giovedì 9 luglio 2015

Il peso dell'imbecillità

Io sono magra. Per meglio dire, sono realizzata con molta economia: sono bassa, ho le ossa sottili, poca carne addosso, poche curve, tutto piccolo (di piede porto il 36).
Sono sempre stata così e il mio peso, da ormai dieci anni a questa parte, oscilla tra i 44 e i 46 chili; il picco massimo l’ho raggiunto in piena adolescenza, con sviluppo ormonale e 50 chili addosso. Mai oltre. Il picco minimo l’ho raggiunto durante la malattia, ma da molto ormai sono tornata del mio peso solito, che è quello per cui sono stata ‘programmata’ geneticamente alla nascita.
Ora, chiunque mi conosca da un po’ sa che questa è la mia costituzione. Succede peraltro che se mi si vede in costume ci si accorge che sono proprio proporzionata così, che non potrei essere altrimenti; ma è ovvio che io non giro in costume, perciò accade che a volte metta anche dei vestiti addosso e che puntualmente trovi l’imbecille che mi ferma e mi dice: “Ma quanto sei magra? Ma perché non mangi?”
Se quell’imbecille, in passato, siete stati anche voi, con qualcuno, quel qualcuno può aver reagito in questi modi, con cui ho spesso reagito anche io.
1) “Ma grazie, lo prendo come un complimento!” Quando in realtà sta pensando che sei almeno a quota 8 nella scala da 1 a 10 delle offese, non tanto per cos’hai detto, quanto perché ti sei permesso di farti gli affari suoi e di sindacare sul suo corpo e la sua alimentazione, cosa che nessuno ti ha chiesto e nessuno ti ha permesso.
2) “Guarda, sono sempre stata così di costituzione.” Quando in realtà sta pensando che non dovrebbe proprio spiegare a nessuno la sua costituzione, così come non dovrebbe spiegare a nessuno la sua funzionalità intestinale, e che comunque se in anni che lo conosci non hai ancora capito che è così allora hai dei problemi di connessione logica.
3) Sorride e se ne va. Quando in realtà sta pensando che è la decima volta che qualcuno glielo dice in quella giornata e che il decimo, che sei tu, vince una bambolina all’idiozia.
Sono offensiva nel dirlo? Non più di quanto siano quelli che giudicano il mio peso. Lo farebbero con una persona sovrappeso? La fermerebbero tutti i giorni per dirle: “Ma quanto sei grassa, quand’è che ti metti a dieta?”. Oso sperare di no, sebbene tema che ci siano anche esemplari di questa categoria di australopiteco. E allora perché farlo con i magri? Non capisco, cosa pensate che vi possa rispondere una persona a cui dite che è troppo magra e che deve mangiare di più? “Oh, cavolo, grazie per avermelo fatto notare, in questi quasi quarant’anni di vita non mi sono mai resa conto di essere magra, vado subito a friggere un panzerotto ripieno e a strafogarmi di dolci!”
 Ma soprattutto, cosa pensate che a sua volta quella persona pensi di voi? Il prossimo passo quale sarebbe, prendermi le misure del seno e del sedere? Come vi permettete di giudicare il mio corpo? Un corpo che peraltro io ho accettato serenamente da molto tempo, che ho imparato ad apprezzare com’è e con cui convivo in salute e tranquillità, io che non mi permetterei mai di dire una parola sul corpo e l'alimentazione altrui.
Una volta ho spiegato tutto questo a una persona che mi aveva appunto ripetuto per l’ennesima volta che sono troppo magra. Il giorno dopo questa persona si è scusata molto, dicendomi che era dispiaciuta perché non ci aveva pensato. E va bene, benissimo: noi magri purtroppo ci siamo abituati, e sappiamo che in molti casi non è cattiveria, ma proprio mancanza di riflessione. Ma non ho il tempo né la voglia di ripetere tutto questo ogni giorno, per cui, per favore: iniziamo tutti a farci gli affari nostri, per quanto riguarda il peso. Iniziamo a capire che ‘sei troppo grassa’ e ‘sei troppo magra’ sono comunque giudizi che non ci competono, che non dovremmo mai dare, che infastidiscono e offendono anche.
Stamattina, alle 8,40, il primo imbecille della giornata è stato un uomo che mi ha visto dal giorno della mia nascita, che dunque mi ha sempre, sempre, sempre visto così, e che pure ha avuto per l’ennesima volta da disquisire del mio peso, con un sorriso sulle labbra, appena mi ha visto, fermandomi per quello che secondo lui era un piacevole scambio di battute.
Normalmente nemmeno ascolto più, ma di prima mattina forse sopporto meno l’imbecillità, perché non ho ancora inserito la modalità ‘ignora gli imbecilli’, che richiede sempre un po’ di riscaldamento delle sinapsi prima di entrare in funzione.
Ed ecco la ragione di questo post: ignoriamo gli imbecilli, ma cerchiamo anche di ridurre il numero di imbecilli al mondo, non comportandoci da tali.

