venerdì 2 settembre 2016

I consigli dello Stregatto - Daniel Keyes

Scusate per la lunga assenza dal blog, posso solo dire che è stata davvero una pessima estate, per tanti motivi, e che ora mi aspetto un inverno pieno di fortuna.
Comunque, una cosa bella c'è anche nei momenti bui, e quella cosa bella sono i libri, perciò mi pare giusto tornare proprio con dei suggerimenti di lettura.

Daniel Keyes, per quel che ho letto di lui, è uno speleologo della mente. I suoi romanzi non sono dolci, non sono rassicuranti, non sono neanche romanzi nel senso consueto della parola: sono viaggi nella psiche umana che portano sempre a intravedere un buco nero. E proprio per questo sono viaggi da compiere.
Mi sono innamorata di Fiori per Algernon da bambina, quando ne ho letto per la prima volta l’adattamento in un numero di Dylan Dog. Rileggerlo ora, che ho parecchi anni in più e, forse, maggiore capacità di coglierne le sfumature, mi ha fatta innamorare di nuovo di questo libro straziante e bellissimo, considerato uno dei maggiori capolavori della fantascienza.

Algernon è un topo, ma non è un topo qualunque. Con un'audace operazione, uno scienziato ha triplicato il suo QI, rendendolo forse più intelligente di alcuni esseri umani. Di certo più di Charlie Gordon che, fino all'età di trentadue anni, ha vissuto nella dolorosa consapevolezza di non essere molto... sveglio. Ma cosa succede quando quella stessa operazione viene effettuata su Charlie? Il diario di un uomo che "voleva soltanto essere come gli altri", un romanzo definito dal New York Times "magistrale e profondamente toccante..." e vincitore del Premio Nebula 1966.

Il romanzo è scritto in prima persona, e segue perciò lo sviluppo di Charlie da semi-analfabeta a genio ad analfabeta di nuovo. E mentre affina le sue capacità cognitive, Charlie cambia anche emotivamente, man mano che conosce la cattiveria del mondo che prima ignorava. Questo libro affronta il tema dell’intelligenza, e di come essa ci rapporti agli altri, ma anche di come ci rapporti alle emozioni, all’autostima, alla depressione. La domanda sottintesa è quella che forse tutti, prima o poi, si sono fatti nella vita: vale la pena capire, sapere, conoscere, o l’incoscienza è in qualche modo un pregio oltre che un deficit? Ma la risposta non esiste, e ogni considerazione lascia il posto a una carrellata molto amara del genere umano, che a quell’intelligenza corre dietro, creandola e distruggendola, apprezzandola e deridendola. Allora, forse, il vero protagonista non è l’intelligenza e non è Charlie, ma è l’umanità e il valore che dà alle capacità cognitive: è troppo, è poco, è sbagliato? E chi paga per gli sbagli?
Lo trovate qui su Amazon e qui su Goodreads.

Una stanza piena di gente mi è stato invece fatto notare da un’alunna, e l’ho subito messo in lista, per poi leggerlo a stretto giro dopo la rilettura di Fiori per Algernon.


Il 27 ottobre 1977, la polizia di Columbus, Ohio, arresta il ventiduenne Billy Milligan con l'accusa di aver rapito, violentato e rapinato tre studentesse universitarie. Billy ha vari precedenti penali e contro di lui ci sono prove schiaccianti. Ma, durante la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa, emerge una verità sconcertante: Billy soffre di un gravissimo disturbo dissociativo dell'identità. Nella sua mente «vivono» ben 10 personalità distinte, che interagiscono tra loro, prendono di volta in volta il sopravvento e spingono Billy a comportarsi in maniera imprevedibile. Nel corso del processo si manifestano il gelido Arthur, 22 anni, che legge e scrive l'arabo; il timoroso Danny, 14 anni, che dipinge solo nature morte; il violento Ragen, 23 anni, iugoslavo, che parla serbo-croato ed è un esperto di karate; la sensibilissima Christene, 3 anni, che sa scrivere e disegnare, ma soffre di dislessia; e poi Allen, Tommy, David, Adalana e Christopher. Così, per la prima volta nella storia giudiziaria americana, il tribunale emette una sentenza di non colpevolezza per infermità mentale. Tuttavia Billy rimane un rebus irrisolto fino a quando, durante il ricovero in un istituto specializzato, a poco a poco non affiorano altre 14 identità autonome, tra cui spicca «il Maestro», la sintesi della vita e dei ricordi di tutti i 23 alter ego. E proprio grazie alla sua collaborazione è stato possibile scrivere questo libro, che con la passione e lo slancio di un resoconto in presa diretta ricostruisce l'incredibile vicenda di Billy Milligan e ci permette di entrare in quella «stanza piena di gente» che è la sua psiche. Una visita che ci lascia sconvolti e turbati, ma che ci induce a riflettere sull'abisso nascosto in ogni uomo. Perché, come scrive lo stesso Billy all'autore: «Solo chiudendo la porta sul mondo reale, noi potremo vivere in pace nel nostro».

