lunedì 12 dicembre 2016

Il giorno di dolore che uno ha

A volte fa male. Le altre, invece, fa malissimo. Avere tanti anni di studi umanistici e psicanalitici alle spalle, avere questo schifo di empatia e lavorare con gli adolescenti e vederli tutti, vederli davvero. Quello che non riesce a smettere di combattere col paragone con la sorella. Quello che non può dimenticare la malattia della madre. Quello che si rimprovera per il divorzio dei genitori. Quello che ha una bomba a orologeria nel cuore e lo sa. Quello che è omosessuale e non vuole dirlo. Quello che ha preso il posto del padre alla sua morte. Quello che incontri una volta sola, accanto al genitore, e di cui senti il dolore. Quello che non arriverà vivo alla quinta e in classe lo sai solo tu.
A volte fa male. Le altre, invece, fa malissimo. Perché poi ti chiedono come vada a scuola e tu vorresti urlare “ma non lo vedi come sta? ma pensi che il problema sia il voto in Italiano?”; perché poi sfoggiano le loro foto e tu vorresti dire: “ma non lo capisci, che non sta sorridendo davvero? che è traumatizzato e in posa per nasconderlo?”.
E magari mi sbaglio. E per me lo studio conta, sia chiaro.
Ma prima di tutto, conta vivere decentemente. Che è uno studio anche quello.
E allora non resta che indossare ogni giorno il mio abito sorridente, che non è una maschera, sia chiaro, ma un modo di approcciare la vita e gli adolescenti. Perché se c’è qualcuno che in prima forse ancora crede che io me ne freghi, non ne resta praticamente nessuno in quinta. 
O magari sì. Ma magari resta comunque il ricordo del mio sorriso. E in fondo a volte basta anche questo, e fa tutto meno male. Tra Cox e Kelso, io sarò sempre Cox.


Perché io ci sono passata, porco mondo. Che io a quell’adolescenza sono sopravvissuta a stento e ne ho ancora i segni sul corpo. E lo so, che a volte fa male anche a voi. Le altre, invece, fa malissimo.
Ma sapete quanto dicono che ‘un giorno questo dolore ti sarà utile?’ Ricordate Ulisse, ‘bello di fama e di sventura’?
Beh, è tutto vero. E voi siete bellissimi.
E io vi ripeto ogni giorno che la vita è ingiusta solo perché lo è davvero.
Ma è anche per questo che sono qui, che faccio questo lavoro.
Perché oggi il mio dolore può essere utile a voi. E domani, magari, il vostro dolore sarà utile ad altri.
O forse no. Ma siamo qui per provare, sbagliare e non cedere.
Non cedete, mai. Perché siete bellissimi.


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