mercoledì 30 maggio 2018

Raduno 4.0

Oltre alla mancanza di tempo (siamo a fine scuola, ci sono le verifiche da correggere ogni sera, l’alternanza da sistemare, le riunioni), il mio problema è stato anche la mancanza di parole. Da una parte me ne venivano moltissime, dall’altra nessuna mi pareva degna.
Alla fine mi sono rassegnata: non credo riuscirò a farvi capire cos’è stato l’ultimo raduno, cosa sono in generale i raduni. Non credo neanche dovrei, perché più passano i giorni da quel raduno e più lo sento come qualcosa di indescrivibile, e non perché non si possa descrivere, ma perché non si dovrebbe. Perché quelle sono emozioni che vanno vissute in prima persona e che vanno sentite dal vivo.
Il primo raduno era andato bene, nel secondo eravamo già rodati, loro molto più di me, perché nel frattempo si sono consolidate molte amicizie (e concedetemi di vantarmi un po’, perché vi ho fatti conoscere io!), perciò c’era già affinità, in alcuni casi intimità. E sono stati due giorni che sapevano di famiglia. Il terzo è stato una riunione di famiglia, con la vecchia zia scema, i nuovi arrivi, i regali, il cibo, i giochi che solo qui, solo così. Il quarto è stato tornare a casa e credo sarà sempre così, da ora in avanti: casa e famiglia, sia per chi c’è dall’inizio che per chi inizia ora.
Cosa facciamo nei raduni? Chiacchieriamo di libri e vita, ci prendiamo tanto in giro, ci parliamo addosso, ci sovrapponiamo eppure ci ascoltiamo sempre. C’è chi si vede anche in altri contesti, ci sono gruppi What’s Up, ci sono modi di dire e scherzi solo nostri, e chiacchierate su Messenger di notte, e videochiamate, e gite e mostre e spese insieme e compleanni e regali, alcuni che si possono toccare, altri che si possono solo vivere.
Cosa facciamo nei raduni? Io spoilero i miei libri e rispondo a domande, ma questa è una briciola insignificante, ciò che è partito da piccoli libri è diventato una grande realtà. I partecipanti hanno il loro b&b fisso, che riempiono tutto, arrivano a momenti diversi, vanno a fare la spesa da Tosano, poi quando finisco di lavorare li raggiungo, e chiacchieriamo, e andiamo a cena, e chiacchieriamo, e giochiamo, e chiacchieriamo, e facciamo l’alba, e poi il giorno dopo sono tutti a pranzo da me, con la piadina fissa, e indovinate un po’? Chiacchieriamo. E di mezzo c’è sempre mio figlio, che si fa coccolare da tutti a turno, e mio marito, che si lascia invadere casa senza fiatare. Magari andando a piangere un po’ in macchina, ma in silenzio.
Poi ci sono gli eventi occasionali: la Coppa delle Case, i giri in libreria, nel prossimo andremo a sentire i Buskers e spero di averli qui anche per il Baloon Festival, ma in generale il programma è sempre quello, sempre uguale, sempre diverso, e ogni volta ci proponiamo mille altre cose, e facciamo un booktrailer e facciamo una lettura condivisa e vi mostro Ferrara per bene e ogni volta non c’è tempo, perché abbiamo tanto da dirci, abbiamo tanta voglia di dirci, e sono due giorni ma durano due secondi.
In questo raduno avevamo tre compleanni di maggio da festeggiare (in realtà erano quattro, ma quella pirla di Valentina non ha detto del suo), e uno era il mio, e mi hanno regalato un audio book di Trentatré. UN AUDIOBOOK DI TRENTATRÉ. 

L’hanno fatto loro, leggendo e registrando i capitoli, non oso neanche immaginare quanto ci abbiano messo, e poi hanno collezionato tutto e messo insieme in un DVD e fatto una copertina. E non c’è da stupirsi, perché fanno cose meravigliose per tutti, sempre, perché qui non si scherza con l’affetto, qui l’affetto è una cosa seria, una cosa tangibile, altro che libri.
Avevo iniziato a scrivere anche dei raduni precedenti, poi avevo cancellato tutto. Mi trovo davvero, davvero in difficoltà a parlare dei raduni perché non posso rendere la magia, la sensazione di casa e famiglia che provo ogni volta che stacco, il sabato, da scuola, mi strucco, mi metto comoda e vado al b&b. Come se fosse qualcosa che ho sempre fatto, che posso fare tutti i giorni. Ogni mattina passo davanti a quel b&b per andare a scuola, ogni mattina mi sembra di poter alzare lo sguardo e vedere un raduno in atto.
Andrea, quando gli dico che stiamo per fare un raduno, comincia a esultare settimane prima, perché anche per lui sono i weekend migliori, perché anche lui lo sente, quel qualcosa senza un nome, perché le parole non bastano.

E allora vi ringrazio, sì, vi ringrazio per le parole, gli abbracci, i regali, i giochi, le risate, le lacrime, quest’audiobook che è un tesoro prezioso, ma vi ringrazio anche perché ogni volta mostrate a mio figlio un mondo pieno di neve. E se lui crescerà con la grazia nel cuore, lo dovrà tanto a voi.

2 commenti:

  1. Non posso fare altro che complimentarmi con tutte.
    Un mondo affascinante quello delle lettrici appassionate.
    Brava te che hai unito tutte sotto lo stesso cielo.

    RispondiElimina
  2. Ciao, nuova follower; complimenti per blog e post; questo l'ultimo pubblicato da me: http://ioamoilibrieleserietv.blogspot.com/2018/07/www-wednesday-44.html

    Se ti va ti aspetto da me come lettrice fissa

    Grazie

    RispondiElimina