mercoledì 2 luglio 2014

Di fili, invidia e case editrici

Piccolo momento di riflessione.
Ultimamente ho letto nel web parecchie discussioni non tanto pacate contro gli autori che sono stati pubblicati da una casa editrice, soprattutto quando i suddetti autori avevano esordito da autopubblicati. Non mi sono piaciuti i toni, ma soprattutto non mi è piaciuto il fatto che tutte le critiche mosse ai libri venivano da persone che quei libri non li avevano letti.
Questa è una delle battaglie che combatto ogni giorno in classe e non posso esimermi dal combatterla anche nel web: avete tutto il diritto di criticare un libro, un film, una canzone. Ma per farlo dovete aver letto il libro, visto il film e sentito la canzone. Critiche basate sul 'sentito dire', sulla recensione altrui, sulla parte estrapolata dal contesto, sul 'mi fido dell'amico del mio amico che ha detto che...' appaiono, onestamente, delle immense rosicate.
In particolare quando la critica finisce con l'affermazione diffusissima: pubblicano solo della merda facile da vendere mentre io, che scrivo cose tanto belle e tanto profonde, non vengo preso in considerazione perché io non mi svendo né accetto scorciatoie. Il che ha come corollario che chi pubblica con una CE si è svenduto e ha accettato scorciatoie - conoscenze, spinte di ogni tipo, persino prestazioni sessuali.
Personalmente voglio sia chiara la mia posizione di dissenziente: non la penso così. Chi pubblica, secondo me, se lo è meritato, che quel che scrive mi piaccia o meno - e prima di deciderlo, leggo sempre tutto il libro. Può esserselo meritato perché ha effettivamente scritto quel che mi pare un capolavoro ma anche solo perché ha saputo toccare le corde giuste nel lettore - non è che questo sia poi così semplice e non è vero, come in tanti dicono, che basta scrivere di sesso e di violenza per vendere. Ci sono milioni di libri che trattano di sesso e di violenza, vendono un giorno e il giorno dopo si passa al prossimo libro di sesso e violenza. Se un libro che pure contiene sesso e violenza emerge sugli altri, qualcosa di diverso c'è e chi ha la mente lucida dovrebbe cercare di capire cosa sia. Questo non significa scrivere a nostra volta di sesso e violenza, se non è nelle nostre corde: significa vedere il filo che ha allacciato il lettore, che deve trovarsi da qualche altra parte, rifletterci e poi magari anche scartarlo perché non fa al caso nostro. Ma mai dire che è un filo di merda, perché non stiamo solo offendendo autori che non conosciamo: stiamo offendendo anche i lettori. E comunque, se allargate un attimo la ricerca, vedete che non sono solo libri di sesso e violenza che vengono pubblicati dalle CE. Sono i libri con un filo.
Naturalmente le CE non sono moderni Mecenate, non promuovono l'arte per l'arte, promuovono la vendita, dunque è necessario che un autore venda per attirare la loro attenzione. Mi chiedo cosa ci sia di strano in questo e come sia possibile immaginare altrimenti. Anche qui, non sto giustificando in tutto ogni operazione commerciale, alcune scelte hanno lasciato perplessa anche me, come ad esempio, come scrivevo qualche giorno fa in pagina, quelle dei titoli e delle copertine. Ma io giudico da lettrice, non da editrice, e posso auspicare che la CE tenga in considerazione le mie preferenze da lettrice, ma non posso pretenderlo.
In conclusione, mi intristisce molto continuare a leggere queste discussioni accese e punteggiate d'invidia. Io non ho mai mandato un mio manoscritto ad una CE, ma se lo farò e la CE mi risponderà di no o non mi risponderà affatto, non penserò che sia perché qualcuno ha praticato sesso orale con l'editore scavalcandomi. Penserò che il mio manoscritto non andasse bene, perché non era all'altezza o perché non avrebbe venduto.  E soprattutto, non penserò mai di non aver pubblicato perché qualcuno mi ha 'soffiato' la pubblicazione: il mondo non funziona così, in generale e non solo per quanto riguarda le pubblicazioni. I successi degli altri non sono stati rubati a voi. Potete avere successo comunque, anche se lo hanno gli altri. L'invidia è una forma sottile di autocompiacimento, mancanza di autovalutazione, pigrizia mentale, anche, perché ci impedisce di rimboccarci le maniche. Se desideriamo raggiungere un traguardo dobbiamo lavorare per farcela, non sputare su chi ce l'ha fatta.
E poi magari quel traguardo non lo raggiungeremo nemmeno mai, ma almeno ci siamo impegnati e siamo stati onesti con noi stessi e corretti col resto del mondo.

