venerdì 8 agosto 2014

I consigli dello Stregatto - Graeme Simsion

Dalle vacanze vi scrivo un consiglio di lettura che spero adatto per rilassarsi e divertirsi.
Non sto a presentarvi la storia editoriale di L'amore è un difetto meraviglioso, che peraltro trovate scritta ovunque, anche nel libro stesso. È un caso editoriale, ma stavolta non è stato questo a bloccarmi a lungo. Mi ha bloccato l'unico suo difetto, di cui parlerò alla fine.
In Di carne e di carta ho citato un film, Qualcosa è cambiato, che vi consiglio caldamente, perché è un film stupendo con uno stupendo Jack Nicholson. Allo stesso modo e quasi per lo stesso motivo vi consiglio questo libro, in cui non c'è Nicholson ma c'è la citazione di quel film.
Il protagonista, Don, è infatti un personaggio affetto da un disturbo della personalità - che lui, da scienziato, giustamente considera un'opportunità genetica -, molto simile all'Asperger e caratterizzato da assoluta mancanza di empatia. E forse anche di capacità emotive. Don organizza tutto al secondo, ha un programma nutrizionale settimanale per cucinare sempre gli stessi cibi calibrati per una dieta sana col minimo spreco di materie prime e tempo, adotta lo stesso atteggiamento pratico e funzionale nei confronti dei vestiti e probabilmente anche delle persone: perciò, quando decide di prendere moglie, non lo fa per i classici motivi (voglia di avere qualcuno da amare, di condividere pensieri e sentimenti, di costruire una famiglia), ma per il sensatissimo motivo che gli uomini sposati vivono di più. E tutto continua sensatamente, nella tua vita, fino a quando la donna meno sensata del mondo lo costringe a scoprire che, forse, nemmeno in lui tutto funziona così razionalmente.
Questo romanzo è, prima di tutto, un libro comico, ed è comico nel momento in cui scardina e ridicolizza molti aspetti del classico romanticismo esasperato dei libri - capirete bene perché una donna che ha fatto fare una dichiarazione tramite una supposta l'abbia adorato. Quando lei gli chiede se lui la trovi bella, Don le dice di non averci nemmeno fatto caso. Quando si prospetta per loro l'occasione di fare l'amore, Don si esercita con uno scheletro per imparare le posizioni di un manuale e naturalmente si presenta al fatidico appuntamento col suddetto manuale. Don non solo non è romantico: non vuole esserlo, perché non comprende la necessità di esserlo, come non comprende la necessità di vestirsi bene, fare complimenti, parlare in modo che non sembri robotico alle altre persone. E questo lo rende magnifico, in quanto personaggio complesso, vero, fuori da ogni canone e cliché. Rosie, la protagonista, è più comune ma non per questo meno credibile o approfondita: anche perché in fondo non è così comune dare un'opportunità a uno come Don. Attorno a loto ruota una certa gamma di personaggi secondari che in qualche modo, filtrati attraverso lo sguardo di Don, appaiono quasi ridicoli nella loro umanità - e credo sia questo il messaggio del libro, che ciò che ci rende umani può essere ridicolo, ma è appunto ciò che ci rende umani e che perciò anche Don alla fine dovrà accettare di essere un po' ridicolo.
Ma non aspettatevi un protagonista serioso o tutto d'un pezzo: in realtà lui ha imparato da tempo che i suoi atteggiamenti e comportamenti non sono socialmente accettabili e scatenano l'ilarità negli altri, e invece di contrastarla l'ha aumentata, esagerando proprio quegli atteggiamenti e comportamenti perché gli è più facile far ridere che essere compatito. E non aspettatevi un topo da biblioteca tutto cervello e niente corpo: Don è un abilissimo genetista, ma proprio per questo dedica larga cura alla salute del suo corpo, solo che non lo fa per aspirare a canoni di bellezza ma a canoni di salute. Per cui è esperto di arti marziali, impara, col suo cervello strepitoso e il suo fisico allenato, in pochi giorni a ballare perfettamente, nonché tutte le posizioni sessuali possibili. Don è un anti-cliché e non potete non volerlo conoscere.
Lo stile è fluido, veloce, diretto, ma non spoglio o secco: seguire i pensieri di Don è un viaggio psichedelico che bisogna proprio fare una volta nella vita. Se dovessi scegliere un libro chiave per chi ama leggere e scrivere storie d'amore sceglierei questo, proprio perché ci costringe ad affrontare i cliché delle storie d'amore senza smontarli, ma guardandoli dal di fuori, ridendoci sopra, e poi comunque accettandoli, perché in fondo la vita è fatta di cliché.
Dunque, cosa mi ha frenato a lungo, qual è il difetto di questo libro?
La copertina e il titolo della traduzione italiana. Ne avevo parlato qualche tempo fa nella mia pagina di facebook e lo ripeto: le CE italiane stanno sbandando. Discutendone con un'amica che ha a lungo lavorato con una casa editrice, ho imparato che, a fronte dei suoi tentativi di restare fedeli all'edizione originale, la casa editrice continuava a proporre traduzioni e copertine sulla scia di precedenti successi editoriali o di quello che credeva piacesse al pubblico; siccome poi il libro così proposto riscuoteva successo anche lui, la strategia si dimostrava vincente. Già in quell'intervento nella mia pagina io chiedevo a voi lettori come me di dire la vostra, perché non credo che le CE si comportino così per cocciutaggine: credo lo facciano per ignoranza, nel senso non offensivo del termine: ignorano che in realtà non è stata la loro scelta di copertina a vendere il libro, il libro si è venduto da solo perché è bello.
Dunque, eccoci qui, con un romanzo secondo me stupendo, che esce in lingua inglese col titolo The Rosie project (perfetto e coerente, dal momento che nel libro si parla di due progetti fondamentali, il progetto moglie e il progetto padre), e una copertina dolce ma anche ironica, proprio come Don e come tutta la storia. Poi eccoci in Italia, con L'amore è un difetto meraviglioso (che peraltro non c'entra nulla con la storia) e la copertina tra le nuvolette. 


Io non l'avrei mai letto se un'amica di cui mi fido non me l'avesse consigliato a tutto spiano, come ora lo consiglio a voi.

Dunque, alle case editrici dico: il libro l'ho letto non grazie alla copertina e al titolo, ma nonostante essi. Ed esorto i lettori che condividono la mia idea e che magari apprezzeranno il libro a comunicarla pubblicamente, perché qualcosa inizi a mutare sugli scaffali delle librerie.

2 commenti:

  1. Ciao Mirya. Ho letto questo libro l'anno scorso e mi è piaciuto molto. Sono perfino riuscita a farlo leggere a mio marito, che di libri ne ha letti 3 in tutta la sua vita. Avendolo sul reader, sono riuscita a non mostrargli né copertina né titolo orrendi. L'ho pubblicizzato alle amiche con il titolo originale, parlando della trama e solo alla fine rivelando il titolo in italiano, a bassa voce e un po' vergognosa... Quindi condivido in pieno la tua recensione, sia a proposito del libro, sia sul discorso CE. Buone ferie!

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    1. E io ho fatto lo stesso, come poi hanno fatto con me. E' un vero peccato perché credo che questo libro potesse arrivare a molti più lettori, se restituito nella sua idea originale.

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