sabato 8 marzo 2014

Lezioni sbagliate



Io non sono una femminista scatenata e mi pare il giorno giusto per dirlo. A prescindere dalle battute – che sono davvero solo battute – non mi sento offesa ogni volta che un uomo parla di bionde tettute, ogni volta che vedo un giornalino porno in edicola, ogni volta che leggo una barzelletta sulle donne. Voglio il diritto di prendere per il culo gli uomini allo stesso modo, ma se ho questo diritto credo che l’umorismo vada sempre bene – l’importante è che non si poggi su una discriminazione mentale, ma solo sulla voglia di fare una battuta.
Dunque, non urlo allo scandalo se un uomo mi guarda il sedere – è probabile che, se è un bell’uomo, io farei altrettanto, se mio marito non mi avesse fatto firmare un contratto che mi impedisce di concentrarmi sui sederi altrui; mi arrabbio, e non poco, se quell’uomo il sedere cerca di toccarmelo contro la mia volontà, questo è certo. E mi arrabbio quando leggo storie in cui quell’uomo impara che può toccarmelo contro la mia volontà, soprattutto se sono storie scritte da donne.
Ho già parlato del problema che io vedo nelle fanfictions in cui il maschio di turno tradisce, picchia, insulta la fanciulla, ma poi, siccome è figo, gli si perdona tutto. Non sono storie che apprezzo, preferirei che le fanciulle sapessero sognare qualcosa di meglio dal punto di vista dell’amore (se la storia è una denuncia sociale è un altro paio di maniche, quella ha un senso – ma una storia in cui si vuole dimostrare che un mostro mentale è tanto amabile perché fisicamente è bello no, non la accetto). Però mi sono anche sempre detta che sono appunto fanciulle, quelle che le scrivono, in un sito di storielle gratuite, e che magari certe riflessioni le fanciulle ancora non le fanno, ancora pensano solo all’immagine dell’attore e del cantante ma, crescendo, impareranno a chiedere al loro uomo rispetto e amore.
Però ultimamente ho la sensazione che non sia sempre così. Ho letto una serie di libri veri, scritti da adulti e adulte, non proprio edificanti nel trattare le donne – donne che si innamorano poi sempre di colui che le tratta male – ed uno in particolare, di cui non farò il titolo perché non è mia intenzione danneggiare l’autrice, mi ha davvero lasciata perplessa. In questa storia lui compie una serie di azioni inaccettabili, eppure per qualche motivo è diventato l’idolo di molte ragazze e donne che pensano sia un personaggio di cui innamorarsi subito. Vediamo un attimo le lezioni che si traggono da questo libro.
Lui tromba con tutte le donne e sostiene che tutte le donne sono troie perché trombano con lui – naturalmente, e lo dice esplicitamente, per lui è diverso perché lui è un uomo. Quindi, lezione numero uno: una donna deve fare sesso solo all’interno di una relazione monogama ed ufficiale, magari con l’anello al dito, e la libertà e l’uguaglianza sessuale non esistono. Un uomo, invece, deve correre da un paio di gambe all’altro come un criceto, altrimenti chiaramente offende il suo dna maschile, ma questo non lo rende un troione, no. Lei, la protagonista femminile, è concorde: tutte le donne che vanno con lui sono troie. Il fatto che in realtà pensino di aver conosciuto una bella persona con cui costruire qualcosa non è plausibile: sono troie. Non dovevano andarci a letto. Lui sì, perché è un uomo.
Poi, lui offende tutte le donne, nonché spesso la nostra protagonista, ha alti e bassi emotivi continui – ma non siamo noi che abbiamo la sindrome premestruale? –, l’unica cosa carina che fa nel corso del libro è, una sera, mettere una coperta sulla protagonista per coprirla. Ma lei lo ama. La domanda fondamentale, ovviamente, è: cosa ami di lui? La coperta è il massimo del gesto altruista che pretendi da un uomo? Per tutto il resto lui ha un carattere schifoso, ma lei ripete che lo ama, perché? Lo dice chiaramente: perché lui è bellissimo. Lezione numero due: non conta il carattere di un uomo, se è bello bisogna amarlo. Corollario per gli uomini: non preoccupatevi di far felici le vostre donne, di rispettarle, di conoscerle, di condividere le loro passioni. Risparmiate invece tempo per andare in palestra e dall’estetista: se tornerete a casa con un bel paio di addominali e un bel taglio di capelli, lei vi perdonerà anche se vi siete appena fatti sua madre.
