lunedì 2 novembre 2015

The art of asking

Ci siamo arrivati, finalmente, Glitch è approdato ieri in formato e-book su Amazon, qui.
Il libro consta alla fine di 517 pagine, perlomeno virtuali; per ora non c’è il cartaceo, ma lo realizzerò presto, di sicuro prima di Natale, dato che in molti me l’hanno chiesto come possibile regalo da mettere sotto l’albero (o da bruciare nel camino).
Il fattore pagine ha un lato negativo e uno positivo.
Parto da quello negativo: può spaventare; perciò, se non siete sicuri che vi piaccia, vi invito a guardare il booktrailer e a scaricare l’anteprima gratuita da Amazon, in modo da capire se la trama, il contesto, i personaggi vi interessano.
Il lato positivo è che, per le pagine che ha, il libro costa poco; ho mantenuto il prezzo minimo che Amazon mi consente per conservare il 70% del mio lavoro, dunque è a 2,99 come tutti gli altri, anche grazie all’ISBN che ho comprato per non comportare un rincaro dell’IVA. Sono stata – a ragione – sconsigliata riguardo al prezzo, perché sappiamo tutti che ci sono libri allo stesso prezzo di cento pagine, ed è vero che quantità non significa qualità, ma è anche vero che viene il dubbio che il lavoro a monte non sia lo stesso. Perciò, e anche in seguito alla lettura del libro The art of asking di Amanda Palmer (che vi consiglio di cuore), mi sento di farvi una richiesta. Amanda dice che non bisogna mai vergognarsi di chiedere, e credo abbia ragione; poi gli altri possono sempre rifiutare.
Vi chiedo, se lo credete sensato, di non piratare questo libro. Non combatto campagne contro la pirateria, non credo sia il male incarnato, e so cosa significa trovarsi di fronte e-book a dieci euro che nemmeno si è sicuri di gradire, o libri che si devono leggere per lavoro o necessità d’altro genere e che già si sa che non piaceranno. Ma se non è questo il caso, se pensate che il mio stile e questo libro vi piaceranno, e se ritenete che 2,99 euro non sia un prezzo esoso per 517 pagine e il lavoro di un anno, per favore non piratatelo. Come al solito non ho messo i DRM, perché so che non tutti hanno il kindle e che anche una volta comprato molti hanno bisogno di convertire il formato per leggerlo su altri supporti, e non ho messo i DRM anche perché ritengo che tanto chi vuole piratare li sappia benissimo superare. Vi chiedo solo di riflettere sul valore che intendete dare a questo libro e al mio lavoro, e, a seconda di quali siano le vostre conclusioni – che possono anche essere brutte, eh – agire di conseguenza.
Io posso dire di avercela messa tutta, di aver creato un mondo nuovo con tanto di cartine e cronologia e glossario per aiutarmi nella stesura, e di aver passato notti su notti al computer, sottraendo tempo alla mia vita personale. Sentite spesso le ‘lamentele’ di chi scrive a pieno regime, e si ritrova estenuato alla fine di un romanzo; considerate che io ho un altro lavoro che cerco di fare al meglio, una famiglia a cui cerco di dedicarmi al meglio, e che dunque davvero a volte la scelta è tra dormire la notte o scrivere. E la maggior parte delle volte scelgo di scrivere, perché mi piace, ma è pur sempre una fatica, è pur sempre, a modo suo, un lavoro. E credo che un lavoro, se giudicato buono, vada retribuito. Fermo restando che non me la prenderò mai con nessuno se non lo fa, e soprattutto che sta al vostro giudizio personale trovare o meno il mio lavoro meritevole. Ogni acquisto, inoltre, mi permette di acquisire visibilità nelle classifiche e di arrivare magari ad altri lettori: siete voi che me li avete sempre portati e spero che continuerete a farlo, sempre se vi piace ciò che scrivo. E ogni acquisto mi permette di investire nella promozione, nei give away, nell’acquisto dei codici, nelle spese banali necessarie a cambiare il computer (ho fulminato una tastiera e ciccato parecchie altre cose) e, magari, nell’organizzare quegli incontri che sogno da un bel po’, per riunire lettori lontani.
Il mio lavoro, come self, poggia su di voi; molte volte ho chiesto informazioni in pagina, e mi avete sempre risposto, mi avete sempre aiutato. Questa è un’altra richiesta, ma, come tutte le richieste, mette in conto un rifiuto. Però mi sentivo di farla perché Amanda mi ha convinto: non c’è vergogna nel chiedere. Ogni artista, valido o meno che sia, si basa sull’aiuto del suo pubblico.
Grazie fin d’ora qualunque sia la vostra scelta e buona lettura; se vi va, mi piacerebbe che mi teneste aggiornata nel corso di essa, perché sono molto curiosa di sapere se il mondo che ho creato funziona o no.

