giovedì 25 febbraio 2016

Ci vuole un fiore

In tanti, ieri e oggi, mi hanno chiesto cosa ne pensassi della storia del piccolo Matteo e di “petaloso”. Ma io, ieri e oggi, pensavo a tanti altri bimbi, che si sono visti portare via dei diritti fondamentali, tramite lo smembramento del DDL Cirinnà e la negazione della stepchild adoption, mentre quelli che negavano loro tali diritti distraevano il mondo col “petaloso”.
Piccolo Matteo, hai fatto qualcosa di molto bello. A prescindere dalla parola in sé, il fatto che tu abbia usato la tua immaginazione per nominare il tuo mondo, ricreandolo, è un po’ quello che hanno fatto Dio e Adamo, secondo alcuni, il fanciullino, secondo Pascoli, il Vecchio della Montagna Vagante, secondo Ende, e via così. È il potere della parola e dello spirito (Thomas Mann), ed è l’anima dell’umanità. E anche la tua maestra ha fatto qualcosa di molto bello, perché ti ha insegnato a credere in quell’anima e nel tuo potere di rinominare e ricreare il mondo. Nello stesso tempo, però, tanti altri esseri ignobili, che non sanno educare come la tua maestra e non sanno creare come te, ti hanno tolto parte del tuo futuro, distraendoti col fiore. Perché se un giorno tu non avrai una di queste sedicenti “famiglie tradizionali”, Matteo, non avrai niente.
Hai ragione tu, Matteo, il fiore è petaloso, e lo è anche il mondo. Siamo tanti petali che, se belli e sani, creano un fiore stupendo. Ma lo sai cosa succede se un petalo avvizzisce: pian piano appassisce tutto il fiore. In questi giorni, Matteo, sono appassiti tanti petali, e il nostro fiore è meno bello. Puzza anche un po’, per me.
E allora, Matteo, usa le parole non solo per definire ma per creare; non chiamarli omosessuali o eterosessuali ma solo innamorati; non chiamarli genitore 1 e genitore 2 o chissà cosa ma solo famiglia. A volte, vedi, anche nelle parole più vecchie e usate c’è del nuovo, c’è del bello: sono petali che non appassiscono mai.
Noi piante vecchie abbiamo fallito. Forse non ci siamo fatti sentire abbastanza, forse non ci siamo mossi bene, forse non abbiamo capito le regole del gioco politico. Ma voi, voi come Matteo, che avete ancora il potere di nominare e creare, voi bimbi di oggi e adulti di domani, curate questo fiore. Ricordateci che siamo parte di un unico organismo, tutti diversi e perciò tutti uguali. Rendeteci petalosi.

Inventate non solo parole nuove, ma un mondo nuovo, e insegnate agli altri a farlo.



Due giorni fa, quando già si sapeva che la stepchild adoption sarebbe stata tolta dal DDL Cirinnà, sulla home di...
Pubblicato da Mirya su Mercoledì 24 febbraio 2016

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