martedì 8 marzo 2016

Decalogo per autoctoni

Dici che siamo difficili da capire, dici che diciamo una cosa e ne intendiamo un’altra, dici che lanciamo segnali contradditori, dici che insomma no, non siamo proprio uguali, veniamo da un altro pianeta, e allora non è colpa di voi maschi, di voi poveri autoctoni di questo pianeta: le venusiane siamo noi donne.
In occasione della nostra festa, ecco dunque un prontuario per trattare con una venusiana (=donna), adatto ai maschi autoctoni della Terra che stanno muovendo i primi passi verso questa strana razza che siamo noi venusiane, o che di passi ne hanno fatti anche troppi, e tutti sbagliati.
1)      Se una venusiana ti piace, puoi provare a sorriderle, a intavolare un discorso, a conoscerla. La gentilezza è in genere bene apprezzata, i complimenti anche, purché siano settati sulla modalità meno invasiva e più generica. “Oggi stai proprio bene” riscuote un sorriso; “Vorrei rimbalzare sulle tue tette” no.
2)      La tattica dell’infastidire (la vecchia guerriglia del “tirale i capelli”) funziona male pure con le venusiane che ancora frequentano le elementari, ma è del tutto negativa con le venusiane cresciute. Per semplificare la spiegazione, usiamo come esempio il gatto: gli tiri la coda e lui ti graffia; gli fai una carezza e lui ti fa le fusa. Ora, sostituiamo al gatto una leonessa. Io starei attento anche alle carezze, se fossi in te.
3)      Se ti dice “no”, è “no”. Se sta zitta, è “no”. Se non può rispondere, è “no”. L’unico “sì” è il “sì”. Parlare, scherzare, rispondere ai saluti, persino condividere un caffè o una birra o invitarti a fare due chiacchiere a casa sua non sono “sì”. Sono, stranamente, tentativi di parlare, scherzare, rispondere ai saluti, condividere un caffè o una birra o invitarti a fare due chiacchiere a casa sua. E poi ad andartene.
4)      La venusiana non si veste per te, non si trucca per te, non si depila per te; se fa tutte queste cose – e non è tenuta a farle, su Venere siamo piuttosto diversificate – le fa per se stessa. Anche perché tu in genere non sai riconoscere la differenza tra un rossetto carminio e uno scarlatto e un taglio di capelli e l’altro, quindi, capisci: sarebbe come pensare che si sta profumando per una medusa. Che non ha il naso. Perciò, se noti una qualsiasi di queste cose, non devi dedurne un “sì”. Per il “sì”, torna al punto 3.
5)      Se la venusiana ha avuto mille amanti, non significa che tu sarai l’amante milleuno. Può proprio darsi che tu le faccia schifo. Come sempre, facciamo esempi semplici: puoi strafogarti di cioccolatini, ma ciò non significa che poi vorrai mangiare pure la cacca di cane, anche se è marrone.
6)      Se la venusiana non ha avuto amanti, non significa che tu sarai il primo, investito del compito di introdurla all’arte amatoria. Può darsi che il cioccolato le faccia schifo, o può darsi che ti ritenga comunque gradevole quanto la cacca del cane. Non sei una benedizione per ogni venusiana scesa sulla Terra, fattene una ragione e prenditi un cane. E raccogli la sua cacca.
7)      Quanti amanti la venusiana abbia avuto, non è affar tuo e non inficia in alcun modo il suo valore. Le venusiane non si usurano con l’uso come gli oggetti, perché non sono oggetti. Se gli esseri viventi si usurassero con l’uso dei loro genitali, ogni autoctono (=uomo) finirebbe i suoi giorni con gli stessi minuscoli attributi di quando è venuto al mondo, perché li avrebbe consumati strada facendo.
8)      La venusiana non è sensibile alla ruota del pavone, al rituale del gallo cedrone, alle cornate di molti animali cornuti o a tanti altri maldestri tentativi di esibizionismo visibili nella fauna terrestre. Non è tra queste specie animali prive di parola, e dunque, se ti trova interessante, te lo dirà. Se non ti trova interessante, potrebbe non dirtelo per cortesia: il fatto che tuttavia ti eviti come la peste è un indizio significativo. La venusiana a volte è cortese, sì. Purtroppo questo è un suo difetto genetico, che non ha sanato scendendo sulla Terra. Tranquillo: non è contagioso.
9)      Se la venusiana non ti considera, non è lei che ha un problema con te. Nessuno ha un problema con la cacca di cane. E, se ci pensi bene, nemmeno tu hai un problema con lei. Non c’è un motivo al mondo per cui dovresti farti un problema di qualcuno che ti considera una cacca di cane: ci sono tante altre venusiane al mondo. O comunque, come dicevasi al punto 6, puoi sempre prenderti un cane.
10)  La venusiana non esiste, pirla. Vorrei dirti che siamo esseri umani come te, ma se hai avuto bisogno di arrivare alla fine per capirlo, non sei umano tu. Non prenderti il cane, per favore: sono bestie generose e non meritano una bestia e basta.