E l’esempio non è tanto campato in aria, perché il punto di non ritorno del libro si raggiunge quando lui si scopa delle donne molto, molto vicine a lei, ma lei, dopo una serie di fraintendimenti e insulti, lo perdona perché lui è bello. E nel momento finale, in cui io avrei tanto gradito una racchettata nei coglioni del tizio, lei invece gli si getta al collo sostenendo che non può credere che lui, così bello, voglia proprio lei, così insignificante. Ti ha offesa, umiliata, tradita, trattata come una pezza dai piedi, fa pure così con tutte le donne, e alla fine sei tu che non credi che lui voglia proprio te? Lezione numero tre: non importa che tu sia una donna valida, non importa che tu abbia un lavoro, che sia intelligente, indipendente, forte, ironica: tu non vali niente, se non sei una superfiga. E non importa quanto lui sia stronzo, irresponsabile, offensivo, sessista, donnaiolo, né che tutte, tutte le donne che incontrerai per strada se lo siano fatte e possano ridere di te: lui vale un sacco, perché è superfigo.
Ultimo momento davvero poco edificante: lei, prima di strisciare incredula ai piedi di quest’uomo troppo bello, va a letto con uno. Uno che non le piace per niente. Lo fa per motivi futili, ripicca e gelosia. Naturalmente, è un po’ in contraddizione con la lezione numero uno, quella secondo cui tutte le donne che fanno sesso senza anello di fidanzamento sono troie, ma il problema non è tanto la coerenza. Come ha scritto una mia amica, una cosa è il sesso senza amore, comprensibile e diffuso, un’altra il sesso senza piacere. La nostra protagonista non è attratta da quell’uomo. Non lo vorrebbe mai. Ad un certo punto si ritrova però con lui in camera sua, e non ha il coraggio di tirarsi indietro, perché ormai è lì. Lui, intendiamoci, non la forza, non è un caso di violenza: lei semplicemente ritiene che a quel punto non può dirgli di no. Quindi soggiace ad un rapporto schifoso che le fa pure male – non è eccitata, solo per questo le fa male, non perché lui sia violento – con un uomo che, poveretto, nemmeno se ne accorge e a cui dunque non possiamo dare colpe, anzi: lui pensa di fare ciò che vuole lei. Lui pensa, a differenza del nostro protagonista secondo cui se una donna viene a letto con te è una troia, lui pensa che questa ragazza ci stia perché vuole iniziare qualcosa. Invece lei ci sta perché ormai lui è salito in casa sua. Lezione numero quattro, orrenda lezione numero quattro: una volta che l’uomo è salito in casa tua, non puoi dirgli di no. Anni di lotta per insegnare che una donna può dire di no in qualsiasi momento inceneriti da questa scena.
Non voglio fare della polemica né criticare nessuno per le sue scelte di scrittura e lettura. Se questo vi piace, vi convince, non posso farci niente: abbiamo idee diverse. E a quanto pare io ho idee diverse da buona parte del mondo, perché il libro di cui sopra sta facendo il botto tra le donne cotte del protagonista. Vi assicuro, il mio non è un tentativo di affossarlo: auguro ogni bene all’autrice, e ogni successo possibile a chiunque, perché non vorrei mai svilire nessuno. Però lo devo ammettere, spero che questo sia un enorme fraintendimento. Spero che le lettrici così innamorate di questo personaggio in realtà abbiano letto con superficialità, tanto per svagarsi, e non si siano mai soffermate a riflettere sui messaggi e sulle implicazioni. Spero che le quattro lezioni di cui sopra siano sfuggite per sbaglio all’autrice e alle lettrici, e che, rileggendole a mente fredda, comprendano che sono terribili.
Se così è, se si tratta solo di un problema di superficialità, il mio unico appello per questa festa della donna è: smettiamo di essere superficiali. Che il personaggio maschile sia superfigo non guasta mai, ma facciamo sì che non sia l’unica cosa che chiediamo agli uomini. Chiediamo rispetto, premura, amore, fedeltà. Diciamolo ad alta voce e scriviamolo nei nostri libri d’amore, in modo che un giorno un uomo, leggendolo, abbia ben chiaro cosa vogliamo da lui.
Tanti auguri, donne, nella speranza che troviamo tutte qualcuno che abbia appreso la lezione giusta.