Dunque, congratulazioni ai due o tre nuovi autori autopubblicati che sono stati scelti nell'ultimo anno da una CE. Vi auguro tutto il successo possibile.

9 commenti:

  1. Condivido il tuo punto di vista. In particolare sulla necessità di esprimere il proprio giudizio solo su ciò che si conosce, in questo caso solo se si ha letto il libro in questione. In alcuni casi il mio pensiero in merito ad alcuni libri pubblicati dalle CE era che, per i miei personalissimi gusti, non valevano la carta su cui erano stampati. Ma se vendono, evidentemente a qualcuno piacciono e mi sta bene. "Il mondo è bello perché è vario" è un luogo comune che ha una verità di fondo e non mi permetto di giudicare i gusti altrui. Se a me un libro non piace, semplicemente non comprerò più nulla di quell'autrice o di quel genere. Punto. Un'accesa discussione sui gusti altri è di una infinita e inutile stupidità.
    E il discorso dell'aver "soffiato" la pubblicazione sa tanto da volpe e l'uva.
    La mia soluzione a queste problematiche è non immischiarmi in discussioni senza alcun intento costruttivo, ma solo distruttivo. Se non fornisco legna all'incendio, ci sarà più probabilità che si spenga in fretta. La legna la tengo per il barbecue, che è molto più utile. XD
    Ciao Mirya! E complimentissimi per la tua permanenza in top 100 da più di 10 giorni! Due colleghe hanno comprato il tuo libro, una l'ha già letto e apprezzato (l'ha letto in un giorno solo!) e l'altra lo leggerà a breve. :)

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    1. Totalmente d'accordo e chiarisco meglio una cosa: se poi i libri che vendono entrino o meno nella storia della letteratura è non solo un altro discorso, ma anche un discorso che non possiamo fare, non essendo veggenti. In passato sappiamo che tanti grandi non hanno venduto quasi nulla e hanno fatto la fame, quindi il mio non è un inno alla qualità di ogni libro che vende: è una presa di coscienza che quel libro vende e, magari, il mio no, senza venarla di invidia.
      Però, grazie anche a te, per ora il mio libro vende il suo piccolo ammontare quotidiano e davvero, sei stata meravigliosa a spacciarlo in giro! Grazie ancora!

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  2. Quando la "roba" è buona si spaccia da sè. XD Comunque, prego!

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  3. Mentre leggevo (spiaggiata sul divano come mi si addice in questo momento) pensavo "come mai si è sentita in dovere di scrivere una riflessione tanto scontata e ovvia?". Aspetta prima di offenderti. Perchè poi ho pensato che tu, a differenza mia, hai a che fare con ragazzi delle scuole superiori e sei molto più attiva di me sul web quindi è possibile che la mia percezione dell'ovvio sia meno oggettiva della tua. Ma questo è ancora più triste. Dovrebbe essere ovvio che la critica si fa su qualcosa che si CONOSCE. Dovrebbe essere ovvio che criticare rosicando è sterile e triste. Dovrebbe essere ovvio che invece di rosicare per i successi altrui bisogna mettersi a lavorare su se stessi. Dovrebbe esserlo, invece viviamo una situazione culturale e sociale in cui è normale dare la colpa all'arbitro/al giudice/alle raccomandazioni altrui/agli altri per i nostri mancati successi, invece di chiederci se quel successo lo meritavamo davvero. Quindi no, non hai perso tempo a scrivere una cosa scontata, ma hjai domostrato per l'ennesima volta di avere l'intelligenza e la sensibilità necessarie per capire che qualcosa aveva bisogno di essere messo nero su bianco. E tu, il tuo successo (e molto altro ancora che ti auguro con tutto il cuore) te lo meriti fino in fondo: per me sei un piccolo esempio di passione, dedizione e forza d'animo, e il fatto di non invidiarti ma di avere la speranza di imparare da te tante cose mi fa capire che forse sono sulla buona strada. Un bacio!!!
    Opalix

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    1. Tesoro, quasi quasi mi commuovi. Non farlo mai più.

