giovedì 16 giugno 2016

Io sono Orlando

La strage di Orlando è stata l’ennesima dimostrazione di quanto l’uomo possa essere terribile e crudele, ma anche il dopo strage non mi ha trasmesso una grande immagine dell’umanità.
I commenti peggiori sono stati quelli di chi in fondo non era così dispiaciuto e ha osannato alla scomparsa di futuri molestatori di bambini; qualcuno ha fatto sommessamente notare a questi festaioli che avevano ucciso degli omosessuali e non dei preti, ma probabilmente i festaioli non hanno colto: serviva un attimo di riflessione, per comprendere la battuta, ed è chiaro che questi non ce l’hanno.
Poi ci sono stati quelli che: ‘mi dispiace, però certo che quando fanno cose come il gay pride un po’ se la cercano’ e anche questi sono stati notevoli, perché accusano il gay pride di essere eccessivo, e si dimenticano di tutte le celebrazioni cristiane (lo scrivevo anche in pagina: ci rendiamo conto che quando si rappresenta la via crucis per le strade o il presepe vivente ci sono persone che fingono di essere Dio?) e di tutti i paramenti cristiani: questo vi pare moderato? Io lo trovo un vestito perfetto per il gay pride o per il carnevale di Rio.


E in ogni caso, da quando in qua se uno festeggia pacificamente, o manifesta pacificamente, si è cercato la morte? Non eravamo tutti dalla parte di Charlie, che esprimeva in maniera non proprio pacata ma comunque legale la sua satira? E dei due, se proprio vogliamo essere stupidi e fare questi discorsi, chi ha realmente offeso qualcuno? Non che questo significhi qualcosa: all’offesa si risponde tutt’al più con la stessa offesa, ovvero con altra satira. Mai con la morte.
All’inizio ho letto la parola ‘omosessuale’, ‘gay’, e il mai tramontano ‘frocio’ ovunque, e solo dalle persone che usavano queste parole per colpevolizzare le vittime.
Per
Colpevolizzare
Le
Vittime.
Mi pare che ad Auschwitz facessero lo stesso.
Io a un certo punto mi sono proprio rifiutata di ragionare in termini di sessualità: per me sono morti ragazzi innocenti uccisi da un terrorista. E così ho voluto parlarne. Poi però ho letto commenti giustamente risentiti di membri della comunità LGBT, che facevano notare che dobbiamo dirlo, che erano gay. Perché è per quello che sono stati uccisi.
E certo, si è scoperto che l’ISIS non c’entra nulla anche se ha subito colto l’occasione per mettersi in mezzo, si è scoperto che il terrorista frequentava locali e chat gay e picchiava la moglie e dunque è presumibile che fosse un omosessuale che non si accettava. Ma questo non rende ancora più vero il fatto che questa sia una strage compiuta dall’omofobia?
Magari costui era cattivo e basta. Io non lo so, cosa sia il male, dove sia, non sono sicura che tutti siano salvabili o educabili. Però, se il fatto che quest’uomo fosse gay e non lo accettasse ha anche solo in minima parte peggiorato la sua cattiveria, allora è ancora più evidente che questa strage viene dall’omofobia, perché siamo ancora in un mondo in cui essere gay può creare dei problemi, non solo con gli altri ma con se stessi. Perché se quell’assassino non ha accettato la propria omosessualità e ha deciso di ucciderla negli altri, questo deriva anche (non solo, eh, siamo sempre lì: dov’è il male?) dal fatto che l’omosessualità è ancora qualcosa di diverso ed è ancora considerata sbagliata. E invece non dovrebbe.
Non ho mai visto uno entrare in un locale di amanti dei cibi salati e ucciderli tutti perché lui invece ama i dolci, ma in cuor suo preferirebbe i salati però si vergogna di dirlo. Paragone stupido, lo so, ma dovrebbe essere stupida anche la distinzione tra eterosessuali e omosessuali. A me piace il dolce, a te il salato.
E allora ho capito che hanno ragione i membri della comunità LGBT: bisogna dirlo e ridirlo, che la strage di Orlando è una strage di gay. Bisogna farlo capire, che oggi gli omosessuali sono uno dei bersagli più colpiti dal pregiudizio, come una volta (ma spesso ancora oggi) erano i neri, gli ebrei, le donne. Bisogna farlo sentire, che queste persone rischiano la vita solo per il fatto di amare, ogni giorno, a causa dell’omofobia che è una responsabilità di tutti noi.
Perché se avessero davvero diritti uguali in tutto e per tutto, allora forse dalla legge si passerebbe alla morale e presto anche lì riconosceremmo, a livello interiore, che non c’è nulla di diverso in loro.
Bisogna che siamo noi a usare la parola omosessuale, e non i cretini di cui dicevo all’inizio, perché noi la usiamo con rispetto, spirito di uguaglianza e di denuncia delle ingiustizie, mentre quei cretini la usano solo per spargere odio. E io non vedo grosse differenze tra quelli lì, quelli che ‘in fondo se la sono cercata’, e il tizio che ha compiuto la strage. Il grilletto l’hanno premuto tutti gli omofobi del mondo.
Il web che ha difeso a spada tratta Charlie e pianto per Parigi, ha passato la notizia di Orlando quasi sotto silenzio, quando è andata bene. Quando è andata male, ci sono stati i commenti dei cretini.
A suo tempo, io non scrissi e dissi mai ‘Io sono Charlie’, perché non lo ero. Ero in lutto per quelle morti, inorridivo per quello che era successo, ma io non ero e non sono Charlie, nel senso molto banale che non mi riconoscerei mai in quel tipo di satira molto cattiva. Ma non serve essere qualcuno per sostenerlo. Non devo essere uguale a qualcuno per sperare che quel qualcuno possa vivere a lungo, felice e in salute. Non è anche questo un pensiero molto piccolo ed egoistico? Come se dovessimo piangere solo la morte di coloro che sono uguali a noi? Io non ero Charlie, e oggi sarebbe altrettanto sciocco da parte mia scrivere, come alcuni hanno preteso, ‘Io sono gay’. A me parrebbe anche una presa in giro della comunità LGBT, come se dovessimo fingere tutti di essere loro, come se li stessimo parodizzando, come se in fondo tutto ciò che loro sono fosse una finzione ripetibile, una messa in scena che allora si può anche smettere.
Però posso dire ‘Io sono Orlando’. Io sono ogni persona che è stata vittima di pregiudizi, perché quei pregiudizi dipendono anche da me. Io sono ogni persona usata come capro espiatorio, perché io per prima devo insegnare a non usare i capri espiatori. Io sono ogni goccia d’odio, ogni atto di violenza che venga da quell’odio, io sono in ogni luogo in cui l’uguaglianza non sia arrivata e il terrorismo invece sì, perché io sono parte della società che ha alimentato quella violenza, quell’odio, quel terrorismo, e anche se non l’ho fatto io, di persona, non posso cullarmi nella mia innocenza: devo lottare per cambiare ciò che non va. Devo essere Orlando.
E se tutti riusciremo a essere Orlando, allora forse i diversi saranno proprio i terroristi, e saranno loro a essere isolati.





