domenica 5 giugno 2016

Commiato

È un momento: finisco l’ultima poesia (Montale, da Xenia, come finire in bellezza), dico l’ultima parola e capisco che è l’ultima. Non mi preparo le spiegazioni frase per frase – in genere non me le preparo neanche lezione per lezione –, per cui non me n’ero accorta, che fosse l’ultima. Non se n’erano accorti neanche loro, perciò glielo devo dire:
«E questa era la vostra ultima lezione di italiano. Siete liberi!» dico alla quinta e quelli, stupendi come sempre, applaudono.
E nell’ora dopo mangiamo (ma io sono a dieta, maledetti!), chiacchieriamo e poi li saluto con i risultati del toto-idiota (a grande sorpresa, quest’anno vince uno sfidante sul detentore del titolo e per terzo viene il mio computer) e proseguo la mia giornata.
E prima di andare a letto, mi ritrovo a pensare a loro, a questa 5ªQ che ho da tre anni e che sta per diplomarsi. Alle risate, alle incazzature, alle lamentele, alle mille gentilezze e le mille sorprese. A quelli che ho conosciuto di più, a quelli che ho conosciuto di meno. A tutto ciò che hanno attraversato e che ancora attraverseranno.
A “dimmi almeno dov’è nato San Francesco d’Assisi – non lo so”, a “raccontami la vita di Machiavelli – Machiavelli nasce e muore”, a “…e ha fatto quella cosa di carta con le scritte – si chiamano libri”. A tutti gli autori che abbiamo fatto rivoltare nella tomba con battute della comicità più becera che si possa immaginare.
Ai loro amori, alle loro delusioni, ai loro lutti, alle loro malattie. A quel pochissimo che ho creduto di fare e che forse non ho fatto, e che se l’ho fatto non è servito a nulla.
E mi chiedo, con quella perversione dell’istinto materno che hanno solo i docenti di Lettere: avranno un libro a farli ridere nei momenti bui? Ne avranno un altro ad aiutarli a piangere quando ce n’è bisogno? Ne avranno un altro ancora a rispondere alle domande che si faranno giorno per giorno, e che diventeranno più difficili giorno per giorno? Ne avranno mille a spiegare loro quanto valgono, quanto possono e devono chiedere al mondo? Si ricorderanno delle parole che abbiamo analizzato insieme, degli autori in cui si sono rivisti, di quelli che hanno contestato, si ricorderanno che c’è sempre qualcuno che ha scritto qualcosa che riguarda anche loro, che ha scritto per loro, e che sempre per loro scriverà? Sapranno che possono sempre contare su di me, se non trovano il libro giusto, la strada giusta, la vita giusta per loro?
E sapranno che il lunedì mattina entravo sempre a scuola col sorriso, visto che la prima ora avevo loro? Sapranno quanto mi hanno insegnato in questi tre anni, con le loro gioie e i loro dolori, con la crescita che li ho visti attraversare, a scuola e nell’anima, e che ha fatto crescere anche me? Sapranno l’immensa soddisfazione di sentirli viaggiare tra gli autori di terza e quelli di quinta, come se fossero loro amici, come se fossero loro nemici, con stima e con rabbia ma mai con indifferenza? Sapranno quanto mi hanno ricordato ogni giorno il valore della letteratura, del dialogo, della vita?
Mi mancherete, idioti.
Il mondo è fortunato ad accogliervi.
Continuate a cercare la parola.

Gentile
Ettore Serra
poesia
è il mondo l'umanità
la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia
di un delirante fermento

Quando trovo
in questo mio silenzio
una parola
scavata è nella mia vita
come un abisso

(G. Ungaretti, Commiato)

6 commenti:

  1. Infinite grazie dalla mamma dell'ex campione.
    Una professoressa come lei é una fortuna che tutti dovrebbero avere. La ringrazio di cuore per questi anni.

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    1. Infinite grazie a lei, per aver cresciuto quel ragazzo meraviglioso che mi ha dato tanta gioia e tanta speranza per il futuro, perché se è in mano a persone come lui, possiamo davvero sperare.
      Per me è stato un piacere e un onore.

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    2. Fuad Debdoubi5 giugno 2016 21:51

      Ebbene dopo tre anni di divertimento, di risate, di amicizia, il suo scritto mi ha commosso ( sto usando fazzoletti su fazzoletti ). Con lei abbiamo instaurato un legame che non credevo si potesse instaurare tra un docente e uno studente. Con lei sono cresciuto e dubito che qualcun'altro oltre a me in classe possa essere testimone dei miglioramenti che lei ci ha indotto ( pensando che la prima interrogazione è stata nettamente insufficiente ma che ha voluto premiare con un 6 solo per non cominciare col piede sbagliato!!! ). Perciò le dico che come lei è stata disponibile per 3 anni anche noi lo saremo. Nel caso abbia bisogno di aiuto o sostegno si ricordi che ha 18 persone da contattare e che di sicuro non sarà mai sola. Continueremo a leggere e a acculturarci con quell'occhio critico ci ha insegnato ad usare. Perciò auguro tutto il bene del mondo a lei e a tutta la sua famiglia. Non ci dimenticheremo di lei ( io sicuramente no ).

      P.S. Si ricordi di trattare bene la mia 2 Q ( futura 3 Q ).

      Arrivederla prof. E grazie ancora per le avventure trascorse insieme. ��

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    3. Io spero che verrai anche tu, a trattare bene la futura IIIQ, e a ricordare a quegli alunni che in quinta possono essere grandi dentro e fuori come te, se si impegnano.
      Tu hai davvero fatto un cambiamento incredibile e qualunque strada sceglierai la percorrerai senza problemi, ma un giorno mi piacerebbe comunque sentirti ancora spiegare in classe, perché hai un'abilità che viene non solo dalla testa ma anche dal cuore, e che ti porta a rendere chiara anche la cosa più difficile. Perché tu ascolti, prima di parlare, ed è una dote molto preziosa, perché ti permette di 'arrivare' alle persone. Grazie, Fuad: non mi hai convertita alla tua fede ma avrò sempre fede in te.

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  2. Il miglior premio per un insegnante non è lo stipendio.
    Il più grande riconoscimento è il ringraziamento di un ex-alunno che con poche parole esprime immensa gratitudine verso ciò che hai fatto per lui e per i suoi compagni in un percorso scolatico ed educativo, perchè non hai solo insegnato ma sei anche cresciuta in loro, per loro e con loro.
    Complimenti davvero!!!!

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    1. Grazie, e concordo in pieno: il mio premio è stato vederli vivere.

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