Buona Festa della Donna a me, a tutte le venusiane come me, agli uomini della mia vita, mio marito e mio figlio, che a quanto pare sono venusiani come me, perché conoscono e condividono questo decalogo, ai miei alunni che lo stanno imparando e a ogni nuovo autoctono che lo conoscerà e lo condividerà, festeggiando così una venusiana.

E comunque, io come pianta per questa festa avrei scelto la ginestra.




6 commenti:

  1. Finalmente un decalogo per i terrestri!
    Sono morta dal ridere Mirya, davvero!!!
    Un applauso speciale ai punti 6, 7, 8 e 9: sei veramente fantastica.
    In fondo non ci metterebbero molto...non fosse per quell'unico neurone solitario, povero.

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    1. Ma guarda, in occasione della Festa della Donna ho sentito e letto molto di peggio proprio dalle donne. Mi è venuto uno sconforto indicibile, vedendo come proprio noi continuiamo ad accusarci e giudicarci a vicenda. Evidentemente qualcuna non viene da Venere, ma dritta dal Paese dell'Ignoranza.

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    2. Se posso essere sincera mi intristiscono ed indispongono molto quelle donne (ma quante sono!!!) che il occasione della festa della donna fanno l'uscita di gruppo e vanno a festeggiare, magari con qualche spettacolino maschile sexy.
      Non a caso quella sera, se capita di uscire per proprio conto, si incontrano due gruppi di persone: il primo è formato dalle donne che festeggiano, mentre il secondo è dato da uomini single, e non solo, che cercano una possibile avventura con qualcuno che celebra il giorno...che schifo!!
      Oltretutto quasi nessuna è a conoscenza del perchè della ricorrenza del giorno 8 marzo...mahh

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    3. Su questo invece non mi trovi d'accordo; io sono per il femminismo spurio, l'unico che reputo vero femminismo, ovvero per lasciare che ogni donna nella sua vita faccia quello che vuole.
      In fondo andare a vedere uno spogliarello è in linea con la celebrazione dell'8 marzo come giornata che ricorda le battaglie e i soprusi ma anche le vittorie della donna: una di queste è, anche se non ancora ovunque, la liberazione sessuale. E per me ha senso che le donne festeggino anche in questo modo, dunque, ribaltando quei ruoli che sono sempre stati imposti dall'uomo, per cui la spogliarellista era sempre una donna. Giudicare donne più libere in maniera negativa è anche questo un retaggio maschilista, dal momento che difficilmente si fa lo stesso con gli uomini.
      Io poi di mio sono una persona pure noiosa, me ne sto a casa tranquilla con mio marito e mio figlio e scrivo un po', ma non per questo mi sento di criticare chi fa diversamente.
      E leggere, appunto, altre donne che davano delle 'zoccole' a quelle che andavano agli spogliarelli mi ha intristito: allora non abbiamo fatto alcun passo avanti. Nessuna donna, secondo me, va giudicata per la sua vita sessuale. Giudichiamola per come lavora, per come tratta gli altri, per il suo rispetto delle leggi, ma non per quanto e come fa sesso, perché quelli sono affari suoi.

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  2. Sia chiaro non reputo zoccole quelle donne che vanno a vedere gli spogliarelli, anche perchè ognuna/ognuno può fare della propria vita ciò che vuole, nel limite della libertà mia e della mia famiglia.
    Comunque devo ammettere che mi fanno più schifo gli uomini che frequentano "quei" locali che le donne...
    Durante l'anno capita spesso che le mie amiche ed io andiamo a cena fuori, trascorriamo domeniche di "total cazzeggio", incontriamo gente, andiamo alla terme, ecc...
    Vorrei capire solo perchè le donne di cui sopra escono solo l'8 marzo ed i restanti 364 giorni se ne stanno in casa; il giorno della festa delle donne può e deve essere tuti i giorni...è questo che proprio non capisco.
    Sarà forse che le donne si sentono libere solo l'8 marzo?!?!?
    Detto questo non ho la presunzione di avere regione, solo esportire la mia idea, forse malsana...

    PS: da come ti leggo non mi sembri per niente una tipa noiosa!!! ;-P

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    1. Credo sia una scusa, come uscire a cena a San Valentino o per l'anniversario; è naturale che ti ami anche gli altri giorni (o non ti ami affatto), ma ci sono occasioni che ti forniscono appunto la scusa per dimostrarlo meglio, e magari anche per parcheggiare i bimbi e goderti quel che più ti piace: che sia una serata col marito o una sera fuori con le amiche. Io ad esempio in genere non esco molto con le amiche e non l'ho fatto neppure l'8 marzo, la sera sono un po' pantofolaia perciò tendo a vederle di giorno; poi sono anche asociale e dunque le vedo poco anche di giorno!
      Ma ad esempio per l'anniversario cerco sempre di fare qualcosa col marito, appunto perché mi fornisce una scusa buona per stare con lui!

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