Tra l’altro, Orlando è anche il titolo di un libro di Virginia Woolf in cui il personaggio, tra le altre cose, subisce un cambio di sesso spontaneo. Ed è un personaggio meraviglioso, che vive libero da pregiudizi, quasi immortale, e che potrebbe davvero rappresentare tutto ciò che dovremmo diventare.




2 commenti:

  1. Sono sconvolta da tutto questo odio e mi fa male pensare che cosa potrà rimanere di questa meravigliosa terra quando io non ci sarò più ed i miei figli saranno grandi, diverranno padri e nonni.
    In natura solo gli uomini sono così accecati dell'odio da permettersi di uccidere per proprie "motivazioni" personali; gli animali uccidono solo per nutrirsi...riflettiamoci.
    Neppure io mi sono sentita Charlie. Ho guardato e letto parecchie vignette pubblicate da questo giornale ed erano veramente molto pesanti anche per me che non sono appartengo al mondo islamico. Ciò non significa che io sono a favore o contro gli uni o gli altri, ma considero spregevole che qualcuno sia legittimato ad offendere un'altra religione.
    Ti racconto un aneddoto: mio marito qualche mese fa ha conosciuto un ragazzo di religione islamica che non parlava molto bene la nostra lingua e che, lavorando a contatto con un tizio che bestemmiava contro D, anche lui imprecava allo stesso modo. Mio marito gli ha chiesto se sapesse cosa stesse dicendo e quello gli ha risposto che non ne aveva idea. A quel punto mio marito gli ha detto che era l'equivalente di un imprecazione contro il suo Dio. Il ragazzo dopo aver riflettuto un attimino gli ha detto che non lo sapeva e gli ha chiesto scusa un sacco di volte e gli ha promesso di non farlo più.
    Una semplice spiegazione e le più sincere scuse...così dovrebbe andare il mondo...

    Orlando invece è tutto diverso. Ragazzi innocenti che non avevano nessuna colpa sono morti.
    Questo mi fa PAURA!
    Questo è il mondo in cui viviamo e mi fa paura pensare che ci siano persone così cattive e piene di odio in giro per la strada, capaci di cose orribili.
    Qualche tempo fa una persona mi ha detto che si augura che i suoi figli non siano omosessuali.
    L'ho guardato perplessa e gli ho chiesto quale fosse il problema. Se si amano i propri figli gli si augura la felicità.
    Questo ha cominciato a dire cose senza senso che non ti ripeto. Ho aspettato che terminasse.
    Gli ho semplicemente risposto che per me sarebbe devastante se fossero malati tutto il resto non mi importa perché amo i miei figli e gli auguro tutto il bene possibile e l'ho praticamente "fanculizzato".
    Vorrei solamente RISPETTO!!!
    Sono ripetitiva, dico sempre le stesse cose. Scusami…

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    1. Ma anche io dico sempre le stesse cose, e dobbiamo continuare a dirle perché il messaggio passi. Anche a me fanno spesso la domanda: e se tuo figlio fosse gay ti farebbe piacere? Devo onestamente dire che no, non mi farebbe piacere, ma solo perché so che si troverebbe a combattere contro un mondo che gli vuole negare i suoi diritti e che lo odia. Dunque non sarebbe mai l'omosessualità di mio figlio a dispiacermi, ma l'omofobia degli altri. Io però nel caso sarei pronta, sarò pronta a continuare a ripetere le stesse cose, a combattere al suo fianco e al fianco di chiunque voglia solo amare liberamente, perché non c'è nulla di più importante al mondo.

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