12 commenti:

  1. Benvenuta nel mio mondo, dove combatto da mesi e mesi per far capire su EFP che se lui è "bello e figo" NON E' UNA GIUSTIFICAZIONE se ti stupra.
    Sono senza parole.

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    1. Ho spesso in passato assistito a discussioni a riguardo... e ho avuto l'impressione che ci si trovasse di fronte ad un muro di gomma, che ti rimbalza indietro ogni tentativo di ragionare lucidamente sul significato della violenza, del tradimento, dell'umiliazione. Mi auguro solo davvero che si tratti di superficialità e non di convinzione sincera.

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  2. Auguri anche a te, Profia.
    Condivido ogni singola riga della tua riflessione e francamente spero che sia un processo reversibile. Non me la prendo tanto con le ragazzine, ma con gli adulti che hanno intorno, oltre che con gli scrittori e le scrittrici che con opere simili a quella dicui hai parlato contribuiscono ad alimentare una visione della realtà completamente distorta. Probabilmente ciò che spinge a pubblicare libri del genere esula da ogni senso di responsabilità, in fin dei conti è più semplice proporre un modello preconfezionato che cercare di indurre a una qualche forma di ragionamento o di buonsenso. Spesso si dimentica che il pubblico a cui ci si rivolge è ancora giovane e ingenuo, ancora incapace di prender ele distanze dalle cose brutte e che ambisce a vivere di pari passo con i romanzetti che "vanno di moda". Il risultato è desolante.
    Non frequento molte ragazze più giovani di me, ma mia sorella fa parte di una squadra che comprende una fascia d'età che va dai 15/15 anni ai trenta. Ciò che mi racconta a volte è allucinante e non mi riferisco alla frequenza con ui cambiano letto, quanto piuttosto al modo in cui si lasciano trattare. E quel che lascia più basite è la totale mancanza di amor proprio. Al "Perchè accetti tutto questo?" c'è sempre la giustificazione "Ma io lo amo...".
    Mi chiedo se e quando impareranno ad amare se stesse.
    Grazie, Fra.

    Manila/Grazia.

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    1. Io credo davvero che sia una questione di superficialità. Ci si concentra sulla battuta, sulla figaggine di lui, e nel farlo si dimentica la catena di eventi assolutamente inaccettabili nel mezzo. Ma davvero, in tanti, leggendo questo libro e altri come questo, trovano il tutto adorabile e ilare. Io lo trovo offensivo. Sarò vecchia!

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  3. Ciao!
    Leggo il tuo blog, ma raramente ho il tempo di commentare. In questo caso non posso evitarlo.
    Sono totalmente d'accordo con te.
    Ho riconosciuto il libro e ammetto che all'inizio mi piaceva, era ironico e divertente, un po' sopra le righe, ma ci stava. Lui è il tipico hem... "libertino"... che si comporta come un diciottenne pur avendo una trentina d'anni. Ma passi pure questo, mi sta bene. Poi arriva la parte "del non ritorno", come la definisci tu, quando va a letto con una persona molto vicina a lei. Secondo me quella scelta è inaccettabile. Ma passi pure questo. Ciò che mi ha dato terribilmente, incommensurabilmente, orribilmente fastidio è la lezione numero quattro. Non. Esiste. Al. Mondo.
    Ho sperato in un finale di riscatto, se alla fine lui avesse ammesso qualcosa del tipo: "Cara, non ho parole per scusarmi del mio comportamento. Mi sono reso conto di essermi comportato da incomparabile stronzo e che fino a ieri ho ragionato con il mio pisello anziché con il cervello. Se puoi perdonarmi, ti giuro che passerò il resto della mia vita a farti sentire una regina, per farti dimenticare tutto il dolore che ti ho inflitto."
    Ecco, con una cosa del genere, forse, e sottolineo forse (ma anche no), avrei potuto dare un voto sufficiente a questo personaggio maschile. Così come stanno le cose no, ed è un peccato perché le potenzialità c'erano. Ripeto, la prima parte del romanzo mi era piaciuta e mi aveva divertita. Peccato. In particolare per i messaggi che passa.
    Ciao Mirya!

