martedì 21 giugno 2016

I consigli dello Stregatto - Laura MacLem

È un po’ che non aggiorno questa rubrica, ma ormai, con Goodreads e aNobii, in genere chi vuole vedere ciò che leggo può seguirmi lì. Però è anche vero che quando scrivo le recensioni spesso ho poco tempo, o cerco di stare molto attenta con gli spoiler, quindi in fondo, quando trovo qualcuno che reputo davvero interessante, ha forse ancora più senso fare un post riassuntivo.
Questa volta, credo per la prima volta nei Consigli dello Stregatto, mi trovo a consigliare una self, che, lo dico subito, non conosco e che non credo mi conosca – la seguo in pagina col mio account personale. Lo dico subito perché sapete tutti che mercimonio ci sia tra i self – scambi di recensioni e alleanze che neppure in guerra –, ma spero sappiate anche che io ne sono sempre stata fuori e ho sempre cercato di non importunare le (poche) autrici che mi piacciono, proprio per non metterle nella condizione di essere imbarazzate se detestano ciò che scrivo io o non ne sanno nulla: se un libro mi piace, mi piace. E comunque, sia chiaro che quel mercimonio c’è anche tra le CE tradizionali, per cui un piccolo consiglio: diffidate dei blog che recensiscono sempre meravigliosamente i libri delle CE con cui peraltro collaborano. E guardate ai self: ultimamente ne stanno venendo fuori che non considerano il self un trampolino per le CE, ma una scelta consapevole a cui dedicano attenzione, scrupolo e capacità. Finalmente. Ma comunque.
Lei è Laura MacLem, io l’ho conosciuta perché ho l’abbonamento a Kindle Unlimited, due dei suoi libri c’erano, disponibili al prestito, ho guardato l’anteprima e mi ha convinta subito. Poi mi ha convinta tutto il resto. Io li ho letti in ordine diverso, ma ve li propongo in ordine di pubblicazione.

L’Incanto di Cenere

Una fanciulla e le sue sorellastre,
una scarpina di cristallo,
topi e zucche e un grande ballo,
ma soprattutto un terribile segreto e un patto diabolico...

Pagine: 192
Prezzo: 4,99 in formato kindle; 8,42 in cartaceo.
Dei tre che ho letto è forse quello che mi ha colpito meno, ed è anche l’unico edito da CE (Asengard). La storia è comunque molto suggestiva, una rielaborazione della fiaba di Cenerentola. Lo so che alcuni diranno: ancora? Tutti a rielaborare le fiabe? Beh, una rivisitazione del genere non l’avete mai vista, ve lo posso assicurare. Perché c’è una sfumatura horror e perché qui Cenerentola è la cattiva. Lo stile è preciso e pulitissimo, e il colpo di classe è il finale, affidato al più improbabile dei punti di vista: quello di un uccellino. Ma come sempre, nei libri di quest’autrice, questa storia contiene molto di più: c’è il fine educativo delle fiabe, anche se non quello che pensavamo, c’è una riflessione su come si formano le storie, e c’è un faro puntato sul ruolo della donna, sulla sua magia, sulla sua triplicità, che poi torna anche nei libri successivi. Consigliato comunque.

Regina di fiori e radici

Quasi nulla di quello che è stato detto riguarda me, nonostante sia la mia storia.
Si è narrato della passione di mio marito, della disperazione di mia madre, della decisione di mio padre. Si è parlato della sofferenza dei mortali e dei riti che da allora vengono compiuti, per far sì che ciò che accadde non debba mai più ripetersi. Si sono narrate storie parallale e storie contrastanti, si ricordano particolari suggestivi, ma di ciò che riguarda me, di ciò che accadde a me, sembra si conosca ben poco.
Eppure è la mia storia.
Non è la storia di Ade, il signore dell’Oltretomba, delle anime dei defunti e di tutto ciò che cresce nel sottosuolo; non è la storia di Demetra, la Madre Terra che errò nel mondo alla ricerca della sua unica figlia, scomparsa nella tenebra di Erebo; e, certamente, non è la storia di Zeus, che permise tutto ciò avvenisse, finché i mortali non gli ricordarono, attraverso la loro mortalità, ciò che doveva fare. In questa storia ci sono anche loro, ma non è la loro storia.
È la mia.
La storia della dea della primavera e regina dell’Averno, contesa tra due mondi, finché la contesa non mi obbligò a compiere la mia scelta.
Quasi nulla si sa di ciò che significò, per tutti. Eppure rese il mondo ciò che è.
Perché io sono regina di fiori e radici.
Io sono Persefone.

