venerdì 14 febbraio 2014

Ridere ridere ridere ancora

Le feste sono una scusa.
E davvero, gli esseri umani hanno sempre bisogno di scuse, quindi le feste sono la salvezza degli esseri umani.
Dico sempre che festeggerei pure la giornata del dito mignolo e sono sincera: sacra o profana, di una parte o dell’altra del mondo, di una religione o dell’altra, per me ogni festa è buona per fare e ricevere regali, travestirmi, sbaciucchiarmi, ridere. Ridere ridere ridere.
Capisco pochissimo tutte le persone che ad ogni festività si sentono in dovere di pronunciare lunghe disquisizioni contro quelle festività stesse: Natale è solo la celebrazione del consumismo, la Festa della Donna dovrebbe essere ogni giorno, Halloween non è italiano… Ridere, Dio mio, ridere.
Come ho scritto recentemente, la vita è troppo seria per prenderla sul serio.
Il novanta per cento della nostra vita da svegli lo passiamo a fare cose che non vorremmo fare, insieme a persone con cui non vorremmo essere. Prima a scuola, poi al lavoro. Ci restano i momenti serali, i weekend, a volte nemmeno quelli perché ci sono i turni, ci sono i compiti, ci sono le lavatrici. Ci resta forse mezz’ora al giorno per fare ciò che davvero ci piace. E dobbiamo anche lamentarci se ci viene data un’occasione per festeggiare? Ridere.
Non me ne frega niente di com’è morto San Valentino, così come non me ne frega niente, lo dico senza offesa, di come è nato Gesù, però festeggio entrambe le cose – rido.


Per me, San Valentino è la scusa per costringersi ad una serata libera, convincersi a depilarsi e truccarsi, lasciare senza rimorsi il bimbo dai nonni, parlare fitti fitti al ristorante e fare tutta la notte l’amore. E non venite a dirmi che lo potrei fare sempre: non lo facciamo mai, perché le responsabilità ci pesano sulle spalle e cerchiamo di assumerle con coscienza, senza mollare lavoro e bambini o altre cose solo perché abbiamo bisogno di staccare. Per questo ci sono le feste. Per darci una scusa per sfruttare almeno quel dieci per cento di vita che possiamo passare come vogliamo – perché altrimenti, spesso, in quel dieci per cento cerchiamo di portarci avanti con le incombenze del restante novanta per cento, finendo per passare il cento per cento della vita tra quelle incombenze.
Io festeggio San Valentino, festeggio Natale e Pasqua anche se non sono credente, festeggio Halloween anche se non sono americana, festeggio la Festa della Donna anche se non ho mai bruciato un reggiseno, festeggio costantemente il mio dito mignolo e rido il più possibile, perché a volte l’eco della tua stessa risata ti salva la vita quando hai solo motivi per piangere.
Siete single? Non prendetevela con chi è accoppiato. Io non me la prendo con chi ha un papà quando c’è la Festa del Papà. Ognuno ha le sue feste, le sue possibilità, le sue scuse.
E comunque, se anche siete single oggi, non significa che lo sarete per sempre. Festeggiate l’amore che incontrerete, festeggiate l’amore per i vostri famigliari, festeggiate anche solo l’amore per voi stessi – a volte è il più difficile da far funzionare.

 “Perché sono sempre storie d’amore, non farti convincere diversamente: tutte le storie del mondo, di qualunque cosa trattino, sono storie d’amore […]” (dal primo capitolo di Acqua)

Poi potete pensare che io scriva un mucchio di sciocchezze e che avete tutti i motivi del mondo per essere incazzati con la vita – diamine, lo sono sempre anch’io! – ma voglio comunque ripetervi l’ultima sciocchezza: ridete.
Ridete ridete ridete.
Perché comunque siamo tutti attesi a Samarcanda.



2 commenti:

  1. Quant'è vero, cara Mirya.
    Il fatto è che ormai va di moda, l'essere musoni intrattabili con problemi comportamentali e incapacità a relazionarsi. Si critica tutto, pensando di andare contro corrente e, così, distinguersi, soprattutto quelle poche cose che vorrebbero essere motivo di gioia e spensieratezza - anche solo per un giorno - come le feste.
    Dici bene, tu: la vita è troppo seria per prenderla sul serio. E ogni occasione è buona per ridere, ridere, ridere.

    Tua, Carlotta

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    1. Sarà anche che a volte sento che un sorriso altrui riesce a risollevare una giornata: perciò credo sia importante sorridere io per prima; magari convinco anche me stessa!

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