!)

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    1. Mi stai dicendo che questa cosa non finirà mai, nemmeno quando lui sarà grande?!

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    2. Rassegnati, i suoi "ti voglio bene" continueranno a stroncare sul nascere la tua incazzatura...

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  4. Sentirsi in colpa perchè il giorno prima ti ha dato della madre degenere che preferisce il kindle a lei, proporle un bellissimo gioco da fare insieme e sentirti rispondere: "magari domani, adesso gioco da sola"

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    1. E le volte in cui tiri come una dannata per finire di stirare e giocare con lui, e poi lui vuole solo vedere un cartone...

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  5. Goditi quell'ora e mezzo adesso che entrate "all'incirca alle 9"

    (orario variabile da provincia a provincia, ma di solito posteriore all'entrata dei fratelli più grandi).

    Poi arriveranno i micidiali anni delle elementari in cui, a meno di non vivere ad 1 m da scuola. dovrai sbattervi fuori di casa, tu e lui, senza scordarvi niente di tutto quell'universo di cose che sono richieste alle elementari e per le quali l'elenco del'oggettistica per i 3 anni ti sembrerà una bazzecola, e arrivare puntuale alla campanella ENTRO le 8 e 25!
    E che dire della prima media, che proprio non ce la fai a mandarlo da sola e, almeno i primi mesi, tenti disperatamente di farcela ad accompagnarlo e vederlo entrare, ENTRO LE 8.00!

    Focalizza anche un corollario: ora sei giovane e pimpante, ma via via che lui/loro avanzeranno di grado scolastico, non solo arretrerà tristemente l'orario di entrata, ma aumenteranno drammaticamente i tuoi anni, per cui la sveglia alle 6.30 necessaria per preparare:
    5 colazioni
    1 pranzo a portar via per il marito
    mettere in fila trattamenti medici vari
    recuperare calzini (i tuoi) da posti sbalorditivi
    darti una parvenza di aspetto civile
    salutare da lontano, separati dalla folla familiare, il marito che parte per primo
    e la maggiore che lo segue a ruota e che sopporta paziente le tue richieste drammatiche:
    <>
    <>
    controllare mentre ti lavi i denti che i 2 nani si stiano effettivamente vestendo, possibilmente in modo appropriato per la stagione
    firmare mentre ti infili le scarpe gli ultimi avvisi che i maestri delle elementari ci fanno sopra la macumba apposta per farli sparire la sera e riapparire all'improvviso la mattina
    rispondere alla chiamata della maggiore mentre sei distesa sotto al divano per recuperare il bidaman dal nano minore perchè la sera prima ti aveva incastrato a promettegli che avrebbe potuto portarlo a scuola
    ...
    dicevo, la suddetta sveglia, ad un certo punto, peserà sempre di più, e tu penserai di non riuscire a farcela a sfangare tutto ciò fino alla seconda media del piccolo.
    Ma poi ci si fa, ce la facciamo sempre, si trovano nuove forze in angolini sconosciuti dell'anima, si ricaricano le pile solo guardandoli quei cuccioli bellissimi ormai alti quasi quanto te, che pochi anni prima stavi allattando....

    PS: a quanto capisco sei in piena età dei capricci, tieni duro, finirà. Improvvisamente dai 6/7 anni si trasformano in creaturine più ragionevoli e piacevoli.
    Un'amica inglese mi passò una frase, quando c'ero dentro con la maggiore, che m'è rimasta impressa e mi è stata di grande aiuto per trovare la "nota" giusta su cui accordarmi durante le bizze della puzzola, te la passo:
    <>.

    Aveva ragione

    Lot of kissess from your english potato

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    1. Ma guarda, noi ci alziamo già alle sei e mezza. Primo perché lui comunque si sveglia a quell'ora, secondo perché io non posso certo aspettare le nove, devo andare a lavorare molto prima!
      Ma no, non è in età dei capricci, tutto sommato: è solo un normale bambino per cui sono importanti cose che io mi sforzo di valutare importanti perché lo sono per lui. I capricci li fa ogni tanto, roba normale; a mangiare invece fa schifo, ma ha sempre fatto schifo e amen, me lo prendo così!
      Un giorno inizierà a mangiare e io gli dirò di andare in pizzeria per vendicarmi di tutto il tempo passato ad imboccarlo.

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    2. Sono saltate le frasi nelle ....., boh, come si chiamano??

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    3. te le riscrivo?

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  6. Nelle virgolette; saltano sempre, quando non sono vere virgolette (quelle doppie, per intenderci!).

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  7. Ok, sarebbero:
    "Quando arrivi mi chiami eh?, mi chiami, chiamami, chiamami quando arrivi, ok? Che sennò sto male tutto il giorno, chiamami prima di entrare"
    "Sì-mamma-ok-ti-chiamo-ciao"

    "No scream, no madness, just STAND and HOLD the position"

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