martedì 2 gennaio 2018

Caro 2018

Caro 2018,
ti piace vincere facile. Vieni dopo il 2016, che è stato un anno a cui mancava solo l’invasione delle cavallette, e su cui tutti abbiamo messo una croce. Vieni dopo il 2017, su cui, immemori del Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere, abbiamo tutti riversato grandi aspettative poi deluse.
Insomma, se pure fai piovere letame, praticamente vinci per abbandono.
E quindi io dovrei chiederti di vincere bene, dai, di portare buone nuove e ricchi premi e cotillon, però sai, nel 2016, che pure è stato il peggiore di tutti, sono arrivata a quarant’anni e ho scoperto sorpresa che lo sono davvero, i migliori anni della nostra vita, e che lo saranno tutti quelli a venire, ora che avevo imparato ad apprezzarli.
E nel 2017 ci siamo trovati ad affrontare l’incubo di ogni genitore: un figlio con problemi che non conosci e non capisci e che lo stanno distruggendo, e così abbiamo scoperto che, come famiglia, abbiamo una forza immane, che non conoscevamo, e quei problemi li abbiamo affrontati imparando ad apprezzare e dimostrare ciò che forse avevamo dato per scontato e raggiungendo un affiatamento che neanche speravamo, e alla fine forse quei problemi ci servivano, a tutti, per diventare migliori, per non dimenticarci mai di dire ti amo, per arrivare alla fine dell’anno con il sorriso a partire dal risveglio.
E così è stato, anche se il primo dell’anno ho avuto un attacco di cefalea a grappolo che non avevo da mesi e che mi ha stesa fino a oggi, il pomeriggio del 2. Sono rimasta sul divano, imbottita di farmaci, dolorante e nauseata, mentre marito e figlio andavano a pranzo col resto della famiglia, e neppure per un momento sono stata triste, perché pensavo che amen, sarà una giornata da incubo a livello di male, ma che meraviglia ho attorno a me, che voglia di rimettermi in fretta per viverla appieno, che voglia di risposare mio marito mille volte e farci di nuovo questo figlio incredibile e, col senno di poi, farne pure altri, in questa famiglia di nonne e cognati e amici che non potrei desiderare migliori.
Per cui sai cosa ti dico, 2018? Qualunque cosa ci riservi, noi saremo qui ad affrontarla col sorriso. E auguro di fare lo stesso a ognuno di voi.
 Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
No che non è vero. L’abbiamo già cominciata.

Buon anno, e scusate il ritardo causa cefalea!

6 commenti:

  1. Grazie Myria po'era le belle parole di speranza è amore di cui tutti abbiamo bisogno. Il mio 2017 è stato tra i meglio, ma spero che questo 2018 lo superi! Auguriiii

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  2. Il 2017?
    Finalmente è finito!
    Non ne potevo più: poche cose belle e tante brutte, proprio fino all'ultimo giorno.
    Spero nel 2018.
    Vi auguro e mi auguro cose belle, persone stupende, gioie infinite, tanto sentimento, famiglie felici, figli in salute e carichi di entusiasmo e di serenità, buoni libri e tanta lettura, lavoro per tutti e tanto, tantissimo amore in tutte le sue più meravigliose sfumature.
    Un pensiero speciale a te che ci intrattieni in questo tuo accogliente salotto virtuale e che ci regali le tue meravigliose creature: non smettere di scrivere, mai!

    Buon anno e buona vita cara Francesca!

    PS: non sono ancora riuscita ad iniziare il tuo GOLD, come altri libri comprati e regalati. Mi metterò in pari...
    Un abbraccio ^_^

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    1. Mi spiace tanto per il tuo anno passato e ti auguro davvero che le cose migliorino. A tal proposito, visto il drammone che è, forse ti sconsiglio la lettura di Gold!
      Un abbraccio fortissimo.

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    2. Drammone?!?!
      Prof. stai spoilerando???
      Mi devo preoccupare? °_°

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  3. Be', andiamo in guerra, puoi immaginare!

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