Pesiamo le nostre parole e il nostro comportamento, e non il corpo altrui.



10 commenti:

  1. Ah te lo dicono anche se sei sovrappeso, le persone imbecilli campeggiano in ogni spettro dell'esistenza umana, dal troppo poco, al troppo troppo.

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    1. L'evoluzione ha lasciato indietro molte creature, a quanto pare...

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  2. Non sono mai stata particolarmente magra, ma neanche particolarmente grassa, ho una forma prettamente mediterranea e ho delle anche che non diventano più piccole neanche perdendo dieci chili al mese. Penso che anche dopo morta saranno così: grosse, rotonde, solide. Dopo il quarto intervento il mio addome è diventato più flaccido, in fin dei conti quattro tagli sempre nello stesso punto sono tanti anche per gli addominali più scolpiti. Ultimamente il mio corpo è meno sodo e ho un po' di pancetta in più, ma non sforo il mio peso forma (MIO peso forma, non ipotetichi chili che dovrebbe avere una persona alta 1,60 cm, quello che non mi fa sembrare una balena e neanche una denutrita). Beh, non mi ritrovo gente che mi ferma per strada chiedendomi se sono incinta?! A me! E sanno anche com'è andata la storia della gravidanza...

    - Oh, ciao Grazia! Come va? Tutto bene? Ma... sei incinta?
    - Ma sei scema?

    - Ciao Gra'! Ma... non mi devi dire niente? C'è qualcuno in arrivo?
    - Sì, un'ambulanza con un tizio che ti vuole infilare una camicia. Di forza.

    Ci sono anche persone "delicate" e "gentili "che ti fanno notare i chili di troppo, come se fossero nati per salvaguardare il tuo fisico, come se fosse la loro missione nella vita. E ti assicuro che mi diverto un mondo a guardare i loro nasi arricciarsi quando rispondo che mio marito sa bene cosa farsene, di quei chili in più.
    Ho smesso di chiedermi da tempo che fine abbia fatto l'educazione delle persone, o il tatto, o la loro sensibilità. Non mi sento brutta con il mio peso, non m'infastidisce mettere fuori le cicatrici, non mi crea problemi vestirmi di bianco anche se sono tondetta. Forse sono loro ad essere infelici nel loro corpo ed è probabile che la disinvoltura con cui io mi porto in giro il mio li rende insicuri. Ovviamente il problema non è mio, al massimo mi dispiaccio per loro il tempo di girare i tacchi e allontanarmi. E' fortemente probabile che a casa non abbiano specchi...

    Grazia/Manila.

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    1. Io però sono sempre più basita dalle persone; nel tuo caso è quasi sadismo porre quelle domande, sapendo ciò che hai passato.
      Forse a questo punto dovremmo smettere di essere educate e superiori e iniziare a rispondere per le rime, facendo loro notare che sono davvero degli imbecilli di prima categoria. E che evidentemente non hanno nulla da fare della loro vita, se si interessano tanto di quella altrui.

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  3. Indipendentemente da ciò che mi è capitato, sarei comunque infastidita da gente che mi chiede se aspetto un bambino. Ho messo 150kg, e allora? Ne ho perduti il triplo, quindi? Facciamo a chi scopre l'acqua calda? Una drastica oscillazione di peso è sempre sintomo di qualche problema, o di una situazione particolare, c'è bisogno davvero di andare a ficcanasare? Se poi si è fatti in un certo modo di costituzione, è talmente idiota fare alcune osservazioni che c'è da chiedersi dove la gente metta il cervello. O se lo abbia mai avuto.
    Resto dell'idea, comunque, che uno specchio da regalare a Natale sia sempre una buona idea. Chissà che capiti loro di guardarsi con attezione, la stessa con cui criticano gli altri.