9 commenti:

  1. Hai perfettamente ragione! La penso come te su tutto, ogni singola parola!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie; io spero che serva per tutti noi che scriviamo, anche per te. Pur rispettando le difficoltà di tutti - non posso sapere da cosa derivino - magari una breve riflessione su quale sia davvero l'importanza del lettore nel comprare il libro dell'autore può spingere a sostenere, secondo le proprie possibilità, il lavoro in cui si crede. Lo spero e lo auguro anche a te, per il tuo lavoro!

      Elimina
  2. Ciao Mirya! Non vedo l'ora che il formato cartaceo sia disponibile perché adoro così tanto il tuo modo di scrivere e la storia mi prende così tanto che voglio un libro vero che mi faccia dimenticare After e Gray (ho un groppo in gola per il loro successo!!!! L'invidia.....);
    a presto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Invidia? Ma no, davvero, non invidiarli. Capisco che i soldi servano sempre e certo è bello mantenersi scrivendo come fanno queste persone, però lo dico onestamente: io non invidio chi ha scritto quei due libri (suppongo tu parlassi di Grey, della James, e non di Gray di Falconi che invece è stupendo).
      Per il resto grazie mille, mi sto muovendo in fretta e spero di darvelo prestissimo, sei gentilissima!

      Elimina
    2. Nemmeno quel Grey, parlo di Gray fanfiction di una ragazza nato da wattpad in Italia come After....
      Non so, sarò io che non capisco "il capolavoro" nemmeno se mi colpisce sul naso all'insù che mi ritrovo.
      Grazie mille a te!

      Elimina
    3. Ah, ecco, sì, After l'ho letto. Momenti di grande orrore, per me, ma ohi, sarò io che, come te, non comprendo il capolavoro.
      Ma il lenzuolo macchiato? Il preservativo conservato? Ho ancora la nausea.

      Elimina
    4. I brividi.... ewch! Ma per curiosità, dove li avrà mai conservati questi orpelli non propriamente igienici?! Nell'armadio? Sotto il letto? In una teca di cristallo sorvegliata da nani muniti di accetta e machete? Carissimo Hardin (non penso ad Harry perché mi rovinerebbe l'idilliaca immagine che ho di quel bel figliolo) ma perché?!?!?!?!?!?!?

      Elimina
  3. Credo che un buon libro valga sempre la spesa fatta.
    Certo è che ogni tanto qualche cantonata l'ho presa pure io: spesso a causa dei tam-tam virtuali si hanno aspettative incredibili e poi una delusione più totale.
    Per quanto riguarda te, Mirya, sei una certezza, non hai scritto molto ma ciò che hai creato fino ad ora mi è piaciuto molto, i tuoi scritti sono molto originali e mai banali, quindi non vedo l'ora di leggere la versione cartacea di Glitch.
    Invece, per ciò che concerne la pirateria ti posso dire che Jack Sparrow non è affatto malaccio...questo è il mio massimo di pirateria, appunto... ;-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille per la fiducia! Cara, davanti a Jack Sparrow capitoliamo tutte. Tutte.

      Elimina