giovedì 12 febbraio 2015

L'uomo dei sogni

Mi si dice che pretendo troppo dai romance, che ci leggo troppi messaggi, che insomma dovrei solo godermeli rilassata e sognare sui protagonisti. Il fatto è che la maggior parte di quei protagonisti per me non sono un sogno, ma un incubo. Che se ne incontro uno così dal vero chiamo la Polizia, mi barrico in casa, mi compro uno spray al peperoncino e mi interrogo sulla deriva del DNA umano.
Ma insomma, sono solo storie d’amore, no? Sì, e allora io voglio qualcosa di cui potermi innamorare, di cui poter dire alle mie alunne di innamorarsi (senza dover chiamare la Polizia, barricarsi in casa, comprarsi uno spray al peperoncino e interrogarsi sulla deriva del DNA umano). Perché se fossero storie di denuncia, l’orrore avrebbe un senso. Se fossero storie di cronaca, purtroppo, di nuovo, l’orrore avrebbe un senso. Se sono storie fatte per sognare l’amore, allora che io possa sognare l’amore, credere nel lieto fine, immaginarmi il ‘vissero per sempre felici e contenti’ e non il ‘visse per sempre a stretto contatto con la Polizia, barricata in casa, con uno spray al peperoncino in una mano e ricerche genetiche nell’altra’.
Pare però che io appunto pretenda troppo, e allora mi sembra giusto fare una lista delle cose che pretendo da un personaggio maschile, per potermene innamorare. Se vi sembrano ‘troppo’, non tenete mai conto delle mie recensioni, né positive né negative: significa semplicemente che abbiamo sogni diversi.
1) Non deve essere un mafioso, un assassino, uno stupratore, un nazista. Insomma, deve avere una fedina penale pulita. Accetto furtarelli giovanili di cui poi si è ravveduto, ma il resto no.
2) Non deve picchiare la sua donna, né violentarla, né umiliarla, né ricattarla, né costringerla a fare sesso con in suoi amici, né chiuderla a chiave in casa, né proibirle di lavorare o di vedere le sue amiche. Insomma, non deve essere il suo aguzzino.
3) Non deve scoparsi le sue amiche e/o sua sorella e/o sua madre; in generale, non dovrebbe comunque tradirla, a meno che non siano in una relazione aperta e/o non definita e/o in pausa di riflessione; in quel caso sarebbe preferibile comunque che non lo facesse davanti a lei o in salotto mentre lei è nell’altra stanza.
4) Preferirei che non fosse drogato e/o alcolizzato, ma posso ancora sognare su una storia di guarigione: in questo caso si tratterebbe più forse di una storia di cronaca che di un romance vero e proprio, ma se fatto bene sarebbe bellissimo. Ma se lui non ha alcuna intenzione di smettere e usa l’alcol e le droghe come scusa per i punti 2 e 3, non mi affascina per nulla.
Per me questi sono i punti fondamentali, questi sono uomini di cui io non solo non posso sognare, ma che non farei mai avvicinare a me, ai miei amici, ai miei alunni, a mio figlio.

Per voi è chiedere troppo? Chiedete qualcosa di diverso, di più o di meno?

13 commenti:

  1. secondo me i protagonisti maschili dei romance non dovrebbero essere belli, primo perché se passano tutto il tempo in palestra a far addominali e in bagno a spinzettarsi le sopracciglia probabilmente hanno la zucca vuota, e secondo, se lei è così polla da potersi innamorare solo se lui ha gli occhi azzurri e i bicipiti gonfi non riesco a immedesimarmi.
    ma forse il problema è che sono sapiosessuale.

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    1. "Sapiosessuale" è magnifico. Se non sbaglio, è quell'orientamento sessuale opposto al fallocefalo, vero?
      Io invece sono attratta dai personaggi belli in generale, o, meglio ancora, belli l'uno per l'altro, in modo che l'attrazione diventi qualcosa di personale. Cioè, in tutta la mia vita non sono mai riuscita ad avere una storia con un uomo che a prima vista avevo catalogato come 'brutto', il che però non vuol dire che i miei uomini fossero belli, solo che piacessero fin dall'inizio a me.
      Ma che non siano fallocefali, decisamente.

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    2. io invece mi sono innamorata di un uomo che al primo incontro non solo ho catalogato come brutto, ma mi sono chiesta "e adesso, con questo, che ci faccio?"
      da un sacco di tempo aspetto di leggere un romanzo in cui capiti qualcosa del genere, in cui lei cambi la prima pessima impressione puramente estetica quando lo conosce.
      finirò per scriverlo io

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    3. In tal caso vorrò sicuramente leggerlo!

