giovedì 31 luglio 2014

Donne che odiano le donne

Sono fermamente convinta dell'uguaglianza dei sessi in quanto a diritti, e allo stesso tempo consapevole che quest'uguaglianza è ancora lontana da raggiungere, e non solo nei paesi in cui le donne sono legalmente o religiosamente sottomesse, ma anche nei paesi in cui questo non appare. Credo che la mentalità patriarcale sia radicata persino in noi donne, ogni volta che troviamo naturale riordinare da sole mentre lui si fa la barba o la doccia, ogni volta che accettiamo una battuta che in fondo non ci fa per niente ridere, ogni volta che accettiamo che la cura dei figli sia spostata anche solo del dieci per cento in più sulle nostre spalle, ogni volta che gli concediamo di usare un tono che noi non useremmo mai, ogni volta che scherziamo sulla sua incapacità di arrivare alla lavastoviglie invece di arrabbiarci perché caricare la lavastoviglie tocca più della metà delle volte a noi, e soprattutto, ogni volta che in qualche modo crediamo ci siano delle motivazioni per uno stupro - era vestita in modo eccessivo, si è fatta caricare in macchina da uno sconosciuto, ha letto le Cinquanta sfumature (davvero, questa è stata scritta su facebook qualche giorno fa e mi fa ancora rabbrividire).
Credo, dunque, di potermi definire una femminista - e il femminismo, mi raccomando, non è nella mia accezione cercare di portare la donna sopra l'uomo, ma al suo stesso livello -; detto ciò scrivo romance. Leggo di tutto - e quando dico di tutto non uso un modo di dire, io leggo davvero di tutto, dalla saggistica al comico all'horror ai fumetti a qualunque cosa vi venga in mente -, ma scrivo romance, perché mi piace. E non ho sempre scritto romance, e forse non li scriverò sempre, ma al momento lo faccio con grande gioia, perché mi diverte e credo sempre che scrivere senza divertirsi sia sterile e brutto.
Perciò, quando leggo o sento note autrici femministe che si scagliano  contro le donne che leggono e scrivono romance, io credo che senza rendersene conto stiano facendo esattamente il gioco del maschilismo. Credo che, ogni volta che una donna viene sottostimata perché legge o scrive storie d'amore, quando le stesse storie sono perfettamente lecite agli uomini, si stia facendo una pericolosa distinzione sessuale - e si dimentica che anche una come la Austen ricade nel mucchio.
Per dimostrare che siamo pari agli uomini, in quanto a diritti e per carità anche doveri, e certamente in quanto a capacità, non dobbiamo certo smettere di leggere o scrivere storie romantiche o uniformarci agli uomini quando sono gli uomini ad essere limitati, per scelta o per necessità, ad esempio costringendoci ad indossare i pantaloni quando c'è caldo e la gonna è più fresca.
Rifacendomi ad un bell'intervento dicevo ieri sulla mia pagina di facebook che mi pare anzi che la mente della donna abbia una marcia in più, da questo punto di vista, non perché è più intelligente, ma perché è priva di quei pregiudizi che fanno dire ad un uomo che non leggerà mai un romance - eppure quell'uomo si è innamorato, si spera per lui, e si spera anche che insegnerà l'amore ai suoi figli.
Mi intristisce continuare a vedere questa discriminazione sessista verso chi legge e scrive storie d'amore, come se l'amore fosse una forma di debolezza tutta femminile, invece che un punto di forza da insegnare anche agli uomini - è un mio mantra, lo ricordate? E mi intristisce che a fare questa discriminazione siano altre donne che si considerano femministe. Tra l'altro qualche giorno fa, sempre su facebook, ho postato un articolo sul cyberbullismo praticato proprio dalle donne contro altre donne, tutte, vittime e carnefici, schierate dalla parte del femminismo.

A volte penso che siamo le peggiori nemiche di noi stesse.

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