domenica 6 luglio 2014

Di carne e di carta / Gabriel's Inferno

Ognuno ha il diritto alle sue opinioni, per cui leggo con interesse anche le critiche a Di carne e di carta e non mi permetterei mai di confutarle.
Solo un particolare sento proprio il bisogno di chiarirlo: ho già letto almeno da parte di due o tre persone l'illazione che il libro sia stato ispirato da un altro romanzo, Gabriel's Inferno, di Sylvain Reynard, ed è l'unica cosa che voglio confutare.
Siccome sono piuttosto ostile nei confronti di qualunque tipo di plagio - chi mi segue da tempo ne sa bene i motivi -, in questo caso voglio essere il più possibile esaustiva: non ho letto il libro in questione (mi era stato consigliato, ma ho capito ad una prima occhiata che non rientrava nei miei gusti), anche se so di cosa parla e mi pare onestamente che l'unica cosa in comune sia la citazione di Dante - che, solo in questi ultimissimi anni, è stata usata anche da Dan Brown e da Francesco Gungui, decisamente più importanti di me e credo anche di Reynard. Gabriel's Inferno era inoltre in origine, se leggo correttamente, una fanfiction di Twilight, mentre Di carne e di carta è nata subito come originale. Tuttavia, se dite che vi sono delle somiglianze, è necessario che io fornisca delle prove che queste somiglianze sono casuali, perché è naturale che non possiate credere solo alla mia parola - che comunque per me è ancora sinonimo di onestà.
Vi invito allora a controllare le date: la prima comparsa di Gabriel's Inferno risale, in lingua inglese, al 2011-2012, come scritto qui. In italiano Gabriel's Inferno viene invece edito nel 2013, come scritto qui.
La pubblicazione di Di carne e di carta su efp risale al 2010, come vedete dal primo capitolo, e nel giugno del 2011 era conclusa, come vedete dall'ultimo.
Per motivi puramente temporali, è semplicemente impossibile che io mi sia ispirata a quel libro - per motivi puramente morali, è semplicemente impossibile che io mi ispiri in generale al lavoro altrui, eccezion fatta per le citazioni interne ai testi, debitamente segnate e sempre comunque limitate ad una frase o due.

Spero così di aver fugato ogni dubbio, grazie per l'attenzione.

9 commenti:

  1. Io ho letto il primo della trilogia di Reynard e mi sono fermata lì. A prescindere dall'assurdità di ritenere Mirya capace di essere scorretta con chiunque, i due libri sono proprio diversi e non possono ritenersi ispirazione l'una dell'altro, in nessun caso. Ognuno ha i suoi gusti, per amor di Dio, ma in GI il protagonista maschile è un "dantista" (in realtà ci saranno due, forse tre frasi di richiamo a Dante, molto superficiali e di impatto assai commerciale, sicché siano riconoscibili ovunque), profondamente immerso nello Stil Novo, con una sorta di ammirazione estasiata della figura femminile. C'è proprio una sovrapposizione tra Dante e il professore (scusate, ma non mi ricordo proprio come si chiama) e un libro fondato su questo, sulla ricerca della sua Beatrice. In Di carne e di carta, la dantista è Chiara, e lo è sul serio. I riferimenti a Dante non sono vaghi e confusi, ma precisi, approfonditi, taglienti, critici. La figura del Poeta resta sempre esterna, un cardine su cui si incentra la riflessione della carne e della carta: nessuna idealizzazione, qui, ma pagine e pagine di storia concreta, di una trama originale e di mature considerazioni attribuibili ad uno studio approfondito alle spalle. In due paroline in croce: una cosa è ESSERE dantisti e parlarne in un libro e un'altra è APPREZZARE il dantismo e parlarne in un libro. Il punto sostanziale è questo. E che la seta non va mai mischiata alla lana.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tesoro, io continuo a ribadirti il mio amore imperituro. Alla fine mi toccherà leggere questo libro, e mi spiace perché sento che non è nelle mie corde e non amo dare brutti voti nel mio tempo libero - lo faccio già abbastanza a lavoro!
      Comunque, grazie per tutto, lo sai.

