martedì 10 gennaio 2017

Raduno 7-8 gennaio 2017

Persino io, che non faccio che scrivere, faccio fatica a condensare in parole questi due giorni.
Dunque questo sarà un post ricco di immagini.
Immagini di corse in stazione, di risate, di un po’ di commozione, di mille regali concreti e astratti, di ricordi, di speranze, e ovviamente di libri.
Di cibo, di birra e vino, di tantissimo tè, dei dolci di Selena che non è stata con noi in corpo ma ci è stata in spirito e in arte culinaria, di post e dirette spoiler, di saluti all’ultimo, di autografi di tutti e su tutto, di chi non è potuto venire e ci è mancato tanto. Di Ferrara che in questi due giorni è stata più bella e i ferraresi non sanno perché.
Di mio figlio che vi ha adorate e che, senza nulla togliere ai suoi amici, poi ha detto che a pensarci bene avrebbe preferito restare con voi invece che andare al compleanno. E ha chiesto se tornate domani.
Di spoiler, della lettura magnifica di Annachiara, di voi che siete davvero un dono di D.
Perdonatemi ma non riesco a descrivervi o forse non voglio, forse per un po’ voglio tenervi ancora qui, sospese nella mente, stremata (ho sempre quarant’anni!) ma felicissima.
Mi avete chiesto la mia cosa/parte preferita del raduno.
Ecco, io non sono una socievole e non lo sono mai stata. In realtà, causa caratteraccio, magari un aspetto non invitante e l’amore per lo studio, sono sempre stata una di quelle che non piacevano a nessuno, da giovane. Ed è stato difficile, perché da giovane vuoi piacere, vuoi compagnia e alla fine accetti anche le briciole di chi non ti tratta come dovrebbe.
Poi a un certo punto capisci che la compagnia non è quella, che di quella non hai bisogno. Che puoi stare bene con te stessa, che in fondo sei bella così come sei, dentro e fuori, e che l’amicizia non è un obbligo per riempire le giornate ma una scelta precisa per cui liberare anche delle giornate.
Ecco, io ci ho pensato tanto in questi giorni, vedendovi, ascoltandovi, sentendo in voi la stessa situazione, capendo che anche per voi si è trattato magari di arrivare a capire quello: che scegli le persone con oculatezza, e non per vicinanza geografica o biografica, ma, appunto, per scelta. E questo, credo, ha aiutato voi, che siete quasi tutte più giovani di me, come a suo tempo ha aiutato me. Come ci hanno aiutate i libri.
“E ho scelto i libri, ho ascoltato i libri, ho seguito i libri.”
La mia parte preferita è stata quella: riconoscere il potere dei libri e in questo caso del web legato ai libri nel permettere a ragazze magari addolorate, magari non del tutto sicure, magari speciali e basta, di trovare altre come loro. Con cui bere birra o vino o tè.
Per me è stato un ricordo, una conferma, una speranza anche per il futuro dei miei alunni ediid mio figlio e dell’umanità e dei libri e del web. E sapete quanto ci tengo alla Speranza.
Quindi grazie, mie Grazie, e che la Fortuna giri sempre dalla vostra parte.
Vi lascio, oltre alle immagini, anche un regalo magnifico di Giulia, dei segnalibri perfetti, che mi ha permesso di condividere con voi.
Perché c’è neve ovunque. 























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