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    4. Mi unisco a Mirya, lo leggerei anch'io!
      Ci sono fin troppi esempi di uomini che considerano bella una donna solo a mano a mano che la conoscono (Elizabeth Bennet era solo "tollerabile" all'inizio, prima di diventare "una delle più belle donne" che Darcy conoscesse), ma nessuno -che io abbia letto- di donne che si innamorano di uomini che non reputavano bellissimi a primo impatto. Sembra che le donne siano creature insopportabilmente superficiali, soprattutto quelle scritte da donne. Serve una voce fuori dal coro che redima quelle di noi che sanno andare oltre le apparenze!

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  2. Ciao Mirya,
    credo che i tuoi punti non debbano essere messi in discussione, nessuno!
    Vanno bene personaggi normali, con lavori normali, non andiamo a cercare Navy Seals o astronauti, mi è sufficiente un contabile o un operaio, l'importante è la trama: come ti trasformo "medioman" :-P

    azzurropillin se scrivi facci sapere...

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    1. E l'importante è che non sia pericoloso!

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  3. Mi vengono i brividi al pensiero che libri con protagonisti simili possano essere considerati romance. Io, al massimo, li etichetterei come thriller, gialli oppure semplicemente horror, tanto mi disgusta la cosa. Per fortuna non li ho mai né visti nei miei giri virtuali né letti, quindi non ho perso nulla.
    Ciò che mi stupisce davvero è quanto siano lontani dalla realtà. Apprezzo un libro oltremodo fantasioso (Pirandello docet) ma, da come scrivi, sembra che in certi casi la situazione sia giunta al paradosso. Io mi chiedo se queste autrici (perché non dubito del fatto che siano tutte donne) si siano mai chieste cosa farebbero se incontrassero davvero un tipo come il protagonista del loro libro. Come reagirebbero? Come farebbero a fidarsi? Cosa ne direbbero la loro famiglia e i loro amici? Ho visto parenti di un assassino essere additati e colpiti da stigma sociale, evitati come la peste, licenziati, guardati con sospetto, considerati come bombe ad orologeria perché, se tuo/a padre/madre/fratello/sorella/cugino/a/zio/a ha commesso un crimine, allora anche tu prima o poi farai lo stesso. Anche se si tratta di uccidere. Per quanto io trovi sbagliato questo atteggiamento, è più facile avere una reazione di diffidenza -persino alla notizia di qualche piccolo reato remoto (i furtarelli di cui parli, ad esempio)- piuttosto che immaginare un sentiero rose e fiori (e scommetto che in qualcuno di quei romanzi il protagonista si redime, convertito dal Vero Amore). A quanto pare, invece, queste sedicenti scrittrici di belle speranze vivono in un universo parallelo, uno in cui la tua migliore amica va in brodo di giuggiole al saperti fidanzata di un mafioso (pensa che bella vita!); tua madre, che ti ha sempre raccomandato di trovare un "bravo ragazzo", accoglie con calore un violentatore; e tuo padre, che i tuoi ex li aveva guardati tutti in cagnesco, improvvisamente fa l'amicone con il tuo attuale boy, che si fregia del titolo di assassino (e, a tempo perso, drogato e spacciatore). In barba al buon senso, codeste pulzelle affette da acefalia congenita accetterebbero di intrattenere relazioni affettive ed intime con tipologie umane che ogni mamma descrive ai propri figli come "malintenzionati". A questo punto, io chiuderei il libro e chiamerei un centro di igiene mentale. Altro che best-seller.

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    1. In molti casi, come dici tu, si parla ovviamente di redenzione, ma a parte il fatto che dobbiamo scrollarci di dosso l'idea che gli uomini siano lì per farsi redimere, è anche vero che in questi casi non si parla mai di redenzione da un incidente. Ovvero, non si parla di qualcuno che in un momento di stanchezza ha causato un incidente con vittime e poi si è pentito di aver guidato stanco, ma di assassini prezzolati, mafiosi, e stupratori consapevoli di ciò che stanno facendo.
      Ora, l'uomo in questione può giurarmi finché vuole che è cambiato per amor mio, ma se fino a ieri ammazzava persone per soldi, io, sarò diffidente, ma non lo faccio entrare in casa mia. E chiamo la polizia.
      Purtroppo davanti a considerazioni come queste, la risposta di molte ragazze al momento è che si tratta di fantasia e la fantasia non va confusa con la realtà.
      E quel che non riesco a capire è quando la fantasia sul principe azzurro si sia trasformata nella fantasia sul sicario stupratore. Insomma, mi mancano proprio i fondamenti per capire cosa ci sia di bello in questa fantasia, perciò sono così perplessa.