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    1. Sì, probabilmente la situazione in qualche modo si poteva salvare. Penso ad esempio a "Tangled", di Emma Chase, in cui Drew ha come unica colpa qualche menzogna, ma non viene in ogni caso perdonato per giorni e giorni finché non dimostra a fatti e non solo a parole il suo pentimento. Probabilmente un totale cambio di registro sarebbe stato accettabile, nei limiti di un libro che in quanto libro non può essere un trattato sociale. Ma non c'è proprio stato, e questo ha pesato molto sul mio giudizio.

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  4. Ciao.Ho letto il libro di cui stai parlando, ma devo ammetterlo: non avevo riflettuto così a fondo sui personaggi.L'ho trovata una lettura piacevole, a tratti anche divertente, ma senza rifletterci su.
    Ora mi hai aperto gli occhi. Lo trovo comunque un libro carino, ma lo vedo sotto una nuova luce. Catapultando la trama nel "mondo reale" la cosa sembra meno divertente, ma è questo il bello/brutto dei libri (o delle fanfictions). Non è la realtà, è un bel mondo dove tuffarsi per qualche ora; il problema è farlo capire alla lettrice che è in ognuna di noi, ed è difficile con alcuni personaggi.

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    1. Penso che sia anche insito nel mio modo di leggere: io ho bisogno invece di valutare la credibilità, non delle storie, ovviamente, altrimenti non leggerei fantasy, ma dei personaggi. Devo riuscire a visualizzarli, a trovarli coerenti, senza per forza condividerne le scelte, ma almeno capendole; in questo caso mi è mancato proprio il contatto con una caratterizzazione che fosse, a mio parere, sensata. Magari esagero io, ma è sempre stato il punto di partenza per giudicare un libro: credere che i personaggi possano esistere, e poterli comprendere, magari non amare ma comprendere.

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  5. Partendo dal presupposto che non ho idea di quale libro tu stia descrivendo, posso solo dirti che non se ne può più di questi libr!!!
    Dopo l'onda delle 50 sfumature sembra che gli editori non pubblichino altro.
    Libri dove l'uomo è potente, è grande e la donna si annulla, diventa uno zerbino, un qualcosa da usare all'occorrenza...
    Ma stiamo scherzando????
    Bisognerebbe ricordare ai giovani d'oggi ed agli pseudo-scrittori (a prescindere dall'età) del "lavoro" che le nostre antenate hanno dovuto fare, le lotte che hanno dovuto combattere per far riconoscere i loro diritti e quindi anche i nostri.
    Vogliano progredire o regredire???
    Vogliamo ricordare loro il tipo di vita che conducono le donne arabe?
    Quelle Donne Arabe che in tanti posti vivono con 42° C con i burqa, che non possono studiare, che non possono guidare, andare in bicicletta oppure in altalena? che non devono ammalarsi perchè possono solo ricevere cure da dottori donne quando le stesse donne non hanno il diritto di studiare???
    Allora???
    Ci sta il romanzetto d'amore tutto bacini e bacetti, ma propagandare dei racconti tutto "viva-gli-uomini-belli-e-bastardi-che-ti-fanno-sentire-perennemente-in.colpa-di-essere-nate-e-per-fortuna-che-ci-sono-loro-che-ti-usano-come-un-kleenex"...

    ...scusa, mi è partita la carogna...