      Elimina
  2. Ciao Mirya! Anch'io ho sentito un commento di questo tipo e non avendo letto l'altro romanzo non ho potuto argomentare sul contenuto, però la tua schiettezza è per me un dato di fatto e quindi non ho avuto alcun dubbio in proposito. Mi ero comunque riproposta di chiedertelo, giusto per sapere cosa rispondere. Ma mi hai battuta sul tempo e in modo super esaustivo. Sulla tempistica di pubblicazione non ci piove, quindi... anche chi non conosce la tua onestà può mettersi il cuore in pace.
    Poi non ricordo se sei stata tu e non ricordo dove, forse proprio qui sul blog, a fare un appunto alla James per aver fatto soldi a palate con una ff su Twilight senza farvi nemmeno cenno, nemmeno una noticina, nemmeno un grazie. Quindi niente di male se ti fossi ispirata davvero a Dante's Inferno (anche se così non è), ma per coerenza penso l'avresti messo nelle note, così come hai metto tutte le altre citazioni.
    Insomma, per quanto mi riguarda hai fugato ogni (inesistente) dubbio. Ciao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma soprattutto per me il plagio è davvero qualcosa di grave - una delle poche cose che non perdono agli autori, neppure a distanza di molti anni; c'è infatti un'autrice oggi molto famosa, che tutti mi consigliano e che io non riesco a convincermi a leggere perché so che ha cominciato plagiando.
      Mi rendo conto che magari per altri il plagio è accettabile e non grave, ma per me è orrendo, pertanto un'accusa di plagio secondo me è la peggiore delle offese. Certo è un punto di vista personale, ma credo molto nell'atto creativo e nella sua originalità!
      Spero che ora ogni illazione possa essere serenamente smentita.

      Elimina
    2. E, aggiungo, mi terrorizzava l'idea di dover leggere quel libro per scoprire le somiglianze, perché a pelle è proprio un libro che non leggerei mai; per fortuna mi hanno ampiamente rassicurato a riguardo nella pagina di facebook: l'unico punto in comune è che in entrambi c'è un professore che studia Dante. Che, per dire, è anche la storia della mia vita, che, lo giuro, non è il plagio della vita di un altro.

      Elimina
    3. Mah guarda... il plagio non l'avevo nemmeno preso in considerazione, perché è un vero e proprio reato e di sicuro non era questo il caso. E sono d'accordo, è una cosa gravissima. Le ff sono tutte plagio? Non credo, è un omaggio. Se non si specifica però che ci si è ispirati al tal libro o tal film, le cose diventano meno simpatiche. E se ancora non si può parlare di plagio, di sicuro non è una pratica corretta.
      Ma ripeto e sottolineo: non è questo il caso.
      Per quanto riguarda Dante's Inferno, non avendolo letto non posso rassicurarti al riguardo, ma da recensioni lette qua e là, non sembra paragonabile al tuo. Né come stile, né come contenuto, se non appunto per l'ambientazione universitaria e il fatto che si parli di Dante. Decisamente poco per parlare di plagio. Perché in quel caso, tanto per fare un esempio, qualsiasi romance storico è un plagio, quasi tutti parlano di vergini debuttanti che si innamorano di un libertino redento, incontrato a un ballo durante la stagione londinese.
      Vogliamo parlare dei distopici? Ne ho letti un sacco che partivano da un'idea simile, ad esempio l'uniformare l'umanità (Delirium, Divergent, The giver e potrei continuare), ma leggendoli è evidente che non sono plagi. L'idea di partenza può essere simile, ma lo sviluppo, lo stile e la storia sono completamente diversi. Basta un minimo di senso critico. Ma soprattutto, bisogna averli letti. Per fare un altro esempio, un romanzo che deve ancora uscire in Italia di Lauren Oliver, se leggi la trama sembra praticamente identica a Hunger Games, ma sono certa che il romanzo sarà tutta un'altra cosa. Di sicuro lo leggerò, prima di dare un giudizio.
      Così come dovrebbero fare tutti.
      Ho blaterato un po'... Sorry! Ma posso solo immaginare quanto la cosa debba essere disturbante per te, e il cicaleccio era di conforto. Spero non ti abbia solo ubriacata. (Che a ben pensarci, anche in quel caso potrebbe avere un risultato terapeutico). No ok, adesso smetto. Promesso. :)

      Elimina
  3. Ciao cara Mirya!
    Io ho letto tutta la trilogia Gabriel's inferno e ti assicuro che l'unico elemento in comune con il tuo Di Carne e Di Carta è la passione per Dante.
    Non ricordo nessun'altra analogia tra le due storie.
    Mi spiace che si parli di plagio perchè è un reato grave e punibile...
    Che amarezza...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Può capitare: magari questi lettori non sono molto attenti, magari hanno letto con superficialità o non conoscono la genesi di "Di carne e di carta". Nessun problema, pubblicando ci si dà in pasto a qualunque pubblico e si deve saper far fronte con un sorriso a tutto, l'importante per me era chiarire l'equivoco con delle prove inconfutabili, e spero di averlo fatto!

      Elimina
    2. Egregiamente direi...

      Elimina