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  4. Oddio ho persa il mio commentooooooooooo
    Provo e riscrivere il tutto...porca pupazza!!!

    Sono perfettamente d’accordo con te Mirya.
    Le opinioni ed i commenti sono soggettivi, ma devono essere validati e non riportati.
    Non mi piace chi per “partito preso” (o copiato) riporti un commento senza essere a conoscenza dell’argomento in prima persona, che sia un libro, un film, una persona, un ristorante…
    Tipo?
    Si parla male degli stranieri che arrivano in Italia in cerca di fortuna, ma ti posso assicurare che conosco alcuni di loro che potrebbero assolutamente insegnarci a vivere!! In Italia son tutti santi e solo gli stranieri farabutti???
    Ho comprato un libro che aveva spopolato sul web ed era un’emerita cagata…ops, ho detto cagata??
    Mi hanno parlato malissimo di un ristorante? Ho provato e spesso ci torno.
    Non sono a conoscenza del forte dibattito virtuale su un libro “soffiato”, ma a me lascia perplessa il fatto che in libreria i titoli in mostra siano: toccami, guardami, legata, viziata, … e spesso mi piacerebbe conoscere chi autorizza l’editing dei libri di questo opinabile filone in voga…sarà forse perché io non ci campo vendono libri???

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    1. Sul problema delle copertine e dei titoli ho parlato in pagina: ci sono scelte editoriali che si basano sul presunto gradimento del pubblico e che spesso, ti assicuro, non piacciono agli autori, che tuttavia si trovano con le mani legate. Io sollecito appunto i lettori a far sapere tramite le recensioni quale sia il loro reale gradimento, in modo che la CE si renda conto che non ha venduto grazie a quel titolo, ma nonostante esso, e si decida a cambiarlo e a rispettare maggiormente le scelte iniziali dell'autore.

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  5. Credo nella libertà di opinione, nelle critiche costruttive e che questo mondo non appartiene ai furbi. Mi piace pensare che il successo, quello vero, se non è meritato non dura a lungo. So benissimo che la delusione delle aspettative è frustrante, ma danneggiare autori emergenti con allusioni poco edificanti è scorretto soprattutto se si parla senza cognizione di causa. Ci vorrebbe uno pseudo patentino per gli opinionisti e i critici, personalmente valuto importante da chi viene espressa la valutazione (se poi questo è qualcuno che ha sentito dire, non ha letto o viste le tematiche ... , non lo considero per niente). Mi pare di capire che il mondo dell'editoria è una giungla (si lo so non solo quello) ma forse non servono gli artigli affilati per andare avanti, basta una bella corazza, e tanta determinazione. Purtroppo o per fortuna, non lo so, anche in questo campo la moda detta legge ed è normale che le case editrici effettuino i propri calcoli sulle richieste del momento, a volte è anche questione di fortuna e tempi giusti.
    Mi piace leggere questi tuoi piccoli momenti di riflessione perché spesso mi ritrovo in ciò che scrivi e traggo personali considerazioni da contestualizzare nella mia quotidianità (non sai quante volte mi trovo a dire ai miei figli di non guardare dove o come arrivano gli altri ma di pensare a dove vogliono arrivare loro stessi e su quello lavorare). Per finire confesso che dopo un paio di consigli dello Stregatto, visto che valuto da chi viene l'opinione, ora vado sul sicuro quando cerco nuove letture e spio tra le tue preferenze. Visto che non ho altre vie per farlo, colgo l'occasione per complimentarmi con te per il meritato successo del tuo e-book e .... avevi ragione, l'ho trovato fantastico anche nella nuova versione!
    Stez.

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    1. Io dico lo stesso al mio, spingendolo ad impegnarsi e non a cercare di sminuire gli altri.
      Guarda, anche io seguo i consigli delle persone che stimo - e ti ringrazio di seguire i miei - ma solo quando siano consigli favorevoli: se mi dici che un libro ti è piaciuto molto è probabile che io ne sia incuriosita e lo legga e poi mi faccia la mia opinione, ma se mi dici che non ti è piaciuto non mi faccio comunque fermare, deciderò poi io come lo trovo.
      Difatti io mi limito solo a consigliare i libri che ho amato e mai a sconsigliare quelli che ho detestato, che pure ci sono!
      Grazie mille per aver letto e apprezzato l'ebook!

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