Fiori per Algernon era un pugno allo stomaco perché ci metteva faccia a faccia con l’eterno binomio emozione-intelligenza e con i pregiudizi che ne derivano, Una stanza piena di gente è tanti pugni allo stomaco quante sono le identità di Billy. Il libro è una trascrizione accurata degli atti e delle testimonianze di uno dei più famosi casi di personalità multiple mai accertate, e di uno dei più difficili. Il lettore, che sia o meno edotto nella materia, comprende ogni passaggio della narrazione e, seguendone l’oggettività e la chiarezza espositiva, viene fagocitato da un insieme di dubbi ed emozioni. Nel mio caso, oltre all’enorme compassione, è emersa anche una delle poche paure che ancora ho; non proprio una paura, forse, più uno di quegli interrogativi che ti svegliano di notte e ti fanno vivere la notte anche di giorno: cos’è la nostra mente, come si definisce un’anima, quali e quante capacità abbiamo davvero, quali e quanti orrori ci sono nascosti in ognuno di noi, e a cosa possono dar luogo. E se la differenza tra malato e sano è solo una questione casuale o, come sosteneva Freud, di quantità.
Che io sappia, non ci sono altri libri di Keyes tradotti in italiano, e devo dire che non sarei riuscita a leggerli in inglese, perché Fiori per Algernon è scritto nella finzione narrativa proprio da Charlie, con la sua ignoranza iniziale e finale, e Una stanza piena di gente ripete le diverse voci delle personalità di Billy con un’accuratezza per cui serve una conoscenza della lingua inglese migliore di quella che ho io, che ho preferito seguire questi passaggi in italiano.
Sempre che io sappia, questi due libri di Keyes non sono neanche disponibili in e-book, cosa che io trovo ovviamente deleteria. Lo trovate qui su Amazon e qui su Goodreads.
Non vi dico che sarà una lettura gradevole: vi ripeto che saranno pugni allo stomaco.
Però i libri possono essere anche questo, e talvolta secondo me devono esserlo.



5 commenti:

  1. Grazie, entrambi sembrano parecchio intriganti!

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    1. Secondo me lo sono, e sono anche di quei libri che non dimentichi facilmente. Spero ti piaceranno!

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  2. Se ti può consolare anche per me è stata un'estate mooolto lunga e decisamente travagliata, con molto bassi e pochissimi alti...mal comune mezzo gaudio...
    Ora attendo con molto felicità la ripresa delle attività scolastiche per rientrare totalmente nella nostra routine, ovviamente con chiaro disappunto dei miei figli :-D

    Per quanto riguarda i romanzi che ci proponi devo ammettere che le trame sono interessanti, purtroppo ho un pò di arretrati e quindi li inserisco nella mia personale wish list in attesa di smaltire ciò che ho acquistato.

    Hai già una previsione sulla pubblicazione del secondo capitolo della saga WIRED? Ci farai il regalo di Natale anche quest'anno? Lo spero prorpio perchè non vedo l'ora di leggere il seguito di Glitch..
    Un abbraccio ^_^

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    1. Ciao! Io a scuola ho cominciato lunedì scorso e ammetto che ho tirato un sospiro di sollievo. Non solo perché amo il mio lavoro, ma perché significava che per me l'estate è finita e con essa spero anche la sfiga che l'ha caratterizzata. Il patato invece inizia il 15 e farebbe a meno!
      Sì, Beta è finito, stiamo lavorando alla copertina e dovrebbe uscire a fine ottobre. Un abbraccio anche a te!

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    2. Ma che bella notizia WOW!!!
      Fine ottobre è..."domani". Non vedo l'ora carissima Mirya.

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