giovedì 19 giugno 2014

Quindici libri sulla cassa del morto

Io in genere sull'argomento taccio, perché non voglio infastidire nessuno: sono una piccola autrice fai-da-te e i grandi autori hanno ben altro atteggiamento a riguardo. Ma se lo dice Gaiman, allora mi posso accodare. Ci sono i sottotitoli in italiano, li potete attivare dall'angolo dello schermo, una volta esteso, sono tra la ruota e l'orologio. E grazie ad Erica che mi ha dato il link e che mi fornisce sempre spunti interessanti.

E sono perfettamente d'accordo. Non credo che la pirateria sia il male, non l'ho mai creduto, anche se sicuramente c'è chi ci lucra. Credo che nel mondo in cui viviamo, pieno di input e povero di soldi e di letture, la diffusione dei libri non si possa difendere a tavolino combattendo la pirateria, combattendo il virtuale, trincerandosi dietro muri alti che servono solo a diffondere altra povertà di soldi e di letture.
Sono certa che ci sia chi nella vita non paga mai nulla né apprezza mai nulla davvero, ma credo ci sia anche chi, come me, vuole invece investire con sicurezza. Io, ormai lo sanno anche i mattoni, leggo praticamente un libro al giorno. Non mi sarebbe mai possibile comprarli tutti, sia in termini di spazio che di finanze, neppure se li comprassi tutti virtuali. Questo però non significa che io non compri: scelgo con oculatezza. Scelgo di comprare libri magari anche solo virtuali di autori su cui già vado sul sicuro o che voglio sostenere - ho comprato tutti i libri di Alessia Esse, tanto per fare un nome noto, perché stimo il suo lavoro. Se poi il libro mi fa impazzire, dopo che l'ho letto, lo compro in cartaceo, per rileggermelo ogni volta che voglio - così ho fatto per La ladra di libri, The fault in our stars, La gang dei sogni, Fangirl. In quale rapporto stanno i libri che compro rispetto a quelli che leggo gratis? Beh, più o meno compro un cartaceo e un ebook alla settimana e non credo sia poco, anche se è meno di un terzo di ciò che leggo. Ma, e qui sta il punto, molti di questi non li avrei mai comprati se non li avessi prima letti gratis, perché non li avrei mai conosciuti. E li ho letti gratis perché mi sono stati, come giustamente dice Gaiman, consigliati e prestati in un modo che ha a che fare con un uncino alla mano e un occhio solo.
A scuola sono stata soprannominata dai colleghi 'la prof dei libri', perché presto a loro e agli alunni tutti i titoli che credo potrebbe loro interessare, indicando dove trovarli gratis. Anche qui, il risultato è sorprendente: più della metà dei libri ricevuti gratis vengono poi acquistati a pagamento e colleghi e alunni vengono orgogliosi a mostrarmi la loro copia cartacea di un autore che prima non conoscevano e che ora seguiranno fino in capo al mondo. Tre colleghi, quest'anno, hanno acquistato il kindle dopo avermi visto camminare senza smettere di leggere (ogni tanto becco i lampioni o gli stipiti, sì) e sono tornati a leggere romanzi su romanzi dopo anni in cui avevano smesso di leggere qualunque cosa non riguardasse le loro materie di insegnamento - e li comprano.
So che il mio è un comportamento anomalo, e che molti scaricano e basta, senza mai acquistare nulla. Tuttavia combattere la pirateria non convincerà queste persone a comprare. Di nuovo, come dice Gaiman, nessuno che vuole comprare il tuo libro non lo compra perché lo trova gratis. Non compri qualcosa perché ti obbligano a farlo con le minacce: compri qualcosa solo se lo desideri, e anche se entri nell'ordine delle idee che la diffusione dei libri si basa sulla sopravvivenza dei loro autori, e che pertanto se vuoi continuare a leggere devi dare il tuo contributo. Che poi, anche la parola 'devi' non ha senso: se entri in quest'ordine di idee, vuoi dare il tuo contributo. Adori l'idea che quel libro verrà ristampato e conosciuto e amato anche grazie a te. E naturalmente, adori averlo tra le tue mani, perché un giorno qualcuno te l'ha prestato, e ora vorresti avere in casa tutto ciò che quell'autore una volta prestato e ora acquistato ha scritto.
Ma lo spiega meglio Gaiman, con esempi pratici: e se lo dice lui, allora posso accodarmi alla sua voce anch'io. Il nemico non è la pirateria: il nemico è la morte della lettura. Su quella cassa da morto, il pirata mette quindici libri comprati e una bottiglia di rum per risvegliare, appunto, anche quel morto.

2 commenti:

  1. Come avete ragione!!!
    Io mi sono scoperta lettrice per caso, grazie ad un libro prestato.
    Subito dopo aver letto il primo libro quella stessa persona mi ha regalato la mia copia con tanto di dedica.
    Da quel punto in poi non ho più smesso, e normalmente ciò che mi veniva prestato veniva automaticamente comprato.
    Sono esattamemnte ciò che Gaiman sostiene...
    Mi sto avvicinando pian piano agli ebook, ma ciò che amo leggendo virtualmente devo avere fisicamente in mano.

    Come te cara Mirya, anche io leggo mentre cammino, per strada per raggiungere i vari appuntamenti, mentre mi dirigo verso il supermercato.. ed ho scoperto che la mia visione periferica funziona bene...ovvio dopo i primi alberi/lampioni ho migliorato ;-)
    Ma soprattutto, dopo quel famoso prestito di qualche anno fa, non sono mai uscita di casa senza avere un libro in macchina o in borsa.

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    1. Dalle testimonianze raccolte in giro è stato così un po' per tutti; naturalmente non dico che non si debbano comprare più libri, solo che chi legge molto non li può comprare a scatola chiusa perché non se lo potrebbe permettere, perciò spesso va sul sicuro e sceglie libri che qualcuno gli ha prestato e che ha amato davvero!

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