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  4. La penso esattamente come te Mirya, anche perchè vedo la scrittura come "portatrice di messaggi". Quello che non capisco è come mai non dai una possibilità anche a chi scrive romance in modo diverso.Io vedo che leggi libri d'autore, fantasy, leggi molto.Non sono in cerca di pubblicità facile, ma perchè diavolo non ti leggi anche ciò che ti proposi? Spero tu capisca a cosa mi riferisco. Poi ne riparliamo. Credo non sia più il tempo della ribellione verbale, credo sia ora di combattere con le nostre armi, sul campo.E poi metter a confronto questi moderni "eroi".Con stima
    KP

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    1. Perché non leggo per 'dovere', non sono una blogger letteraria; ovvero non scrivo recensioni per professione: non me ne ritengo all'altezza e non avrei il tempo, dato che già scrivere è qualcosa che mi ritaglio a fatica di notte. Leggo per puro piacere e curiosità ciò che mi colpisce, e tra tutto quello che mi colpisce scelgo di recensire pochissime cose su cui ho davvero qualcosa da dire, perché per recensire quelle comunque devo ritagliarmi altro tempo.
      Se trovo un libro carino e basta non ho nulla da dire a riguardo, conta anche che leggo quasi un libro al giorno e pertanto quelli che trovo carini sono moltissimi: dovrei abbandonare lavoro, famiglia e scrittura per recensirli.
      Ricevo tanti consigli di lettura e ne seguo pochissimi perché la maggior parte delle volte quei consigli non sono nelle mie corde; attualmente c'è una sola persona che ha capito perfettamente i miei gusti e quando mi consiglia un libro lei vado sul sicuro.
      In genere faccio una prima lettura veloce di ogni libro, che mi richiede circa un quarto d'ora, poi decido quando leggerlo davvero, a seconda dell'impulso e del desiderio; al momento non ho quell'impulso, perché in ciò che mi hai consigliato ho notato lati per me positivi e lati per me negativi, e non avrei nulla di particolare da dire a riguardo.
      Non pensare mai a me come ad una blogger letteraria, perché non potrei mai esserlo: sono una lettrice casuale e appassionata, ma nulla di più. Quel tipo di compito è proprio di chi lo fa con competenza e professionalità, e proprio non posso essere io. Mi spiace se ti ho dato un'impressione sbagliata, ma ti prego di credere che il tuo consiglio si trova in mezzo a cento altri consigli simili e che mi sarebbe impossibile dare rilievo a tutti, perciò scelgo in base ad un opinabilissimo gusto personale.

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  5. Ho capito.Ero curiosa di vedere cosa trovavi di "negativo" nella figura maschile e non alla ricerca di recensioni forzate. Siamo proprio all'opposto. Pur lavorando e tenendo famiglia, io leggo ad istinto, non ho preconcetti e neppure persone fidate da ascoltare.Ma se trovo un libro che mi prende sono io che martello in giro per farlo conoscere.Fino ad ora mi è successo con tre autori, tra i quali tu. Per il resto mi spiace di esser scivolata tra i "cento consigli", davvero.
    Keihra

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    1. Non ho trovato nulla di negativo nella figura maschile, fino a metà (per ora non ho proseguito); ho avuto dei problemi con la punteggiatura, come ti ho scritto, e questo tende a frenarmi. Devi anche capire la deformazione professionale: insegnando italiano ci sono cose che mi saltano agli occhi con insistenza e per quanto cerchi di proseguire con la lettura poi la pupilla torna indietro, con la voglia di prendere la penna rossa.
      Non ti dico quando trovo i refusi nei miei scritti: praticamente mi trasformo in una banshee che può prendersela solo con se stessa!
      Come hai visto, ogni tanto anche io resto colpita da qualcosa, che non è necessariamente il libro dell'anno, ma che in qualche modo mi ha conquistata e fatta pensare, e quel qualcosa poi lo consiglio subito in pagina; ma anche a me capita di rado e questa è proprio una questione di gusti; suppongo ad esempio che di mio non consiglierei "Di carne e di carta", lettura che considero carina, e se sono così prudente con me stessa, figurati con gli altri!
      C'è anche da dire che le persone che mi seguono lo sanno, sanno quanto siano centellinati i miei consigli e forse proprio per questo in genere prestano ad essi attenzione.
      Io posso scegliere un libro in base ad una recensione, al titolo, alla sinossi (tanto, la sinossi per me conta moltissimo perché è il biglietto da visita dell'autore), ma anche io non ho preconcetti: leggo dagli Harmony all'horror ai classici; solo che quel che leggo deve davvero colpirmi ed è umano che, più leggi, meno cose ti colpiscono perché per forza le storie finiscono per assomigliarsi (come è sempre stato dall'alba dei tempi, peraltro). Comprese le mie, sia ben inteso.

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