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    1. Io posso capire solo la preoccupazione: se vedi oscillazioni gigantesche di peso e non ne conosci il motivo al massimo, se tieni alla persona, puoi informarti educatamente se stia bene e se puoi fare qualcosa per aiutarla. Poi ti fermi lì, e comunque non deve mai essere un giudizio o un consiglio, ma solo l'offerta di un ascolto. Ma le persone non sanno ascoltare: sanno solo parlarsi addosso. Io posso dire, però, che sul web, scremando oculatamente, ho trovato molte persone belle come te e che per questo ho un po' più di fiducia; certo è che tutte le altre le devi proprio ignorare o cestinare.

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  4. Fortunatamente io non ho avuto mai a che fare con persone del gente ma, ahimè, il mio primogenito sì.
    Lui è sempre stato rotondetto fin da piccolo (non obeso, solo soprappeso) e a scuola, come ben saprai, i bambini/ragazzi a volte sono dei veri bastardelli...e secondo me i problemi/patologie legate al peso spesso nascono dall'ambiente in cui ci si trova che tante volte corrisponde con quello scolastico, dove ci si deve confrontare con persone diverse da noi.
    Comunque le prime volte in cui tornava a casa e mi diceva che lo chiavano ciccione o lardoso cercavo di spiegargli che facevano così perchè erano ignoranti ed insicuri, ma poi con il passare del tempo ho/abbiamo lasciato la via della diplomazia preferendo la risposta "ad hoc" del tipo "sei ciccione!"-"almeno il mio cervello è abbastanza grande per capire che sei un poveraccio", "sei un grassone"-"meglio, così se cadi di schiaccio come uno scarafaggio"...così si divertiva, ma tutte queste cattiverie gratuite gli facevano molto male ed i suoi momenti di silenzio mi confermavano la sua angoscia.
    Le maestre mi hanno fatto rivolgere ad una psicologa perchè secondo loro lui aveva problemi a legare con i compagni (nessuna maestra si era mai accorda di questo bullismo che lui ed un suo compagno subivano e neppure comunicandoglielo io ne hanno preso coscienza o preso provvedimenti...'ste str..ze...).

    Poi in seconda media, anche se con qualche chiletto in più, è diventato uno dei più alti e quando il fighetto di turno ha cominciato a rompergli le scatole pesantemente per il suo peso lui non ha fatto altro che metterlo schiena al muro e, appoggiandogli le mani sul collo, gli ha detto se la smetteva con le buone o preferiva le cattive maniere.
    Da allora non è più accaduto nulla.
    Ovvio che l'ho sgridato per il gesto in sè, non si devono mai mettere le mani addosso ad altri, ma ti assicuro che la sua autostima ne ha guadagnato e da allora si sente meglio con sè stesso ed il suo corpo...ma perchè dover arrivare a tanto???

    Purtroppo i ragazzi crescono come i loro genitori cretini li educano, poi gli stessi ragazzi diventano adulti imbecilli; è un circolo vizioso di imbecillità.

    Ai miei figli dico spesso questa massima:
    ricordatevi che LA MAMMA DEGLI IMBECILLI E' SEMPRE INCINTA...

    Sono un pò troppo prolissa..scusa...

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    1. Non sei prolissa: sei una mamma che racconta di suo figlio e non c'è nulla che ci importi di più. Ed è una cosa che mi spaventa, perché il mio è piccolino come me, magrolino ma anche basso, appunto, e anche io temo le prese in giro e il dolore soffocato. Ci sto attenta ma so anche che spesso quando vengono umiliati i bambini non parlano, per cui incrocio le dita sperando di sapermela nel caso cavare bene come te, che sei stata attenta, empatica, bravissima. E posso solo immaginare quanto tu sia stata male mentre cercavi di tirare su lui, e quanto ogni mamma stia male quando accade qualcosa del genere. Ma perché accade? Perché nessuno educa i figli a non fare mai commenti del genere? Forse perché li fanno per primi i genitori, e da noi manca proprio una cultura del rispetto dell'altro, del suo corpo, nonché della sua sensibilità. E io conto tanto su mamme come te, che possano diffondere questa cultura, quindi grazie.

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  5. credo di considerare socialmente accettati i commenti sul peso, anche perché in famiglia tutti ne hanno sempre fatti, soprattutto su di me che da adolescente ero cicciottella.
    adesso che sono magra, si lamentano che sono troppo magra.
    la gente ha da ridire a prescindere. non si va mai bene.

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    1. Io invece sono poco tollerante: non considero accettabile nessun commento su nessuna caratteristica fisica altrui. Se una cosa non ti piace, non guardarla, ma non farti gli affari miei, ecco. Ma so di essere scorbutica.

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