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    1. Guarda, parte anche a me. Non dico che tutti i libri debbano essere realistici, capisco perfettamente che un romanzo non è uno studio sociale e sicuramente nelle storie d'amore facciamo accadere cose che nella realtà non accetteremmo... ma con dei limiti, secondo me. Limiti che qui vengono ampiamente superati. Persino nelle Cinquanta sfumature, dove a me tutte le sculacciate e i frustini fanno perlopiù ridere, lui non tradisce mai la protagonista, e certo non con sua sorella! Insomma, una cosa è scrivere un libro totalmente di fantasia, ad esempio appunto sul bdsm o sui vampiri, un'altra scrivere una storia che dovrebbe essere quotidiana e anche umoristica e metterci dentro questa visione del mondo. Oltretutto, ultimamente stanno usando parecchi romanzi di fantasia per scrivere presunte 'inchieste' che dimostrano che le fantasie delle donne sono tutte volte alla violenza o alla sottomissione. Inchieste assurde, ovviamente, se leggo di un serial killer non significa che io voglia diventarlo, ma questo dimostra che dobbiamo stare davvero molto attente a ciò che scriviamo e leggiamo. Il problema, in effetti, non è che il protagonista di questo libro sia un pezzo di merda: il problema è che non viene visto dall'autrice e dalle lettrici come un pezzo di merda, ma come un sogno erotico. Come se apppunto leggendo del serial killer io continuassi a dire quanto è figo e quanto vorrei che il mio uomo fosse come lui. Per dire, Il diario di Bridget Jones, da cui questo libro ha preso tanto, ma proprio tanto, descrive un personaggio schifoso, Daniel, bello e affascinante, per cui Bridget si prende una megacotta... Ma alla fine non è con lui che va, è con Darcy, che l'ha trattata da regina. Insomma, belli e bastardi possiamo tranquillamente descriverli, ma alla fine dovremmo fare una scelta: o farli redimere, e redimere seriamente, con cenere sul capo, gesti importanti e pentimento assoluto, o farli cestinare per sempre. Almeno secondo me. E quello anche che mi spaventa sono i commenti di chi mi dice che il libro l'ha letto e lo riconosce ma non ha notato queste cose. Perché io un comportamento schifoso lo noto subito; significa forse che siamo talmente abituate a vederlo e a leggerlo che non ci fa più effetto? Questo sì che sarebbe molto grave.

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  6. Mirya, ho capito a quale libro ti riferisci.
    Ti leggo sempre e sono sempre d'accordo con quello che pensi perché spesso ci ritroviamo sulla stessa lunghezza d'onda.
    Anche in questo caso mi trovi abbastanza d'accordo: ho letto tutti i libri di quest'autrice e questo è l'unico che non sono riuscita a leggere per intero, in parte per i motivi che hai citato. Però sono più che sicura che l'autrice non sia a favore del suo protagonista e del modo in cui tratti la protagonista femminile. Questo perché nei suoi altri lavori non c'è traccia di quello che è emerso nel tuo post: sono presenti donne forti, che si fanno rispettare, che sanno dire di "no" anche al più figo di turno, che pongono delle condizioni e che non cedono mai. E' per questo che non sono riuscita a farmi piacere questo libro, perché è troppo estremo, però non si può dire che non sia reale o che i personaggi non siano credibili. Esistono donne così, esistono uomini così (purtroppo).
    Io personalmente detesto quel genere di uomo, non farà mai parte di un mio sogno erotico, nella realtà così come nei libri e nei film. Sarò sempre per i Mark Darcy.
    In soldoni, quando citi il libro mi trovi pienamente d'accordo, solo volevo spezzare una lancia in favore dell'autrice :)

    misstokio di EFP

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    1. E hai fatto benissimo; io difatti spero ci sia stato come un fraintendimento, o un qualche tipo di distrazione; o, se ciò che voleva era dare proprio l'esempio di una donna debole che si fa umiliare, spero che volesse farlo per portare il lettore a riflettere, perché è forse è stato proprio quello a stupirmi di più: le lettrici che, invece di augurare qualunque tipo di infezione urinaria a lui, lo venerano come un sogno. Ecco, quello mi ha proprio sorpresa.
      Per il resto, mi fa solo piacere sapere che quest'autrice ha scritto cose molto diverse e credo che incoraggiata da questo andrò a leggerle; tra l'altro ho proprio preferito non citarla appunto per non danneggiarla, anche perché certo non si giudica un'autrice dalla lettura personalissima di una singola opera - e poi, probabilmente, non si giudica e basta.
      Grazie per aver spezzato questa lancia, è un bel raggio di sole che si apre per me in una lettura piuttosto tenebrosa.

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