Passa ai contenuti principali

Post

Un po' di maturità

Ho già detto, su Facebook, quanto io trovi poco utile andare a riformare ancora l’esame di Stato, quando la scuola cade a pezzi e non in senso figurato, e quanto io trovi pure fetente farlo a metà anno e direttamente per la quinta in corso, invece almeno di partire a cambiare le cose dalla terza, ma questo è ciò che passa il convento, io sono pure atea, e vabbè, adeguiamoci. Ho dato ai miei alunni di quinta una delle prime prove proposte dal MIUR in alternativa al vecchio saggio breve, questa che trovate qui; e per provare ad aiutarli l’ho svolta pure io. Non la prima parte di analisi, che è semplicissima e pure insultante, ma la seconda di argomentazione, che invece è più insidiosa. Ho pensato di riportarla anche sul blog, per dare magari qualche spunto a chi sta per affrontare la maturità e per rompere ancora le scatole a tutti gli altri con le mie continue odi alla lettura.



Leggere è innaturale. Guidare è innaturale. Suonare il violino, la chitarra, il pianoforte, la batteria è innatura…
Post recenti

Carote e patate (piccole rivelazioni quotidiane)

Ieri ho avuto due piccole rivelazioni quotidiane… culinarie.
La prima rivelazione è stata tagliando una carota, per prepararmi il pranzo. L’ho fatta à la julienne e a metà carota avevo riempito la ciotola, eppure prima quella carota sembrava tanto piccola. E ho pensato che anche la vita è così: è breve, piccola, puoi anche divorarla in pochi bocconi e non averne abbastanza, pensando che hai mangiato solo una carota, e ora hai ancora più appetito di prima, ma se la tagli in modo giusto, se la fai in piccoli pezzi e ne assapori ognuno, ecco che sembra di più, e se poi magari la condisci e condividi, mischiandola in insalata con un pomodoro (mio marito), un cetriolo (mio figlio), le vite altrui insomma (insalata e cavolo cappuccio), ecco che quella vita sembra tanto di più. La vita è come una carota. Dipende da come la tagli e prepari e mischi, se è solo una carota, o addirittura una carota.
La seconda rivelazione è stata sbucciando le patate. Mia mamma mi ha sempre insegnato che le patate l…

Decalogo per vivere felici e contenti nell'Italia di oggi. Si spera non per sempre.

1)Usate la crema solare protezione 50, sempre, soprattutto se non vi scottate mai, perché se non vi scottate mai significa che vi abbronzate facilmente e non è opportuno. Il massimo grado di colorazione della pelle concesso è quello di Isotta dalle Bianche Braccia, la tizia di Tristano e Isotta – d’altronde siamo tornati indietro nei tempi fino al Medioevo di quella storia e dobbiamo esserne felici, perché tutti sanno andare incontro al futuro, pochissimi sanno viaggiare a ritroso nel tempo, e noi abbiamo la fortuna di avere proprio quei pochissimi al governo. Purtroppo Michael J. Fox ha preferito non candidarsi, avendo il Parkinson e avendo visto come trattiamo i meno fortunati. 2)Non vi ammalate, non siate disabili, né fisicamente né mentalmente. Non è una questione di sfortuna, è chiaramente una scelta. Basta che mangiate solo bacche di goji e semi di chia e verdure crude di stagione e non vi capiterà mai nulla di male, e se vi capita non potrete farne una colpa agli altri, perché l…

La tecnica kintsugi

Cinque secondi è stato pubblicato. Trovate qui l’ebook e qui il cartaceo, e presto le pagine verranno unite.

È un libro particolare, un libro che avevo davvero bisogno di scrivere e, per come lo sento io, è il mio primo vero libro, non saprei spiegarlo altrimenti. Non sto dicendo che quelli di prima non lo fossero, ho amato scrivere ogni libro, perché è poi quello che conta, quando si scrive, che almeno si ami ciò che facciamo, ma questo libro segna, per me, il tempo del prima e il tempo del dopo, il passato più passato, come dico anche lì. Il che non significa, state tranquilli, che d’ora in poi scriverò solo roba del genere: tornerò anche a scrivere cose più consuete e leggere, ma le scriverò avendo sempre in mente le mie crepe. Ecco, questo è un libro che evidenzia le crepe, come fa la tecnica kintsugi. Nella vita come nella scrittura. Io spero vi piaccia e che vorrete donarmi una recensione per dirmi cosa ne pensate. Intanto vi lascio il booktrailer e l’incipit, per darvi un’idea, e …

Mamma mia! Non ci siamo

Quando ho scritto che io e Annachiara (Please Another Book) andavamo a vedere Mamma mia! Ci risiamo, non capivo perché tanti mi chiedessero un commento dopo. Poi l’ho visto e ho capito. Dopo aver sviscerato il film con Annachiara nell’intervallo tra i due tempi e nel viaggio di ritorno a casa, ecco una recensione che unisce le nostre impressioni. E per una volta sarò buona e vi avviso che ci sono spoiler. Ma non vi dico dove, non sono così buona.
Iniziamo col dire che il mio giudizio è negativo. È anche vero che due giorni prima ho visto The Greatest Showman, che reputo uno dei migliori film degli ultimi dieci anni e per cui ho sviluppato una vera e propria ossessione, e che intanto vi consiglio. Guardate solo il trailer e ditemi se non è spettacolare.


E magari dopo quello qualunque film mi sarebbe parso non all’altezza, però ero partita con ottime aspettative, anche perché ne avevo sentito parlare bene e perché, se lo guardate, anche il trailer di Mamma mia! Ci risiamo sembra, se non sp…

Cinque secondi - cover reveal

È con immenso onore che vi mostro finalmente la copertina di Cinque secondi, di prossima uscita. La copertina è opera di Chiara Bellelli, che ha sopportato con stoica pazienza le mie richieste assurde a qualunque ora del giorno e della notte, conversando con me a suon di GIF. Chiara è bravissima, ha in serbo tante altre sorprese per voi all’interno del libro, e io sto cercando di convincerla che questo è quel che deve fare: condividere la sua arte col mondo, per renderlo più bello. Tutto in questa copertina ha un senso, persino il colore del titolo. Spero tanto che vi piaccia.



Panico in tangenziale

In tangenziale, di ritorno dall’IKEA. Il lettore mp3 manda una canzone che parla di fare l’amore, io, ingenua, metto una mano sulla coscia di mio marito e gli sorrido ammiccante, credendo che il figlio nel sedile posteriore non lo noti. Ma lui lo nota. Lui, che lo chiami per ore e non ti sente, che gli dici le cose mille volte e non gliel’avevi mica detto, che gli fai gesti che neanche l’hostess negli aerei e non ti vede, lui stavolta lo nota. Come quando in un discorso di due ore, sottovoce, dall’altra stanza, le porte chiuse, dici una sola parolaccia e lui la sente. Lui lo nota. «Ma cosa vuol dire fare l’amore?» Io, ghiacciata: «Chiedi a tuo padre.» Marito, ghiacciato anche lui: «Perché a me?» «Be’, spetta a te, sulla meccanica dovresti essere più preparato di me per quanto riguarda il vostro ruolo…» Il marito, l’inutile mucco, decide allora di ripiegare su un: «Sei troppo piccolo per saperlo.» Che sempre, sempre, sempre significa che in mezzo secondo si riparte. «Ma cosa vuol dire fare l’amo…