Pagine: 304
Prezzo: 3,99 in formato kindle (o 0 con KU), 10,39 in cartaceo

La mia recensione sui siti di lettura:

“Questo libro è un vero gioiello, che sono felicissima di avere scoperto per caso.
Lo stile è scorrevole eppure aulico, soprattutto quando ripete le versioni che molti abbiamo fatto negli anni liceali; i personaggi sono stupendi, nelle loro sfaccettature poliedriche e insieme nella loro riconoscibilità unica, anche da una parola o una smorfia; e la rielaborazione del mito è semplicemente geniale, e restituisce davvero, come voleva l’autrice, a Persefone un grande ruolo moderno, e alla storia un insieme di valenze che restano nell’anima del lettore.

Un piccolo consiglio: non fermatevi alla fine, leggete o passate anche i ringraziamenti e la bibliografia, perché dopo c’è un piccolo extra che merita tantissimo.”

Questo è stato il suo primo libro che ho letto perché ho una predilezione per i miti, ma non mi aspettavo, di nuovo, una tale rielaborazione. Laura mostra di avere una cultura specialistica e sterminata, ma anche di saper creare dal nulla nuove versioni e di voler dare nuova forza al mondo femminile. Persefone è un personaggio meraviglioso, e ogni aspetto del mito qui viene spiegato ma poi anche trasformato (potete capire quanto io fossi affascinata dal rifacimento della storia dei chicchi di melograno – Leanne apprezzerebbe moltissimo). E Ade è decisamente un nuovo archetipo di personaggio maschile a cui è impossibile restare indifferenti, ma che pure non sfiora nessun cliché. L’originalità di Laura ancora una volta si dipana tra la triplicità femminile e una vivisezione dei sentimenti insieme al mito, che alletta mentre istruisce. Consigliatissimo.

Il quarto fato

Questa è una storia che finisce alla corte del re di Persia, durante la narrazione delle Mille e una notte.
Questa è una storia che comincia in una piccola città di provincia.
Questa è una storia che parla di Sheherazade e di Sharyhàr, il sultano che uccise mille e una ragazza e che per mille e una notte ha ascoltato le storie della principessa, finché non gli è diventato impossibile rinunciarvi; ed è una storia che parla di Clara, una ragazza delle superiori, che inizia a vedere la sua vita sgretolarsi, tra incongruenze, buchi di trama, agnizioni, eventi incomprensibili.
Questa è la storia di una storia, dentro una storia, cui segue un’altra storia. Fino ad arrivare dove le storie finiscono.
Esistono tre fati, tre destini prestabiliti: nascere, vivere, morire. Più oltre, fuori dai confini dell’ordito, troverete solo la pagina bianca, e Tre filatrici che riportano l’ordine. Le storie che cominciano devono anche finire.
Ma c’è un quarto fato, un fato nuovo.
E, forse, nessuna storia finisce davvero.
Tutto dipende da quello che si desidera trovarvi.

Pagine: 307
Prezzo: 3,99 formato kindle (o 0 con KU), 10,39 in cartaceo

La mia recensione sui siti di lettura:

“Una storia nella storia nella storia nella storia... Una storia sulle storie, la storia delle storie, che riflette sulla vita e sulla scrittura, crea un quarto fato nell’immaginazione e si aggancia alla mitologia e alle "Mille e una notte". Un gioiello di tecnica narrativa e profondità contenutistica, che porta continuamente da una parte all’altra della pagina, o almeno regala questa sensazione.
Qualunque altra parola usassi per descrivere questo libro sarebbe insoddisfacente e non si avvicinerebbe neanche al Lemma.
Meraviglioso.”

Un capolavoro, non posso dire altro. Si tratta di nuovo di un rifacimento o meglio, di un omaggio, questa volta alle Mille e una notte, ma una Sheherazade così non si è mai vista. In mezzo ci sono le Parche, di nuovo la triplicità, ma soprattutto un libro sul libro, un libro su tutti i libri. Laura gioca col lettore facendogli smarrire ogni coordinata, portandolo a riprendere in mano la stessa storia che non è mai la stessa storia, cambiando le carte in tavola con quelle che sono le incoerenze, ma che qui sono volute perché sono qualcosa di più. Le premesse si infrangono e le certezze insieme a loro tranne una: le storie sono immortali. Sheherazade non può morire perché è ogni scrittore, ogni lettore, ogni libro. E questo è il quarto fato, la vera immortalità. Questo è uno di quei libri in cui alla fine ti viene da dire: vorrei averlo scritto io. E invece l’ha scritto lei, e per questo avrà la mia gratitudine imperitura.

Mi manca ancora da leggere New Babel, che trovate gratuito qui, e che stavolta è di fantascienza, ma non ho dubbi che mi conquisterà.
Laura MacLem ha una pagina di facebook e un blog stupendo dove scrive veri e proprio saggi brevi, da cui io imparo sempre molto, ma anche storie inedite.

Inutile dire che è consigliatissimo anche quello.


P.S. Solo per oggi, Regina di fiori e radici e Il quarto fato sono in offerta lampo su Amazon. Approfittatene! 

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